Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
Sullo schermo le minuscole creature si ammassavano dove dei fattori rivestiti di agenti virali cometari scorrevano fuori dalla punta di un ago. Gli strumenti mostravano che si stavano ingozzando gioiosamente, moltiplicandosi con abbandono.
Avevamo proprio bisogno di una buona notizia.
Oh, le forme di vita di Halley si sarebbero adattate, evolute. Quella non era la conclusione: ce ne sarebbe stata di strada da percorrere. Ma pareva che quel periodo di panico acuto fosse finalmente finito.
Cosa mi sono perso? si chiese Saul con ansia, perplesso. Come mi è stato possibile far questo?
Suonò un campanello. Ogni cosa combaciava. Saul tirò fuori la provetta dei cianuti che avevano superato pienamente il test. La planata dal suo laboratorio all'infermeria era breve. Qui, lungo le opposte pareti, due file di umani erano in attesa di venir accudite dai due tecnici medici in servizio.
Una delle file era più corta dell'altra, ma Saul non vide nessun ortho spostarsi per mettersi nella fila dei percell. Ould-Harrad non avrebbe mai dovuto permettere che si sviluppasse questo sistema di segregazione.
La gente non rimaneva vicina più del necessario. Nessuno era sicuro di come si fossero trasmesse le malattie cometarie. C'erano state risse per un semplice raffreddore… o per il fatto che un uomo aveva usato il casco spaziale di un altro senza averne il permesso.
E durante i periodi di visita ai malati erano molti quelli che si presentavano fingendo sintomi inesistenti, cercando di sfuggire al massacrante lavoro ed alle malattie mortali rifugiandosi nei colombari.
Be', per lo meno le file sono più corte di quanto lo erano alcuni mesi or sono. Prima, la rabbia nei confronti degli ammutinati li aveva distratti un po'. E l'eroismo di Carl Osborn aveva soppresso le liti fra ortho e percell. Tutti i «normali» sapevano di dover la vita a un percell.
Ora, se soltanto questi nuovi cianuti funzionassero bene quanto indicano i primi test…
La porta di una cabina in fondo all'infermeria si aprì, e ne uscì una donna che sorrise, salutando Saul con un gesto della mano. Marguerite van Zoon pareva quasi una persona diversa. Erano sparite le devastazioni che avevano lacerato la sua pelle due mesi prima. Aveva ripreso il suo lavoro di medico, lasciando libero Saul di dedicarsi alla ricerca.
Il sorriso di Saul scomparve quando vide la paziente di Marguerite: una giovane donna con addosso la grigia divisa della nave, la quale passò accanto alla dottoressa e si affrettò verso l'uscita coprendosi il lato del viso con un pezzo di stoffa. Anche voltando la testa dall'altra parte, non riuscì a nascondere del tutto un luccicante esantema rosa.
— Lani! — bisbigliò Saul, sgomento.
Aveva sperato che la diagnosi di Marguerite si rivelasse sbagliata, ma non potevano esserci equivoci sui sintomi del Vaiolo Fulminante.
— Lani? — chiese. Ma lei si affrettò a proseguire senza sollevare lo sguardo. Quelli di entrambe le file si scostarono mentre passava.
Oh, Lani.
Era una di quelle malattie che, finora, si erano mostrate resistenti a qualunque rimedio uscito dal laboratorio. Perfino con la sua recente sfilza d'incredibili colpi di fortuna.
Era davvero ironico. Mentre altri lottavano per tornare dentro i colombari, Lani aveva chiesto di essere lasciata sveglia. Ma la decisione era stata presa. Il suo raffreddamento era già stato programmato per dopodomani.
Carl si è comportato da vero sorcio con lei pensò Saul. Se non sarà presente alla colombarizzazione di Lani, un pugno sul naso non glielo toglie nessuno.
— Dottor Lintz!
Keoki Anuenue, il tecnico medico che si occupava della fila più corta, quella dei percell, si alzò in piedi quando Saul attraversò la sala d'aspetto. L'hawaiano lasciò temporaneamente un uomo dagli occhi opachi i cui orecchi erano pieni zeppi di cotone, il quale si schiaffeggiava un lato della testa ogni pochi minuti come se stesse cercando invano di far cessare un violento scampanio.
Anuenue era eccezionale perfino per un hawaiano. Uno dei rari ortho che pareva del tutto dimentico sia della malattia che della disperazione. Pareva non dormisse mai. In qualunque momento Saul arrivasse, Keoki era già in servizio.
Esibì un ampio sorriso, indicando la provetta che Saul reggeva in mano, con la voce piena d'una fremente attesa quando gli chiese: — È l'ultima varietà di cianuto, dottor Lintz?
Pensa che io possa fare qualunque cosa. E lo stesso vale per Virginia. Saul scrollò le spalle. E dopo la fortuna che ho avuto, chi sono io per dissentire? Era una pensiero sardonico. Lui sapeva che stava accadendo qualcosa di misterioso che non aveva nulla a che fare con la sua abilità.
Gli porse la provetta.
— Ecco qua, Keoki. Trova dei volontari alla solita maniera. Soltanto casi disperati, all'inizio. Questi dovrebbero essere utili contro le infezioni ai gangli linfatici, come pure la sinusite uggiolante e la gonorrea rossa.
Anuenue s'impadronì impetuosamente del flacone. Fece per parlare, poi qualcuno in fila lungo la parete sinistra dette in un sonoro e improvviso sternuto.
Tutt'intorno, nella stanza, la gente alzò lo sguardo con aria accusatrice. Non stato io, stavolta ebbe voglia di discolparsi Saul. Come se fosse stata una molla, altri sternuti eruppero dal lato degli ortho, nella stanza. La fila si allungò mentre la gente metteva più spazio fra sé e gli eretici.
Saul fissò la fila dei geneticamente potenziati. I percell non sternutivano praticamente mai.
I percell prendevano le malattie come chiunque altro. Saul aveva cercato di spiegarlo più e più volte ai risentiti ortho. Se un viroide o altri microbi cometari erano l'agente di una infezione fulminante, impestavano imparzialmente gli uni e gli altri.
Ma il corpo dei percell non eccedeva nelle reazioni. I loro gangli linfatici potevano anche ingrossarsi mentre il sistema immunitario del corpo faceva la guerra agli invasori, ma il processo era autolimitante. Non si gonfiavano come palloni per poi morire a causa delle loro difese troppo smaniose di agire.
Simon pensò Saul. Questo era il dono del quale andavi più orgoglioso, anche se aveva sconcertato anche te… il fatto che ogni bambino sul quale avevi operato avesse in qualche modo beneficiato dello stesso potenziamento, qualunque fosse la malattia genetica alla quale stavi lavorando.
La cosa aveva sorpreso tutti, là a Berkeley. Avevano usato analizzatori automatici e chirurgia molecolare per eliminare i geni nocivi dallo sperma e dagli ovuli di una coppia che voleva disperatamente dei figli. Ma pochi si erano aspettati che i bambini usciti da quelle cellule microriparate ne risultassero biologicamente potenziati.
È un dono che gli abbiamo dato. Un dono che comporta il terribile prezzo di essere diversi. — Saul!
Una voce dal lato opposto dell'infermeria. Saul sollevò lo sguardo e vide Akio Matsudo che lo chiamava con un cenno della mano dalla porta del suo studio.
Saul lanciò un'occhiata a Keoki Anuenue, il quale sorrise. — Vada pure, dottore. Troverò io quei volontari, e la chiamerò prima dell'inizio dei test.
Saul annuì, nascondendo nel suo intimo più profondo la paura di ciò che, lo sapeva, sarebbe successo presto o tardi. Alla fine la sua bizzarra concatenazione di colpi di fortuna sarebbe finita. Uno dei suoi simbionti fabbricati su misura avrebbe ucciso, invece che salvarlo, il proprio ospite. E allora, non avrebbe avuto importanza quanto bene lui avesse fatto in precedenza, gli si sarebbero rivoltati contro.
Tutti.
Così come si erano rivoltati contro Simon Percell.