Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
«Non dicevi che l’avresti chiamata con il mio, di nome?» disse Esgred in tono di finto rimprovero.
«L’ho detto, è vero.» Theon le prese la mano. «Aiutami, mia signora. Nelle terre verdi, si crede che una donna che porta dentro di sé un bimbo rechi buona fortuna all’uomo che giace con lei.»
«Che cosa possono saperne di navi, nelle terre verdi? O di donne, se è per questo? Inoltre, credo che quella favoletta della buona fortuna tu te la sia appena inventata.»
«Se confesso la verità, mi amerai ancora?»
«Ancora? E quando mai ti ho amato?»
«Mai» concordò Theon. «Ma a quello, mia dolce Esgred, sto cercando di porre rimedio. Il vento è freddo. Vieni con me a bordo della mia nave e lascia che ti riscaldi. Domattina, mio zio Aeron verserà acqua di mare sulla sua prua e mormorerà una preghiera al dio Abissale. Io però preferirei benedirla con il caldo fluido dei miei lombi… e dei tuoi.»
«Il dio Abissale potrebbe non prenderla bene.»
«Che vada alla malora, il dio Abissale. Dovesse darci noia, lo annegherei in un abisso ancora più profondo. In meno di un ciclo di luna, andremo alla guerra. Non vorrai mandarmi in battaglia insonne per il desiderio, vero?»
«Lo farei invece. E con piacere, anche.»
«Ah, crudele fanciulla. Non ci poteva essere nome più adatto per la mia nave! Ma se in una virata finirò a schiantarla contro le rocce, la colpa sarà solo tua.»
Esgred gii si avvicinò di nuovo. «Hai intenzione di virare con questo?» Con un sorriso, il suo dito indice segui i contorni del rigonfiamento della virilità di Theon.
«Torna con me a Pyke» disse Theon d’un tratto, pensando: “Ma che direbbe lord Balon? E comunque, perché dovrebbe importarmi? Sono un uomo fatto, e se voglio portami una qualche prostituta a letto, sono solo affari miei”.
«A Pyke?» La mano di Esgred rimase dov’era. «A fare che cosa?»
«Mio padre offre un banchetto in onore dei capitani, questa sera.» In realtà, mentre aspettava che anche gli ultimi arrivassero all’arcipelago, lord Balon offriva un banchetto ai capitani ogni sera. Ma questo, Theon non trovò alcun motivo per dirglielo.
«Per cui, mio lord principe» sul viso di Esgred c’era il sorriso più perfido che lui avesse mai visto sul volto di una donna «mi nomineresti capitano della tua nave per questa notte?»
«Potrei farlo, certo. A patto che tu riesca a condurmi in porto sano e salvo.»
«Bene, so quale parte del remo va immersa in acqua, e con funi e nodi, nessuno mi batte.» Con una mano sola, Esgred gli allentò il laccio delle brache. Poi sogghignò e fece un breve passo indietro. «Un vero peccato che sia una donna sposata, e in attesa di un bimbo.»
«È tempo che io ritorni al castello.» Turbato, Theon riallacciò la stringa di cuoio. «Se non verrai con me, potrei perdere la strada a causa del mio cuore spezzato, con grave detrimento per le isole di Ferro.»
«Questo proprio non possiamo permetterlo… Ma sfortunatamente, non ho cavallo, mio lord.»
«Potresti prendere quello del mio scudiero.»
«Costringendolo quindi a tornare fino a Pyke a piedi?»
«Allora condividi la mia, di sella.»
«Qualcosa che ti piacerebbe molto, non ne dubito.» Di nuovo il sorriso perfido. «E dimmi, mio signore, cavalcherei dietro di te, o davanti a te?”
«Dovunque tu desideri.»
«Che te ne pare di sopra di te?»
“Ma dov’è stata questa sgualdrina per tutto questo tempo?” «Il castello di mio padre è scuro e umido. C’è bisogno di Esgred per attizzare i fuochi.»
«Il signorino ha la lingua di miele.»
«Non era proprio da lì che eravamo partiti?»
«Ed è lì che finiamo.» Lei alzò le mani, in segno di resa. «Esgred è tutta tua, mio principe. Portami nel tuo castello. Permettimi di ammirare le tue torri ergersi orgogliose dal mare.»
«Ho lasciato il mio cavallo alla locanda. Vieni.»
Si avviarono lungo la spiaggia fianco a fianco. Theon la prese sottobraccio e lei non si scostò. Gli piaceva il modo in cui Esgred camminava. C’era determinazione nei suoi passi, equilibrati, vagamente ondeggianti. Il che suggeriva una pari determinazione anche sotto le coperte.
Mai aveva visto Porto dei Lord tanto affollato, brulicante degli equipaggi delle navi lunghe che si allineavano lungo la spiaggia sassosa o che avevano gettato l’ancora oltre la linea dei flutti. Gli abitanti delle isole di Ferro non si genuflettevano spesso né volentieri, ma Theon notò come tutti quanti, rematori o cittadini che fossero, si azzittivano al loro passaggio, salutandolo con rispettosi cenni del capo. “Finalmente hanno imparato chi sono” gongolò Theon. “Mai abbastanza in fretta, comunque.”
Lord Goodbrother era arrivato la notte prima da Grande Wyk con il grosso delle sue forze, circa quaranta navi lunghe. I suoi uomini erano dappertutto, riconoscibili dalle fusciacche striate di pelo di caprone che portavano legate attorno alla testa. Quanto alla locanda, girava voce che le puttane di Otter Ginocchiomolle si facessero sbattere fino a non essere più in grado di reggersi in piedi da quegli sbarbatelli con le fusciacche. Per quanto riguardava Theon, che facessero pure: lui non aveva certo intenzione di andare a cacciarsi in un simile bordello pieno di baldracche con la sifilide. La sua attuale accompagnatrice era molto più di suo gusto. Il fatto che fosse la moglie del mastro navale di suo padre, e per giunta incinta, rendeva la cosa ancora più succulenta.
«Il mio lord principe ha già cominciato a scegliere il suo equipaggio?» gli domandò Esgred mentre si dirigevano verso la stalla. «Ehi, Denteblu!» gridò poi a un marinaio che passava, un uomo alto, con un gilè di pelo d’orso e con in capo un elmo ornato da una coppia di ali di corvo. «Come sta la tua sposa?»
«Molto gravida. Si parla di gemelli.»
«Così presto?» Di nuovo, Esgred tirò fuori quel suo sorriso. «Lo hai messo ben in fretta il remo in acqua.»
«Sì, e poi ho remato e remato e remato!» ruggì il marinaio.
«Uomo bello grosso» commentò Theon. «Denteblu, hai detto che si chiama? Uno di quelli che dovrei scegliere per la Strega del mare?»
«Solo se è tua intenzione insultarlo. Denteblu ha il suo, di ottimo vascello.»
«Sono stato lontano troppo tempo per saper riconoscere un uomo da un altro» fu costretto ad ammettere Theon. Da quando era tornato, aveva cercato i suoi amici d’infanzia, ma non c’erano più: alcuni erano andati, altri erano morti, altri ancora diventati degli estranei. «Mio zio Victarion mi ha concesso il suo timoniere.»
«Rymolf il Tempestoso? Uomo valido… quando riesce a stare sobrio.» Esgred vide altre facce note, e apostrofò un terzetto che passava: «Uller, Qarl. Dov’è tuo fratello, Skyte?».
«Ho paura che il dio Abissale abbia avuto bisogno di un forte rematore.» Dei tre, rispose l’uomo tozzo, con un ciuffo bianco nella barba nera.
«Quello che Skyte intende dire» aggiunse il giovane dalle guance rosa accanto a lui «è che Eldiss ha bevuto tanto di quel vino da farsi scoppiare quel suo gran pancione.»
«Che ciò che è morto non muoia mai» disse Esgred.
«Che ciò che è morto non muoia mai.»
Anche Theon mugugnò le parole di rito, i tre uomini che passavano oltre. «Sei molto conosciuta, qui» disse a Esgred.
«Tutti vogliono bene alla moglie del mastro navale. Gli conviene: chi vorrebbe affondare con la sua nave? In ogni caso, se sono rematori che cerchi, troveresti ben di peggio di quei tre.»
«Non vedo penuria di braccia forti a Porto dei Lord.»
Era da parecchio tempo che Theon pensava al suo futuro equipaggio, ma quello che cercava erano guerrieri, e soprattutto uomini che fossero leali a lui, non al lord suo padre o ai suoi zii. Aspettando che lord Balon rivelasse tutti i suoi piani, lui avrebbe continuato a recitare la parte del bravo giovane principe. Ma nel momento in cui quei piani non gli fossero piaciuti, ebbene…