Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La corona di spade
La corona di spade - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La corona di spade

Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:

La corona di spade
1 ... 145 146 147 148 149 150 151 152 153 ... 236
Перейти на страницу:

I servitori che vide nei corridoi del palazzo indossavano tutti una monotona livrea nera, forse era stato un ordine di Rand o forse un’iniziativa dei servitori stessi. Si erano sentiti a disagio senza livrea, come se non sapessero quale fosse il loro posto, e il nero sembrava un buon colore per rappresentare Rand, forse per via degli Asha’man. Quelli che vedevano Perrin si allontanavano velocemente, senza fare riverenze o inchini. Da loro emanava odore di paura. Per una volta il motivo non erano i suoi occhi gialli. Poteva non essere sicuro di farsi vedere con un uomo contro il quale il Drago Rinato aveva scatenato pubblicamente la sua ira proprio quella mattina. Perrin scrollò le spalle, facendo oscillare la bisaccia. Era passato molto tempo da quando qualcuno era stato in grado di sollevarlo e scagliarlo per aria. Era anche vero che nessuno aveva mai usato il Potere per provarci. Gli era rimasto impresso un momento in particolare.

Si era alzato tenendosi la spalla, facendo scivolare la schiena contro la colonna squadrata che aveva posto fine al suo volo. Pensava di avere qualche costola incrinata. Nella Grande Sala del sole c’erano gruppi sparsi di nobili che si erano recati per avanzare varie richieste a Rand e che cercavano di guardare altrove, facevano finta di non esserci. Solo Dobraine aveva guardato, scuotendo il capo grigio, mentre Rand camminava a grandi passi nella sala del trono.

«Mi occuperò di queste Aes Sedai a modo mio!» aveva urlato. «Mi hai sentito, Perrin? A modo mio!»

«Le hai appena messe nelle mani delle Sapienti» aveva gridato lui in risposta, allontanandosi dalla colonna. «Non sai se dormono sulla seta o se si svegliano con la gola tagliata! Tu non sei il Creatore!»

Rand aveva reclinato il capo ringhiando furiosamente. «Io Sono il Drago Rinato!» aveva urlato poi. «Non mi importa di come vengono trattate! Si meritano di essere rinchiuse in una segreta!» I peli sulla nuca di Perrin si erano rizzati quando Rand aveva abbassato gli occhi verso di lui. Il ghiaccio sarebbe sembrato caldo a confronto, quegli occhi lo fissavano da un volto distorto dal dolore. «Sparisci dalla mia vista, Perrin. Mi hai sentito? Vai via da Cairhien! Oggi! Adesso! Non voglio vederti mai più!» Detto questo si era girato ed era andato via, con i nobili che si lanciavano a terra spaventati.

Perrin si era asciugato il rivoletto di sangue che gli colava da un angolo della bocca. Per un momento era stato sicuro che Rand l’avrebbe ucciso.

Scosse il capo per liberarsi da quel pensierose svoltò un angolo andando quasi a sbattere contro Loial che aveva un grande fagotto legato dietro la schiena e una cartella che avrebbe potuto contenere una pecora. L’Ogier stava usando la sua ascia dal manico lungo come bastone da passeggio. Le tasche profonde della giubba erano piene di libri.

Loial rizzò le orecchie pelose nel vederlo, quindi le abbassò di colpo. Il viso si afflosciò e le sopracciglia scesero sopra le guance. «Ho sentito, Perrin» disse tristemente. «Rand non avrebbe dovuto farlo. Le parole pronunciate in fretta creano problemi che durano a lungo. So che ci ripenserà. Forse domani.»

«È tutto a posto» rispose Perrin. «Cairhien è troppo... lucente... per i miei gusti. Io sono un fabbro, non un cortigiano. Entro domani sarò molto lontano.»

«Tu e Faile potreste venire con me. Karldin e io andiamo a visitare lo stedding, Perrin. Tutti gli stedding vicino alle Porte delle Vie.» Un giovane dal volto sottile e pallido in piedi dietro Loial smise di guardare preoccupato Perrin per concentrarsi sull’Ogier. Anche lui aveva una cartella, un fagotto e una spada al fianco. Nonostante la giubba blu Perrin riconobbe uno degli Asha’man. Karldin non sembrò contento di riconoscere Perrin, ed emanava odore di rabbia. Loial guardò nel corridoio dietro Perrin. «Dov’è Faile?»

«Ci incontreremo alle stalle. Abbiamo avuto uno scambio di opinioni.» Era la semplice verità. Talvolta sembrava che a Faile piacesse gridare. Perrin abbassò la voce. «Loial, fossi in te non parlerei delle Porte delle Vie in luoghi dove qualcuno potrebbe sentire.»

Loial sbuffò talmente forte che avrebbe fatto saltare un toro, ma abbassò la voce. «Non vedo altri che noi» rispose. Nessuno a due o tre passi da Karldin avrebbe potuto sentire. Le orecchie di Loial scudisciarono l’aria — era il solo modo di definire quel movimento — poi scattarono all’indietro. L’Ogier era furioso. «Hanno paura di essere visti vicino a te, dopo tutto quello che hai fatto per Rand.»

Karldin tirò Loial per una manica. «Dobbiamo andare» disse, guardando torvo Perrin. Chiunque faceva adirare il Drago Rinato non era più nelle sue grazie. Perrin si chiese se quell’uomo aveva già abbracciato il Potere.

«Sì, sì» mormorò Loial, agitando una mano grossa come un prosciutto, ma rimase appoggiato alla sua ascia con espressione pensierosa. «Non mi piace tutto questo, Perrin. Rand ti ha cacciato via. Mi manda lontano in missione. Come faccio a finire il mio libro...» Agitò le orecchie e tossì. «Be’, non sta né in cielo né in terra. Tu, io e solo la Luce sa dove si trova Mat. Il prossimo a essere mandato via sarà lui. E poi manderà via Min. Stamattina non si è fatto trovare da lei. Mi ha mandato a dirle che non era a palazzo. Credo che lei sapesse che stavo mentendo. Allora si ritroverà da solo, Perrin. ‘È terribile essere soli’, ecco cosa mi ha detto. Sta progettando di mandare via tutti i suoi amici.»

«La Ruota gira come vuole» rispose Perrin. Loial batté le palpebre nel sentire quella eco di Moiraine. Di recente Perrin pensava molto a lei. Aveva indotto Rand a contenersi. «Addio, Loial. Rimani al sicuro e non fidarti di nessuno.» Perrin non guardò Karldin.

«Non stai parlando sul serio, Perrin.» Loial sembrava sorpreso. Sembrava fidarsi di tutti. «Non puoi. Venite con me, tu e Faile.»

«Un giorno ci incontreremo di nuovo» gli rispose Perrin gentilmente e se ne andò in fretta prima di dover aggiungere altro. Non gli piaceva mentire, soprattutto a un amico.

Nella stalla a nord le cose erano molto simili a com’erano nel palazzo. Gli stallieri lo videro arrivare, per cui lasciarono cadere i forconi per il letame e le spazzole per strigliare i cavalli, uscendo tutti di corsa da una porticina sul retro. Dei fruscii nel fienile sopra di lui che forse sarebbero sfuggiti alle orecchie di qualcun altro suggerivano che qualcuno si era nascosto anche lassù; Perrin sentiva respirare in maniera ansiosa e spaventata. Prese Stepper da un box di marmo verde striato, gli mise la briglia e lo legò a un anello dorato. Andò a prendere coperta e sella da un magazzino dove metà delle altre selle erano decorate in argento o oro. Quella stalla era perfetta per un palazzo, con le sue alte colonne di marmo squadrato e i pavimenti puliti, anche sotto la paglia delle gabbie degli animali. Perrin fu felice di lasciare tutta quella grandiosità.

A nord della città seguì la strada dalla quale fera giunto disperatamente insieme a Rand solo pochi giorni prima e cavalcò fino a quando le colline nascosero Cairhien alla sua vista. A quel punto svoltò a est, dov’era rimasta ancora una porzione ragionevole di foresta che discendeva lungo un’alta collina e risaliva quella seguente. Faile spronò Rondine e uscì dagli alberi per andargli incontro, con Aram che la seguiva come un cane. E. volto di Aram si illuminò alla vista di Perrin; l’uomo divideva la sua fedeltà canina fra lui e Faile.

«Marito» disse Faile. Non troppo freddamente, ma Perrin percepiva l’odore di una rabbia profonda e una gelosia pungente sovrapposto al profumo pulito di lei e del sapone alle erbe. Era vestita per il viaggio, con un sottile mantello contro la polvere dietro la schiena e leggeri guanti rossi che si abbinavano perfettamente con gli stivali che spuntavano da sotto la sua gonna da cavallo preferita. Dietro la cintura aveva almeno quattro pugnali riposti nei foderi.

Un movimento alle spalle di Faile si tramutò in Bain e Chiad. E Sulin, con un’altra dozzina di Fanciulle. Perrin era perplesso. Si chiese cosa ne pensasse Gaul. L’Aiel diceva di essere impaziente di prendere Bain e Chiad da sole. Ancora più sorprendenti furono gli altri compagni di viaggio di Falle.

1 ... 145 146 147 148 149 150 151 152 153 ... 236
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)