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Crocevia del crepuscolo

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Crocevia del crepuscolo
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La terra si inclinava verso l’alto dal fiume Erinin, non in colline ma semplicemente sollevandosi verso il mostruoso picco che incombeva a ovest, così massiccio che sembrava farsi beffe del termine ‘montagna’. Montedrago avrebbe torreggiato sopra ogni altra cosa perfino nella Dorsale del Mondo; nella regione relativamente piatta attorno a Tar Valon, la sua cresta ammantata di bianco pareva toccare il cielo, specialmente quando come adesso un sottile filo di fumo si levava dalla sua cima frastagliata. Un filo sottile a quell’altezza sarebbe stato qualcosa di completamente diverso, da vicino. Gli alberi scomparivano a neanche metà dei fianchi di Montedrago, e nessuno era mai riuscito a raggiungere la vetta o nemmeno ad arrivarvi vicino, anche se si diceva che le pendici fossero disseminate delle ossa di coloro che avevano tentato. Perché qualcuno volesse anche solo provarci era qualcosa di inspiegabile. Alle volte la lunga ombra che la montagna proiettava la sera si stendeva fino alla città. Le persone che vivevano in quella regione erano abituate a Montedrago che dominava il cielo, proprio come lo erano alla Torre Bianca che incombeva sopra le mura cittadine, visibile per miglia. Erano entrambe vestigia immutabili, che erano sempre state lì e sempre ci sarebbero state, ma erano i raccolti e i mestieri a impegnare le vite delle persone, non montagne o Aes Sedai. In minuscoli borghi di dieci o dodici case di pietra col tetto di paglia o ardesia e nell’occasionale villaggio di cento, i bambini che giocavano nella neve o trasportavano secchi d’acqua dai pozzi si fermavano per fissare stupiti i soldati che cavalcavano lungo i percorsi in terra battuta che potevano passare per strade quando non erano coperti di neve. Non portavano nessuno stendardo, ma alcuni dei soldati avevano la fiamma di Tar Valon ricamata sui mantelli o sulle maniche della giacca, e gli strani mantelli dei Custodi lasciavano intendere che alcune delle donne erano Aes Sedai. Perfino così vicino alla città, era stato raro vedere delle Sorelle fino a poco tempo fa, ed erano ancora qualcosa che faceva brillare gli occhi dei bambini. D’altra parte gli stessi soldati arrivavano poco dopo nella lista delle meraviglie. Le fattorie che nutrivano Tar Valon coprivano la maggior parte del territorio, campi cinti di pietra che circondavano case dalle forme irregolari e alti granai di roccia o di mattoni, con macchie, boschetti e gruppi di alberi nel mezzo, e capannelli di bimbi delle cascine spesso correvano a poca distanza paralleli alla linea del tragitto, balzando fra la neve come lepri. Le incombenze dell’inverno tenevano dentro casa molta della gente più anziana, ma coloro che si avventuravano fuori, pesantemente imbacuccati contro il freddo, non riservavano che una fugace occhiata a soldati, Custodi o Aes Sedai. La primavera sarebbe giunta presto, così come la semina, e questa non sarebbe stata influenzata dalle azioni delle Aes Sedai. Che la Luce volesse, non sarebbe stato così. Non era il caso di avere delle guardie a meno che cavalcassero come aspettandosi un attacco, e lord Gareth aveva organizzato un forte gruppo di avanguardia e linee di fiancheggiatori, con altre unità che procedevano in retroguardia mentre lui guidava la massa dei soldati proprio dietro i Custodi che seguivano da presso Sheriam e il ‘concilio’. Tutti assieme formavano un grande anello oblungo attorno a Egwene, e lei riusciva quasi a immaginare di star cavalcando per la campagna sola con Delana se non si guardava attorno con troppa attenzione. O se guardava al di là. Invece di spronare l’Adunante Grigia a parlare – era una lunga cavalcata fino all’accampamento, e a nessuno era permesso di tessere un passaggio dove il flusso poteva essere osservato; quindi c’era tempo in abbondanza per sentire quello che Delana aveva da dire –

Egwene paragonò le fattorie che oltrepassavano a quelle nei Fiumi Gemelli.

Forse la consapevolezza che i Fiumi Gemelli non erano più la sua casa la spinse a esaminarle. Riconoscere la verità non poteva mai essere un tradimento, tuttavia aveva bisogno di ricordare i Fiumi Gemelli. Se dimenticavi le tue origini, potevi dimenticare anche chi eri, e a volte la figlia del locandiere di Emond’s Field le sembrava un’estranea. Qualunque di queste fattorie sarebbe parsa decisamente singolare, se fosse sorta vicino a Emond’s Field, anche se non riusciva a stabilire con esattezza il perché. Una forma differente nelle case, una diversa inclinazione nei tetti. E qui le case erano sormontate da lastre di ardesia più spesso che dalla paglia, quando riusciva a distinguerle attraverso la neve che in molti casi era ammonticchiata sui tetti. Certo, adesso nei Fiumi Gemelli c’era meno paglia e più pietra e mattoni di un tempo. L’aveva visto, nel Tel’aran’rhiod. I cambiamenti giungevano così lentamente che non li notavi mai avvicinarsi furtivi, oppure troppo veloci per abituarcisi, ma arrivavano. Nulla restava lo stesso, perfino quando pensavi che fosse così. O lo speravi.

«Alcune ritengono che tu stia per legarlo a te come Custode» disse Delana all’improvviso con voce calma. Era come se stesse parlando di argomenti spiccioli. La sua intera attenzione pareva concentrata sul sistemare il cappuccio del suo mantello con mani guantate di verde. Cavalcava bene, armonizzandosi con il movimento della sua giumenta talmente senza sforzo che pareva ignara dell’animale. «Altre pensano che forse tu l’abbia già fatto. Io stessa non ne ho uno da un po’ di tempo, ma solo sapere che il tuo Custode è lì può essere un sollievo. Se scegli quello giusto.»

Egwene sollevò un sopracciglio – era orgogliosa di non aver fissato la donna a bocca spalancata, questo era proprio l’ultimo argomento che si sarebbe aspettata – e Delana aggiunse: «Lord Gareth. Passa un bel po’ di tempo con te. È un po’ più vecchio della norma, ma le Verdi scelgono spesso un uomo più esperto come primo. So che non hai mai davvero avuto una Ajah, tuttavia penso spesso a te come a una Verde. Mi domando, Siuan sarebbe sollevata o turbata se tu lo legassi? A volte penso la prima, a volte la seconda. La loro relazione, se può essere definita così, è molto particolare, nondimeno lei non pare affatto a disagio.»

«Allora devi chiederlo a Siuan.» Il sorriso di Egwene aveva in sé un certo mordente. Anche il suo tono, se era per quello. Lei stessa non comprendeva del tutto perché Gareth Bryne le avesse offerto la sua lealtà, ma il Consiglio della Torre avrebbe dovuto far miglior uso del proprio tempo piuttosto che chiacchierare come contadinotte. «Puoi dire a chiunque vuoi che non ho legato nessuno, Delana. Lord Gareth passa del tempo con me, per dirla con le tue parole, perché io sono l’Amyrlin e lui è il mio generale. Puoi ricordare loro anche questo.» Perciò Delana pensava a lei come a una Verde. Quella era l’Ajah che avrebbe scelto, anche se, in verità, voleva un solo Custode. Ma Gawyn era o all’interno di Tar Valon oppure sulla strada per Caemlyn e, in ogni caso, lei non avrebbe messo le mani su di lui per un bel pezzo. Da quello che aveva visto del Consiglio, ora capiva perché spesso Siuan pareva un orso col mal di denti quando era Amyrlin.

«Non lo definirei un argomento che suscita ampie discussioni» mormorò Delana. «Finora. Tuttavia, c’è qualche interesse sulla possibilità che tu leghi un Custode, e chi. Dubito che Gareth Bryne verrebbe considerato una scelta saggia.» Si torse sulla sella per guardare dietro di loro. Verso lord Gareth, pensò Egwene, ma quando l’Adunante si voltò di nuovo disse, molto piano: «Sheriam non è mai stata una tua scelta come Custode degli Annali, ovviamente, ma devi sapere che le Ajah hanno messo il resto di quelle Sorelle anche per sorvegliarti.» La sua giumenta grigia pezzata era più bassa di Daishar, perciò dovette alzare la testa per guardare Egwene, cosa che cercò di fare senza darne l’impressione. Quegli acquosi occhi azzurri furono all’improvviso piuttosto acuti. «Qualcuno supponeva che Siuan ti stesse consigliando... troppo bene... dopo il modo in cui hai determinato la dichiarazione di guerra contro Elaida. Ma lei è ancora in preda al rancore per il mutamento della sua condizione, non è vero? Sheriam viene vista come la colpevole più accreditata, ora. In ogni caso, le Ajah vogliono un po’ di preavviso se decidi di tirar fuori un’altra sorpresa.»

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