Il mangiatore d'anime [The Soul Eater - it]
- Автор: Резник Майкл (Майк) Даймонд
- Год: 1984
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
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— Ma non l’avevi ucciso.
— Devo averne distrutto una minuscola parte, un frammento dell’insieme sufficiente però perché quell’essere mi trasmettesse il senso della morte.
— Se lo dici tu… Ma come mai ha ucciso solo il Marinaio e non te?
— È semplice — rispose Lane. — Il Marinaio era vecchio, e forse voleva morire, dopo aver finalmente visto lo Spazzastelle. Io sono più giovane e più forte, e non voglio ancora morire. Molto probabilmente ci vuol qualcosa di più del senso della morte per uccidermi.
— Be’, dà un’opportunità al mio liquore — disse Tchaka andando al piccolo bar nascosto dietro lo scaffale delle carte. — Ti ucciderà prima che tu possa rivedere la Bestia dei Sogni. E poi, continuo a sostenere che non esiste una cosa capace di trasmettere emozioni.
— Forse no — ammise Lane, — però forse riceve anche le mie emozioni. Non c’è modo di saperlo. Ma so quello che ho provato, e so che cosa ha ucciso il vecchio. Non ho mai avuto un incubo in vita mia, ma ne ho tutte le notti da quando ho visto quella creatura.
— Dev’essere una bestia eccezionale se è capace di procurare incubi a Nicobar Lane — osservò Tchaka versandosi da bere.
— Lo è. Dispone di un sistema protettivo maledettamente efficace. Più è minacciato, più il suo assalitore ha paura.
— Ma a parte te, Nicobar, chi o cosa, nell’universo potrebbe assalirlo?
— Qualcosa ci sarà pure — opinò Lane stringendosi indifferente nelle spalle, — altrimenti non avrebbe sviluppato un meccanismo difensivo…
— Questo è il guaio con te, Nicobar — dichiarò Tchaka concedendosi un sorriso che fece scintillare i denti d’oro alla luce del lampadario. — Tu vedi tutto con gli occhi del cacciatore. Forse esiste qualcos’altro oltre alla carne e a chi la mangia, nell’universo.
— E sarebbe?
— Forse Dio non è un cacciatore, forse Lui ama.
— Non ho la minima idea di cosa tu stia parlando.
— Quel meccanismo se esiste, è davvero una cosa interessante. Io mi chiedo: tu cosa ne faresti, Tchaka? E dal momento che Tchaka è gentile, altruista, generoso, penso che farei provare alle donne quello che provo io guardandole, quando le tocco e le abbraccio. Ecco come me ne servirei io, Nicobar, e chi dice che tu non sia più simile all’idea che la Bestia dei Sogni si fa di Dio di quanto non lo sia io? Forse è un meccanismo di riproduzione, forse ridesta il desiderio di attirare altre Bestie.
— Tu parti dal presupposto che ne esistano altre, mentre io non ne sono sicuro — ribatté Lane.
— Forse hai ragione tu, però non ha nemmeno nemici naturali. Perché dovresti pensare che quel meccanismo è stato creato per uno scopo e non invece per un altro?
— Se si tratta di un meccanismo per la riproduzione, perché trasmetterebbe anche terrore o morte?
— Non ti piacerebbe che una donna ti dicesse che la fai morire di piacere? — sogghignò Tchaka. — Ma forse sbaglio. Forse, solo Tchaka è capace di mandarle in paradiso in quel modo.
— Credevo che tutte le tue donne andassero all’inferno.
— Non ho prove empiriche del contrario — disse seccamente Tchaka.
— Sai — riprese Lane, — una volta sono stato sulla Terra e ho visto uomini e bestie su parecchi altri mondi, ma tu sei senza dubbio l’unico essere vivente che io abbia mai visto che sia fatto solo di appetiti.
— Serve a tener lontana la morte — disse ridendo Tchaka. — Se me lo chiedi, ti dico subito che scelgo sempre e comunque la vita.
— Qualcuno potrebbe non essere d’accordo con te nel tuo modo di concepire la vita.
— Cosa ne sanno quelli? La gente che sa vivere capisce la vita, Nicobar. Chi non sa vivere si limita a definirla.
— Hai mai pensato di scrivere un libro di filosofia spicciola, Tchaka?
— Spesso. Ma disprezzo quelli che avrebbero il tempo di leggerlo.
— È comprensibile — disse ridendo Lane.
— Certo. Io sono un uomo sensibile, profondo e anche lussurioso. Scendiamo, Nicobar.
— No, grazie, avevo un motivo per venir qui.
— Non sei venuto solo per parlare con me? Il mio amor proprio si sente ferito.
— Un po’ d’oppio e una bionda basteranno a farlo guarire. Devo confessarti, Tchaka, che mi è difficile provare comprensione per te.
Tchaka si strinse nelle spalle. — E allora cosa ti ha spinto a venire qui?
— Mi pare evidente: per guardare le mappe.
— Ma sono antiche e sorpassate.
— Lo so.
— E allora perché vuoi perder tempo a consultarle? Se una ti segnala che un pianeta ha un’atmosfera respirabile, e magari si tratta di un gigante gassoso.
— Non mi interessano i pianeti — disse Lane andando allo scaffale a prendere qualche mappa a caso.
— Le stelle, allora? Cosa puoi cacciare, su una stella?
— Non mi interessano neanche le stelle.
— E allora cosa…? — Tchaka s’interruppe scoppiando in una fragorosa risata. — Cerchi la Bestia dei Sogni. Deve averti sconvolto il cervello, Nicobar. Non la troverai sulle mappe.
Lane si voltò a guardarlo: — Qualcuno che non sapeva cosa fosse potrebbe averla segnata su una carta come stella. Nei primi tempi delle esplorazioni spaziali non erano dotati di sensori sofisticati come quelli di oggi. Vista da un oblò o su uno schermo e parzialmente oscurata dalla nube di polvere potrebbe esser stata scambiata per una stella lontana. Se riesco a scoprire avvistamenti di questo genere, riuscirò a tracciare il percorso che segue per nutrirsi.
— Ma perché? Tanto non hai intenzione di darle la caccia.
— Chiamala curiosità — disse Lane riponendo la prima mappa dopo averle dato un’occhiata.
— Io la chiamerei idiozia — lo corresse Tchaka mentre Lane srotolava un’altra mappa.
— Che male c’è a volerne sapere un po’ di più?
— È quel che dicono tutti quelli che frequentano la fumeria. Quella bestia è morte, Nicobar. Scendi da basso con me e goditi la vita.
— Dopo — rispose Lane esaminando una terza mappa.
— Bah! — esclamò Tchaka. — Perché me la prendo tanto? Non ho mai trovato nessuno con cui abbia così poco in comune come con te. Perché dovrebbe importarmi quel che fai?
— Infatti non ti devi preoccupare.
— Cosa faresti se ti prendessi su di peso per portarti da basso?
— Probabilmente cercherei di ucciderti.
— Non ci riusciresti.
— Già. Perché, vuoi provarci?
— Se lo facessi non saremmo più amici, vero?
— L’hai detto.
— Perché Tchaka dovrebbe curarsi se gli sei amico.
— I contrarii si attirano — disse sorridendo Lane.
— Per questo forse ti interessa tanto la Bestia dei Sogni. Non potresti esserle più diverso.
— Fra attrazione e interesse c’è una differenza che ti sfugge. Le tue puttane ti attraggono, quella creatura mi interessa.
— Ma mi sembra un’inutile perdita di tempo. Quel maledetto coso non ha più alcun valore, adesso che sai di cosa è fatto.
— Quella creatura non ha mai avuto alcun valore, e le tue ragazze valevano qualcosa prima che tu ne abusassi.
— Vuoi offendere le mie puttane?
— Non sia mai detto! Solo la tua integrità.
— Se è così ti perdono — disse ridendo Tchaka avviandosi alla porta. — Ti manderò su una ragazza con una bottiglia.
— Non subito — disse Lane srotolando una mappa su un prezioso tappeto. — E invece di una bottiglia, mandami un bricco di caffè.
— Mi fai compassione, Nicobar.
— A me fa compassione chiunque verrà a letto con te stanotte — ritorse Lane.
— Devo mandarti su la ragazza con un certificato di buona condotta, domattina? — chiese Tchaka, ma Lane, chino su un’antica mappa stellare, non rispose.