I fuochi del cielo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #5
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «I fuochi del cielo». Краткое содержание книги:
Di colpo apparve un Manto Bianco con il viso squadrato e i capelli neri che diede un colpo sulle spalle di Galad e sorrise apertamente. Più anziano, aveva anche lui i due nodi di rango sul mantello. «Be’, giovane Galad, non riesci a tenere le donne graziose lontane da te. Ogni ragazza della città sospira quando passi, e così la maggioranza delle loro madri. Presentami.»
Galad spostò indietro la panca per alzarsi. «Mi è sembrato... di riconoscerle quando le ho viste scendere le scale, Trom. Ma qualsiasi fascino credi che io possegga, non funziona su questa donna. Non le piaccio e credo che non le piacerebbe nessun mio amico. Se ti eserciti nella scherma con me questo pomeriggio, forse riuscirai ad attirarne una o due.»
«Mai, con te in giro» borbottò Trom bonario. «E preferirei che il maniscalco mi prendesse la testa a martellate piuttosto che esercitarmi con te.» Ma lasciò che Galad lo accompagnasse verso la porta con solo uno sguardo di rimpianto alle due donne. Mentre andavano via, la rapida occhiata che Galad rivolse verso il tavolo apparve piena di frustrazione e indecisione.
Non appena furono fuori dalla visuale Elayne si alzò. «Nana, ho bisogno di te al piano di sopra.» Comare Jharen si materializzò al suo fianco chiedendo se le era piaciuta la colazione ed Elayne rispose, «Mi servono subito il mio conducente e il maggiordomo. Nana si occuperà del conto.»
Si diresse verso le scale prima ancora di finire di parlare.
Nynaeve la fissò, quindi prese il denaro e pagò la donna rassicurandola che tutto era stato di gradimento della sua padrona e cercando di non fare una smorfia quando le fu detto il prezzo. Una volta che si fu liberata della locandiera si affrettò a salire. Elayne stava infilando le loro cose a casaccio nel baule, incluse le sottovesti sudate che avevano appeso ai piedi dei letti ad asciugare.
«Elayne, che ti prende?»
«Dobbiamo andare via immediatamente, Nynaeve. Subito.» Non alzò lo sguardo fino a quando non ebbe sistemato l’ultima cosa. «Proprio in questo momento, ovunque si trovi, forse Galad sta pensando a qualcosa che prima non ha intuito. Due cose che sono giuste ma opposte. Nella sua testa è giusto legarmi in groppa a un cavallo da soma se fosse necessario e mandarmi da mamma, per evitarle delle preoccupazioni e salvarmi dal diventare Aes Sedai, qualsiasi cosa io voglia. Ed è anche giusto fare la spia, ai Manti Bianchi, all’esercito o entrambi. Questa è la legge in Amadicia e anche quella dei Manti Bianchi. Qui le Aes Sedai sono fuorilegge come pure qualsiasi donna che abbia seguito l’addestramento alla Torre. Mamma ha incontrato Ailron una sola volta per firmare un trattato di scambio, e hanno dovuto farlo in Altara perché lei non poteva entrare legalmente in Amadicia. Ho abbracciato saidar appena l’ho visto e non la lascerò finché non saremo lontane.»
«Stai davvero esagerando, Elayne. È tuo fratello.»
«Non è mio fratello!» Elayne inspirò profondamente ed espirò lentamente. «Abbiamo lo stesso padre» spiegò con voce calma, «ma lui non è mio fratello. Non lo accetterò. Nynaeve, te l’ho spiegato molte volte, ma non vuoi capirlo. Galad fa ciò che è giusto. Sempre. Non racconta mai bugie. Hai sentito cosa ha detto a quel tizio, Trom? Non ha detto che non sapeva chi fossimo. Ogni parola che ha pronunciato è vera. Fa quello che è giusto, non importa chi danneggia così, anche se stesso. O me. È abituato a rivelare tutto su Gawyn e me, qualsiasi cosa, anche su se stesso. Se prende la decisione sbagliata, ci ritroveremo in un’imboscata dei Manti Bianchi prima di raggiungere i confini del villaggio.»
Qualcuno bussò alla porta e Nynaeve rimase senza fiato. Galad non avrebbe sul serio... Il volto di Elayne era impassibile, pronto alla battaglia.
Nynaeve aprì con esitazione la porta lasciando solo uno spiraglio. Erano Thom e Juilin con quello stupido cappello fra le mani. «La mia signora ci ha mandati a chiamare?» chiese Thom, con un una nota di deferenza nella voce, in caso qualcuno stesse ascoltando.
Di nuovo in grado di respirare, senza curarsi di chi sentisse, aprì completamente la porta. «Entrate, voi due!» Cominciava a stancarsi di quelle occhiate fra di loro ogni volta che gli si rivolgeva.
Prima che la porta si chiudesse, Elayne disse: «Thom, dobbiamo andare via immediatamente.» Lo sguardo determinato le era scomparso dal viso e il suo tono era ansioso. «Galad è qui. Devi ricordare che tipo di mostro era da bambino. Be’, adesso che è cresciuto non è migliore e inoltre è diventato un Manto Bianco. Potrebbe...» Le parole sembrarono morirle in gola. Fissò Thom, muovendo silenziosa la bocca, ma anche gli occhi dell’uomo erano sgranati.
Thom si sedette pesantemente su uno dei bauli, senza mai distogliere lo sguardo da Elayne. «Io...» Schiarendosi la voce proseguì. «Mi era sembrato di averlo visto che controllava la locanda. Un Manto Bianco. Ma aveva l’aspetto dell’uomo che sarebbe diventato. Suppongo che non dovrei stupirmi che sia un Manto Bianco.»
Nynaeve si accostò alla finestra. Elayne e Thom non sembrarono fare caso a lei mentre passava fra loro. Il traffico cominciava a crescere nelle strade, contadini, carri e abitanti del villaggio erano mescolati ai Manti Bianchi e ai soldati. Dall’altro lato della strada un Manto Bianco era seduto su un barile capovolto, il volto perfetto inconfondibile.
«Ti ha...» Elayne deglutì. «Ti ha riconosciuto?»
«No. Quindici anni cambiano un uomo più di quanto cambiano un ragazzo. Elayne, credevo che avessi dimenticato.»
«Me ne sono ricordata a Tanchico, Thom.» Con un sorriso incerto Elayne protese il braccio e tirò uno dei lunghi baffi. Thom ricambiò il sorriso quasi con disagio, sembrava che stesse considerando se buttarsi dalla finestra o meno.
Juilin si grattava la testa e Nynaeve avrebbe desiderato avere almeno una vaga idea di cosa stessero parlando, ma adesso c’erano questioni più importanti. «Dobbiamo andare via prima che scateni tutto il distaccamento su di noi. Con lui di guardia non sarà facile. Non ho visto altri avventori che potrebbero avere una carrozza.»
«La nostra è la sola nella stalla» aggiunse Juilin. Thom ed Elayne si fissavano ancora, ovviamente senza sentire una parola.
Andare via tenendo le tendine chiuse non sarebbe stato di alcun aiuto. Nynaeve era pronta a scommettere che aveva già scoperto in che modo erano giunte a Sienda. «C’è un’uscita posteriore dalla stalla?»
«Un cancello abbastanza grande per far passare ognuno di noi alla volta» rispose asciutto Juilin. «E quello che si trova dall’altro lato è comunque poco più di un vicolo. Non ci sono più di due o tre strade nel villaggio abbastanza larghe da consentire il passaggio della carrozza.» Si guardava il cappello conico facendolo girare fra le mani. «Potrei avvicinarmi a sufficienza da spaccargli il cranio. Se foste pronti potreste approfittare della confusione per scappare. Io vi raggiungerei sulla strada.»
Nynaeve tirò su con il naso. «Come? Galoppando appresso a noi in groppa a Scansafatiche? Anche se non cadessi di sella dopo un chilometro e mezzo, credi che riusciresti a raggiungere il cavallo se attaccassi un Manto Bianco in quella strada?» Galad si trovava ancora dall’altro lato e Trom lo aveva raggiunto, pareva stessero conversando oziosamente. Nynaeve si sporse e afferrò un baffo di Thom. «Hai altro da aggiungere? Nessun piano brillante? Tutto il vostro interesse per i pettegolezzi non vi ha fatto venire in mente nulla che possa essere di aiuto?»
Thom si portò una mano sul viso e le rivolse un’occhiata offesa. «No. A meno che non pensi possa essere di qualche utilità il fatto che Ailron reclami un villaggio ai confini dell’Altara. Una striscia di terra della lunghezza del confine, da Salidar a So Eban e Mosra. Ti è di qualche aiuto, Nynaeve? Lo trovi qui? Cercando di strappare i baffi a un uomo? Per una volta qualcuno dovrebbe tirarti le orecchie.»
«Perché Ailron vuole una striscia di terra lungo il confine, Thom?» chiese Elayne. Forse era incuriosita — sembrava le interessasse ogni stupido cambiamento nella politica o diplomazia — o forse stava solo provando a bloccare quella discussione. Cercava sempre di calmare le acque, prima che incominciasse ad amoreggiare con Thom.