Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ascesa dell'Ombra
L'ascesa dell'Ombra - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ascesa dell'Ombra

Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:

L'ascesa dell'Ombra
1 ... 111 112 113 114 115 116 117 118 119 ... 298
Перейти на страницу:

Mat lo guardava preoccupato. Non esattamente pazzo; non ancora. Ma per quanto tempo Rand sarebbe rimasto là in piedi ridendo mentre la sete gli avrebbe tramutato la gola in pietra se lui non gli avesse parlato? Mat lo lasciò lì e si arrampicò fuori della fontana. Parte dell’acqua che impregnava gli indumenti era colata negli stivali. Ignorò il rumore che facevano a ogni passo; non era certo che sarebbe riuscito a rimetterseli se se li fosse tolti ora. Inoltre era una bella sensazione.

Osservando la città, Mat si chiese cosa ci stava a fare in quel posto. Quelle persone avevano detto che altrimenti sarebbe morto, ma era abbastanza trovarsi nel Rhuidean? Devo fare qualcosa? Cosa? si chiese.

Le strade vuote e i palazzi parzialmente costruiti non proiettavano ombre nella pallida luce azzurra. Un formicolio gli crebbe fra le scapole. Tutte quelle finestre vuote che lo guardavano, tutte quelle linee interrotte da mura spaccate e abbandonate. Poteva nascondersi qualsiasi cosa in un posto come questo e qualsiasi cosa poteva essere...

Una qualsiasi maledetta cosa, si disse. Desiderava avere ancora con sé i pugnali che aveva nascosto negli stivali. Ma queste donne, queste Sapienti, lo avevano fissato come se sapessero che li stava trattenendo. E avevano incanalato, una o tutte. Non era saggio mettersi dalla parte del torto con donne che potevano incanalare, se era possibile evitarlo. Che io sia folgorato se posso farla finita con le Aes Sedai, non chiederò mai un’altra cosa. Be’, in ogni caso non per molto tempo. Luce, mi chiedo se qualcosa si stia nascondendo qui, pensava.

«Il cuore dev’essere da quella parte, Mat.» Rand stava uscendo dalla fontana grondante.

«Il cuore?»

«Le Sapienti hanno detto che devo arrivare al cuore. Dovevano alludere al centro della città.»

Rand guardò la fontana e di colpo il flusso d’acqua si ridusse a un rivoletto, quindi si fermò. «C’è un oceano di ottima acqua qua sotto. In profondità. Così profonda che non l’avevo quasi trovata. Se potessi farla risalire... Non c’è bisogno però di sprecarla. Potremo bere abbondantemente prima di andare via.»

Mat cambiò posizione a disagio. Idiota! Da dove pensavi che provenisse? È naturale che abbia maledettamente incanalato. Credevi che avesse incominciato a fluire nuovamente dopo la Luce solo sa quanto tempo? rifletté Mat.

«Il centro della città, naturalmente. Fai strada.»

Camminarono in mezzo all’ampia strada, lungo i margini della striscia di terra, oltrepassarono altre fontane, alcune con solamente la vasca e la base di marmo dove avrebbero dovuto essere deposte le statue. Niente era rotto nella città, era solo... incompleta. I palazzi si stagliavano da entrambi i lati come rupi. Doveva esserci qualcosa all’interno. Mobili, forse. Se non erano marciti. Forse oro. Pugnali. Non si sarebbero arrugginiti con questo clima arido, non importa per quanto tempo erano stati lì.

Ci potrebbe essere un maledetto Myrddraal nascosto qui per quanto ne sappiamo. Luce, perché devo pensare a una cosa simile? continuava a ripetersi. Se solamente avesse pensato a portarsi un bastone da combattimento quando aveva lasciato la Pietra. Forse avrebbe potuto convincere le Sapienti che era un bastone da passeggio. Non serviva a nulla pensarci adesso. Un albero sarebbe andato bene, se avesse avuto modo di tagliarne un buon rama e lavorarlo., Di nuovo un se. Si chiese se chiunque avesse costruito questa città fosse anche riuscito a far crescere alberi. Aveva lavorato nella fattoria del padre abbastanza a lungo per riconoscere la buona terra, quando la vedeva. Questi lunghi nastri di terra esposti erano poveri, non andavano bene per far crescere nulla che non fosse erbaccia, forse nemmeno quella. Adesso non c’era nulla.

Dopo aver camminato per circa un chilometro, la strada culminò improvvisamente in una grande piazza. Forse larga quanto la distanza che avevano camminato, e circondata da quei palazzi di marmo e cristallo. Incredibilmente un albero cresceva al centro della grande piazza, alto almeno trenta metri e con i rami fronzuti estesi sopra la pavimentazione polverosa di pietra bianca, vicino a quelli che sembravano cerchi concentrici di chiare e brillanti colonne di vetro, sottili come aghi se confrontate con la loro altezza, vicina a quella dell’albero. Si sarebbe chiesto come faceva un albero a crescere in questo luogo, senza luce solare, se non fosse stato troppo impegnato a fissare lo sbalorditivo miscuglio che riempiva il resto della piazza.

Un sentiero proveniva da ogni strada che Mat poteva vedere, dritto verso l’anello di colonne di vetro, ma negli spazi che le intervallavano, erano piazzate casualmente alcune statue, grandi come un uomo o più piccole, fino alla metà, di pietra, cristallo o metallo, direttamente sul terreno. Erano tutte... All’inizio non sapeva come chiamarle. Un anello piatto argentato, largo tre metri e sottile come una lama. Un basamento di cristallo affusolato alto un passo che forse era stato il piedistallo di una delle statue più piccole. Una spirale di metallo nero brillante, sottile come una lancia e non più lunga, eppure in piedi su un’estremità come se fosse piantata nel terreno. Centinaia di oggetti, forse migliaia, di ogni forma immaginabile, qualsiasi materiale esistente, punteggiavano l’immensa piazza a una distanza fra loro di non più di tre metri e mezzo.

Era quella lancia di metallo nero, in quella posizione così innaturale, che gli suggerì di colpo di cosa doveva trattarsi. Un ter’angreal. Qualcosa che aveva comunque a che fare con il Potere. Almeno alcuni di quegli oggetti. Anche quella soglia ritorta alla Pietra nella Grande Proprietà non era crollata.

Era pronto a fare marcia indietro in quell’istante, ma Rand proseguì, guardando a malapena agli oggetti allineati lungo il suo percorso. Rand fece una pausa davanti a due figurine che meritavano appena un posto fra gli altri oggetti. Due statuette alte forse trenta centimetri, un uomo e una donna, ognuna con una sfera di cristallo sul palmo della mano. Sì inchinò parzialmente per toccarle, ma si raddrizzò così velocemente che Mat pensò quasi di esserselo immaginato.

Dopo un minuto Mat lo seguì correndo per raggiungerlo. Più si avvicinavano allo scintillante cerchio di colonne, più diventava teso. Quelle cose che li circondavano avevano a che fare con il Potere, come anche le colonne. Lo sapeva. Quelle impossibili aste alte e lucenti risplendevano di una luce bluastra, abbagliando gli occhi. Tutto quello che hanno detto era che dovevo venire qui. Be’, sono qui. Non hanno detto nulla circa il maledetto Potere.

Rand si fermò così di colpo che Mat lo oltrepassò di tre passi prima di accorgersene, poi vide che stava fissando l’albero. L’albero. Anche Mat si mosse verso di esso come se ne fosse attratto. Nessun albero aveva quelle foglie a tre punte. Solamente uno; un albero leggendario.

«Avendesora» mormorò Rand. «L’Albero della Vita. Si trova qui.»

Sotto ai rami distesi, Mat balzò per prendere una di quelle foglie; le dita allungate arrivarono appena a tre passi di distanza da quella più bassa. Si accontentò di camminare sotto a quel soffitto di foglie e appoggiarsi contro lo spesso tronco. Dopo un momento scivolò per sedersi. Le vecchie storie erano vere. Si sentiva... appagato. In pace. Bene. Anche i piedi non gli davano più tanto fastidio. Rand si sedette vicino a lui a gambe incrociate. «Ora posso credere alle storie. Ghoetam, seduto sotto l’albero di Avendesora per quarant’anni allo scopo di ottenere la saggezza. Adesso ci credo.»

Mat reclinò la testa contro il tronco. «Non so però se credere che gli uccelli mi porteranno il cibo. Prima o poi devi alzarti.» Ma almeno un’ora così non sarà male. Anche tutto il giorno, si disse. «In ogni caso non ha senso. Che tipo di cibo potrebbero procurarsi qui gli uccelli? Quali uccelli?»

«Forse il Rhuidean non è sempre stato così, Mat. Forse... non lo so. Forse allora Avendesora era altrove.»

«Altrove» ripeté Mat. «Non mi dispiacerebbe trovarmi altrove.» Però è una bella sensazione, pensò. «Altrove?»

1 ... 111 112 113 114 115 116 117 118 119 ... 298
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)