I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
«Non dovremmo nasconderci» scattò una ragazza dai ricci scuri fermandosi al tavolo. Min la riconobbe, un’Ammessa che si chiamava Faolain, credeva fosse rimasta alla Torre. A Faolain non era mai piaciuto nulla o nessuno, che Min sapesse, e aveva spesso detto che avrebbe scelto l’Ajah Rossa una volta eletta Aes Sedai. Una perfetta seguace di Elaida. «Perché sei venuta qui? Con lui! Perché lei è venuta?» Min non aveva dubbi riguardo a chi si riferisse. «È colpa sua se dobbiamo nasconderci. Non credo che abbia aiutato Mazrim Taim a scappare, ma se si fa vedere qui con lui, forse lo ha fatto davvero.»
«Questo è troppo» disse una donna snella con i capelli neri che le scendevano sulle spalle fino alla vita, rivolgendosi all’Ammessa. A Min sembrò di riconoscerla, portava un abito da cavallo di seta dorata. Edesina. Doveva essere una Gialla. «Vai a fare quello che ti compete.» Le disse. «E se vuoi portare del cibo, Tabiya, sbrigati.» Non si soffermò sull’inchino brusco di Faolain, la novizia ne fece uno migliore e andò via, ma appoggiò una mano sulla spalla di Logain. Con gli occhi rivolti al tavolo, non sembrò notarlo.
Davanti agli occhi di Min apparve un collare d’argento stretto attorno al collo della donna che di colpo sembrò spezzarsi. Min fu scossa dai brividi. Non le piacevano le visioni connesse alle Seanchan. Almeno Edesina sarebbe in qualche modo fuggita. Anche se Min avesse voluto esporsi, non aveva senso avvisare quella donna, non avrebbe cambiato le cose.
«È perché è stato domato» disse l’Aes Sedai dopo un momento. «Ha rinunciato alla voglia di vivere. Non c’è nulla che possa fare per lui. Non che sia sicura di volerlo.» Lo sguardo che rivolse a Min prima di andare via era tutt’altro che amichevole.
Un’elegante donna dall’aspetto statuario con indosso un abito di seta color ruggine si fermò a qualche passo di distanza, esaminando freddamente Min e Logain con occhi privi di espressione. Kiruna era Verde e di maniere regali, sorella del re di Arafel, così aveva sentito dire Min, ma nella Torre si era comportata in maniera amichevole con lei. La ragazza le sorrise ma quei grandi occhi scuri la oltrepassarono senza riconoscerla e Kiruna uscì dalla locanda insieme a quattro Custodi, uomini differenti ma tutti con quel modo di muoversi così letale.
In attesa che arrivasse da mangiare, Min sperò che Siuan e Leane stessero ricevendo un benvenuto più caloroso.
27
Esercitare la diffidenza
«Siete temerarie» disse Siuan alle sei donne che la osservavano da diverse sedie. La stanza era arredata in maniera confusa. C’erano due larghi tavoli da cucina contro la parete, su cui erano appoggiati delle penne, delle boccette per l’inchiostro e tutti i tipi di contenitori con sabbia disposti in bell’ordine. Lampade scompagnate, alcune di ceramica smaltata e altre dorate, candele di ogni dimensione e lunghezza erano pronte per fornire la luce necessaria alla sera. C’era anche una striscia di tappeto di seta di Illian, blu, rosso e oro, disteso su una serie di rozze tavole sbiancate. Lei e Leane si erano messe a sedere dall’altro lato del tappeto, perché su loro convergessero gli sguardi delle altre. Alcune finestre a battenti con i vetri rotti o rimpiazzati da seta oleata lasciavano entrare refoli di vento, ma non abbastanza da far diminuire il caldo. Siuan si disse che non invidiava a quelle donne la loro capacità di incanalare — ormai aveva superato la cosa — ma il fatto che non sudassero. Il suo volto era completamente bagnato. «Tutta quell’attività lì fuori è solo un gioco e uno spettacolo. Forse vi illudete a vicenda e forse riuscite anche a farvi credere dai Gaidin — anche se non ci conterei se fossi in voi — ma non potete imbrogliare me.»
Sperava che Morvrin e Beonin non si fossero aggiunte al gruppo. Morvrin era molto scettica su tutto, malgrado un aspetto placido e a volte vagamente assente, una Marrone robusta con i capelli grigi che pretendeva almeno sei prove prima di convincersi che un pesce avesse le squame. E Beonin, una graziosa Grigia con i capelli biondo scuro, gli occhi grigio azzurri così grandi da conferirle un’aria sempre leggermente stupita, faceva sembrare Morvrin un’ingenua.
«Elaida ha la Torre in pugno e sapete che maltratterà Rand al’Thor» disse Siuan con disprezzo. «Sarà pura fortuna se non si lascerà prendere dal panico facendolo domare prima di Tarmon Gai’don. Sapete anche che qualsiasi siano i vostri sentimenti nei confronti di un uomo che incanala, le Rosse lo provano in misura dieci volte più intensa. Forse la Torre Bianca è in un momento di estrema debolezza quando invece dovrebbe essere al culmine della sua forza, nelle mani di una sciocca quando dovrebbe avere una guida esperta.» Arricciò il naso fissandole negli occhi una per una. «E ve ne state sedute qui andando alla deriva con le vele ammainate. O forse siete in grado di persuadermi che state facendo qualcosa di più che girarvi i pollici e giocare con le bolle di sapone?»
«Sei d’accordo con Siuan, Leane?» chiese tranquilla Anaiya. Siuan non aveva mai capito perché a Moiraine piacesse quella donna. Cercare di farle fare qualcosa che non voleva era come colpire un sacco di piume. Non si opponeva e nemmeno discuteva, rimaneva semplicemente seduta rifiutando di muoversi. Dalla posizione che assumeva, con le braccia conserte, sembrava più una donna che aspettava di impastare il pane piuttosto che un’Aes Sedai.
«In parte sì» rispose Leane. Siuan le rivolse uno sguardo duro che lei ignorò. «Certamente riguardo Elaida. La donna farà un cattivo uso di Rand al’Thor come anche della Torre. Per il resto, so che avete lavorato duramente per riunire il maggior numero di Sorelle qui e mi aspetto che stiate facendo del vostro meglio per organizzare qualcosa contro Elaida.»
Siuan tirò su con il naso. Avviandosi verso la sala comune aveva dato un’occhiata ad alcune di quelle lettere che esaminavano assiduamente. Liste di provvigioni, distribuzione di legname per la ricostruzione, commissioni per le riparazioni delle case e pulizia dei pozzi. Niente di più. Nulla che assomigliasse a un rapporto sulle attività di Elaida. Stavano progettando di trascorrere l’inverno lì. Tutto quello che serviva era un’Azzurra catturata dopo aver scoperto Salidar: se opportunamente interrogata — non avrebbe tralasciato molto se Alviarin fosse stata in carica — avrebbe permesso a Elaida di sapere con esattezza dove andarle a trovare. Mentre loro si preoccupavano di piantare le verdure e avere abbastanza legna da ardere prima che gelasse.
«Allora questo è fuori discussione» intervenne con freddezza Carlinya. «Non mi sembra che capiate di non essere più Amyrlin e la Custode. Non siete nemmeno Aes Sedai.» Alcune ebbero la grazia di apparire imbarazzate. Non Morvrin o Beonin, ma le altre. A nessuna Aes Sedai piaceva parlare della quietatura o che si ricordasse loro della sua esistenza. Lo avrebbero ritenuto un atteggiamento particolarmente severo nei confronti di quelle due donne. «Non lo dico per essere crudele. Non crediamo alle accuse contro di te, anche con un simile compagno di viaggio, o non saremmo qui, ma non puoi riprendere la tua vecchia posizione fra noi e questo è un fatto.»
Siuan si rammentava bene di Carlinya come novizia e poi Ammessa. Una volta al mese commetteva delle piccole malefatte, cose irrilevanti che le costavano un’ora o due di lavoro extra. Esattamente una al mese. Non voleva che le altre la giudicassero una presuntuosa. Erano state le sue uniche trasgressioni, non infrangeva mai una regola né metteva un piede in fallo se non per quella pecca mensile, non sarebbe stato logico; eppure non aveva mai capito perché le altre ragazze la consideravano la cocca delle Aes Sedai. Molta logica e nessun buon senso, questa era Carlinya.
«Nonostante il trattamento a voi riservato avesse seguito alla lettera le regole,» intervenne con gentilezza Sheriam «concordammo che era stato malignamente ingiusto, una distorsione estrema dello spirito della legge.» Lo schienale della sedia dietro i capelli rosso fiamma era scolpito con quella che sembrava una massa di serpenti che lottavano. «Qualsiasi cosa possano dire le voci, la maggior parte delle accuse contro di te era così inconsistente da essere ridicola.»