Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Un grazioso ragazzo dai capelli dorati in una disadorna giacca blu si voltò con un sobbalzo dal caleidoscopio a quattro cilindri attraverso il quale stava scrutando, posto su un sostegno dorato più alto di lui. Teneva in mano una coppa d’argento che Elayne sperò proprio non contenesse vino, o che, in tal caso, fosse almeno fortemente annacquato.
«Il piacere è mio, lady Elayne» cinguettò, arrossendo e profondendosi in un inchino credibile malgrado un po’ di goffaggine nel gestire la spada assicurata alla sua cintura. L’arma sembrava fin troppo lunga per lui.
«La casata Mantear sostiene la casata Trakand.» Lei, frastornata, gli restituì l’inchino, allargando le gonne in modo automatico.
«Lady Catalyn, Somma Signora della casata Haevin» continuò Dyelin.
«Elayne» mormorò una giovane donna dagli occhi scuri al suo fianco, toccandosi le gonne divise color verde scuro e con un’impercettibile inclinazione della testa in quella che poteva aver inteso come una riverenza, anche se forse voleva soltanto imitare Dyelin. O forse voleva evitare di pungersi il mento contro la grossa spilla smaltata sull’alto colletto del suo vestito, l’orso blu di Haevin. I suoi capelli erano raccolti in una retina d’argento lavorata anch’essa con l’orso blu, e portava anche un lungo anello con sigillo. Malgrado la sua fredda altezzosità, era una donna solo a titolo di cortesia, le sue guance ancora con quella paffutezza propria dei bambini. «Haevin sostiene Trakand, ovviamente, oppure io non sarei qui.»
La bocca di Dyelin si contrasse lievemente, e scoccò alla ragazza una dura occhiata che Catalyn parve non vedere. «Lord Branlet, Sommo Signore della casata Gilyard.»
Un altro ragazzo, questo con ribelli riccioli neri, abbigliato in verde ricamato d’oro sulle maniche, che si affrettò a posare la sua coppa di vino su un tavolinetto come fosse a disagio per essere stato scoperto ad averla in mano. I suoi occhi azzurri erano troppo grandi per il suo viso e, nell’inchinarsi, quasi inciampò nella sua stessa spada. «È mio piacere affermare che la casata Gilyard sostiene Trakand, lady Elayne.» A metà frase la sua voce si ruppe, da un registro acuto a un tono basso, e arrossì ancor più di Perival.
«E lord Conail, Sommo Signore della casata Northan.»
Conail Northan sogghignò da sopra il bordo della sua coppa d’argento. Alto e snello, in una giacca grigia con maniche appena troppo corte per coprire i suoi polsi ossuti, aveva un sorriso accattivante, con allegri occhi marroni e un naso aquilino. «Abbiamo estratto a sorte per l’ordine in cui presentarci, e a me è toccata la pagliuzza più corta. Northan sostiene Trakand. Non possiamo lasciare che una sciocca come Arymilla ottenga il trono.» Riuscì a trattenere con destrezza la sua spada, e quantomeno aveva raggiunto la maggiore età, ma se avesse superato i sedici anni da più di pochi mesi, Elayne si sarebbe mangiata i suoi stivali a risvolti con tanto di speroni argentei. La loro giovinezza non era una sorpresa, ovviamente, ma si era aspettata che Conail avesse al suo fianco una persona più anziana che lo consigliasse e gli altri avessero portato i loro tutori per badare a loro. Non c’era nessun altro nella stanza a parte Birgitte, in piedi di fronte alle alte finestre ad arco, con le braccia conserte sotto i suoi seni. La vivida luce di mezzogiorno che si riversava attraverso il vetro trasparente incassato nell’intelaiatura evidenziava il malcontento nella sua sagoma.
«Trakand da il benvenuto a tutti voi, e io vi do il benvenuto» disse Elayne, reprimendo la propria delusione. «Non dimenticherò il vostro sostegno, e Trakand non dimenticherà.» Parte della sua costernazione doveva essere filtrata, poiché la bocca di Catalyn si serrò e i suoi occhi scintillarono.
«Ho superato il mio periodo di tutela, come sicuramente saprai, Elayne» disse con voce dura. «Mio zio, lord Arendor, alla Festa delle Luci ha affermato che ero più che pronta e che sarebbe stato lo stesso se mi fosse stata garantita libertà d’azione allora come fra un anno. In verità, penso che volesse più tempo per andare a caccia finché ancora può. Ha sempre adorato la caccia, ed è piuttosto vecchio.» Ancora una volta non notò il cipiglio di Dyelin. Arendor Haevin e Dyelin avevano all’incirca la stessa età.
«Anch’io non ho un tutore» disse Branlet in tono incerto, la sua voce acuta quasi quanto quella di Catalyn.
Dyelin gli rivolse un sorriso solidale e gli scostò i capelli dalla fronte. Gli ricaddero avanti subito dopo. «Mayv stava cavalcando da sola, come le piaceva fare, e il suo cavallo è inciampato nella buca di un serpente» spiegò con calma. «Quando la trovarono, era ormai troppo tardi. Ci sono state alcune... discussioni... su chi dovesse prendere il suo posto.»
«Hanno discusso per tre mesi» borbottò Branlet. Per un attimo parve più giovane di Perival, un ragazzo che cercava di trovare la sua strada senza nessuno che gli mostrasse il cammino. «Non dovrei dirlo a nessuno, ma posso dirlo a te. Tu sarai la regina.»
Dyelin poggiò una mano sulla spalla di Perival, e lui si mise più dritto, anche se era più basso di lei. «Lord Willin sarebbe venuto qui con lord Perival, ma gli anni lo costringono a letto. L’età ha la meglio su tutti noi, alla fine.» Lanciò un’altra occhiata a Catalyn, ma la ragazza stava esaminando Birgitte ora, le sue labbra arricciate. «Willin mi ha incaricato di dirti che manda i suoi auguri e quello che lui considera come un figlio.»
«Zio Willin si è raccomandato che tenessi alto l’onore di Mantear e dell’Andor» disse Perival, deciso come solo un bambino che cerca di fare il serio sa essere. «Tenterò, Elayne. Tenterò con tutte le mie forze.»
«Sono sicura che ci riuscirai» lo rassicurò Elayne, cercando di mettere almeno un po’ di calore nel proprio tono. Voleva cacciarli via tutti e porre a Dyelin delle domande caustiche, ma non poteva farlo, non subito. Qualunque fosse la loro età, erano tutti Sommi Signori di potenti casate, e lei doveva offrire un rinfresco e almeno un minimo di conversazione prima che andassero a cambiarsi per il viaggio.
«Lei è davvero il capitano generale delle guardie della regina?» chiese Catalyn mentre Birgitte porgeva a Elayne una tazza di fine porcellana blu con acqua calda a malapena scurita. La ragazza parlò come se Birgitte non si trovasse lì. Birgitte sollevò un sopracciglio prima di allontanarsi, ma Catalyn sembrava esperta nel non vedere quello che non voleva vedere. La coppa di vino nella sua mano paffutella emanava il pungente dolce aroma di spezie. Non c’era nemmeno una goccia di miele nella misera imitazione di té di Elayne.
«Sì, ed è anche il mio Custode» replicò. Educatamente. Il più educatamente possibile, perlomeno! Quella ragazza probabilmente lo prese come un complimento. Si meritava di essere fustigata per quella maleducazione tanto palese, tuttavia una Somma Signora non poteva essere frustata. Non quando lei aveva bisogno del suo sostegno. Gli occhi di Catalyn guizzarono verso le mani di Elayne, ma l’anello col Gran Serpente non servì a mutare la freddezza della sua espressione. «Te l’hanno dato loro? Non mi è giunta voce della tua elevazione al rango di Aes Sedai. Pensavo che la Torre Bianca ti avesse mandata a casa. Quando è morta tua madre. O forse per il trambusto nella Torre di cui abbiamo sentito parlare. Ma pensa, Aes Sedai che bisticciano come campagnole al mercato. Ma come può lei essere un generale o un Custode senza una spada? In ogni caso, mia zia Evelle dice che una donna dovrebbe lasciare le spade agli uomini. Non ti metti a ferrare il tuo cavallo quando hai un maniscalco, o a macinare il tuo grano quando hai un mugnaio.» Parole di lady Evelle, senza dubbio. Elayne tenne sotto controllo la propria espressione, ignorando gli insulti a malapena velati. «Un esercito è la spada di un generale, Catalyn. Gareth Bryne dice che un generale che usi una lama diversa ha sbagliato mestiere.» Nemmeno quel nome parve impressionarla. Perfino i figli dei minatori nelle Montagne di Nebbia conoscevano il nome di Gareth Bryne!