L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Solo quel che ho detto, Holdwin. Amici bizzarri. Non è di queste parti, vero? Nelle ultime settimane passa un mucchio di gente strana. Un mucchio di gente strana.»
«Senti chi parla.» Holdwin gli scoccò un’occhiata. «Conosco molte persone, anche di Caemlyn. Non come te, rinchiuso da solo nella tua fattoria.» Esitò, poi continuò come se ritenesse necessarie maggiori spiegazioni. «Viene da Four Kings. Cerca un paio di ladri. Giovani. Gli hanno rubato una spada con il marchio dell’airone.»
Rand aveva trattenuto il fiato, alla menzione di Four Kings; alla menzione della spada, lanciò un’occhiata a Mat. L’amico, appiattito contro il muro, fissava il buio con occhi così sgranati che sembravano tutti sclerotica. Anche Rand avrebbe voluto vedere nel buio — il Mezzo Uomo poteva essere dovunque — ma riportò lo sguardo sui due uomini davanti alla locanda.
«Una spada col marchio dell’airone!» esclamò Bunt. «Non c’è da stupirsi che la rivoglia.»
Holdwin annuì. «Sì, e vuole anche i due ladri. Il mio amico è ricco... fa il mercante; e quei due hanno creato inconvenienti fra gli uomini che lavorano per lui. Raccontano storie folli e sconvolgono la gente. Sono Amici delle Tenebre e anche seguaci di Logain.»
«Amici delle Tenebre e seguaci del falso Drago? E raccontano anche storie folli? Non male, per due ragazzi. Non hai detto che sono giovani?» Nel tono di Bunt c’era una nota d’ironia, ma il locandiere parve non notarla.
«Sì. Sotto i vent’anni. C’è una ricompensa per la loro cattura. Cento corone in oro.» Holdwin esitò. «Sono tipi scaltri. Sa la Luce quali storie inventeranno per mettere le persone l’una contro l’altra. E sono anche pericolosi, per quanto sembrino inoffensivi. Maligni. Ti conviene stare alla larga se li vedi. Due ragazzi, uno con la spada, e tutt’e due con la coscienza sporca. Se sono proprio loro il... il mio amico li prenderà subito, appena li avranno localizzati.»
«Sembrerebbe che tu sappia chi cercare.»
«Li riconoscerò, se li vedo» rispose Holdwin, fiducioso. «Solo, non provare a catturarli da solo. Meglio non rischiare che qualcuno resti ferito. Se li vedi, vieni a dirmelo. A loro ci penserà il... il mio amico. Cento corone, ma li vuole tutt’e due.»
«Cento corone per tutt’e due» rifletté Bunt. «Una bella somma. Ci tiene proprio, a quella spada.»
All’improvviso parve che Holdwin capisse che l’altro lo prendeva in giro. «Non so perché te lo racconto» sbottò. «Sei sempre fissato con quel tuo stupido progetto, vedo.»
«Un progetto non tanto stupido» replicò Bunt, tranquillo. «Può darsi che non spunti un altro falso Drago, durante la mia vita; e sono troppo vecchio per mangiare la polvere di qualche mercante da qui fino a Caemlyn. Avrò la strada tutta per me e sarò a Caemlyn domattina, vispo e allegro.»
«Tutta per te?» La voce del locandiere mostrò un brutto tremito. «Non puoi mai dire che cosa si nasconde nella notte, Almen Bunt. Da solo sulla strada, nel buio. Anche se qualcuno ti sente gridare, nessuno toglierà il catenaccio alla porta per venirti in aiuto. Non di questi tempi, Bunt. Nemmeno il tuo vicino di casa.»
L’anziano contadino non si scompose affatto e rispose con la calma di prima. «Se le Guardie della Regina non possono garantire la sicurezza della strada a così breve distanza da Caemlyn, allora non siamo al sicuro nemmeno nel nostro letto. Se vuoi il mio parere, le Guardie potrebbero contribuire a rendere sicura la strada mettendo in catene quel tuo amico. Aggirarsi furtivamente nel buio, con la paura di farsi vedere! Non venirmi a dire che non combina qualcosa di losco.»
«Paura!» esclamò Holdwin. «Vecchio idiota, se sapessi...» Chiuse di scatto la bocca e si scosse. «Non so perché perdo il tempo con te. Vattene! Smettila di fare confusione davanti alla mia locanda.» Rientrò e chiuse rumorosamente la porta.
Borbottando tra sé, Bunt posò il piede sul mozzo della ruota per salire a cassetta.
Rand esitò solo un istante. Mat lo afferrò per il braccio e gli impedì di avanzare.
«Sei impazzito? Ci riconoscerà di certo!»
«Preferisci stare qui? Con un Fade in giro? Quanta strada faremo a piedi, prima che ci scopra?» Cercò di non pensare a quanta strada avrebbero fatto nel carretto, se la creatura li avesse trovati. Si liberò di Mat e avanzò. Si avvolse ben bene nel mantello per nascondere la spada: il vento e il freddo erano giustificazione sufficiente.
«Senza volerlo ho udito che vai a Caemlyn» disse al vecchio.
Bunt sobbalzò e afferrò un bastone ferrato. Aveva il viso pieno di rughe, era quasi sdentato, ma con le mani nodose impugnava saldamente il bastone. Dopo qualche istante, lo puntò a terra e vi si appoggiò. «Così voi due andate a Caemlyn. A vedere il Drago, eh?»
Rand non si era accorto che Mat l’aveva seguito. Però l’amico si teneva ben indietro, fuori del cerchio di luce, e teneva d’occhio, con la stessa aria di sospetto, la locanda, l’anziano contadino e il buio della notte.
«Il falso Drago» disse Rand, senza enfasi.
Bunt annuì. «Certo. Certo.» Scoccò un’occhiata alla locanda, poi rimise il bastone sotto il sedile del carretto. «Se volete un passaggio, salite. Ho già perso troppo tempo.» E montò a cassetta.
Mentre il contadino muoveva le redini, Rand si arrampicò sul pianale. Mat lo raggiunse di corsa, quando il carretto già si avviava. Rand lo prese per le braccia e lo tirò sul pianale.
Il villaggio svanì rapidamente nella notte. Rand si distese sulle assi nude e si sforzò di non lasciarsi cullare dal cigolio delle ruote. Mat soffocò gli sbadigli e tenne d’occhio i dintorni. L’oscurità, punteggiata di luci di finestre, ammantava campi e fattorie. Pareva che le luci lontane lottassero invano contro le tenebre. Un gufo mandò un richiamo lamentoso e il vento gemette come anime perdute nell’Ombra.
"Può essere qui fuori, da qualsiasi parte” pensò Rand.
Anche Bunt parve sentire l’oppressione della notte. «Siete mai stati a Caemlyn?» disse a un tratto. «No, non credo» ridacchiò. «Aspettate di vederla. La più grande città del mondo. Sì, ho sentito parlare di Illian e di Ebou Dar e di Tear e del resto... c’è sempre qualche sciocco convinto che una cosa sia più grande e più bella solo perché è da qualche parte al di là dell’orizzonte... ma per me Caemlyn è la più grande che ci sia. Non potrebbe essere più grandiosa di così. No, non potrebbe. A meno che la regina Morgase, che la Luce la illumini, non si liberi di quella strega giunta da Tar Valon.»
Rand se ne stava disteso con la testa appoggiata al rotolo di coperte e guardava scorrere la notte, lasciandosi cullare dalle parole del contadino. Una voce umana teneva a bada le tenebre e metteva la sordina ai gemiti del vento. Si girò a fissare la massa scura della schiena di Bunt. «Una Aes Sedai, vuoi dire?»
«E che altro? Una Aes Sedai che se ne sta nel palazzo come ragno al centro della tela. Sono un buon suddito della Regina, ma non mi sembra giusto. Ma non voglio dire che Elaida abbia troppa influenza sulla Regina. No, non sono uno di quelli. E in quanto agli sciocchi che sostengono che Elaida è la vera regina in tutto a parte il titolo...» Sputò nella notte. «Questo si meritano. Morgase non è una marionetta che si muove agli ordini di una strega di Tar Valon.»
Un’altra Aes Sedai. Se, anzi quando, arrivava a Caemlyn, forse Moiraine sarebbe andata da una consorella Aes Sedai. Nel peggiore dei casi, questa Elaida forse li avrebbe aiutati ad arrivare a Tar Valon. Guardò Mat, che scosse la testa come se l’amico avesse pensato ad alta voce. Rand non poteva vedere il viso di Mat, ma intuì il deciso diniego.
Bunt continuò a parlare, scuotendo le redini ogni volta che il cavallo rallentava. «Sono un buon suddito, come ho detto; ma anche gli sciocchi dicono qualcosa di sensato, di tanto in tanto. Anche un maiale cieco trova a volte una ghianda. Occorre qualche cambiamento. Questo tempo, i raccolti che non spuntano, le mucche che non danno più latte, vitelli e agnelli che nascono morti o con due teste. Corvi sanguinari che non aspettano nemmeno che le creature muoiano. La gente è terrorizzata. Deve dare la colpa a qualcuno. La Zanna del Drago compare sulle porte. Creature strisciano nella notte. Stalle prendono fuoco. Gira gente, come quell’amico di Holdwin, che spaventa le persone. La Regina deve prendere provvedimenti, prima che sia troppo tardi. Lo capite anche voi, vero?»