I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Dopo aver detto la verità si sentiva meglio, ma sul viso di Elayne era dipinta una strana espressione che la spinse a cambiare argomento. «Che cosa stavi nascondendo?» Si protese e tirò indietro la coperta, rivelando la lunghezza argentea di un a’dam che avevano avuto da Cerandin. «Perché, per la Luce, lo volevi guardare? E poi perché nasconderlo? È uno sporco oggetto e non riesco a capire come fai a toccarlo, ma se vuoi, dipende solo da te.»
«Non adoperare quel tono così compassato» le rispose Elayne. Sul suo volto si affacciò un lento sorriso. con una parvenza di eccitazione. «Credo di poterne creare uno.»
«Crearne uno!» Nynaeve abbassò la voce, sperando che non arrivasse nessuno di corsa a vedere chi stava uccidendo chi, ma non la addolcì. «Luce, perché? Scava prima un pozzo nero. Qualcosa per la raccolta dei rifiuti. Almeno per quelli c’è un uso decente.»
«Non voglio creare un a’dam.» Elayne stava in piedi eretta, con il mento sollevato in quella sua maniera fredda. Sembrava offesa eppure calma. «Ma è un ter’angreal e ho capito come funziona. Ho visto che hai frequentato almeno una lezione su come si creano le connessioni. L’a’dam collega le due donne, per questo anche la sul’dam deve essere in grado di incanalare.» Aggrottò leggermente le sopracciglia. «È uno strano legame. Diverso. Invece di una o più condivisioni con una guida, si tratta di una sola persona che assume tutto il controllo. Credo sia il motivo per cui una damane non può fare nulla che una sul’dam non voglia. Non credo che ci sia realmente bisogno di un guinzaglio. Il collare e il bracciale lavorerebbero altrettanto bene anche senza e allo stesso modo.»
«Lavorare altrettanto bene» ripeté asciutta Nynaeve. «Hai studiato la questione molto accuratamente per essere una che non ha intenzione di fabbricarne un altro.» La donna non ebbe nemmeno il pudore di arrossire. «Per cosa lo useresti? Non posso dire che disapproverei se mettessi un collare a Elaida, ma questo non rende meno disg...»
«Non capisci?» la interruppe Elayne, senza più una traccia di arroganza, rimpiazzata dall’eccitazione e il fervore. Si protese in avanti e poggiò una mano sul ginocchio di Nynaeve mentre le brillavano gli occhi, era compiaciuta con se stessa. «È un ter’angreal, Nynaeve. E credo di poterne fabbricare uno.» Pronunciò ogni parola lentamente e deliberatamente, quindi rise e proseguì. «Se posso fare questo, posso anche farne altri. Forse anche angreal e sa’angreal. Nessuna nella Torre ne è stata in grado per millenni!» Alzandosi rabbrividì e mise le dita davanti la bocca dell’amica. «Non avevo mai pensato di crearne uno prima d’ora. Nulla di utile. Ricordo di aver visto lavorare un artigiano una volta, un uomo che aveva costruito delle sedie per il palazzo. Non erano dorate o elaborate, erano destinate ai servitori, ma potevo leggere l’orgoglio nei suoi occhi. Per quello che aveva creato, un oggetto ben fatto. Mi piacerebbe provare quella sensazione, credo. Oh, se solo sapessimo una frazione di quello che sanno i Reietti. Hanno la conoscenza dell’Epoca Leggendaria nella loro testa, e la usano per servire l’Ombra. Pensa cosa potremmo compiere. Pensa a cosa potremmo realizzare.» Inspirò profondamente lasciando ricadere le mani in grembo, il suo entusiasmo era solo appena diminuito. «Forse riuscirei a capire come è stata costruita Ponte Bianco. Palazzi che sembrano di vetro soffiato, ma più forti dell’acciaio. E il cuendillar. o...»
«Calmati» le rispose Nynaeve. «Ponte Bianco è ad almeno mille chilometri da qui e se credi di poter incanalare sul sigillo, pensaci meglio. Chi sa cosa potrebbe accadere? Quello resta nel sacchetto dentro la stufa, finché non troveremo un altro posto sicuro per nasconderlo.»
L’impazienza di Elayne era strana. A Nynaeve non sarebbe dispiaciuto avere la conoscenza dei Reietti, certo, ma se voleva una sedia, pagava il falegname. Non aveva mai voluto fabbricare nulla, tranne impiastri e linimenti. A dodici anni, la madre aveva smesso di insegnarle a cucire, quando divenne chiaro che a Nynaeve non interessava se andava dritta o meno. Per quanto riguardava il cucinare... riteneva di essere una brava cuoca, ma lei sapeva cosa era davvero importante. Guarire. Qualsiasi uomo era in grado costruire un ponte e lei diceva sempre di lasciarglielo fare con piacere.
«Con te e il tuo a’dam» proseguì, «mi sono quasi dimenticata di dirti una cosa. Juilin ha visto Galad dall’altro lato del fiume.»
«Sangue e maledette ceneri» imprecò Elayne e, quando Nynaeve sollevò un sopracciglio, aggiunse con gran fermezza, «non ascolterò una lezione sul mio linguaggio, Nynaeve. Cosa facciamo adesso?»
«Per come la vedo io, potremmo rimanere da questa sponda del fiume con i Manti Bianchi che ci osservano e si chiedono perché abbiamo lasciato il serraglio ambulante, o possiamo passare il fiume sperando che il Profeta non scateni una sommossa e Galad non ci denunci, o cercare di comperare una barca a remi e fuggire a fondovalle. Non sono delle belle prospettive. E Luca vorrà i suoi cento marchi. D’oro.» Cercò di non mostrarsi corrucciata, ma quella faccenda ancora non le andava giù. «Glieli hai promessi e suppongo che non sarebbe onesto scappare senza pagarlo.» Non ci avrebbe pensato un minuto se ci fosse stato un posto dove fuggire.
«Certo che non lo sarebbe» rispose Elayne con l’aria scioccata. «Ma non dobbiamo preoccuparci di Galad, almeno non fino a quando resteremo vicine al serraglio. Galad non ci si avvicinerà. Ritiene che mettere gli animali in gabbia sia crudele. Non gli dispiace dar loro la caccia, o mangiarli, solo metterli in gabbia.»
Nynaeve scosse il capo. La verità era che Elayne avrebbe trovato il modo di rimandare, anche solo di un giorno, se vi fosse stato un altro sistema per andare via. La donna voleva davvero camminare sulla corda davanti a gente che non fossero gli altri artisti. E probabilmente avrebbe lasciato che Thom le lanciasse contro dei pugnali. Però non indosserò il maledetto vestito! si disse.
«La prima imbarcazione che arriva abbastanza larga da caricare quattro persone» disse «la noleggeremo. Il commercio lungo il fiume non può essersi fermato di colpo.»
«Sarebbe d’aiuto se sapessimo dove ci stiamo recando.» Il tono di voce dell’altra donna era troppo gentile. «Potremmo dirigerci semplicemente verso Tear. Non dobbiamo ostinarci su questa decisione solo perché tu...» si interruppe, ma Nynaeve sapeva cosa voleva dire. Solo perché sei caparbia. Solo perché era incredibilmente furiosa di non riuscire a rammentare un nome che cercava di ricordare a ogni costo per poi andarci anche se ne fosse morta. Be’, nulla di tutto questo era vero. Voleva trovare quelle Aes Sedai che potevano aiutare Rand e condurla da lui, non raggiungere Tear come una patetica rifugiata in fuga per la salvezza.