Il battello del delirio [Fevre Dream - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Fanucci Editore
- ISBN: 978-88-347-0400-4
- Переводчик: Ornella Ranieri Davide
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il battello del delirio [Fevre Dream - it]». Краткое содержание книги:
«Whiskey,» ordinò Marsh, appoggiandosi al bancone del bar.
«Questo whiskey vi farà un buco allo stomaco, Abner,» gli disse tranquillamente il barista, con voce appena sufficiente a superare il fracasso. Abner Marsh rimase a bocca aperta. L’uomo che gli sorrideva da dietro il bancone indossava pantaloni a sacco rozzamente cuciti e tenuti su da una cintura di corda, una camicia bianca così sporca che era quasi grigia, e un gilé grigio. Ma il suo volto era quello di tredici anni fa, pallido, privo di rughe, contornato da bianchi capelli lisci, adesso un po’ scompigliati. Gli occhi grigi di Joshua York sembrarono brillare di luce propria nell’oscurità della sala da ballo. Allungò la mano attraverso il bancone e afferrò il braccio di Marsh. «Andiamo di sopra,» disse in tono urgente, «dove possiamo parlare.» Mentre aggirava il bancone del bar, l’altro barista lo fissò, e un uomo magro, dal viso affilato da furetto, in abito scuro, gli si avvicinò a passo di carica, dicendogli, «Dove diavolo stai andando? Torna indietro a servire i whiskey!»
«Me ne vado,» lo informò Joshua.
«Te ne vai? Allora vuoi che ti tagli la tua dannata gola!»
«Davvero?» disse Joshua. Si fermò, e percorse con lo sguardo il locale improvvisamente silenzioso, sfidando tutti gli avventori ad intervenire.
Nessuno si mosse. «Sarò di sopra con il mio amico, se qualcuno di voi ci vuole provare,» disse rivolto alla mezza dozzina di buttafuori appoggiati al bancone del bar. Poi, afferrò Marsh per il gomito e lo condusse, dopo essersi fatto largo tra le coppie che danzavano, ad una stretta scala posteriore.
Di sopra, c’era un breve corridoio illuminato dalla singola, tremolante fiammella di una lampada a gas, e una mezza dozzina di camere. Dei rumori provenivano da una stanza chiusa: grugniti e lamenti. Un’altra porta era aperta, e un uomo era disteso sulla sua soglia, a faccia in giù, metà dentro, metà fuori della stanza. Quando Marsh lo scavalcò, vide che si trattava dell’uomo dalla camicia rossa che era prima dabbasso.
«Cosa diavolo gli è successo?» chiese Marsh ad alta voce. Joshua York scrollò le spalle.
«Bridget probabilmente si è svegliata, gli ha dato una botta in testa e gli ha preso il denaro. È un vero tesoro. Credo che abbia ucciso almeno quattro uomini con il suo coltellino. E poi incide delle tacche su quel cuore.» Joshua fece una smorfia. «In quanto a spargimento di sangue, Abner, la mia gente ha molto poco da insegnare alla vostra.» Joshua aprì una porta che dava in una stanza vuota. «Qui dentro, se non vi spiace.» Richiuse la porta, dopo aver acceso una delle lampade.
Marsh sedette pesantemente sul letto. «Dannazione,» disse, «è un vero inferno questo posto in cui mi avete invitato, Joshua. È orribile quanto lo era Natchez-sotto-la-collina venti, trent’anni fa. Che io sia dannato se mi sarei mai aspettato di trovarvi in un posto come questo.»
Joshua York sorrise e si sedé in una vecchia poltrona consunta. «E neppure Julian o Billy la Serpe se lo aspetterebbero. Questo è il punto. Mi stanno cercando, lo so. Ma anche se pensassero di setacciare Gallatin Street, per loro sarebbe estremamente difficile farlo. Julian sarebbe aggredito per la sua ovvia ricchezza, e Billy la Serpe, qui, è conosciuto di vista. Ha portato via troppe donne che non sono mai più tornate. Questa notte, nel Green Tree c’erano almeno due uomini che l’avrebbero ucciso a vista. Le strade appartengono ai Live Oak Boys, che potrebbero picchiare a morte Billy solo per il gusto di farlo, a meno che non decidessero di aiutarlo.» Rabbrividì. «Perfino la polizia non verrebbe a Gallatin Street. Sono al sicuro qui quanto lo sarei da qualsiasi altra parte, e in questa strada le mie abitudini notturne non risultano strane. Qui, fanno tutti così.»
«Non perdiamoci in chiacchiere,» disse Marsh con impazienza. «Mi avete inviato una lettera, annunciandomi che avevate fatto la vostra scelta. Voi sapete perché sono qui, ma non sono sicuro del perché mi avete cercato. Forse fareste meglio a dirmelo.»
«Non so davvero da dove iniziare. È passato così tanto tempo, Abner.»
«Per entrambi,» rispose bruscamente Marsh. Poi il suo tono si raddolcì. «Vi ho cercato, Joshua. Per molti anni, e ormai ho smesso di pensare al loro numero, ho cercato di trovare voi e quel mio dannato battello. Ma il dannato fiume era così grande e c’erano così poco tempo e denaro.»
«Abner,» disse York, «avreste potuto avere tutto il tempo e il denaro di questo mondo, e non ci avreste mai trovato sul fiume. Negli ultimi tredici anni, il Fevre Dream è stato tirato a secco. È nascosto vicino ai vecchi tini di tintura d’indaco nella piantagione di Julian, a cinquecento metri dal bayou, ma ben nascosta.»
Marsh disse, «Come diavolo…»
«Sono stato io. Lasciatemi cominciare dall’inizio, e vi racconterò tutto.» Sospirò. «Devo tornare indietro di tredici anni, alla notte in cui ci siamo lasciati.»
«Ricordo.»
«Risalii il fiume il più in fretta possibile,» iniziò Joshua, «ansioso di ritornare, preoccupato che la Sete potesse assalirmi di nuovo. Il viaggio fu duro, ma raggiunsi il Fevre Dream due notti dopo la mia partenza. Si era spostato di poco. Ora era ben distante dalla riva, e l’acqua scura scorreva velocemente ad entrambi i lati. Era una notte fredda e nebbiosa, e quando mi avvicinai ad esso, il battello era completamente silenzioso e buio. Né fumo, né vapore, e neppure una luce. Così silenzioso che avrei potuto anche mancarlo, a causa della nebbia. Non avevo voglia di ritornare, ma sapevo che dovevo farlo. Nuotai verso il battello.» Joshua esitò brevemente. «Abner, sapete che tipo di vita ho condotto. Ho visto e fatto cose orribili. Ma nulla mi faceva pensare che avrei trovato il battello in quelle condizioni, nulla.»