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L'ascesa dell'Ombra

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L'ascesa dell'Ombra
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I muli che si dibattevano e gli alti Aiel le nascondevano quasi la visuale, ma riusciva a intravedere comunque brandelli di paesaggio. Una spessa colonna di pietra grigia spuntava angolata dal terreno a meno di tre passi di distanza, battuta da folate di vento sabbioso tanto da non poter più riconoscere se era mai stata simile alla Pietra Portale di Tear. Montagne dai fianchi di pietra accidentata che sembravano scolpite dall’ascia di un gigante impazzito cuocevano sotto a un sole infuocato in un cielo privo di nuvole. Eppure al centro della lunga, arida valle in lontananza era sospesa una massa di nebbia densa che ondeggiava come le nuvole; quel sole scottante di certo avrebbe dovuto farla evaporare in un momento, ma la nebbia si agitava indenne. E fuori da quel grigiore ondeggiante spuntavano le cime di una serie di torri, alcune a pinnacolo, altre che finivano di colpo come se fossero ancora in costruzione.

«Aveva ragione» mormorò fra sé. «Una città fra le nuvole.» Afferrando le briglie del castrone, Mat si guardava attorno a occhi sgranati. «Ce l’abbiamo fatta, Egwene, e senza alcuna... Che io sia folgorato, ce l’abbiamo fatta!» Si slacciò la camicia attorno al collo. «Luce, fa caldo. Che io sia folgorato se non è vero!»

D’improvviso Egwene si accorse che Rand era carponi, a testa bassa, e si sosteneva appoggiando una mano al suolo. Tirandosi appresso la giumenta, si fece largo fra gli Aiel affollati per andare verso di lui mentre Lan lo aiutava ad alzarsi. Moiraine era già lì, che lo studiava con calma apparente — e una leggera tensione agli angoli della bocca a significare che gli avrebbe volentieri tirato le orecchie.

«L’ho fatto» ansimò Rand, guardandosi attorno. Il Custode era la sola cosa che lo sosteneva; il viso di Rand era esangue e teso, come quello di un uomo sul letto di morte.

«Ci sei andato vicino» lo rimproverò freddamente Moiraine. Molto freddamente. «L’angreal non era sufficiente per il compito. Non devi farlo nuovamente. Se azzardi qualcosa, devi ragionarci e deve esserci una forte motivazione. Dev’essere così.»

«Non azzardo nulla, Moiraine. È Mat quello delle casualità.» Rand aprì a forza la mano destra; l’angreal, il piccolo uomo grasso, aveva conficcato la punta della sua spada nel palmo della mano, proprio nel marchio dell’airone. «Forse hai ragione. Forse ho bisogno di un angreal più forte. Solo un po’, forse...» bisbigliò risentito. «Ha funzionato, Moiraine. Questa è la cosa importante. Li ho superati. Ha funzionato.»

«Questo è ciò che importa» confermò Lan annuendo.

Egwene emise un verso irritato. Uomini. Uno si era quasi ammazzato, quindi aveva cercato di farne uno scherzo e l’altro che gli diceva che aveva fatto la cosa giusta. Ma non crescevano mai?

«La fatica di incanalare non è come le altre forme di fatica» spiegò Moiraine. «Non posso liberartene completamente, non quando hai incanalato così tanto, ma farò quel che potrò. Forse quella che resterà ti rammenterà di essere più prudente in futuro.» Era arrabbiata; c’era un cenno di soddisfazione nella sua voce.

Il bagliore di saidar circondò l’Aes Sedai mentre si accingeva a prendere fra le mani la testa di Rand, il quale si fece scappare un’esclamazione tremante mentre rabbrividiva senza controllo, quindi si allontanò bruscamente da lei, liberandosi anche dalla presa di Lan.

«Chiedi, Moiraine» si rivolse Rand alla donna infilando l’angreal nel sacchetto. «Prima chiedi. Non sono il tuo cagnolino al quale puoi fare tutto quello che vuoi, quando vuoi.» Si strofinò le mani per rimuovere un rivolo di sangue.

Egwene emise nuovamente quel verso irritato. Infantile e ingrato fino in fondo. Adesso poteva stare in piedi da solo, anche se gli occhi sembravano ancora socchiusi, e non aveva bisogno di guardargli il palmo per vedere che la ferita era scomparsa come se non ci fosse mai stata. Del tutto ingrato. Sorprendentemente Lan non lo aveva richiamato per essersi rivolto a Moiraine in quel modo.

Si accorse anche che gli Aiel si erano immobilizzati adesso che avevano calmato i muli. Si allontanarono con cautela, non verso la valle e la città immersa nelle nebbie che doveva essere il Rhuidean, ma verso due accampamenti a entrambi i lati del gruppo, forse lontani mezzo chilometro. Erano due gruppi di decine e decine di basse tende aperte da un lato, una larga il doppio delle altre, abbarbicate al fianco scosceso della montagna; quasi scomparivano contro di essa, ma gli Aiel vestiti di grigio e marrone in ogni campo erano chiaramente visibili, lance corte e frecce incoccate sugli archi d’osso che impugnavano fra le mani, alcuni che si velavano se non lo erano già. Sembravano tenersi sulle punte dei piedi, pronti ad attaccare.

«La pace del Rhuidean» gridò una voce femminile in cima al pendio, ed Egwene sentì che la tensione abbandonava gli Aiel intorno a lei. Quelli intorno alle tende abbassarono i veli, anche se guardavano con cautela.

Si accorse che c’era un terzo accampamento molto più piccolo in alto sulla montagna, alcune tende basse in una piccola macchia. Quattro donne stavano scendendo dal campo, calme e dignitose con scure gonne voluminose e ampie bluse bianche, scialli marroni o grigi attorno alle spalle, malgrado il caldo che stava iniziando a far sentire a Egwene la testa leggera, e molti braccialetti d’avorio e d’oro. Due avevano i capelli bianchi, una del colore del sole e lunghi fino alla vita, tenuti indietro da fazzoletti legati attorno al capo.

Egwene riconobbe una delle donne con i capelli bianchi; Amys, la Sapiente che aveva incontrato in Tel’aran’rhiod. Fu nuovamente colpita dal contrasto fra il suo volto abbronzato e i capelli bianchi candidi; la Sapiente non sembrava abbastanza vecchia. La seconda donna con i capelli bianchi aveva un viso rugoso che poteva essere di una nonna e un’altra, con i capelli scuri striati di bianco, sembrava altrettanto vecchia. Era certa che fossero tutte Sapienti, molto probabilmente le stesse che avevano firmato la lettera indirizzata a Moiraine.

Le donne aiel si fermarono sul pendio a dieci passi dal gruppo attorno alla Pietra Portale, e la donna che sembrava una nonna parlò con una voce segnata dall’età, anche se potente. «Che la pace del Rhuidean sia con voi. Chi viene al Chaendaer possa tornare in pace nella sua tenuta. Non verrà versato del sangue.»

A queste parole gli Aiel giunti da Tear cominciarono a separarsi, assegnandosi velocemente i muli da soma e il loro carico. Adesso non erano divisi per società; Egwene vide le Fanciulle che si aggregavano in diversi gruppi, alcuni dei quali iniziarono subito ad avviarsi verso la montagna, evitandosi tra loro e restando lontani dagli accampamenti, pace del Rhuidean o no. Altre si recarono verso uno dei grandi gruppi di tende, dove alla fine le armi vennero deposte.

Nessuno era sicuro della pace del Rhuidean. Lan rilasciò la presa sull’elsa della spada ancora nel fodero, anche se Egwene non lo aveva visto mettervi sopra le mani, e Mat fece scivolare velocemente un paio di pugnali di nuovo nella manica. Rand stava in piedi con i pollici infilati dietro la cintura, ma c’era un chiaro sollievo negli occhi del giovane.

Egwene cercò Aviendha per rivolgerle alcune domande prima che andasse da Amys. Di certo la donna aiel sarebbe stata un po’ più disponibile a parlare delle Sapienti in questo luogo, nella sua terra. Vide le Fanciulle, che trasportavano a spalla un grosso sacco di juta che tintinnava e due arazzi arrotolati, mentre si avviavano a passo deciso verso uno degli accampamenti.

«Tu rimani, Aviendha» disse ad alta voce la Sapiente con le striature grigie nei capelli. Aviendha si fermò senza guardare nessuno.

Egwene si mosse verso di lei, ma Moiraine mormorò: «Meglio non interferire, dubito che voglia la tua compassione, o qualsiasi altra cosa tu abbia da offrirle.»

Egwene annuì controvoglia. Effettivamente sembrava che Aviendha volesse restare da sola. Che cosa cercavano da lei le Sapienti? Aveva trasgredito qualche regola o legge?

Lei per prima avrebbe gradito un po’ di compagnia. Si sentiva molto esposta lì in piedi senza Aiel che la circondavano e tutti quelli attorno alle tende che guardavano. Gli Aiel che erano venuti dalla Pietra erano stati cortesi anche se non proprio amichevoli; gli osservatori non sembravano né l’uno né l’altro. Abbracciare saidar era una tentazione. Solo Moiraine, serena e fredda come sempre, malgrado la traspirazione sul viso, e Lan, per nulla turbato come le rocce che lo circondavano, la trattennero. La coppia avrebbe saputo se c’era pericolo. Finché accettavano la situazione, lo avrebbe fatto anche lei. Ma desiderava che questi Aiel smettessero di fissarla.

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