I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Nynaeve stava per rispondere senza mezzi termini che loro non avrebbero pagato il passaggio e lavorato, quando Thom le mise una mano sul bracco. Senza dire una parola raccolse dei sassi da terra e cominciò a farli roteare, sei in un cerchio.
«Ho dei giocolieri» disse Luca. Le sei pietre divennero otto, poi dieci, quindi una dozzina. «Non sei male.» Il cerchio si divise in due che si incrociavano. Luca si grattò il mento. «Forse posso trovarti un’occupazione.»
«Posso anche mangiare il fuoco,» disse Thom lasciando cadere le pietre «usare i pugnali» mostrò le mani vuote che sembrarono estrarre un sassolino dall’orecchio di Valan «e inoltre conosco qualche altro trucco.»
Luca represse un sorriso. «Questo vale per te, ma cosa sanno fare gli altri?» Sembrava adirato con se stesso perché mostrava interesse e entusiasmo.
«Cos’è quello?» chiese Elayne indicando.
I due alti bastoni che Nynaeve aveva visto mentre li sollevavano adesso erano eretti e fra di essi era tesa una corda per circa trenta passi di distanza, con delle piattaforme in cima. Da ognuna di queste pendeva una scala di corda. «Quella è l’attrezzatura di Sedrin» rispose Luca, quindi scosse il capo. «Sedrin è il funambolo, che stupiva tutti con imprese eroiche camminando su una corda sottile a dieci passi di altezza. Lo sciocco.»
«Io posso fare la stessa cosa» rispose Elayne. Thom cercò di afferrarla per un braccio ma la ragazza si tolse il cappello avanzando, e l’uomo si arrese di fronte a un accenno di sorriso e un gesto con il capo.
Luca però le sbarrò il passo. «Ascolta, Morelin, o come ti chiami, la tua fronte forse è troppo graziosa per essere marchiata, ma il collo è veramente troppo bello per spezzarlo. Sedrin sapeva cosa stava facendo e abbiamo finito di seppellirlo non più di un’ora fa. Questo è il motivo per cui tutti sono dentro ai carri. Ovviamente la scorsa notte aveva bevuto troppo, dopo che siamo stati cacciati via da Sienda, ma io l’ho visto camminare sulla corda con lo stomaco pieno di acquavite. Ti propongo una cosa. Non dovrai pulire le gabbie. Puoi trasferirti nel mio carro e diremo a tutti che sei la mia amante. Solo una storia, naturalmente.» Il sorriso subdolo lasciava intendere che sperava in qualcosa di più di una favola.
L’espressione di Elayne avrebbe potuto fargli ghiacciare il sangue nelle vene. «Ti ringrazio per l’offerta, mastro Luca, ma se gentilmente ti fai da parte...» Fu costretto a spostarsi, altrimenti la donna gli sarebbe passata sopra.
Juilin strinse il cappello a cono fra le mani, quindi se lo rimise in testa mentre la ragazza cominciava a salire su una delle scale di corda, intralciata un poco dalla gonna. Nynaeve sapeva cosa stava facendo. Anche gli uomini avrebbero dovuto, almeno Thom, ma sembrava pronto a scattare per prenderla se fosse caduta. Luca si avvicinò, come se avesse avuto lo stesso pensiero. Per un momento Elayne rimase in piedi sulla piattaforma, lisciandosi il vestito. Sembrava molto più piccola e alta, con lei sopra. Quindi sollevò delicatamente la veste come quando la teneva lontana dal fango e iniziò ad avanzare sulla corda sottile. Pareva che camminasse per la strada. In un certo modo Nynaeve sapeva che era così. Non poteva vedere il bagliore di saidar, ma era certa che Elayne aveva intessuto un percorso fra le due piattaforme, senza dubbio di Aria, che era divenuta dura come la pietra.
Di colpo Elayne abbassò le mani e fece due capriole, i capelli neri corvini volarono e le gambe coperte dalle calze di seta brillarono al sole. Per il breve istante in cui si stava alzando la gonna sembrò colpire una superficie piatta prima che la tirasse su nuovamente. Altri due passi la portarono sulla piattaforma che aveva di fronte. «Mastro Sedrin a riuscire?»
«Faceva i salti mortali» gridò Luca. Con un mormorio aggiunse, «Ma non aveva quelle gambe. Una dama! Hah!»
«Non sono la sola che ha delle capacità» gridò Elayne. «Juilin e...» Nynaeve scosse fieramente il capo. Incanalando o no. il suo stomaco avrebbe gradito le altezze come gradiva un mare in tempesta. «...e questo l’ho eseguito molte volte. Avanti Juilin. Fagli vedere.»
Il cacciatore di ladri aveva l’aspetto di uno che avrebbe preferito pulire a mani nude le gabbie. Quella dei leoni con gli animali dentro. Chiuse gli occhi muovendo le labbra in una silenziosa preghiera e salì la scala di corda nel modo in cui un uomo saliva su una impalcatura. Giunto in cima fissò la corda e poi Elayne concentrato e spaventato. Di colpo fece un passo in avanti camminando poi velocemente con le braccia aperte di lato, gli occhi rivolti a Elayne mentre pregava. La donna scese sulla scala per accoglierlo sulla piattaforma, quindi dovette aiutarlo a trovare i pioli con i piedi e lo guidò giù.
Thom le sorrise con fierezza mentre ritornava indietro prendendo il cappello dalle mani di Nynaeve. Juilin sembrava che fosse stato immerso nell’acqua bollente e poi strizzato.
«Bello» disse Luca, strofinandosi il mento. «Non come lo spettacolo di Sedrin, ma buono. Mi è piaciuto soprattutto il modo in cui l’hai fatto sembrare facile, mentre... Juilin?... Juilin finge di essere spaventato a morte. Avrà molto successo.» Juilin rivolse all’uomo un sorriso minaccioso. Luca fece svolazzare la cappa rossa rivolgendosi a Nynaeve, sembrava davvero molto contento. «E tu, mia cara Nana? Che straordinario talento nascondi? Sei forse acrobata? Ingoi le spade?»
«Io pago» rispose, chiudendo rudemente la sacca. «A meno che tu non voglia offrire a me la tua carrozza.» Gli rivolse un sorriso che lo fece indietreggiare di due passi.
Le grida avevano svegliato le persone nei carri e tutti si riunirono mentre Luca presentava al gruppo i nuovi artisti. Fu vago riguardo a Nynaeve, dicendo solo che era capace di cose sorprendenti. La donna avrebbe dovuto parlargli.
Quelli che accudivano i cavalli, come Luca chiamava chi non aveva un particolare talento, erano un gruppo sciatto e trasandato, forse perché li pagava di meno. Non erano molti, a confronto con il numero di carri. Infatti scoprirono che tutti aiutavano nei vari lavori, incluso condurre i carri. Non c’erano molti soldi in un serraglio ambulante, anche in uno come questo. Gli altri costituivano un vasto assortimento.
Petra, il forzuto, era l’uomo più grosso che Nynaeve avesse mai visto. Non alto ma grosso. La veste di cuoio mostrava braccia grosse come tronchi di albero. Era sposato con Clarine, la donna paffuta dalle guance ambrate che addestrava i cani; vicino a lui sembrava piccolina. Latelle, che faceva lo spettacolo con gli orsi, aveva un viso severo e gli occhi scuri, i capelli neri corti e un ghigno costante sulle labbra. Aludra, la donna slanciata che doveva essere una Illuminatrice, avrebbe potuto esserlo sul serio. Non portava i capelli scuri acconciati alla moda di Tarabon, in treccine, e questo non era sorprendente visto che si trovava in Amadicia, ma aveva l’accento giusto e chi poteva dure cosa fosse accaduto alla Gilda degli Illuminatori? La casa madre a Tanchico aveva certamente chiuso le porte. Gli acrobati dichiaravano di essere i fratelli Chavana, ma anche se erano tutti bassi e massicci, avevano fattezze che andavano da quelle di Taeric — gli occhi verdi, gli zigomi alti e il naso aquilino lo identificavano come proveniente dalla Saldea — a quelle Barit, che era di carnagione più scura di Juilin e aveva i tatuaggi del Popolo del Mare sulle mani, anche se non portava gli orecchini.