I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Mi verrà in mente» disse atona. Finiva con ‘bar.’ O era ‘dar’? ‘Lar’? «Prima che ti stanchi di pavoneggiarti sulla corda, ci riuscirò.» E non indosserò quel vestito!
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Una freccia d’argento
Quella sera era il turno di Elayne a cucinare, il che significava che nessun piatto sarebbe stato semplice, sebbene mangiassero seduti su sgabelli attorno al fuoco da campo, con le cicale che frinivano nel bosco circostante e, di tanto in tanto, un uccello notturno a emettere un debole e triste richiamo nella notte che calava. La zuppa veniva servita frédda e sotto forma di gelatina, cosparsa di una spezia verde. Solo la Luce sapeva dove aveva trovato quell’ingrediente, o le piccole cipolle che univa ai piselli. Il manzo era tagliato talmente fino che pareva trasparente e avvolto attorno a qualcosa fatto di carote, pisellini dolci, erba cipollina e formaggio di capra; per dolce c’era anche una piccola torta di miele.
Era tutto gustoso, anche se Elayne si lamentava che nulla fosse come doveva, quasi fosse in grado di eguagliare i cuochi del palazzo reale di Caemlyn. Nynaeve era abbastanza sicura che la ragazza non fosse a caccia di complimenti. Elayne li evitava sempre e diceva esattamente cosa c’era di sbagliato. Thom e Juilin protestavano perché c’era poca carne, eppure Nynaeve notava che non solo divoravano fino all’ultima briciola, ma sembravano anche scontenti quando finiva. Quando cucinava lei, per qualche motivo gli uomini andavano sempre a mangiare in qualche altro carro. Se uno di loro preparava la cena, era sempre stufato e fagioli, così pieno di peperoni secchi che si gonfiava la lingua.
Naturalmente non consumavano i pasti da soli. Ci pensava Duca, portando il suo sgabello e sistemandosi proprio di fianco a dei, la cappa rossa dispiegata per fare maggiore effetto e le lunghe gambe distese per mostrare i polpacci che uscivano dal bordo rivoltato degli stivali. Stava con loro quasi ogni sera. Stranamente mancava solo quando cucinava lei.
In effetti era piacevole avere gli occhi dell’uomo su di sé quando era presente una donna graziosa come Elayne, però. Sedeva troppo vicino; quella sera si era allontanata tre volte, ma lui l’aveva seguita senza perdere una parola e apparentemente senza farci caso; alternava paragoni tra lei e diversi fiori, a sfavore di questi ultimi, ignorando l’occhio nero che non poteva non notare a meno che non fosse cieco e dicendole quanto sarebbe stata bella con quel vestito rosso facendole poi i complimenti per il coraggio mostrato. Per due volte aveva proposto una passeggiata sotto la luna, in maniera così velata che non ne era mai sicura fino a quando non ci rifletteva. «Quell’abito incornicerebbe il tuo ardimento alla perfezione,» le sussurrava «ma non così tanto come fai tu, perché i fiori notturni di gigli ‘dara’ piangerebbero dall’invidia vedendoti passeggiare vicino all’acqua illuminata dalla luna, come farei io, e mi trasformerei in bardo per cantare le tue lodi proprio sotto l’astro.» Nynaeve lo guardò mente elaborava la frase. Luca sembrava convinto che la donna gli facesse gli occhi dolci. Nynaeve lo aveva colpito per sbaglio fra le costole con un gomito prima che lui riuscisse a mordicchiarle un orecchio. Almeno, quelle erano sembrate le sue intenzioni, anche se adesso tossiva sostenendo di aver ingoiato male un pezzo di torta. L’uomo senza dubbio era attraente — smettila! — e aveva un bel polpaccio — ma che fai, gli guardi le gambe? — ma doveva ritenerla una cretina scervellata. Tutto questo per migliorare il suo maledetto spettacolo.
Nynaeve spostò di nuovo lo sgabello mentre l’uomo stava riprendendo fiato. Non poteva allontanarsi troppo senza far palesemente capire che era da lui che fuggiva, comunque aveva pronta la forchetta in caso l’avesse seguita di nuovo. Thom stava esaminando il suo piatto come se sotto gli occhi non avesse altro che una macchia. Juilin fischiettava sommessamente, fissando il fuoco che si estingueva con falsa intensità. Elayne la guardò e scosse il capo.
«Sei stato molto gentile a unirti a noi» disse Nynaeve alzandosi. Luca fece lo stesso con un’espressione speranzosa nel volto illuminato dal bagliore del fuoco. Nynaeve aggiunse il suo piatto a quello che Luca aveva in mano. «Thom e Juilin saranno grati del tuo aiuto a lavare le stoviglie, ne sono certa.» Prima che la bocca dell’uomo finisse di spalancarsi, Nynaeve si rivolse a Elayne. «È tardi e mi aspetto che presto passeremo il fiume.»
«Certo» mormorò Elayne, con appena l’accenno di un sorriso. E unì il suo piatto a quello di Nynaeve prima di seguirla nel carro. Nynaeve aveva voglia di abbracciarla. Fino a quando quella disse: «Davvero non dovresti incoraggiarlo.» Le lampade montate sui sostegni di bronzo si accesero di colpo.
Nynaeve si portò le mani ai fianchi. «Incoraggiarlo! Il solo modo in cui potrei incoraggiarlo di meno sarebbe pugnalandolo!» Tirò su con il naso per accentuare l’enfasi su quanto aveva detto e guardò corrucciata le lampade. «La prossima volta usa uno dei bastoncini di Aludra. I batacchi. Un giorno ti dimenticherai e incanalerai dove non dovresti, allora dove ci ritroveremo? In fuga per la nostra salvezza con un centinaio di Manti Bianchi appresso.»
Ostinata fino in fondo, l’altra donna si rifiutava di mollare la presa. «Forse sono più giovane di te, ma a tratti penso di saperne sugli uomini più di quanto mai scoprirai tu. Per un uomo come Valan Luca, anche solo quella vostra piccola disputa di stasera equivaleva a chiedergli di intensificare la caccia. Se gli staccassi il naso come hai fatto il primo giorno, forse si arrenderebbe. Non gli dici di smetterla, non glielo domandi nemmeno! Continui a sorridergli, Nynaeve. Cosa dovrebbe pensare? Non hai sorriso a nessuno per giorni!»
«Sto cercando di tenere a bada il mio carattere» borbottò Nynaeve. Tutti se ne lamentavano, e adesso che tentava di controllarlo a Elayne non andava bene! Non che fosse così stupida da apprezzare i complimenti dell’uomo. Certo non era tanto sciocca. Elayne rise di lei e Nynaeve si imbronciò.
«Oh, Nynaeve. Non puoi trattenere il sole quando albeggia. Lini forse pensava a te.»
Con uno sforzo Nynaeve mantenne l’espressione impassibile. Poteva tenere a bada la sua indole. Non glielo ho appena dimostrato? si chiese. Allungò la mano. «Dammi l’anello. Luca vorrà passare il fiume domattina presto e vorrei dormire sul serio dopo.»
«Ho pensato che sarei andata io stasera.» La voce di Elayne era leggermente preoccupata. «Nynaeve, sei entrata nel tel’aran’rhiod quasi ogni notte tranne che per gli incontri con Egwene. Quella Bair ha intenzione di fare i conti con te. Ho dovuto dir loro perché non ti eri presentata di nuovo e lei ha risposto che non dovresti avere bisogno di riposare per le volte che sei entrata nel Mondo dei Sogni, a meno che non stessi facendo qualcosa di sbagliato.» La preoccupazione divenne fermezza e la donna più giovane piantò i pugni sui fianchi. «Mi sono sorbita una predica che era destinata a te e non è stato piacevole, con Egwene in piedi che annuiva a ogni parola. Adesso credo davvero che stanotte dovresti...»
«Per favore, Elayne.» Nynaeve non abbassò la mano tesa. «Ho delle domande per Birgitte e le sue risposte potrebbero farmene venire altre in mente.» Ne aveva alcune. Potevano sempre sorgerle nuove domande per Birgitte. Non aveva nulla a che vedere con l’evitare Egwene o le Sapienti. Se visitava tel’aran’rhiod così spesso da costringere sempre Elayne ad andare agli incontri con Egwene, era una pura coincidenza.