Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]

Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:

Nel secondo capitolo della saga delle “Cronache del ghiaccio e del fuoco” una rossa cometa apparsa nel cielo dei Sette Regni sembra annunciare tremende sciagure. La lunga estate dell'abbondanza sta per finire, mentre quattro pretendenti, in aperta guerra gli uni contro gli altri, si contendono il Trono di Spade.
1 ... 141 142 143 144 145 146 147 148 149 ... 281
Перейти на страницу:

Il sentiero in salita era ripido e sassoso, la cuspide del Pugno assediata da cumuli di rocce alte fino al petto di un uomo. Furono costretti ad aggirare quello sbarramento verso ovest prima di riuscire a trovare un varco abbastanza largo da consentire il passaggio dei cavalli.

«Questa è una buona posizione, Thoren» dichiarò il Vecchio orso quando furono finalmente in cima. «Difficilmente ne troveremmo una migliore. Ci accamperemo qui ad aspettare il Monco.» Il lord comandante smontò di sella, togliendosi il corvo dalla spalla. Gracchiando proteste, l’uccello nero spiccò il volo.

Visti dalla vetta, i paesaggi attorno al Pugno dei Primi Uomini toglievano il fiato. Ma fu il bastione di roccia tutto attorno ad attrarre l’attenzione di Jon: una barriera di pietre grigie erose dagli elementi, cosparse dalle chiazze livide del lichene, ornate dalle escrescenze verdi del muschio. Si diceva che il Pugno fosse stato una grande fortezza dei Primi Uomini durante l’ormai remota Era dell’Alba.

«Un posto vecchio» dichiarò Thoren Smallwood. «E forte.»

«Vecchio» il corvo di Mormont svolazzò su di loro. «Vecchio vecchio vecchio.»

«Zitto» ringhiò Mormont. Il Vecchio orso era troppo orgoglioso per ammettere una qualsiasi forma di debolezza, ma Jon non si fece trarre in inganno. L’anziano guerriero stava pagando un duro pedaggio per lo sforzo di aver tenuto il passo degli uomini più giovani.

«Queste cime sono facili da difendere, in caso di necessità» disse Thoren mentre camminava lungo l’anello di pietra trattenendo il suo cavallo per le redini. La cappa bordata d’ermellino che era stata di Jaremy Rykker ondeggiava nel vento freddo.

«Sì, qui andrà bene» il Vecchio orso sollevò una mano nell’aria e il corvo venne a posarsi sul suo avambraccio, con gli artigli che grattavano contro la maglia di ferro nera.

«Come faremo per l’acqua, mio signore?» chiese Jon.

«Abbiamo attraversato un ruscello alla base della collina.»

«Una ben lunga scalata per bere un sorso» obiettò Jon. «E al di fuori dell’anello di pietre.»

«Troppo pigro per scalare una collina, ragazzo?» fece Thoren.

«Non troveremo un’altra piazzaforte come questa» concluse lord Mormont. «Quanto all’acqua, la trasporteremo. E faremo delle buone scorte.»

Jon sapeva quando era meglio non discutere, e questo era uno di quei casi. Così l’ordine venne dato e i confratelli dei Guardiani della notte alzarono il loro campo all’interno del cerchio di pietre eretto un tempo dai Primi Uomini. Tende nere spuntarono come funghi dopo la pioggia, coperte e trapunte disseminarono il nudo terreno. Gli attendenti sistemarono i cavalli in lunghe file, procedendo a strigliarli e a dare loro da mangiare. Nella luce morente del pomeriggio inoltrato, i boscaioli presero le loro asce e si diressero verso gli alberi alle quote inferiori, in modo da procurare abbastanza legna per i falò della notte. Una falange di costruttori cominciò a darsi da fare sgombrando gli arbusti, scavando latrine, preparando i rostri di legno induriti alla fiamma. «Voglio che ogni varco nell’anello di pietre sia trincerato e sbarrato dai rostri prima del tramonto» aveva ordinato il Vecchio orso.

Dopo aver eretto la tenda del lord comandante ed essersi occupato delle cavalcature, Jon Snow scese di nuovo la collina alla ricerca di Spettro. Questa volta, il silenzioso meta-lupo apparve immediatamente. Un momento prima Jon stava muovendosi sotto gli alberi, gridando e fischiando, da solo, nel verde profondo, con gli stivali che scricchiolavano sul manto di aghi di pino e di foglie cadute. Il momento dopo, il grande lupo albino era al suo fianco, pallido come le nebbie dell’alba.

Ma quando raggiunsero la barriera di pietre sulla sommità, Spettro esitò. Di nuovo. La belva raggiunse uno dei varchi nell’anello di rocce, annusando in modo cauto. Niente da fare: Spettro si ritirò. Decisamente, quanto aveva annusato non gli piaceva. Jon cercò di afferrarlo per la gualdrappa dietro il collo. L’idea era spingere dentro Spettro con la forza. Non era la più semplice delle imprese. Il meta-lupo pesava quanto lui ed era molto più forte.

«Spettro, ma che cosa c’è che non va, si può sapere?» Era molto strano che il meta-lupo fosse così riluttante. Alla fine, Jon fu costretto a rinunciare. «D’accordo» gli disse. «Va’, forza. Va’ a caccia.»

Gli occhi rossi del lupo rimasero fissi su di lui mentre Jon tornava all’interno del cerchio di pietre ricoperte di lichene.

Avrebbero dovuto essere al sicuro lassù. Dal Pugno si dominavano tutte le direzioni. I versanti nord e ovest erano pareti verticali pressoché inaccessibili, solo il lato est era leggermente meno ripido. Eppure, con il procedere del crepuscolo e l’avanzare delle tenebre tra gli alberi, Jon sentì crescere dentro di sé un oscuro senso di minaccia. “Siamo nel cuore della foresta stregata” ripeté a se stesso. “Forse qui ci sono dei fantasmi. Gli spiriti dei Primi Uomini. Questa, un tempo era la loro fortezza.”

«Smettila di fare il ragazzino spaventato» si disse a voce alta.

Salì sulla sommità dell’anello di rocce, scrutando verso il sole al tramonto. Le ultime luci del giorno si riflettevano come oro lavorato sulla superficie del Fiumelatte, nella sua grande ansa incurvata a sud. A nord e a ovest dell’alto corso del fiume il terreno era più ostile, la fitta foresta si spezzava nei ranghi di alte, spoglie orografie pietrose. L’intero orizzonte era sbarrato dalle grandi ombre di montagne mastodontiche. Si dilatavano a perdita d’occhio, cordigliera dopo cordigliera, le loro cime di metallo ricoperte di nevi perenni. Perfino da quella distanza apparivano immense, fredde e inospitali.

Più vicino, erano gli alberi che dominavano. A sud e a est, la foresta si allargava a perdita d’occhio, un vasto labirinto di tronchi, radici e biforcazioni nelle infinite sfumature del verde. Un labirinto punteggiato qua e là da chiazze di rosso — dove gli alberi-diga, dai tronchi lividi e le foglie scarlatte, si aprivano la strada tra le conifere e gli alberi-sentinella — e da macchie gialle, nei plinti in cui il fogliame stava assumendo il colore dell’autunno. Quando il vento soffiava, Jon poteva udire i lamenti e i cigolii di ramificazioni molto più vecchie di lui. Un miliardo di foglie si torceva in quel vento. Per un battito di ciglia, la foresta stregata parve un mare color verde scuro, gonfiato dalla tempesta, eterno e inconoscibile.

Spettro non sarebbe stato solo, là fuori, di questo Jon era certo. Sotto la superficie di quel mare poteva esserci qualsiasi cosa, strisciante nell’oscurità della foresta, celata tra gli alberi. Qualsiasi cosa poteva avanzare verso l’anello di roccia sulla cima del Pugno. Qualsiasi cosa. E loro non avrebbero avuto alcun modo di saperlo.

Jon Snow rimase là per molto tempo, fino a quando il sole non fu svanito dietro i remoti artigli rocciosi delle montagne, e le tenebre non ebbero avvolto la foresta.

«Jon?» chiamò qualcuno alle sue spalle.

«Mi pareva che fossi tu!» esclamò il giovane confratello di nome Samwell Tarly. «Come va?»

«Abbastanza bene» Jon saltò giù dal perimetro di roccia. «E a te come è andata quest’oggi?»

«Bene. Sul serio. Bene.»

L’ultima cosa che Jon avrebbe fatto in quel momento era allarmare il suo amico, soprattutto adesso che Sam Tarly stava finalmente cominciando a trovare un po’ di coraggio.

«Il Vecchio orso ha detto che intende rimanere qui ad aspettare Qhorin il Monco e gli uomini della Torre delle Ombre.»

«Si direbbe un posto saldo» concordò Sam. «Un fortino dei Primi Uomini. Pensi che ci siano state delle battaglie qui?»

1 ... 141 142 143 144 145 146 147 148 149 ... 281
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)