Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
Come la folla scatenata che aveva incendiato un'università in cima ad una montagna tanto tempo fa e tanto lontano da lì.
— Mai kii aku i kauka hupo — disse, rivolto a Keoki.
Non andare da un dottore ignorante.
Il grosso hawaiano ammiccò più volte per la sorpresa, poi si lasciò andare all'indietro, dondolandosi e scoppiando in una fragorosa risata. Il frastuono era così abbondante, così contagioso, che parecchi di quelli che erano in fila sorrisero senza saper bene il perché.
— Vengo, 'kio — gridò Saul rivolto a Matsudo. — Sono subito da te.
I pendii coperti di neve del monte Asahi erano simmetrici almeno quanto i pini verdi che costellavano i suoi fianchi più bassi. Le nuvole, simili ad imbarcazioni di carta di riso, passavano via galleggiando su uno strato invisibile d'aria… o di magia, salpando verso un sole al tramonto e un mare occidentale azzurro cupo.
Saul era contento di poter osservare la climaparete di Akio Matsudo, forse la migliore di tutta la colonia. Invero, fino a quando Virginia non fosse smontata dal suo turno di due ore, quello era press'a poco il modo migliore con cui aveva pensato d'impiegare il suo tempo.
Meglio che lavorare pensò stancamente. Una volta tanto la sua mente non era un turbinio d'idee, il prossimo esperimento da tentare, il prossimo indizio da rintracciare. Stava seduto alla maniera dello zazen, pensando meno che poteva.
Qualcosa che noi occidentali abbiamo imparato dall'Oriente… che la bellezza può essere trovata nelle cose più piccole.
Il servizio da tè in terraglia bruno-arancio era stato portato fin lì dalle sponde del Mare Interno, le sue ruvide superfici riflettevano i colori della luce del tardo pomeriggio in una maniera che non poteva esser descritta, soltanto ammirata. I segni della plasmatura sulla tazza davanti a Saul parevano essere stati impressi dallo stesso tornio sul quale aveva ruotato la Creazione, contemporaneamente ai pianeti e al Sole.
Incantato, Saul sollevò lo sguardo quando Akio Matsudo parlò.
— L'attesa varrà la pena, Saul. Abbi pazienza.
L'attesa? pensò Saul. Era questo che stavo facendo?
I punti illuminanti fra i neri, lucidi capelli del medico giapponese risplendevano come i ghiacciai del monte Asahi, mentre si dava da fare con il tè, commentando le difficoltà di far bollire l'acqua nella maniera giusta in quella bassa gravità, con la convezione indebolita e tutto il resto. Per Saul la voce dell'amico era tutt'uno con il frusciare dei pini.
— Adesso verserò — intonò Akio, e sollevò delicatamente la tazza. Saul non aveva fretta di discutere di affari. Una volta che la cerimonia fu terminata, e il tè fu versato, chiacchierarono un po' su questioni di secondaria importanza, l'ultima novità nel campo della filosofia matematica sulla Terra, e le curiose proposte enunciate dai teologi marxisti di Kiev. I giornali specializzati ne avevano parlato in abbondanza, e si chiesero entrambi ad alta voce cosa avrebbe detto Nicholas Malenkov di tutto questo.
Pareva che adesso la salute di Akio fosse molto migliorata. Era stato un dei primi volontari di Saul, a prendere una delle prime versioni dei cianuti riprogrammati. O questo, oppure soffrire in maniera permanente a causa dell'infezione che gli stava riducendo a brandelli il fegato. Adesso il suo pallore giallognolo era scomparso. Aveva riguadagnato il peso perduto. Ben presto, avrebbe perfino smesso di usare il ribilanciatore meccanico endocrino che l'aveva tenuto in vita.
Saul era molto soddisfatto di vedere il suo amico così arzillo e di nuovo in salute.
Sono stato in grado di aiutare Virginia, e Marguerite, e Akio. Forse, più tardi, potremo fare qualcosa per Lani e Betty Oakes, e così per molti altri.
Il ricordo di Miguel Cruz era ancora un dolore acuto. Più di qualunque altro, c'era bisogno del loro comandante. Ma c'erano limiti a ciò che Saul si aspettava di riuscire a fare, indipendentemente dalla fortuna che aveva.
Akio Matsudo mise giù la tazza e si tolse con attenzione gli occhiali per pulirli. — Saul, amico mio, perdonami la mia franchezza. Ma credo che, forse, dovrei spiegarti perché ti ho chiesto di venire qui, oggi. Credo che per te sia giunto il momento di entrare nel colombario.
Saul mise giù la tazza. Akio sollevò le mani.
— Prima che tu protesti, per favore, lascia che ti spieghi. Ci sono molte, moltissime ragioni. — Sollevò un dito. — Il Primo Turno avrebbe dovuto durare soltanto poco più di un anno. Questo mese ricorre l'anniversario della colonia. E tu sei stato uno dei civili svegli per tutto il viaggio verso l'esterno, sulla Edmund. Stai perdendo parte del tuo arco di vita. È ingiusto nei tuoi confronti, anche perché ne hai meno da sprecare di quei giovani là fuori.
Saul sbuffò. — Cosa c'è, Akio? Potremmo essere passati attraverso la parte peggiore, ma l'incubo collegato con il problema del personale non è ancora finito. Con tutta la gente che abbiamo dovuto tirar fuori, colombarizzare terminalmente, e perfino immagazzinare sotto vuoto fuori in superficie, è chiaro che i turni dovranno essere più lunghi del previsto. Sai che quel tuo discorso è un sacco di cacca.
Matsudo trasalì per la schiettezza di Saul.
— Sìiii. — Il suo accordo risuonò più come un sibilo represso di disapprovazione. — Forse. Ma devo dirti che Bethany Oakes mi ha fatto promettere, prima che lei stessa venisse colombarizzata, che tu saresti stato messo via se i tuoi sintomi fossero peggiorati.
— Non sono affatto peggiorati — borbottò Saul. — È soltanto un altro brutto raffreddore. Credo sia ancora un residuo di uno dei tuoi dannati virus-sfida. Lo capisco dal modo in cui mi prude prima dello sternuto.
Sapeva bene che non era così, naturalmente. C'era roba della cometa dentro di lui, dai viroidi ai batteroidi latenti. Alcune delle varietà non utilizzavano il complesso zuccherino di Halley, e perciò erano senza alcun dubbio invulnerabili alle sue nuove pallottole d'argento.
E sono più vecchio della maggior parte di loro. Potrebbe darsi che questo mi renda più vulnerabile.
Per un attimo, quello stordimento contemplativo minacciò di tornare. Quella conversazione gli aveva ricordato una bizzarra sensazione che aveva provato, alcuni giorni prima, nell'esaminare un campione del suo stesso sangue… la sensazione che qualcosa…
Scosse la testa. No, questo è… Cercò un'espressione yddish, e non ci riuscì. Fesserie. Buone vecchie fesserie anglosassoni. È la sola definizione possibile.
— C'è una seconda ragione importante. — Matsudo spremette fuori una seconda tazza di tè giallo-bruno per ciascuno di loro e le coprì. — A causa dell'ammutinamento, lo sforzo disperato di quest'anno sarà costruire delle serre in superficie, e delle fattorie giù nella cavità Tau. Le cupole idroponiche della Edmund devono essere tenute in vita fino a quando non verranno installati dei nuovi impianti per la produzione del cibo. È per questo che Evans viene scongelato in questo momento. È il miglior ecologo di tutta la spedizione, e Svatuto esce dal colombario come suo secondo.
Saul notò l'espressione addolorata di Matsudo quando doveva nominare la Edmund. Da evitare ancora di più era qualunque citazione della Newburn. Durante tutto il tempo trascorso da quando gli ammutinati erano partiti, Saul non aveva sentito una sola volta qualcuno pronunciare il nome della perduta chiatta-colombario, la quale adesso appariva del tutto fuori dalla loro portata e sempre più distante ad ogni giorno che passava.
— Sì? Allora sarà bello consultarsi con Evans. Ci sono alcune faccende riguardanti le forme di vita di Halley dove un ecologo può essere di aiuto. Non sono certo di poter accettare ancora la vostra vecchia spiegazione.