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Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
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«Loro non volevano» replicò Gawyn. «Ma a me non occorrere prendere la città , solo introdurvi una piccola forza, poi far uscire una persona. Ogni roccia ha le sue crepe. Troverò un modo.»

Bryne mise da parte la sua tazza. Guardò Gawyn con volto deciso e scavato dal tempo, l’immagine stessa della nobiltà. «Ma dimmi questo, ragazzo. Come hai intenzione di convincerla a venir via con te?»

Gawyn sussultò. «Suvvia, sarà felice di venire. Perche non dovrebbe?»

«Perche ci ha proibito di salvarla» rispose Bryne, serrando di nuovo le mani dietro la schiena.

«O così ho potuto desumere. Le Aes Sedai mi dicono poco. Si potrebbe pensare che fossero più fiduciose verso un uomo da cui dipendono per gestire questo loro assedio. Comunque, l’Amyrlin può comunicare con loro in qualche modo, e ha dato istruzioni di lasciarla stare.» Cosa? Questo era ridicolo! Ovviamente le Aes Sedai nell’accampamento stavano falsificando i fatti. «Bryne, è imprigionata! Le Aes Sedai che ho sentito parlare hanno detto che viene picchiata ogni giorno. La giustizieranno!»

«Non so» disse Bryne. «È con loro da settimane ormai e non l’hanno ancora uccisa.»

«La uccideranno» disse Gawyn in tono concitato. «Sai che lo faranno. Forse metti in mostra un nemico sconfitto davanti ai tuoi soldati per un po’ di tempo, ma prima o poi devi infilare la sua testa su una picca per far sapere loro che è bello che morto. Sai che ho ragione.»

Bryne lo squadrò, poi annuì. «Forse. Ma comunque non c’è nulla che possa fare. Sono vincolato dai miei giuramenti, Gawyn. Non posso fare nulla a meno che quella ragazza non me lo ordini.»

«La lasceresti morire?»

«Se è necessario per mantenere il mio giuramento, allora sì.»

Se Bryne era vincolato da un giuramento… be’, era più probabile sentire una Aes Sedai dire una bugia che vedere Gareth Bryne infrangere la sua parola. Ma Egwene! Doveva esserci qualcosa che poteva fare!

«Cercherò di farti ottenere udienza con alcune delle Aes Sedai che servo» disse Bryne.

«Forse loro possono fare qualcosa. Se riesci a persuaderle che è necessario un salvataggio e che l’Amyrlin lo vorrebbe, allora vedremo.»

Gawyn annuì. Era qualcosa, almeno. «Grazie.»

Bryne agitò la mano con indifferenza. «Anche se dovrei metterti ai ceppi. Per aver ferito tre dei miei uomini, se non altro.»

«Falli Guarire da una Aes Sedai» disse Gawyn. «Da quello che ho sentito, non hai penuria di Sorelle ad angariarti.»

«Bah» esclamò Bryne. «Di rado riesco a far Guarire loro qualcuno a meno che la vita del soldato non sia in pericolo. Un uomo ha subito una brutta caduta mentre cavalcava l’altro giorno, e mi è stato detto che la Guarigione gli avrebbe insegnato solo a essere avventato. ‘Il dolore è una lezione in se’ ha detto la dannata donna. ‘Forse la prossima volta capirà che non è il caso di prendersi gioco dei suoi amici mentre cavalca»

Gawyn fece una smorfia. «Ma di sicuro faranno un’eccezione per quegli uomini. Dopotutto, è stato un nemico a ferirli.»

«Vedremo» disse Bryne. «Le Sorelle di rado visitano i soldati. Hanno le loro faccende di cui occuparsi.»

«Ce n’è una nell’accampamento esterno ora» disse Gawyn con fare assente, guardandosi indietro.

«Una ragazza giovane? Capelli scuri, niente volto senza età ?»

«No, questa era una Aes Sedai. L’ho riconosciuta proprio per via del volto. Era un po’ grassoccia, con i capelli chiari.»

«Probabilmente era solo in cerca di Custodi» disse Bryne con un sospiro. «Lo fanno.»

«Non penso» disse Gawyn, lanciando un’occhiata sopra la spalla. «Si stava nascondendo fra le lavandaie.» Mentre ci pensava, si rese conto che era possibile che fosse una spia per le lealiste della Torre Bianca.

Il cipiglio di Bryne si accentuò. Forse aveva pensato la stessa cosa. «Mostramela» disse, avviandosi verso i lembi della tenda. Li gettò di lato, uscendo di nuovo nella luce mattutina seguito da Gawyn.

«Non mi hai ancora spiegato cosa stai facendo qui, Gawyn» disse Bryne mentre camminavano attraverso il campo ordinato, con i soldati che rivolgevano il saluto al loro generale mentre passava.

«Te l’ho detto» rispose Gawyn con la mano appoggiata comodamente sul pomolo della spada. «Ho intenzione di trovare un modo per far uscire Egwene da quella trappola mortale.»

«Non intendevo cosa stai facendo nel mio accampamento. Intendevo cosa ci fai da queste parti. Perche non sei tornato a Caemlyn ad aiutare tua sorella?»

«Tu hai notizie di Elayne» disse Gawyn, fermandosi. Luce! Avrebbe dovuto chiederglielo prima. Era davvero stanco. «Ho sentito che era nel tuo accampamento in precedenza. È tornata a Caemlyn? È al sicuro?»

«Non è con noi da parecchio tempo» rispose Bryne. «Ma pare che stia bene.» Si arrestò, lanciando un’occhiata a Gawyn. «Vuoi dire che non Josai?»

«Cosa?»

«Be’, le voci non sono affidabili» disse Bryne. «Ma ho confermato molte di esse con le Aes Sedai, che hanno Viaggiato a Caemlyn per sentire le notizie. Tua sorella detiene il Trono del Leone. Pare che abbia risolto molta della confusione che le ha lasciato tua madre.»

Gawyn trasse un profondo respiro. Grazie alla Luce, pensò, chiudendo gli occhi. Elayne era viva. Elayne aveva il trono. Aprì gli occhi e il cielo coperto parve un po’ più luminoso. Continuò a camminare e Bryne gli si affiancò.

«Non lo sapevi davvero» disse Bryne. «Dove sei stato, ragazzo? Sei il Primo Principe della Spada ora, o lo sarai una volta tornato a Caemlyn. Il tuo posto è al fianco di tua sorella.»

«Egwene viene prima.»

«Hai pronunciato un giuramento» disse Bryne in tono severo. «Davanti a me. Te ne sei dimenticato?»

«No» rispose Gawyn. «Ma se Elayne ha il trono, allora è al sicuro, per adesso. Prenderò Egwene e la porterò a Caemlyn dove potrò tenerla d’occhio. Dove posso tenerle d’occhio entrambe.»

Bryne sbuffò. «Penso proprio che mi piacerà osservarti provare a realizzare la prima parte» osservò. «Ma, comunque sia, perché non eri là quando Elayne stava cercando di ottenere il trono? Cosa stavi facendo di più importante?»

«Io… sono rimasto invischiato» disse Gawyn, tenendo gli occhi davanti a se.

«Invischiato?» chiese Bryne. «Eri alla Torre Bianca quando tutto questo…» Si interruppe e tacque. I due camminarono fianco a fianco per un momento.

«Dove hai sentito delle Sorelle parlare della cattura di Egwene?» domandò Bryne. «Come facevi a sapere che la stanno punendo?»

Gawyn non disse nulla.

«Sangue e maledette ceneri!» esclamò Bryne. Il generale imprecava di rado. «Sapevo che la persona che guidava quelle scorrerie contro di me era troppo ben informata. E io che cercavo una spia fra i miei ufficiali!»

«Non ha importanza ora.»

«Sarò io a giudicarlo» disse Bryne. «Tu hai ucciso i miei uomini. Hai guidato delle razzie contro di me!»

«Ho guidato delle razzie contro le ribelli» disse Gawyn, voltando occhi duri su Bryne. «Puoi incolparmi per essermi fatto strada con la forza nel tuo accampamento, ma ti aspetti sinceramente che mi senta in colpa per aver aiutato la Torre Bianca contro la forza che la sta assediando?»

Bryne tacque. Poi annuì seccamente. «Molto bene. Ma questo ti rende un comandante nemico.»

«Non piu’» disse Gawyn. «Ho abbandonato quel comando.»

«Ma…»

«Li ho aiutati» proseguì Gawyn. «Ma ora non piu’. Nulla che vedo qui verrà riferito ai tuoi nemici, Bryne. Lo giuro sulla Luce.»

Bryne non rispose immediatamente. Superarono tende, probabilmente degli ufficiali superiori, avvicinandosi alla palizzata. «Molto bene» disse Bryne. «Posso fidarmi che tu non sia cambiato tanto da infrangere la tua parola.»

«Non verrei mai meno a quel giuramento» disse Gawyn con severità. «Come potresti pensare che lo farei?»

«Ho avuto esperienze con inattese rinunce di giuramenti, di recente» disse Bryne. «Ho detto che ti credo, ragazzo. Ed è così. Ma ancora non mi hai spiegato perché non sei tornato a Caemlyn.»

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