L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Rand seguì con un dito l’illeggibile scritta attorno ai triangoli. Quale? Solo uno lo avrebbe condotto dove voleva. Il fecondo potrebbe averlo fatto atterrare all’altro lato del mondo, o in fondo all’oceano.
Il resto degli Aiel si era riunito ai piedi della collina con i muli da soma. Moiraine e gli altri smontarono da cavallo e risalirono, guidando i cavalli. Mat aveva Jeade’en come anche il suo castrone, e manteneva lo stallone ben lontano da Mandarb, quello di Lan. I due stalloni si guardavano selvaggiamente adesso che non avevano i cavalieri.
«Non sai proprio cosa stai facendo, vero?» protestò Egwene. «Moiraine, fermalo. Possiamo cavalcare fino al Rhuidean. Perché lo stai lasciando portare avanti questa cosa? Perché non dici qualcosa?»
«Che cosa mi suggeriresti di fare?» chiese asciutta l’Aes Sedai. «Non posso certo tirarlo via per un orecchio. Forse stiamo per collaudare l’utilità dell’arte di Sognare.»
«Sognare?» chiese Egwene secca. «Che cosa c’entra il Sognare con tutto questo?»
«Volete stare zitte voi due?» Rand cercò di assumere un tono di voce paziente. «Sto cercando di decidere.» Egwene lo fissò indignata; Moiraine non mostrava alcuna emozione, ma lo guardava attentamente.
«Dobbiamo davvero farlo in questo modo?» chiese Mat. «Che cos’hai in contrario al cavalcare?» Rand gli gettò solo uno sguardo e Mat si strinse a disagio nelle spalle. «Oh, che io sia folgorato. Stai cercando di decidere...»
Prendendo le redini di entrambi gli animali fra le mani, estrasse una moneta di tasca, un marco d’oro di Tar Valon, e sospirò. «Sarebbe la stessa moneta, vero?» la fece rotolare sul dorso delle dita. «Sono... fortunato a volte, Rand. Lascia che sia la mia fortuna a scegliere. Testa, quello che punta alla tua destra; fiamma, l’altro. Che ne dici?»
«Questa è la più ridicola...» iniziò Egwene, ma Moiraine la fece tacere toccandole il braccio.
Rand annuì. «Perché no?» Egwene borbottò qualcosa; tutto ciò che colse fu ‘uomini’ e ‘ragazzini’, ma non sembrava un complimento.
La moneta volteggiò in aria sopra il pollice di Mat, risplendendo tediosa al sole. Mat la riprese al volo e la schiacciò sul palmo dell’altra mano, quindi esitò. «È una cosa maledettamente stupida affidarsi al lancio di una moneta, Rand.»
Rand appoggiò il palmo su uno dei simboli senza guardare. «Questo» disse. «Hai scelto questo.» Mat guardò di sottecchi la moneta e batté le palpebre. «Hai ragione. Come facevi a saperlo?»
«Prima o poi doveva funzionare, per me.» Nessuno di loro aveva capito — Rand poteva vederlo — ma non importava. Sollevando la mano guardò cosa aveva scelto Mat. Il sole aveva superato l’apice. Doveva farlo nel modo giusto. Un errore, e potevano perdere tempo, non guadagnarne. Quella sarebbe stata la cosa peggiore. Doveva riuscire.
In piedi affondò la mano in tasca ed estrasse il duro oggetto, una statuina di pietra di un verde scuro e lucente che poteva tenere facilmente in mano, la figura sferica di un uomo seduto a gambe incrociate con una spada sulle ginocchia. Passò un dito sulla testa calva della figurina. «Fate avvicinare tutti. Tutti quanti. Rhuarc, fai condurre quassù quegli animali da soma. Tutti devono restarmi il più vicino possibile.»
«Perché?» chiese l’Aiel.
«Stiamo andando nel Rhuidean.» Rand fece sobbalzare la scultura sul palmo della mano e si inchinò per dare qualche colpetto alla Pietra Portale. «Nel Rhuidean. Proprio ora.»
Rhuarc gli rivolse una lunga occhiata inespressiva, quindi si raddrizzò, chiamando a raccolta gli Aiel.
Moiraine fece un ulteriore passo sul pendio erboso. «Che cos’è quello?» chiese incuriosita.
«Un angreal.» Rispose Rand capovolgendo la mano. «Uno che funziona per gli uomini. L’ho trovato nella Grande Proprietà quando stavo cercando quella soglia. È stata la spada a farmelo trovare, e ho capito. Se ti stai chiedendo come intendo incanalare abbastanza Potere per trasportarci tutti — Aiel, muli da soma, tutti e tutto — questa è la risposta.»
«Rand» intervenne ansiosa Egwene «sono certa che pensi di stare facendo la cosa migliore, ma ne sei certo? Sei sicuro che quell’angreal sia abbastanza forte? Non sono nemmeno sicura che sia un angreal. Ci credo, se ritieni che lo sia, ma gli angreal variano, Rand. Almeno quelli che possono usare le donne. Alcuni sono più potenti di altri e la misura o la forma non sono indicazioni valide.»
«Certo che sono sicuro» mentì. Non c’era stato modo di collaudarlo, non per questo scopo, non senza lasciare che mezza Tear scoprisse cosa aveva in mente, ma pensava che sarebbe andato bene. A malapena. E, piccolo com’era, nessuno si sarebbe accorto che era sparito dalla Pietra a meno che decidessero di fare l’inventario della Proprietà. Opzione improbabile.
«Ti sei lasciato Callandor alle spalle e hai portato questo» mormorò Moiraine. «Sembra che tu abbia una notevole conoscenza nell’uso delle Pietre Portali. Più di quanto avrei pensato.»
«Verin mi ha spiegato molte cose» rispose. Verin lo aveva fatto, ma era stata Lanfear a spiegarglielo per prima. All’epoca la conosceva come Selene, ma non aveva intenzione di raccontarlo a Moiraine più di quanto non intendeva rivelarle che la donna gli aveva offerto il suo aiuto. L’Aes Sedai aveva preso la notizia dell’apparizione di Lanfear con una calma sorprendente, anche per lei. E adesso aveva quello sguardo che lo soppesava, come se lo avesse piazzato mentalmente su una bilancia.
«Fai attenzione, Rand al’Thor» lo apostrofò con quella voce fredda e musicale. «Ogni ta’veren modella il Disegno a un livello o a un altro, ma uno come te potrebbe lacerare il Merletto delle Epoche di tutti i tempi.»
Rand desiderava sapere cosa stesse pensando la donna, cosa stesse progettando.
Gli Aiel si inerpicarono su per la collina con i muli da soma, coprendo il pendio mentre si riunivano attorno a lui e alla Pietra Portale, spalla a spalla tranne con Moiraine ed Egwene. A loro due lasciarono un po’ di spazio. Rhuarc annuì come a dire, ‘è tutto pronto, adesso tutto è nelle tue mani’.
Sollevando il piccolo angreal verde brillante, Rand pensò di chiedere agli Aiel di lasciare gli animali, ma non sapeva se lo avrebbero fatto e voleva arrivare con tutti loro: la buona volontà avrebbe potuto scarseggiare nel deserto. Lo guardavano con i volti imperturbabili. Alcuni però si erano velati il viso. Mat, che faceva roteare nervosamente quel marco di Tar Valon fra le dita, ed Egwene, con il sudore che le imperlava il viso, erano i soli che sembravano ansiosi. Non aveva senso aspettare ulteriormente. Doveva muoversi più velocemente di quanto chiunque potesse pensare.
Si avvolse nel vuoto e si protese verso la Vera Fonte, quella nauseante luce lampeggiante che era sempre presente, proprio dietro alle sue spalle. Il Potere lo colmò come un respiro di fuoco, un vento che avrebbe sradicato le querce, brezza estiva addolcita dall’aroma dei fiori o esalazioni ripugnanti di un cumulo di rifiuti. Galleggiando nel vuoto, fissò il triangolo stretto dal fulmine davanti a sé e si protese tramite l’angreal, attingendo profondamente dal torrente in piena di saidin. Doveva trasportarli tutti, doveva funzionare. Mantenendo quel simbolo, attirò a piene mani il Potere dentro di sé fino a quando fu certo che avrebbe preso fuoco. Ne attirò di più. Ancora di più.
Gli sembrò che il mondo smettesse di esistere.
23
Oltre la Pietra
Egwene inciampò, avvinghiandosi al collo di Nebbia quando il terreno si inclinò sotto i suoi piedi. Tutto si muoveva, gli Aiel lottavano con i muli raglianti che scivolavano su un ripido pendio roccioso dove non cresceva nulla. Il calore che rammentava dal Tel’aran’rhiod la martellava. L’aria tremava davanti agli occhi della ragazza, il terreno le bruciava i piedi attraverso le suole. La pelle le pizzicò dolorosamente per un momento, quindi il sudore sgorgò da ogni poro. Non appena si inumidiva, il vestito sembrava evaporare immediatamente.