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L'Occhio del Mondo

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L'Occhio del Mondo
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Ogni tanto trovava tracce in quantità, ma non poteva dire se chi le aveva lasciate era impegnato in una ricerca, in una caccia o in una fuga. Alcune erano impronte di stivali e potevano essere tanto di persone quanto di Trolloc. Altre erano di zoccoli, come quelle delle capre o dei buoi, ed erano sicuramente di Trolloc. Ma non vide alcun segno per identificarle con certezza.

Aveva percorso circa quattro miglia, quando il vento le portò l’odore di fumo di legna. Proveniva da poco lontano, sempre a valle del fiume. Nynaeve esitò solo un istante, prima di legare il cavallo a un abete, a buona distanza dalla riva, in un folto boschetto di sempreverdi che l’avrebbe nascosto. Forse il fumo indicava la presenza di Trolloc, ma l’unico modo per scoprirlo era dare un’occhiata. Nynaeve cercò di non pensare all’uso che i Trolloc forse facevano del fuoco.

Tenendosi china, passò d’albero in albero, imprecando tra sé per le sottane che doveva tenere sollevate perché non si impigliassero negli arbusti. Gli abiti lunghi non erano fatti per procedere furtivamente. Al rumore provocato da un cavallo rallentò, ma quando alla fine scrutò da dietro il tronco d’un frassino, vide il Custode smontare in una piccola radura nei pressi della riva. L’Aes Sedai sedeva su di un ceppo, accanto al piccolo fuoco su cui bolliva un bricco d’acqua. Più in là, la giumenta bianca mangiucchiava la scarsa erba. Nynaeve rimase nascosta.

«Sono spariti tutti» annunciò sinistramente Lan. «Quattro Mezzi Uomini si sono diretti a meridione, circa due ore prima dell’alba, direi. Loro non lasciano molte tracce. Ma i Trolloc sono scomparsi. Perfino i cadaveri: e i Trolloc in genere non portano via i propri morti. A meno che non siano affamati.»

Moiraine gettò nell’acqua bollente una manciata di foglie secche e tolse dal fuoco il bricco. «Si può sempre sperare che siano tornati a Shadar Logoth e che Mashadar li abbia divorati, ma sarebbe chiedere troppo.»

Alle narici di Nynaeve giunse un delizioso profumo di tè. La Sapiente si augurò che lo stomaco non si mettesse a brontolare.

«Non c’era segno dei ragazzi, né degli altri. Le tracce sono troppo confuse per rivelare qualcosa.» Nel suo nascondiglio Nynaeve sorrise: lo smacco del Custode era per lei una piccola vittoria personale. «Ma la scomparsa dei Trolloc è importante, Moiraine» continuò Lan, pensieroso. Rifiutò il tè che l’Aes Sedai gli offriva e si mise a passeggiare avanti e indietro accanto al fuoco, la mano sull’elsa; il mantello cambiò colore, quando lui si girò. «Potrei anche accettare la presenza di un centinaio di Trolloc nei Fiumi Gemelli, ma ieri erano almeno un migliaio a darci la caccia.»

«Per fortuna non si sono fermati tutti a frugare Shadar Logoth. Certo i Myrddraal dubitavano che ci nascondessimo lì, ma avevano paura di tornare a Shayol Ghul senza avere controllato ogni minima possibilità. Il Tenebroso non è mai stato un padrone tollerante.»

«Non scantonare. Sai bene a cosa mi riferisco. Se ce n’erano mille, come mai non sono andati tutti al villaggio? La risposta è una sola. Sono stati mandati solo dopo che abbiamo attraversato il Taren, quando si è capito che un Myrddraal e cento Trolloc non bastavano. Ma come sono stati mandati? Se è possibile trasportare a tanta distanza dalla Macchia mille Trolloc, in fretta e di nascosto... allora è ugualmente possibile mandarne diecimila nel cuore della Saldaea, o dell’Arafel, o dello Shienar. Le Marche di Confine possono essere devastate in un anno.»

«Tutto il mondo sarà devastato in cinque anni, se non troviamo quei ragazzi» disse semplicemente Moiraine. «La domanda preoccupa anche me, ma non ho risposte. Le Vie sono chiuse e fin dal Tempo della Follia non è più esistita una Aes Sedai tanto potente da fare il Viaggio. A meno che... la Luce mai non voglia... non ci sia un Reietto in libertà, nessuno è in grado di farlo. In ogni caso, non credo che tutti i Reietti insieme possano muovere mille Trolloc. Pensiamo ai problemi attuali; il resto deve aspettare.»

«I ragazzi.» Non fu una domanda.

«Non sono rimasta in ozio, mentre eri via. Uno ha attraversato il fiume, ed è vivo. In quanto agli altri, c’era una debole traccia a valle del fiume, ma si è affievolita appena l’ho scoperta. Il legame si era interrotto varie ore prima che iniziassi la ricerca.»

Rannicchiata dietro l’albero, Nynaeve corrugò la fronte, perplessa.

Lan smise di andare avanti e indietro. «Credi che i Mezzi Uomini diretti a meridione li abbiano catturati?»

«Può darsi.» Moiraine si versò una tazza di tè. «Ma non oso neppure pensare alla possibilità che siano morti. Sai bene quanto è importante la posta. Devo avere quei tre ragazzi. Che Shayol Ghul dia loro la caccia, me l’aspetto. L’opposizione della Torre Bianca e perfino dell’Amyrlin Seat, posso accettarla. Ci saranno sempre Aes Sedai che accetteranno solo un’unica soluzione. Ma...» All’improvviso posò la tazza e si drizzò a sedere, con una smorfia. «Se osservi troppo intensamente il lupo» brontolò «un topo ti morderà la caviglia.» Fissò l’albero dietro al quale Nynaeve si nascondeva. «Comare al’Meara, vieni pure fuori di lì, se non ti spiace.»

Nynaeve si alzò e scosse le foglie secche impigliate nelle sottane. Appena Moiraine aveva guardato da quella parte, Lan si era girato verso l’albero e aveva impugnato la spada; ora la rimise nel fodero, con più forza del necessario. Il suo viso era inespressivo come sempre, ma Nynaeve ritenne di scorgere una traccia di rabbia nella piega delle labbra. Provò una punta di soddisfazione: se non altro il Custode non si era accorto della sua presenza.

Però la soddisfazione durò solo un attimo. Nynaeve fissò Moiraine e si avvicinò con decisione. Avrebbe voluto mantenersi fredda e calma, ma la voce le tremò di collera. «In che cosa hai coinvolto Egwene e i ragazzi?» attaccò. «Quali sporche trame tipiche delle Aes Sedai hai concepito per sfruttarli?»

L’Aes Sedai riprese la tazza e con calma sorseggiò il tè. Quando Nynaeve le andò troppo vicino, Lan protese il braccio a bloccarla. La Sapiente cercò di scostare l’ostacolo e non fu sorpresa nel constatare che il braccio del Custode si muoveva meno di quanto avrebbe fatto un ramo di quercia. I muscoli di Lan erano forti come ferro.

«Una tazza di tè?» offrì Moiraine.

«No, non ne voglio. Non berrei il tuo tè nemmeno se morissi di sete. Non ti servirai di gente di Emond’s Field per i tuoi sporchi piani.»

«Hai pochi motivi per fare prediche, Sapiente. Anche tu puoi usare il Potere, in un certo senso.»

Nynaeve tentò ancora di spingere via il braccio di Lan, senza risultato. «Perché non dici pure che sono un Trolloc?»

Moiraine sorrise con un’aria così saputa che Nynaeve avrebbe voluto darle uno schiaffo. «Credi che possa stare faccia a faccia con una donna in grado di attingere alla Vera Fonte e di incanalare l’Unico Potere, anche solo di tanto in tanto, senza accorgermene? Anche tu hai intuito il potenziale di Egwene. Come pensi che abbia scoperto che eri dietro quell’albero? Se non fossi stata distratta, mi sarei accorta che ti avvicinavi. Non sei certo un Trolloc, perciò non percepisco il male del Tenebroso. Allora cosa sento, Nynaeve al’Meara, Sapiente di Emond’s Field e ignara portatrice dell’Unico Potere?»

Lan guardava Nynaeve in un modo che a lei non piaceva affatto; sorpreso e perplesso, le parve, anche se niente era cambiato, nel viso e negli occhi. Egwene era davvero speciale, lei l’aveva sempre saputo. Sarebbe diventata un’ottima Sapiente. “Lavorano insieme” pensò “nel tentativo di sbilanciarmi." «Non voglio più ascoltare queste storie» protestò. «Tu...»

«Devi ascoltare» la interruppe Moiraine, con fermezza. «Ho avuto sospetti, a Emond’s Field, anche prima d’incontrarti. La gente mi ha detto che la Sapiente era sconvolta per non avere saputo prevedere il durissimo inverno e il ritardo della primavera. Eppure era bravissima a prevedere il tempo e la maturazione dei raccolti, a curare, a risanare ferite che avrebbero reso storpia una persona e che invece lasciavano una semplice cicatrice e non una zoppia né un dolore. Le uniche parole cattive su di te venivano da un gruppetto che ti riteneva troppo giovane per tutte quelle responsabilità e hanno solo accresciuto i miei sospetti. Tanta abilità in una donna così giovane.»

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