L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«Fatto» rispose un altro uomo, e una delle donne gli fece eco. «Fatto.» Mat ispezionò le pareti, quindi assunse un’espressione furiosa con l’intenzione di comprenderli tutti, sui loro piedistalli mentre lo fissavano. «Fatto? Cosa è fatto? Non vedo alcuna porta. Voi, bugiardi figli di capra...»
«Sciocco» sibilò una delle donne e le altre lo ripeterono. Sciocco. Sciocco. Sciocco.
«È saggio chiedere il permesso di prendere congedo, quando non hai stabilito un prezzo, o dei termini.»
«Eppure sciocco a non aver prima concordato il prezzo.»
«Lo stabiliremo noi.»
Parlavano così velocemente che Mat non riusciva a capire chi diceva cosa.
«Ciò che è stato chiesto verrà concesso.»
«Il prezzo verrà pagato.»
«Che siate folgorati,» gridò «di cosa state parlando...»
Il buio assoluto si strinse intorno a lui. Aveva qualcosa attorno al collo. Non riusciva a respirare. Aria. Non poteva...
25
Il cammino verso la lancia
Senza esitare davanti alla prima fila di colonne, Rand si costrinse a camminare lungo di esse. Adesso non poteva tornare indietro o guardarsi alle spalle. Luce, cosa dovrebbe accadere qui? Che cosa succede realmente? si chiedeva.
Chiare come il più pregiato dei vetri, forse spesse trenta centimetri, distanti circa tre passi, le colonne erano una foresta di luce abbagliante piena di increspature che ricadeva in strani arcobaleni. L’aria qui era più fresca, abbastanza da fargli desiderare di avere una giubba, ma la stessa polvere sabbiosa ricopriva la liscia pietra bianca sotto agli stivali. Non soffiava un filo di vento, eppure qualcosa faceva spostare ogni pelo del suo corpo, anche sotto alla camicia.
Davanti sulla destra vide un altro uomo, vestito con il grigio e il marrone degli Aiel, rigido e immobile come una statua nella luce cangiante. Questo dev’essere Muradin, il fratello di Couladin. Rigido e immobile; stava accadendo qualcosa. Nonostante la luce abbagliante, Rand riusciva a vedere con chiarezza il viso dell’Aiel. Gli occhi sgranati fissavano nel vuoto, il volto distorto, le labbra tremavano al limite di un ringhio. Qualunque cosa stesse vedendo, non gli piaceva. Ma Muradin almeno era sopravvissuto fino a quel momento. Se poteva farlo lui, poteva riuscirci anche Rand. L’uomo era a circa sei o sette passi di distanza. Chiedendosi perché lui e Mat non lo avessero visto entrare, fece un altro passo.
Cavalcava dietro a occhi che percepivano ma non controllavano un corpo. Il proprietario di questi occhi era accovacciato comodamente fra i massi su una brulla fiancata della montagna, sotto un sole cocente, dall’alto di una strana struttura parziale di pietra — no! Meno che parziale. Questo era il Rhuidean, ma senza nebbia, e solo all’inizio — lo osservava sprezzante. Era Manderà, giovane per essere un capo clan a soli quarant’anni. La separazione scomparve; giunse l’accettazione. Era Mandein.
«Devi convenire» osservò Sealdre, ma per il momento la ignorò.
I Jenn avevano costruito strumenti per estrarre l’acqua e farla ricadere dentro grandi bacini di pietra. Aveva combattuto battaglie per quantità d’acqua inferiori a quella contenuta in una di queste vasche, con la gente che vi passava accanto come se l’acqua fosse irrilevante. Una strana foresta di vetro era al centro di tutte le loro attività, rilucente nel sole e vicina all’albero più alto che aveva mai visto, altro almeno tre spanne. Le strutture di pietra sembravano, una volta finite, destinate a contenere ciascuna un’intera fortezza, un’intera setta. Follia. Questo Rhuidean non poteva essere difeso. Non che qualcuno avrebbe attaccato i Jenn, naturalmente. La maggior parte delle persone evitava i Jenn come evitava gli esecrandi Perduti, i quali vagavano alla ricerca della canzone che avrebbe riportato indietro i giorni scomparsi.
Una processione si dipanava fuori dal Rhuidean verso la montagna, alcune dozzine di Jenn e due palanchini, ognuno trasportato da otto uomini. In quei palanchini c’era abbastanza legna da costruire una dozzina di sedie per i capi clan. Aveva sentito dire che c’erano ancora Aes Sedai fra i Jenn. «Devi acconsentire a qualsiasi cosa chiederanno, marito» ripeté Sealdre. A quel punto la guardò, desiderando per un momento far scorrere una mano fra quei lunghi capelli dorati, vedendo la ragazza sorridente che aveva deposto la ghirlanda matrimoniale ai suoi piedi chiedendogli di sposarla. Adesso però era seria, intenta e preoccupata.
«Gli altri verranno?» chiese lui.
«Alcuni. La maggior parte. Ho parlato con le mie sorelle nel sogno e abbiamo tutte sognato la stessa cosa. I capi che non verranno e quelli che non saranno d’accordo... Le loro sette moriranno, Mandein. Entro tre generazioni saranno solamente polvere e le loro fortezze e mandrie apparterranno ad altre sette. I loro nomi verranno dimenticati.»
Non gli piaceva che la moglie parlasse con le Sapienti di altre sette, anche solo nei sogni. Ma i sogni delle Sapienti erano veri. Quando li capivano, erano veri. «Resta qui» le disse. «Se non dovessi tornare, aiuta i nostri figli e figlie a mantenere unite la fortezza e la setta.»
La donna gli toccò la guancia. «Lo farò, ombra della mia vita. Ma ricordati. Devi acconsentire.»
Mandein fece un cenno e un centinaio di sagome velate lo seguì giù per la scarpata, muovendosi di masso in masso come fantasmi, archi e lance pronti, grigi e marroni che si confondevano con la terra brulla, scomparendo anche ai suoi occhi. Erano tutti uomini; aveva lasciato le donne della setta che portavano la lancia con gli uomini attorno a Sealdre. Se qualcosa fosse andato male e la donna avesse preso qualche decisione insensata per salvarlo, gli uomini l’avrebbero probabilmente seguita nell’impresa; le donne l’avrebbero riportata alla fortezza qualsiasi cosa volesse lei, per proteggere sia la tenuta stessa che la setta. Sperava che lo avrebbero fatto. A volte potevano essere più spietate di qualsiasi uomo e più sciocche.
La processione proveniente dal Rhuidean si era fermata sul ripiano di argilla spaccato nel momento in cui aveva raggiunto il pendio più basso. Fece cenno ai suoi uomini di fermarsi e proseguì da solo, abbassando il velo. Era consapevole della presenza di altri uomini che sbucavano dalle montagne alla sua destra e alla sua sinistra, o che avanzavano sul terreno infuocato da altre direzioni. Quanti? Cinquanta? Forse cento? Alcuni volti che si era aspettato di vedere erano al contrario assenti. Sealdre aveva avuto ragione come al solito; alcuni non avevano dato ascolto al sogno delle loro Sapienti. C’erano invece volti che non aveva mai visto prima, e quelli di uomini che aveva provato a uccidere, altri di chi aveva provato a uccidere lui. Almeno nessuno di loro era velato. Uccidere di fronte a un Jenn era quasi terribile come uccidere un Jenri. Sperava che gli altri se lo ricordassero. Il tradimento di uno, e sarebbero stati indossati i veli; i guerrieri che ogni capo si era portato con sé sarebbero discesi dalle montagne e questa argilla secca si sarebbe infangata di sangue. Si aspettava quasi di sentirsi trapassare da una lancia in qualsiasi momento.
Anche cercando di controllare cento possibili fonti di morte, era difficile non fissare le Aes Sedai mentre i portatori depositavano al suolo le sedie scolpite. Donne con i capelli così bianchi da sembrare quasi trasparenti. Visi senza età che il vento sembrava poter lacerare. Aveva sentito dire che il trascorrere degli anni non toccava le Aes Sedai. Quanto erano vecchie queste due? Cosa avevano visto? Potevano ricordarsi di quando suo nonno, Comran, trovò per primo gli stedding ogier al Muro del Drago e iniziò a commerciare con loro? O quando il nonno del nonno, Rhodric, guidò gli Aiel a uccidere gli uomini con le cotte di maglia che avevano valicato il Muro del Drago? Le Aes Sedai rivolsero lo sguardo verso di lui — azzurri e marrone scuro, i primi occhi scuri che avesse visto mai — e sembrò che potessero vedergli dentro il cranio, nei suoi pensieri. Sapeva di essere stato prescelto, ma non sapeva perché. Con uno sforzo si distolse da quegli sguardi gemelli che lo conoscevano meglio di quanto non si conoscesse lui in persona.