L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Un uomo scarno con i capelli bianchi, alto anche se incurvato, si fece avanti dal gruppo dei Jenn affiancato da due donne con i capelli grigi che avrebbero potuto essere sorelle. Con gli stessi occhi verdi e profondi e lo stesso modo di reclinare la testa quando guardavano qualcosa. Gli altri Jenn fissavano il terreno a disagio piuttosto che guardare gli Aiel, ma non questi tre.
«Mi chiamo Dermon» esordì l’uomo con una voce forte e profonda, gli occhi azzurri che osservavano con la fermezza degli Aiel. «Queste sono Mordaine e Narisse.» Fece alcuni cenni verso le due donne accanto a lui. «Parliamo per il Rhuidean e gli Aiel Jenn.»
L’agitazione si mosse fra gli uomini attorno a Mandein. Alla maggior parte di loro non piaceva che i Jenn si proclamassero Aiel quasi quanto a lui. «Perché ci avete chiamati qui?» chiese, anche se gli scottava ammettere di essere stato convocato.
Invece di rispondere Dermon chiese: «Perché non hai la spada?» Quest’osservazione fece sollevare un brusio adirato.
«È vietato» gridò Mandein. «Anche i Jenn dovrebbero saperlo.» Sollevò le lance, toccò il pugnale che aveva alla cintura e l’arco che portava in spalla. «Queste sono armi più che sufficienti per un guerriero.» I mormorii divennero di approvazione, anche da uomini che avevano giurato di ucciderlo. Lo avrebbero ancora fatto, se ne avessero avuto l’opportunità, ma approvavano ciò che aveva detto. E sembravano soddisfatti di lasciarlo parlare, con quelle Aes Sedai che guardavano.
«Tu non sai perché» rispose Mordaine, e Narisse aggiunse: «Ci sono troppe cose che non sai. Eppure devi sapere.»
«Cosa volete?» chiese Mandein.
«Te.» Dermon fece scorrere gli occhi fra gli Aiel, facendo calzare quella parola su tutti. «Chiunque vuole essere il capo fra voi deve venire nel Rhuidean, conoscere le sue origini e perché non potete portare le spade. Chi non può imparare, non vivrà.»
«Le vostre Sapienti vi hanno parlato» aggiunse Mordaine «o non vi trovereste qui. Sapete il prezzo da pagare per chi rifiuterà.»
Charendin si fece largo per venire avanti, guardando alternativamente Mandein e i Jenn. Era stato Mandein a infliggergli quella lunga cicatrice increspata sul viso; si erano quasi uccisi due o tre volte. «Solamente venire da voi?» chiese. «Chiunque di noi verrà, guiderà gli Aiel?»
«No.» La parola giunse debole come un sussurro, ma abbastanza forte da colmare ogni orecchio. Proveniva dall’Aes Sedai con gli occhi scuri seduta sulla sedia intagliata con una coperta sulle gambe come se sentisse freddo sotto al sole rovente. «Quello verrà dopo» aggiunse. «La pietra che non cade mai cadrà per annunciare la sua venuta. Sangue, che non è cresciuto dal sangue, verrà dal Rhuidean all’alba, e vi legherà con legami che non potrete spezzare. Vi riporterà indietro e vi distruggerà.»
Alcuni capi setta si mossero come per andare via, ma nessuno fece più di pochi passi. Ognuno aveva ascoltato le Sapienti della propria setta. Concorda, o verrai distrutto come se non fossi mai esistito. Concorda, o saremo la causa della nostra distruzione.
«È un trucco» gridò Charendin. Sotto lo sguardo delle Aes Sedai abbassò la voce, ma era ancora arrabbiato. «Volete prendere il controllo sulla sette. Gli Aiel non si piegano a nessun uomo e a nessuna donna.» Scostò la testa per evitare lo sguardo delle Aes Sedai. «Per nessuno» borbottò.
«Non cerchiamo alcun controllo» spiegò Narisse.
«I nostri giorni stanno finendo» intervenne Mordaine. «Verrà il giorno in cui i Jenn non esisteranno più e rimarrete solo voi a ricordare gli Aiel. Dovete rimanere, o tutto sarà stato per nulla e andrà perduto.»
La piattezza della sua voce, la calma certezza misero a tacere Charendin, Mandein però aveva un’altra domanda. «Perché? Se conoscete il vostro destino, perché fare tutto questo?» Indicò verso le strutture che si vedevano in lontananza.
«È il nostro scopo» rispose tranquillo Dermon. «Abbiamo cercato questo posto per molti anni, e adesso lo stiamo preparando, anche se non per lo scopo che pensavamo una volta. Facciamo ciò che dobbiamo e manteniamo la fede.»
Mandein studiò il viso dell’uomo. Non c’era paura in esso. «Sei un Aiel» osservò, e quando qualcuno degli altri capi clan gridò, alzò la voce. «Andrò dagli Aiel Jenn.»
«Non puoi recarti nel Rhuidean armato» rispose Dermon.
Mandein rise forte all’audacia dell’uomo. Chiedere a un Aiel di andare disarmato. Spogliandosi delle armi, fece un passo avanti. «Portami nel Rhuidean, Aiel. Eguaglierò il tuo coraggio.»
Rand batté le palpebre nella luce guizzante. Lui era state Mandein; poteva ancora sentire il disprezzo per i Jenn mutare in ammirazione. Erano gli Aiel Jenn, o no? Avevano lo stesso aspetto, alti con gli occhi chiari e i volti abbronzati, vestiti con gli stessi indumenti a parte i veli. Ma non avevano armi se non i semplici pugnali alla cintura, adatti per il lavoro. Non esisteva una cosa come un Aiel senza armi.
Si trovava più lontano fra le colonne di quanto poteva consentire un singolo passo, e più vicino a Muradin di quanto era stato in precedenza. Lo sguardo fisso dell’Aiel era divenuto un cipiglio sinistro.
La polvere sabbiosa scricchiolò sotto gli stivali di Rand mentre avanzava.
Si chiamava Rhodric e aveva quasi vent’anni. Il sole era una sfera dorata nel cielo, ma teneva il velo alzato e gli occhi attenti. Le lance erano pronte — una nella mano destra, tre insieme al piccolo scudo di cuoio nella sinistra — e lui anche. Jeordam era sdraiato a terra fra l’erba marrone a sud delle colline, dove per la maggior parte i cespugli erano gracili e secchi. I capelli del vecchio erano bianchi, come quella cosa chiamata neve di cui parlavano gli anziani, ma gli occhi erano acuti e osservavano coloro che lavoravano ai pozzi tirare su sacche colme di acqua anche se la scena non occupava tutta la sua attenzione.
Le montagne si elevavano a nord e a est, quelle a nord alte, affilate e incappucciate di bianco ma sminuite dai colossi che erano le altre, che sembravano voler toccare il paradiso, e magari lo facevano. Forse quel bianco era neve? Non l’avrebbe scoperto. Di fronte a questa cosa, i Jenn dovevano aver deciso di voltare a est. Avevano proceduto verso nord lungo la valle montuosa per molti mesi, trascinando dolorosamente i carri, cercando di negare che gli Aiel li stessero seguendo. Almeno c’era stata acqua quando avevano guadato il fiume, anche se non molta. Erano passati anni da quando Rhodric aveva visto un fiume che non potesse attraversare camminando; si trattava quasi sempre di letti di argilla essiccata lontano dalle montagne. Sperava che sarebbe piovuto nuovamente, per far tornare il verde ancora una volta. Si ricordava di quando il mondo era verde.
Sentì i cavalli prima di vederli, tre uomini che cavalcavano attraverso le colline marroni con le lunghe vesti di pelle coperte di dischi metallici, e due avevano delle lance. Conosceva quello che stava davanti, Garam, figlio del capo della città nella direzione da cui provenivano, e non molto più grande di lui. Questi uomini di città erano ciechi. Non videro gli Aiel che si mossero dopo che erano passati, e che quindi si sistemarono nuovamente nella semi invisibilità della terra arida. Rhodric calò il velo; non ci sarebbero state uccisioni, a meno che gli altri non iniziassero. Non lo rimpiangeva — non esattamente — ma non riusciva a fidarsi di uomini che vivevano in case e città. C’erano state troppe battaglie con quella gente. Le storie narravano che era sempre stato così.
Garam tirò le redini, sollevando la mano destra in segno di saluto. Era un uomo snello dagli occhi scuri, come i suoi due seguaci, ma tutti e tre sembravano duri e competenti. «Oh, Rhodric. La tua gente ha finito di riempire le sacche d’acqua?»
«Ti vedo, Garam.» Mantenne la voce uniforme e inespressiva. Lo metteva a disagio vedere uomini a cavallo, anche di più quando avevano le spade. Gli Aiel avevano animali da soma, ma c’era qualcosa di innaturale nel sedere in groppa a un cavallo. Le gambe di un uomo erano sufficienti. «Ci siamo vicini. Tuo padre ci revoca forse il permesso di raccogliere l’acqua dalle sue terre? Nessun’altra città ci ha mai concesso un tale favore prima d’ora. Abbiamo sempre dovuto combattere per l’acqua quando c’erano degli uomini nelle vicinanze, come per qualsiasi altra cosa, e se c’era l’acqua, gli uomini erano sempre nei pressi.» Non sarebbe stato facile combattere questi tre da solo. Cambiò posizione pronto a danzare e probabilmente a morire.