Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Presagi di tempesta
Presagi di tempesta - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Presagi di tempesta

Электронная книга - «Presagi di tempesta». Краткое содержание книги:

Аннотация

I segni sono inequivocabili: l’Ultima Battaglia si avvicina. Rand al’Thor, il Drago Rinato, è determinato a stipulare una pace con gli invasori Seanchan. Per ottenerla, vuole dimostrare la sua buona fede riportando l’ordine nell’Arad Doman, un paese sotto attacco dei Seanchan, ma anche privo di un re… e dietro la sparizione del sovrano potrebbe esserci Graendal, una dei Reietti, maestra nella Coercizione. Nel frattempo, sia Mat che Perrin, superate varie vicissitudini, stanno cercando di tornare verso l’Andor per riunirsi a Rand prima dell’Ultima Battaglia.
Ancora più difficile è il compito di Egwene: catturata e ridotta a novizia nella Torre Bianca, è riuscita a instillare il dubbio in molte delle Aes Sedai rimaste fedeli a Elaida, tanto che alcune di loro prestano ascolto alle sue parole e le chiedono addirittura consiglio. Ma sulla Torre incombe lo spettro di un attacco dei Seanchan: Egwene l’ha sognato e sa che avverrà e anche molto presto.
Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, si avvicina. Ma l’umanità non è pronta.
1 ... 106 107 108 109 110 111 112 113 114 ... 233
Перейти на страницу:

Era un completo caos. Un disorganizzato assembramento di tende e capanne, ciascuna di tinta, forma e condizioni diverse. Perfino un generale capace come Bryne poteva imporre l’ordine solo fino a un certo punto sui civili al seguito. I suoi uomini avrebbero mantenuto la pace, più o meno, ma non potevano obbligarli a seguire la disciplina militare.

Gawyn passò in mezzo a tutto questo, ignorando coloro che lo chiamavano offrendo di lucidargli la spada o di vendergli un panino dolce. I prezzi sarebbero stati bassi — questo era un posto che traeva profitto da soldati —, ma con il suo cavallo da guerra e i suoi abiti raffinati sarebbe stato contrassegnato come un ufficiale. Se avesse comprato da uno, gli altri avrebbero sentito odore di soldi e sarebbe potuto finire circondato da tutti quelli che speravano di vendergli qualcosa.

Lui ignorò quei richiami, fissando lo sguardo davanti a se, verso l’esercito. Le sue tende erano generalmente organizzate in file ordinate, raggruppate per compagnie e stendardo, anche se a volte in capannelli più piccoli. Gawyn avrebbe potuto immaginare la disposizione senza vederla. A Bryne piaceva l’organizzazione, ma credeva anche con molta forza nel delegare i compiti. Avrebbe permesso agli ufficiali di gestire i loro campi come credevano, e questo conduceva a una disposizione meno uniforme, tuttavia migliore nel gestirsi da se.

Si diresse dritto verso la palizzata. I civili al seguito attorno a lui non erano facili da ignorare, però. I loro appelli verso di lui rimanevano sospesi in aria, assieme agli odori di cibo cucinato, latrine, cavalli e profumo scadente. L’accampamento non era tanto affollato quanto una città , ma non era neanche altrettanto ben mantenuto. Il sudore si mischiava a fuochi da campo che bruciavano, che si mischiavano con acqua stagnante, che si mischiava con corpi non lavati. Gli faceva venire voglia di tenere un fazzoletto contro la faccia, anche se si astenne. Lo avrebbe fatto sembrare un nobile viziato, che arricciava il naso davanti alla gente comune.

La puzza, la confusione e le urla non aiutavano affatto il suo umore. Dovette stringere i denti per impedirsi di imprecare contro ciascun ambulante. Una figura barcollò sul sentiero di fronte a lui, e Gawyn arrestò il cavallo. «Togliti di mezzo» sbottò Gawyn. Sua madre sarebbe stata oltraggiata nel sentirlo parlare con tale rabbia. Be’, sua madre era morta ora, per mano di al’Thor.

La donna di fronte a lui alzò lo sguardo e corse via dal sentiero. Aveva capelli chiari legati in un fazzoletto giallo e un corpo grassoccio. Gawyn colse solo un’occhiata del suo viso mentre si voltava.

Gawyn si immobilizzò. Quella era una faccia da Aes Sedai! Era inequivocabile. Rimase in sella sbigottito mentre la donna abbassava il suo fazzoletto e si allontanava in tutta fretta.

«Aspetta!» la chiamò, voltando il suo cavallo. Ma la donna non si fermò. Lui esitò, abbassando il braccio quando vide la donna unirsi a una fila di lavandaie che lavoravano fra diversi mastelli di legno a breve distanza. Se stava fingendo di essere una donna comune, probabilmente aveva le sue dannate ragioni da Aes Sedai e non avrebbe gradito se lui l’avesse smascherata. Molto bene. Gawyn soppresse la propria irritazione. Egwene. Doveva concentrarsi su Egwene.

Quando raggiunse la palizzata di comando, l’aria migliorò notevolmente. Un quartetto di soldati stava di guardia, con le alabarde al fianco, gli elmi d’acciaio che scintillavano, così come le corazze decorate con l’emblema a tre stelle di Bryne. Un vessillo su cui campeggiava la fiamma di Tar Valon sventolava accanto al cancello.

«Recluta?» chiese uno dei soldati mentre Gawyn si avvicinava. L’uomo tarchiato portava una striscia rossa sulla spalla sinistra, che lo contrassegnava come un sergente della guardia. Aveva una spada invece di un’alabarda. Il suo pettorale si adattava a malapena alla sua pancia e il suo mento era ricoperto da folti peli rossi. «Devi parlare col capitano Aldan» disse l’uomo con un grugnito. «La grossa tenda azzurra a circa un quarto di strada attorno all’esterno del campo. Hai la tua spada e il tuo cavallo: questo ti frutterà una buona paga.» L’uomo indicò verso un punto distante nel corpo principale dell’esercito, fuori dalla palizzata. Non andava bene. Gawyn poteva vedere lo stendardo di Bryne garrire all’interno.

«Non sono una recluta» disse, voltando Challenge per vedere meglio gli uomini. «Il mio nome è Gawyn Trakand. Devo parlare immediatamente con Gareth Bryne per una questione di una certa urgenza.»

Il soldato sollevò un sopracciglio. Poi ridacchiò fra se.

«Tu non mi credi» disse Gawyn in tono piatto.

«Dovresti andare a parlare col capitano Aldan» ripete oziosamente l’uomo, indicando di nuovo verso la tenda lontana.

Gawyn trasse un respiro per calmarsi, cercando di reprimere la propria irritazione. «Se manderai a chiamare Bryne, scoprirai che…»

«Hai intenzione di causare guai?» chiese il soldato, gonfiandosi. Gli altri uomini approntarono le loro alabarde.

«Niente guai» disse Gawyn in tono tranquillo. «Mi serve solo…»

«Se hai intenzione di stare nel nostro accampamento,» lo interruppe il soldato, avanzando «dovrai imparare a fare quello che ti viene detto.»

Gawyn incontrò gli occhi dell’uomo. «Molto bene. Possiamo farlo a questo modo. Sarà probabilmente più rapido comunque.»

Il sergente appoggiò una mano sulla spada.

Gawyn liberò i piedi dalle staffe e si spinse giù di sella. Sarebbe stato troppo difficile trattenersi dall’uccidere l’uomo da cavallo. Sguainò la lama mentre i suoi piedi colpivano il terreno fangoso, e il fodero raspava come un respiro inalato. Gawyn si mise in ‘La quercia scuote i suoi ramì, una forma per vibrare colpi non letali, spesso usata dai maestri per addestrare i loro studenti. Era anche molto efficace contro un grosso gruppo in cui tutti usavano armi diverse. Prima che il sergente avesse estratto la spada, Gawyn andò a sbattere contro di lui, conficcandogli un gomito nella pancia appena sotto il pettorale troppo stretto. L’uomo grugnì e si piegò, poi Gawyn gli diede un colpo sul lato della testa con l’elsa della spada: il sergente avrebbe dovuto sapere che non era il caso di indossare l’elmo cosi sghembo. Poi Gawyn passò a ‘E taglio della seta’ per occuparsi del primo alabardiere. Mentre un altro degli uomini chiamava aiuto, la lama di Gawyn fendette la corazza del primo con un suono squillante, costringendo il soldato a indietreggiare. Gawyn terminò spazzando i piedi dell’uomo da sotto di lui, poi si mise in ‘Distorci il vento’ per bloccare un paio di colpi dagli altri due uomini.

Era deplorevole, ma dovette ricorrere al colpire alle cosce i due alabardieri in piedi. Avrebbe preferito evitare di ferirli, ma i combattimenti — perfino uno come questo, contro avversali molto meno esperti — diventavano imprevedibili quanto più tempo duravano. Bisognava controllare il campo di battaglia in modo rapido e completo, e in questo caso ciò voleva dire atterrare i due soldati, i quali si afferrarono le cosce sanguinanti. Il sergente era fuori gioco per la botta in testa, ma il primo alabardiere si stava alzando in modo instabile. Gawyn scalciò via la sua arma, poi gli piantò uno stivale in faccia, scagliandolo all’indietro col naso sanguinante. Da dietro Challenge nitrì, sbuffando e pestando per terra. Il cavallo da guerra percepiva un combattimento, ma era ben addestrato. Sapeva che, quando le sue redini venivano lasciate andare, doveva rimanere immobile. Gawyn ripulì la sua lama sulla gamba dei pantaloni, poi la fece scivolare di nuovo nel fodero mentre i soldati feriti gemevano a terra. Diede una pacca sul muso a Challenge e riprese le redini. Dietro Gawyn, i civili al seguito nei paraggi indietreggiarono, poi fuggirono. Un gruppo di soldati dall’interno della palizzata si avvicinò con gli archi in pugno. Non era bene. Gawyn si voltò per fronteggiarli, liberando la sua spada ancora inguainata dalla cintura e gettandola a terra di fronte agli uomini.

1 ... 106 107 108 109 110 111 112 113 114 ... 233
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)