Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » I fuochi del cielo
I fuochi del cielo - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

I fuochi del cielo

Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:

I fuochi del cielo
1 ... 138 139 140 141 142 143 144 145 146 ... 264
Перейти на страницу:

Elayne sospirò ma prese l’anello di pietra ritorta. «Chiediglielo di nuovo, Nynaeve. È molto difficile affrontare Egwene. Ha visto Birgitte. Non ne parla, ma mi fissa. Quando ci incontriamo dopo che le Sapienti sono andate via, è peggio. Allora potrebbe chiedere ma non lo fa, e questo rende tutto peggiore.» Elayne aggrottò le sopracciglia mentre Nynaeve infilava il piccolo ter’angreal attorno alla corda che portava al collo, con il pesante anello di Lan e il Gran Serpente. «Perché pensi che nessuna delle Sapienti venga mai con lei? Non scopriamo molto nello studio di Elaida, ma sarebbe naturale se avessero l’intenzione di vedere almeno la Torre. Egwene non ne vuole nemmeno parlare davanti a loro. Se sembra che mi avvicini all’argomento, mi rivolge uno sguardo come se desiderasse colpirmi.»

«Credo che vogliano evitare la Torre il più possibile.» Per quello erano molto sagge. Se non fosse stato per la guarigione, ne sarebbe stata lontano, come anche le Aes Sedai. Non stava diventando Aes Sedai, sperava solo di imparare di più sulla guarigione. E di aiutare Rand. «Sono donne libere, Elayne. Anche se la Torre non si trovasse nella confusione in cui è, vorrebbero davvero che le Aes Sedai entrassero nel deserto, portandole via per condurle a Tar Valon?»

«Suppongo che sia così.» Il tono di voce di Elayne però rendeva evidente che non riusciva a capire. Credeva che la Torre fosse meravigliosa e non comprendeva come qualsiasi donna desiderasse evitare le Aes Sedai. Legata alla Torre Bianca per sempre, dicevano quando ti mettevano l’anello al dito. Ed era così. Eppure quella sciocca ragazza non lo considerava affatto un onere.

Elayne la aiutò a svestirsi e Nynaeve si distese sul piccolo letto sbadigliando. Era stato un giorno lungo ed era sorprendente quanto ci si stancasse a rimanere fermi in piedi quando qualcuno che non potevi vedere ti lanciava contro dei pugnali. Diversi pensieri le passavano pigramente in testa mentre chiudeva gli occhi. Elayne sosteneva che stava allenandosi quando aveva fatto la sciocca con Thom. Non che giocare al padre affettuoso con la figlia preferita fosse meno sciocco. Forse anche lei avrebbe potuto esercitarsi, solo un po’, con Valan. Be’, questo sì che era sciocco. Gli occhi degli uomini a volte vagavano — sarebbe stato meglio per Lan non farlo! — ma lei sapeva come essere costante. Semplicemente non avrebbe indossato quel vestito. Troppo seno scoperto.

Vagamente intese Elayne dire, «Ricordati di chiederglielo di nuovo.»

Quindi cadde addormentata.

Stava in piedi fuori dal carro nella notte. La luna era alta e le nuvole di passaggio lanciavano ombre sul campo. Le cicale frinivano e gli uccelli notturni lanciavano il loro richiamo. Gli occhi dei leoni brillavano mentre guardavano da dietro alle gabbie. Gli orsi dal muso bianco dormivano dietro le sbarre. La lunga linea di picchetti era senza cavalli. I cani di Clarine non erano ai guinzagli legati dietro al carro suo e di Petra e lo spazio dove stavano di solito gli s’redit nel mondo reale era vuoto. Aveva capito che solo gli animali selvatici avevano dei riflessi in questo mondo, ma, qualsiasi cosa sostenesse la donna seanchan, era difficile pensare che quelle grosse creature grigie fossero talmente addomesticate da non essere più selvatiche.

Di colpo si accorse che indossava quel vestito. Rosso fuoco, troppo aderente sui fianchi per essere considerato decente e la scollatura dal taglio squadrato era così profonda che il seno avrebbe potuto fuoriuscirne. Non riusciva a immaginare nessun’altra donna, tranne Berelain, indossarlo. Per Lan lo avrebbe fatto. Se fossero stati da soli. Stava pensando a Lan quando si era addormentata. Lo stavo facendo, vero? si chiese.

In ogni caso, senza dubbio non avrebbe lasciato che Birgitte la vedesse con quella cosa indosso. La donna sosteneva di essere un soldato, e più tempo Nynaeve trascorreva con lei, più si rendeva conto che alcuni dei suoi comportamenti e considerazioni, erano tremendi come quelli degli uomini. Peggiori. Una combinazione di Berelain e un frequentatore rissoso di taverne. Non commentava sempre, ma di certo lo faceva quando Nynaeve permetteva ai suoi pensieri di avvolgerla in abiti come quello. Si cambiò indossando della robusta lana dei Fiumi Gemelli, scura con una semplice sciarpa che non le serviva, i capelli in un’acconciatura come si deve, e aprì la bocca per chiamare Birgitte.

«Perché ti sei cambiata?» disse la donna uscendo dalle ombre e appoggiandosi al suo arco d’argento. L’intricata treccia bionda le scendeva su una spalla e la luce della luna risplendeva sull’arco e le frecce. «Mi ricordo che una volta indossai un abito che avrebbe potuto essere il gemello di quello. Era solo per attirare l’attenzione e far passare di soppiatto Gaidal — i soldati avevano strabuzzato gli occhi come rospi — ma era divertente. Gaidal odiava ballare, ma era così impegnato a evitare che ogni uomo mi si avvicinasse che non fece altro.» Birgitte rise con affetto. «Quella sera ho guadagnato cinquanta pezzi al gioco perché era così intento a fissarmi che non guardava le sue pedine. Gli uomini sono strani. Non che non mi avesse mai vista prima, ma...»

«Potrebbe essere» la interruppe Nynaeve, stringendosi lo scialle attorno alle spalle con fermezza.

Prima che riuscisse a porre la sua domanda, Birgitte disse: «L’ho trovata» e tutte le possibili richieste scomparvero.

«Dove? Ti ha vista? Puoi portarmi da lei? Senza che se ne accorga?» Lo stomaco di Nynaeve era pieno di paura, certamente Valan avrebbe parlato molto del suo coraggio se avesse potuto osservarla adesso, ma era sicura che si sarebbe trasformata in rabbia non appena avesse scorto Moghedien. «Se riesci a farmi avvicinare...» si interruppe mentre Birgitte sollevava una mano.

«Non credo che mi abbia vista, o dubito che ora sarei qui.» Adesso era seria. Nynaeve trovava molto più facile starle accanto quando mostrava quell’aspetto dell’essere soldato. «Posso lasciarti avvicinare per un po’, se vuoi andare, ma non è sola. Almeno... Vedrai. Devi restare in silenzio e non fare nulla contro Moghedien. Ci sono altri Reietti. Forse riusciresti a distruggerla, ma sei in grado di eliminarne cinque?»

L’agitazione nello stomaco le salì al petto. E scese nelle ginocchia. Cinque. Avrebbe dovuto chiedere cosa aveva visto e sentito Birgitte e limitarsi a quello. Quindi avrebbe potuto ritornare al suo letto e... Ma Birgitte la stava guardando. Non metteva in dubbio il suo coraggio, la guardava. Pronta a farlo se glielo avesse chiesto. «Resterò in silenzio e non penserò nemmeno a incanalare.» Non con cinque Reietti tutti assieme. Anche se in quel momento non avrebbe nemmeno potuto incanalare una scintilla. Irrigidì le ginocchia per evitare che battessero. «Non appena sei pronta.»

Birgitte sollevò l’arco e mise una mano sul braccio di Nynaeve... e il respiro della donna si fermò. Stavano in piedi sul nulla, attorno a loro l’oscurità infinita, non c’era modo di distinguere l’alto dal basso, e da ogni parte un abisso che avrebbe potuto durare per sempre. Con la testa che le girava si costrinse a guardare nella direzione verso cui Birgitte indicava.

Sotto di loro anche Moghedien stava in piedi nel buio, vestita quasi dello stesso nero che la circondava, china in avanti mentre ascoltava attentamente. E sotto di lei c’erano quattro enormi sedie dallo schienale alto, ognuna diversa dall’altra, erano piazzate su un pavimento di mattonelle bianche brillanti e fluttuavano nell’oscurità. Stranamente Nynaeve riusciva a sentire bene quello che dicevano le persone che erano sedute come se si fosse trovata fra loro.

«...mai stato un codardo,» sosteneva una graziosa donna paffuta dai capelli biondo oro «per cui perché iniziare?» Sembrava vestita di nebbia argentea e gemme brillanti, seduta su una sedia di avorio decorata dalla rappresentazione di una serie di acrobati nudi. Quattro uomini fungevano da zampe e le braccia poggiavano sulla schiena di donne accovacciate. Due uomini e due donne le tenevano un cuscino di seta bianca dietro la testa, mentre al di sopra altri erano contorti in figure che Nynaeve non credeva che un corpo umano potesse realizzare. Arrossì quando si accorse che alcuni facevano altro che figure acrobatiche.

1 ... 138 139 140 141 142 143 144 145 146 ... 264
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)