La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
«Non fare nulla per offenderla» mormorò Nynaeve. Era evidente che comportarsi bene con lui le costava tantissimo. Aveva l’espressione concentrata, le labbra tese "e le mani tremavano dalla voglia di tirare la treccia. «Per una volta in vita tua, sii accomodante... Voglio dire, ricordati che è una donna per bene e non tentare nessuno dei tuoi... Luce, sai cosa intendo.»
Nervoso. Ah! Donna per bene. Ah!
A nessuna delle due sembrava importare che avesse sprecato un intero pomeriggio. Elayne gli diede dei colpetti su una spalla e gli chiese, sempre per favore, di provare per un altro giorno o due. Di sicuro era meglio che andarsene in giro nel Rahad con quel caldo. Nynaeve disse esattamente la stessa cosa, come facevano le donne, ma senza dargli alcun colpetto sulle spalle. Ammisero subito che intendevano trascorrere la giornata cercando di spiare Carridin insieme ad Aviendha, anche se evasero la sua domanda su chi pensavano di poter riconoscere. Nynaeve si lasciò sfuggire qualcosa ed Elayne le lanciò una tale occhiataccia che per una volta Mat pensò che forse sarebbe riuscito a vedere qualcuno che tirava Nynaeve per le orecchie. Accettarono di non perdere d’occhio le guardie del corpo e lasciarono anche che Mat vedesse il camuffamento che avevano intenzione di usare. Anche dopo la descrizione di Thom, vedere le due ragazze trasformarsi d’un tratto in due donne di Ebou Dar proprio davanti ai suoi occhi fu una sorpresa grande quasi quanto la loro remissività. Be’, Nynaeve fu ben poco remissiva col ringhio che emise quando capì che Mat era serio nel dire che Aviendha non aveva bisogno di guardie del corpo. Vedere quelle due donne con le mani giunte che rispondevano con obbedienza e all’unisono lo rendevano nervoso. E Aviendha che annuiva con approvazione! Così fu felice di vederle andare via. Tuttavia, Mat ignorò le loro proteste e le costrinse a dimostrare il camuffamento che avevano in mente di usare quel giorno anche agli uomini che sarebbero andati con loro come scorta. Vanin fu felice all’idea di essere una delle guardie del corpo di Elayne, e fece due volte il saluto, portandosi le nocche a destra e a sinistra della fronte, come un’idiota.
Il grassone non aveva scoperto molto con i suoi controlli. Proprio come il giorno precedente, molte persone andavano e venivano dal palazzo di Carridin, e alcune avevano anche abiti di seta, ma questo non dimostrava che fossero tutti Amici delle Tenebre. Detto questo, dovevano tenere a mente che l’uomo era l’ambasciatore dei Manti Bianchi. Chi voleva commerciare con l’Amadicia con ogni probabilità andava da lui piuttosto che dall’ambasciatore di quelle terre, chiunque fosse. Vanin aveva riferito di essere sicuro che due donne stavano controllando il palazzo di Carridin — l’espressione sul suo volto quando Aviendha si trasformò anche lei in una donna di Ebou Dar fu di totale meraviglia — e anche un vecchio, benché il tipo si era rivelato, con sua sorpresa, vivace. Vanin non era riuscito a guardarlo bene anche se lo aveva visto tre volte. Quando furono tutti usciti dalla sua stanza, Mat inviò Thom e Juilin a controllare cosa riuscivano a scoprire su Jaichim Carridin e un vecchio uomo ricurvo con un interesse particolare per gli Amici delle Tenebre. Se il cacciatore di ladri non fosse riuscito a incastrare Carridin allora la cosa non sarebbe stata fattibile, mentre Thom sembrava avere un suo modo di mettere insieme tutti i pettegolezzi e le voci sentiti in un certo posto, filtrandone poi la verità. Tutto questo era la parte più facile. Lui rimase per due giorni a sudare su quella panca, facendo una passeggiata occasionale lungo il vicolo vicino alla bottega del tintore, e il solo cambiamento fu che il tè era di nuovo disgustoso. Il vino era talmente cattivo che Nalesean cominciò a bere la birra. Il primo giorno il taverniere offrì pesce come pasto di mezzogiorno, ma a giudicare dall’odore sembrava vecchio di una settimana. Il secondo giorno uno stufato di ostriche; Mat ne mangiò cinque scodelle nonostante i pezzi di guscio. Birgitte rifiutò entrambi.
Mat si era sorpreso quando Birgitte aveva raggiunto lui e Nalesean nella piazza di Mol Hara la prima mattina. Il sole era appena sorto, ma la piazza era già piena di persone e carri. «Devo aver chiuso gli occhi per un attimo» rise la donna. «Vi stavo aspettando vicino alla porta che pensavo avreste usato per uscire. Se non vi disturba la compagnia...»
«Talvolta siamo veloci» rispose Mat evasivo. Nalesean lo guardò di sottecchi. Ovviamente non aveva idea del perché fossero usciti di soppiatto da una porta laterale vicino alle stalle. Certo Mat non pensava che Tylin lo avrebbe assalito nei corridoi in piena luce, ma in fondo non faceva mai male essere prudenti. «La tua compagnia è gradita in qualsiasi momento. Grazie.» Birgitte si strinse nelle spalle e mormorò qualcosa che Mat non sentì bene, quindi si mise accanto a lui.
Fu l’inizio della loro amicizia. Qualsiasi altra donna che Mat conosceva avrebbe chiesto il motivo di quel ringraziamento per poi spiegare che non era necessario, oppure l’avrebbe rimproverato con tale vigore perché convinta che lo fosse, o al limite avrebbe reso chiaro che si aspettavano qualcosa di più sostanzioso, il tutto usando tante di quelle parole da far venire voglia di tapparsi le orecchie. Birgitte si era limitata a scrollare le spalle, e nei due giorni successivi accadere qualcosa di stupefacente nella testa di Mat.
Lui era abituato ad ammirare le donne, a sorridere, a ballarci e a baciarle se glielo permettevano, a stringersele al petto se era fortunato. Decidere a quale donna correre dietro era divertente quasi quanto inseguirle, anche se non quanto acchiapparle. Alcune donne naturalmente erano solamente amiche. Poche. Come Egwene, per esempio, anche se non era sicuro di quanto a lungo sarebbe durata quell’amicizia ora che lei era diventata Amyrlin. Nynaeve era una specie di amica, a modo suo, quando riusciva a dimenticare che l’aveva sculacciato più di una volta e a ricordare che adesso non era più un ragazzino. Ma una donna come amico non era la stessa cosa che un uomo. Si era sempre consapevoli che la sua mente seguiva un percorso diverso, che vedeva il mondo con occhi diversi.
Birgitte si sporse verso di lui sulla panca. «Meglio essere cauti» mormorò. «Quella vedova è alla ricerca di un nuovo marito; la custodia del pugnale nuziale è azzurra. E poi la casa è laggiù.»
Mat batté le palpebre perdendo d’occhio la donna in carne che camminava agitando i fianchi in quel modo tanto stravagante, e Birgitte rispose al suo sorriso imbarazzato con una bella risata. Nynaeve lo avrebbe scuoiato con la lingua solo per aver guardato e anche Egwene gli avrebbe fatto pesare il suo disappunto. Alla fine del secondo giorno su quella panca si accorse di essere rimasto seduto tutto il tempo fianco a fianco con Birgitte senza aver mai pensato, nemmeno una volta, di provare a baciarla. Era certo che lei non voleva essere baciata da lui — e se non fosse stato così Mat si sarebbe sentito insultato, considerando quanto erano brutti gli uomini che parevano piacerle. Inoltre lei era un’eroina leggendaria, e lui si aspettava ancora di vederla balzare sul tetto di una casa e afferrare due dei Reietti per il collo. Ma non era solo quello. Sarebbe stato come baciare Nalesean. Birgitte gli piaceva proprio come il Tarenese, nello stesso senso.
Due giorni su quella panca e a fare avanti e indietro nel vicolo tenendo d’occhio il muro di mattoni del giardino sul retro della casa. Birgitte avrebbe potuto scavalcarlo, ma avrebbe rischiato di spezzarsi il collo se lo avesse fatto con indosso un vestito da donna. Mat decise per tre volte, così, d’istinto, di seguire le donne che uscivano da quella casa, due delle quali indossavano la cintura rossa delle Donne Sapienti. Il caso poteva rivelarsi fortunato. Una delle Donne Sapienti svoltò l’angolo per comprare un mazzetto di rape raggrinzite prima di ritornare indietro; l’altra proseguì per due strade per comprare un paio di grossi pesci striati di verde. La terza donna, alta, scura e con indosso un abito di lana grigia, forse una Tarenese, attraversò due ponti prima di entrare in un gran negozio dove venne accolta con ampi sorrisi da un tizio magro e servile, quindi cominciò a osservare il carico di alcune casse laccate e vassoi dentro dei cesti pieni di segatura che vennero poi a loro volta caricati su un carro. Da quello che aveva sentito, la donna sperava di ottenere un bel pezzo d’argento in cambio di quegli oggetti una volta arrivata ad Andor. Mat riuscì ad allontanarsi senza comperare una scatola. A tanto era servita la sua fortuna casuale.