L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Moiraine troverà noi» rispose Rand lentamente. Era sopraffatto dall’immensità di Caemlyn; avrebbe voluto andare via, nascondersi, sfuggire a tutta quella gente e a quel frastuono. Nonostante gli insegnamenti di Tam, non riusciva a svuotarsi la mente: i suoi occhi vi trascinavano dentro la città. Si concentrò invece su quel che c’era proprio intorno a lui, ignorando qualsiasi cosa ci fosse al di là. Guardando solo quella via, gli sembrava quasi di trovarsi a Baerlon. L’ultimo posto in cui tutti loro avevano creduto d’essere al sicuro. “Più nessuno è al sicuro” pensò. “Forse loro sono davvero morti. Cosa faremo, in questo caso?"
«Sono vivi! Egwene è viva!» esclamò con forza. Alcuni passanti lo guardarono curiosamente.
«Può darsi» disse Mat. «Può darsi. E se Moiraine non ci trova? Se l’unico a trovarci sarà il... il...» Non riuscì a dirlo.
«Ci penseremo al momento buono. Se si presenterà.» Nel caso peggiore, si sarebbero rivolti a Elaida, l’Aes Sedai del Palazzo. Ma lui avrebbe preferito andare a Tar Valon. Forse Mat non ricordava che cosa aveva detto Thom a proposito dell’Ajah Rossa... e della Nera... ma lui sì. Sentì di nuovo una fitta allo stomaco. «Thom ha detto di cercare una locanda chiamata Benedizione della Regina. Per prima cosa andremo lì.»
«E come? Tra tutt’e due non abbiamo quattrini per un pasto.»
«Almeno, è un punto di partenza. Thom era convinto che avremmo trovato aiuto, in quella locanda.»
«Non posso... Rand, sono dappertutto.» Mat abbassò lo sguardo sulle pietre del lastricato e parve raggrinzirsi per scostarsi dalla gente che li attorniava. «Dovunque andiamo, ci saranno alle calcagna o lì ad aspettarci. Saranno anche alla Benedizione della Regina. Non posso... non... Niente fermerà un Fade.»
Rand lo afferrò per il colletto, sforzandosi di non far tremare la mano. Aveva bisogno di Mat. Se avesse dovuto proseguire da solo... Sentì in bocca il sapore di bile e deglutì con forza.
Si guardò rapidamente intorno: nessuno, gli parve, aveva udito Mat menzionare il Fade; la gente passava, assorta nei propri pensieri. «Siamo arrivati fin qui, no?» disse, in un bisbiglio rauco. «Ancora non ci hanno presi. Possiamo arrivare fino in fondo, se non cediamo. Non ho nessuna voglia di cedere e di aspettarli come una pecora pronta per il macello! Allora? Hai intenzione di stare qui fermo finché non morirai di fame? O finché non ti vengono a prendere?»
Lasciò andare Mat e gli girò le spalle. Serrò i pugni, ma le mani gli tremavano ancora. All’improvviso Mat gli fu al fianco, sempre a occhi bassi, e Rand mandò un sospiro di sollievo.
«Scusa, Rand» borbottò Mat.
«Niente, niente.»
Mat alzò appena lo sguardo per non andare a sbattere contro i passanti, mentre diceva d’un fiato, con voce piatta: «Non posso togliermi dalla testa che non rivedremo più la nostra casa. E io voglio tornarci. Ridi pure, se vuoi: non m’importa. Cosa non darei, per avere qui mia madre a farmi la ramanzina! Mi sembra d’avere dei pesi nella testa, pesi roventi. Estranei tutt’intorno, senza poter dire di chi fidarmi, se pure posso fidarmi di qualcuno. Luce santa, i Fiumi Gemelli sono così lontano che potrebbero trovarsi dall’altra parte del mondo. Siamo soli e non arriveremo mai a casa. Moriremo, Rand.»
«Non ancora. E poi, tutti muoiono. La Ruota gira. Ma non mi siedo ad aspettare che accada.»
«Parli come mastro al’Vere» brontolò Mat, ma in tono un pochino più rincuorato.
«Bene» disse Rand. E pensò: “Luce santa, fa’ che gli altri siano vivi. Non lasciarci da soli".
Cominciò a chiedere indicazioni per arrivare alla Benedizione della Regina. Le risposte variavano enormemente: un’imprecazione contro chi non se ne stava al proprio posto o, più spesso, un’alzata di spalle e uno sguardo vacuo. Alcuni continuarono per la loro strada senza nemmeno un’occhiata.
Un tizio dalla faccia larga, grande e grosso quasi quanto Perrin, piegò la testa e disse: «La Benedizione della Regina, eh? Voi ragazzi di campagna siete suoi sudditi?» Portava una coccarda bianca sul cappello dall’ampia tesa e una larga fascia bianca sulla manica del pastrano. «Be’, siete arrivati troppo tardi.»
Continuò per la sua strada, ridendo della grossa. Rand e Mat rimasero a guardarsi, perplessi. Rand si strinse nelle spalle: Caemlyn era piena di persone bizzarre.
Alcune di esse risaltavano nella folla: pelle troppo scura o troppo chiara, giubbe di foggia strana o di colori vivaci, copricapi a punta o adorni di lunghe piume. C’erano donne col viso velato, donne in veste larga e rigida, donne che mostravano più pelle nuda delle cameriere di locanda. Di tanto in tanto una carrozza, dipinta a colori vivaci e piena di dorature, tirata da un attacco a quattro o a sei cavalli impennacchiati, si apriva la strada tra la folla. Dappertutto c’erano portantine, i cui portatori non badavano affatto a chi spingevano via.
Rand vide una zuffa iniziare per questo motivo: un mucchio di uomini vocianti che menavano pugni, mentre un uomo dalla pelle chiara, in giubba a strisce rosse, scendeva dalla portantina ribaltata. Due uomini malvestiti, che fino a quel momento erano sembrati semplici passanti, gli saltarono addosso prima che si fosse rialzato. La folla che si era fermata a guardare cominciò a diventare minacciosa, a brontolare e a scuotere il pugno. Rand tirò per la manica Mat e si allontanò in fretta. Mat non si fece pregare. Il trambusto del tafferuglio li seguì lungo la via.
Varie volte, a causa degli abiti impolverati che li segnavano come forestieri e parevano attirare certa gente, furono avvicinati da sconosciuti che con aria furtiva, rapide occhiate e piedi pronti alla fuga, offrivano in vendita cimeli di Logain. Il viso di Mat s’illuminò d’interesse, la prima volta almeno; ma Rand rispondeva a tutti con un secco no e loro rispondevano con un cenno e un rapido: «La Luce illumini la Regina, buon mastro», e si dileguavano. Numerose botteghe mettevano in mostra piatti e coppe, istoriati con scene fantasiose del falso Drago in catene davanti alla Regina. E nelle vie circolavano Manti Bianchi: come a Baerlon, intorno a loro la gente lasciava sempre un po’ di spazio.
Rand pensava soprattutto a non farsi notare. Continuò a tenere coperta col mantello la spada, ma la cosa non sarebbe durata a lungo. Prima o poi qualcuno si sarebbe domandato che cosa nascondesse. Ma lui non intendeva seguire il consiglio di Bunt: non poteva rinunciare a quel legame con Tam, con suo padre.
Molti portavano la spada, ma nessuna aveva il marchio dell’airone. Tutti quelli di Caemlyn, però, e alcuni forestieri, intorno al fodero e all’elsa avevano legato strisce di stoffa, rosse con corda bianca o bianche con corda rossa. Nessuno avrebbe visto un marchio dell’airone, sotto quegli involucri. E poi, si disse Rand, seguire la moda locale avrebbe dato meno nell’occhio.
Parecchie botteghe esponevano tavoli con la stoffa e la corda. Rand si fermò davanti a una di esse. La stoffa rossa costava meno di quella bianca, anche se non si vedeva la differenza, a parte il colore perciò Rand comprò la prima, e la corda che s’accompagnava, nonostante le proteste di Mat per i pochi quattrini che restavano. Il bottegaio li squadrò da capo a piedi, a labbra serrate, mentre accettava le monete di rame di Rand, e imprecò contro di lui, quando il ragazzo gli chiese se dentro la bottega c’era un posto dove avvolgere la spada.
«Non siamo venuti a vedere Logain» spiegò Rand, paziente. «Siamo venuti solo a vedere Caemlyn.» Ricordò Bunt e soggiunse: «La città più grandiosa del mondo.» La smorfia del bottegaio non cambiò. «La Luce illumini la buona regina Morgase» concluse Rand, speranzoso.
«Prova a darmi fastidio» replicò il bottegaio, acido. «A portata di voce ci sono cento persone che si prenderanno cura di te anche se le Guardie non vorranno farlo.» Si fermò a sputare, mancando d’un pelo lo stivale di Rand. «Vai a farti i tuoi sporchi affari.»