L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Rand riconobbe l’amica di Egwene, Aviendha. Una donna graziosa, alta, con uno sguardo sprezzante e serio. Le Fanciulle avevano fatto la guardia alla sua porta, ma non credeva di averla vista prima che gli Aiel si riunissero per lasciare la Pietra. La ragazza lo guardò, fiera come un falco dagli occhi verdi, quindi si voltò e rivolse nuovamente l’attenzione al capo tribù.
Be’, volevo essere di nuovo ordinario, pensò, un po’ mestamente. Gli Aiel di certo lo accontentavano. Anche al capo tribù offrivano solamente un rispettoso ascolto, senza nessuna delle elaborate riverenze che un lord pretenderebbe e un’obbedienza che sembrava fra pari. Difficilmente poteva aspettarsi qualcosa di più per sé.
Rhuarc impartì le istruzioni con poche parole e gli Aiel che stavano ascoltando si aprirono a ventaglio fra le macchie di colline, correndo agevolmente, alcuni velati in caso di necessità. Il resto attese, in piedi o accovacciato accanto ai muli carichi.
Rappresentavano quasi ogni clan — tranne gli Aiel Jenn naturalmente; Rand non riusciva a capire bene se gli Aiel Jenn esistessero o no, perché da come ne parlavano gli altri Aiel, e raramente, potevano essere vere entrambe le ipotesi — inclusi alcuni clan che avevano degli antagonismi di sangue, e altri che si combattevano spesso fra loro. Questo lo aveva imparato. Non per la prima volta, si chiese cosa li avesse tenuti uniti fino ad allora. Erano solamente le loro profezie sulla caduta della Pietra e la ricerca di Colui che viene con l’Alba?
«Più di quello» rispose Rhuarc, e Rand si accorse che aveva parlato ad alta voce. «Le Profezie ci hanno guidati oltre il Muro del Drago, e il nome che non può essere menzionato ci ha guidati alla Pietra di Tear.» Il nome al quale si riferiva era ‘Popolo del Drago’, un nome segreto per gli Aiel. Solamente i capotribù e le Sapienti lo conoscevano o lo usavano, apparentemente di rado e solo fra loro. «Per il resto nessuno verserebbe il sangue di un altro membro della stessa società, eppure mischiare gli Shaarad con i Goshien, i Taardad con i Nakai e gli Shaido... Anche io avrei potuto far danzar le lance con gli Shaido, se le Sapienti non avessero fatto giurare a tutti quelli che hanno oltrepassato il Muro del Drago di trattare ogni Aiel come se appartenesse alla stessa società da questo lato delle montagne. Anche i subdoli Shaido...» Rhuarc si strinse leggermente nelle spalle. «Vedi? Non è facile nemmeno per me.»
«Questi Shaido sono tuoi nemici?» Rand si impappinò con quel nome; nella Pietra gli Aiel li aveva chiamati per società, non per clan.
«Abbiamo evitato gli antagonismi di sangue» spiegò Rhuarc «ma i Taardad e gli Shaido non sono mai stati amichevoli; le sette a volte eseguono scorrerie a vicenda, o rubano capre e bestiame. Ma il giuramento ci ha vincolati tutti contro gli antagonismi atavici e i vecchi rancori fra clan o sette. Vale ancora adesso nel viaggio di ritorno verso il Rhuidean, anche se alcuni ci lasceranno prima di arrivare. Nessuno verserà il sangue di chi va o torna dal Rhuidean» L’Aiel guardò Rand con il viso totalmente inespressivo. «Forse presto nessuno di noi spargerà altro sangue Aiel.» Non era possibile dire se trovava quella prospettiva piacevole.
Un grido simile a un ululato provenne da una delle Fanciulle in piedi su una collina che agitava le braccia sopra la testa.
«Sembra che abbiano trovato la tua colonna di pietra» osservò Rhuarc.
Raccogliendo le redini, Moiraine rivolse a Rand uno sguardo impassibile mentre la oltrepassava, spronando impazientemente Jeade’en al galoppo. Egwene spronò la giumenta vicino a Mat, sporgendosi dalla sella e reggendosi con una mano all’alto pomello di quella di Mat per ingaggiarlo in una stretta conversazione. Sembrava che stesse cercando di fargli confessare qualcosa, o ammetterla, e a giudicare dalla veemenza dei gesti di Mat o era innocente come un bambino o mentiva esageratamente.
Lanciandosi dalla sella, Rand si inerpicò velocemente sul gentile pendio per esaminare quanto la Fanciulla — era Aviendha — aveva scovato mezzo sepolto nel terreno e oscurato dall’erba alta. Una colonna di pietra grigia rovinata dalle intemperie, lunga almeno tre spanne e larga un passo. Degli strani simboli coprivano ogni parte scoperta, ognuna circondata da una sottile linea di segni che credeva fossero un tipo di scrittura. Anche se fosse stato in grado di capirla — e non era questo il caso — si erano consumate da lungo tempo fino a essere illeggibili. I simboli riusciva a riconoscerli un po’ meglio, almeno alcuni; molti avrebbero potuto benissimo essere i segni della pioggia e del vento.
Strappando qualche ciuffo d’erba per vedere meglio, lanciò un’occhiata ad Aviendha. Si era calata lo shoufa sulle spalle scoprendo i corti capelli rossi e lo guardava con un’espressione severa e uniforme. «Non ti piaccio» le disse Rand. «Perché?» C’era un simbolo che doveva trovare, il solo che conosceva.
«Piacermi?» ripeté la ragazza. «Potrai pure essere Colui che viene con l’Alba, un uomo con un destino. A chi può piacere o meno una tal cosa? D’altro canto cammini liberamente, un abitante delle terre bagnate malgrado il tuo viso, ma ti stai recando nel Rhuidean per l’onore, mentre io...»
«Tu cosa?» chiese Rand quando la ragazza si interruppe. Rand cercava lentamente il percorso sul pendio. Dov’era? Due linee ondeggianti e parallele, incrociate in un angolo da uno strano scarabocchio. Luce, se è sepolto ci vorranno ore per girarlo, pensò. Rise di colpo. Non ore. Poteva incanalare e sollevare quell’oggetto da terra, o Moiraine o anche Egwene. Una Pietra Portale poteva resistere a essere rimossa, ma di certo potevano sollevarla leggermente. Incanalare però non lo avrebbe aiutato a scoprire le linee ondeggiate. Solamente percepire la via lungo la pietra lo avrebbe aiutato.
Invece di rispondere, la donna aiel si accovacciò con la lancia appoggiata sulle gambe. «Hai maltrattato Elayne. Non mi importerebbe, ma Elayne è quasi sorella di Egwene, che è amica mia. Eppure piaci ancora a Egwene, per cui proverò per il suo bene.» Sempre ispezionando la spessa colonna, Rand scosse la testa. Di nuovo Elayne. A volte pensava che le donne appartenessero tutte alla spessa gilda, come facevano gli artigiani nelle città. Fai un passo sbagliato con una e le prossime dieci che incontrerai ne saranno al corrente e disapproveranno.
Bloccò le dita, ritornando sulla sezione che aveva appena esaminato. I simboli erano stati resi quasi illeggibili dalle intemperie, ma era certo che si trattasse di loro. Rappresentavano una Pietra Portale a capo Toman, non nel Deserto, ma evidenziavano la base della colonna quando era in posizione eretta. Quelli in cima rappresentavano i mondi; quelli in fondo le Pietre Portali. Con un simbolo dalla cima e uno dal fondo, in teoria poteva viaggiare verso una certa Pietra Portale in un determinato mondo. Quella vicino al Rhuidean, per esempio. Se ne avesse conosciuto il simbolo. Adesso aveva bisogno di fortuna, aveva bisogno che il richiamo del ta’veren lo favorisse.
Una mano gli toccò la spalla e Rhuarc disse con voce riluttante: «Questi due vengono adoperati per indicare il Rhuidean nella vecchia scrittura. Molto tempo fa il nome non veniva nemmeno scritto.» Tracciò due triangoli, ognuno circondato da ciò che sembrava essere un fulmine biforcuto, uno che puntava a destra e l’altro a sinistra.
«Sai cos’è questo?» chiese Rand. L’Aiel distolse lo sguardo. «Che io sia folgorato, Rhuarc, devo sapere. So che non vuoi parlarne, ma devi dirmelo. Dimmi, Rhuarc. Lo hai mai visto prima?»
L’altro uomo fece un respiro profondo prima di rispondere. «Ne ho visti di simili.» Ogni parola sembrava forzata. «Quando un uomo si reca nel Rhuidean, Sapienti e capo clan attendono sulle pendici del Chaendaer vicino a una pietra come questa.» Aviendha si alzò e si allontanò rigida. Rhuarc la guardò aggrottando le sopracciglia. «Non ne so di più, Rand al’Thor. Che possa non trovare mai più l’ombra se non è vero.»