Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Presagi di tempesta
Presagi di tempesta - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
1 ... 123 124 125 126 127 128 129 130 131 ... 233
Перейти на страницу:

Fu allora che iniziarono le urla.

28

Notte a Hinderstap

«Che tu sia folgorato, Mat!» esclamò Talmanes, liberando la spada con uno strattone dalle budella di un paesano in preda agli spasmi. Talmanes non imprecava quasi mai. «Che tu sia folgorato altre due volte e poi un’altra ancora!»

«Io?» sbottò Mat, ruotando su se stesso, la sua ashandarei che guizzava recidendo di netto i tendini di due uomini dai farsetti color verde brillante. Caddero sulla strada di terra battuta, gli occhi sgranati di rabbia mentre sputacchiavano e ringhiavano. «Io? Non sono io quello che sta cercando di ucciderti, Talmanes. Incolpa loro!»

Talmanes riuscì a tirarsi in sella. «Loro ci hanno detto di andarcene!»

«Sì» disse Mat, afferrando le redini di Pips e tirando via il cavallo dal Castrone Brillo. «E adesso stanno cercando di ucciderci. Non posso essere certo incolpato io per il loro comportamento scontroso!» Grida, urla e lamenti si levavano da ogni parte del villaggio. Alcuni erano arrabbiati, altri terrorizzati, altri in preda al tormento.

Sempre più uomini si riversavano fuori dalla taverna, ognuno grugniva e strillava, ciascuno faceva del suo meglio per evitare la persona accanto a lui. Alami di loro si lanciarono su Mat, Talmanes o sulle Braccia Rosse. Ma molti si limitavano ad attaccare i loro compagni, lacerando la pelle con le mani, scavando le facce con le unghie. Combattevano con una primordiale mancanza di abilità , e solo alcuni pensavano a raccogliere pietre, boccali o pezzi di legno come armi.

Questo era molto più di una semplice rissa da taverna. Questi uomini stavano cercando di uccidersi. C’era già mezza dozzina di cadaveri o quasi tali sulla strada, e da quello che Mat poteva vedere dell’interno della taverna, dentro gli scontri erano altrettanto brutali.

Mat cercò di avvicinarsi piano al carro col suo carico di cibo, con Pips che scalpitava accanto a lui. Il suo forziere d’oro giaceva ancora sulla strada. Gli uomini che combattevano ignoravano sia cibo che denaro, concentrandosi l’uno sull’altro.

Talmanes indietreggiò, così come Harnan e Delarn — i suoi due soldati — che tiravano nervosamente i propri destrieri. Un gruppo di uomini deliranti presto calò sui due paesani che Mat aveva azzoppato, sbattendo le loro teste contro il terreno più e più volte finche non smisero di muoversi. Poi il branco alzò gli occhi annebbiati dalla brama di sangue verso Mat e i suoi uomini. Era un’espressione che non sembrava adatta ai volti puliti: di uomini con farsetti ordinati e capelli pettinati.

«Sangue e dannate ceneri» disse Mat volteggiando su Pips. «In sella!»

A Harnan e Delarn non servirono ulteriori istruzioni. Imprecarono, rinfoderando le spade e saltando in sella. Il branco di paesani si avventò in avanti, ma Mat e Talmanes respinsero l’attacco. Mat cercò di limitarsi a colpi per ferire, ma i paesani erano ingannevolmente forti e veloci, e lui si ritrovò a combattere con l’unico scopo di impedire che lo tirassero giù di sella. Imprecò, iniziando con riluttanza a vibrare colpi mortali, abbattendo due uomini con fendenti al collo. Pips scalciò e ne atterrò un altro con una zoccolata in testa. In pochi istanti, Harnan e Delarn si unirono allo scontro.

I paesani non indietreggiarono. Continuarono a lottare come forsennati finche l’intero branco di otto non fu a terra. I soldati di Mat combattevano con occhi sgranati dal terrore, e Mat non riusciva a biasimarli. Era dannatamente inquietante vedere dei comuni paesani reagire a questo modo! Pareva che in loro non restasse nemmeno un briciolo di umanità. Parlavano solo con grugniti, sibili e urla, e le loro facce erano dipinte di rabbia e sete di sangue. Ora gli altri paesani — quelli che non stavano attaccando direttamente gli uomini di Mat — iniziarono a formare dei branchi, massacrando i gruppi più piccoli dei loro percuotendoli, artigliandoli, mordendoli. Era inquietante.

Mentre Mat guardava, un corpo passò attraverso una delle intelaiature delle finestre della taverna. Il cadavere rotolò a terra col collo rotto. Dall’altro lato c’era Barlden, con occhi folli, quasi inumani. Urlò nella notte, poi vide Mat e — solo per un momento — parve mostrare un accenno di riconoscimento. Poi scomparve, e il sindaco mugghiò di nuovo, correndo avanti per balzare attraverso la finestra rotta e attaccare un paio di uomini che gli voltavano le spalle.

«Muovetevi!» disse Mat, facendo impennare Pips quando un altro branco di paesani lo vide.

«L’oro!» esclamò Talmanes.

«Che sia folgorato l’oro!» disse Mat. «Possiamo vincerne altro, e quel cibo non vale le nostre vite. Andate!»

Talmanes e i soldati voltarono i loro destrieri e partirono al galoppo lungo la strada, con Mat che spronava Pips per unirsi a loro, lasciandosi alle spalle l’oro e il carro. Non valevano davvero le loro vite… Se possibile, avrebbe portato l’esercito al mattino per recuperarli. Ma prima dovevano sopravvivere.

Galopparono per breve tempo, poi Mat li rallentò all’angolo successivo sollevando una mano. Si guardò sopra la spalla. I paesani li stavano ancora inseguendo, ma il galoppo per ora li aveva lasciati indietro.

«Sto ancora dando la colpa a te» disse Talmanes.

«Pensavo che ti piacesse combattere» disse Mat.

«Mi piacciono alcuni combattimenti» precisò Talmanes. «Sul campo di battaglia o una bella rissa da taverna. Ma questa… questa è follia.» Il branco di paesani si era messo carponi e quelli si stavano muovendo con una strana andatura saltellante. Talmanes rabbrividì visibilmente.

C’era a malapena abbastanza luce per vedere. Ora che il sole era calato, quelle montagne e le nubi grigie bloccavano quel poco di luce che rimaneva. Delle lanterne fiancheggiavano molte delle strade, ma non pareva che nessuno le avrebbe accese.

«Mat, stanno guadagnando terreno» disse Talmanes, tenendo la spada sguainata in mano.

«Questo non riguarda la nostra scommessa» disse Mat, ascoltando le grida e le urla. Provenivano da tutto il villaggio. Lungo una via secondaria, un paio di corpi che lottavano infransero una finestra al piano superiore di una casa. Erano donne, che si stavano graffiando mentre cadevano, e piombarono a terra con un tonfo nauseante. Smisero di muoversi.

«Andiamo» disse Mat, voltando Pips. «Dobbiamo trovare Thom e le donne.» Galopparono lungo una strada laterale che avrebbe intersecato la via principale, superando branchi di uomini e donne che lottavano nei canali di scolo. Un uomo grasso con le guance insanguinate barcollò in mezzo alla strada e Mat a malincuore lo travolse. C’erano troppe persone che combattevano ai lati perché potesse rischiare di guidare i suoi uomini attorno al povero sciocco. Mat vide perfino dei bambini lottare, mordendo le gambe di quelli più grossi di loro e strangolando i loro coetanei.

«L’intera maledetta città è impazzita» borbottò Mat in tono cupo mentre loro quattro piombavano a tutta velocità nella strada principale e svoltavano verso la locanda raffinata. Avrebbero raccolto le Aes Sedai, poi avrebbero fatto il giro verso est per andare a prendere Thom, dato che la sua locanda era la più distante.

Purtroppo lo strada principale era peggio di quella che Mat aveva lasciato. Ora era quasi completamente buio. In effetti, gli sembrava che l’oscurità fosse scesa troppo rapidamente qui. In modo quasi innaturale. La strada brulicava di ombre, figure che si azzuffavano, strillavano e si dibattevano nelle tenebre sempre più profonde. Al buio, quegli scontri a volte parevano essere singole creature compatte… Orribili mostruosità con una dozzina di arti che si agitavano e cento bocche che urlavano dall’oscurità.

Mat spronò Pips in avanti. Non c’era nient’altro da fare tranne caricare proprio nel mezzo.

«Luce» urlò Talmanes mentre galoppavano verso la locanda. «Luce!»

Mat strinse i denti e si sporse in avanti su Pips, tenendo la lancia vicino al fianco mentre cavalcava attraverso quell’incubo. Dei ruggiti scossero le tenebre e corpi rotolarono per la strada. Mat rabbrividì per quell’orrore, imprecando sottovoce. Sembrava che la notte stessa provasse a soffocarli, a strangolarli, e a generare bestie di oscurità e morte.

1 ... 123 124 125 126 127 128 129 130 131 ... 233
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)