Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]
- Автор: Бенфорд Грегори, Брин Дэвид
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0182-2
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Nel cuore della cometa [The Heart of the Comet - it]». Краткое содержание книги:
— Ah! «Ampie ragioni». Non è abbastanza per me e per i miei amici.
— Quali amici? — chiese Virginia. — Altri stupidi archisti?
Linbarger si adirò. La voce gli venne fuori sottile e stridula, come se sgorgasse da un luogo angusto e costipato dentro di lui. — Sì, alcuni di noi. Siamo stati buttati fuori a calci dall'Indonesia per essere stati contro la devastazione del suolo, i veleni e gli animali da esperimento come te.
Virginia borbottò: — E vi siete rifatti sparando alla gente in Pan-Africa.
Saul cercò d'interporsi. — Un momento…
— No, lascialo farfugliare — l'interruppe Virginia, con voce atona, le braccia pronte, c'era una concentrazione d'energia nella sua posizione. — L'ho già sentito altre volte. Quelli come lui si sono impadroniti delle Hawaii. Il governatore Ikeda è morto, lo zio di Keoki Anuenue è in prigione. Voglio vedere che genere di creatura è capace di fare cose come queste.
Linbarger non parve accorgersi del suo rigido controllo.
— Io sono un archista, certo, ma parlo a tutta la gente normale. Non prenderemo mai ordini da quei maiali dei percell.
Saul disse: — Stai attento a come parli…
— Certo, stiamo intruppando voi percell nei campi di concentramento alle Hawaii, e staremmo assai meglio se lo facessimo anche qui! — Le agitò un pugno davanti al naso.
Virginia lo colse in pieno nello stomaco con un calcio fulmineo e selvaggio. Linbarger volò all'indietro con un greve grugnito e andò a sbattere contro la parete. Ould-Harrad si mosse per bloccare Virginia, ma lei compensò con precisione la bassa gravità e lo superò sgusciandogli di fianco. Piantò con precisione il taglio della mano sul mento di Linbarger, applicando in quel colpo tutta la forza delle sue spalle. Linbarger, produsse un suono gorgogliante e roteò lontano, ancora cosciente ma inflaccidito.
— Basta! — gridò Ould-Harrad, con voce severa quanto inutile. Virginia era già tornata automaticamente su una posizione difensiva a zero G, galleggiando, con gli occhi sfavillanti come il ghiaccio.
— Mi spiace — disse. — È stato un riflesso. — Ma era chiaro che non le dispiaceva per niente.
Ould-Harrad e Saul fermarono Linbarger che, debolmente, fece loro cenno di lasciar stare.
Virginia disse: — Sono giorni che ascolto queste stronzate archiste, ormai, tenendo a freno la lingua. Adesso basta. Sta mettendo a repentaglio tutta la spedizione.
— Non ingrandisca troppo il suo caso, dottoressa Herbert. Il dottor Linbarger ha diritto alle sue opinioni — replicò giudiziosamente Ould-Harrad.
Cosa ci vuole per smuoverlo? si chiese Saul. Oppure è già stato testimone di scene altrettanto brutte? Un sospetto inquietante. Era una settimana che Saul non socializzava.
— In ogni caso — proseguì Ould-Harrad, scuotendo gravemente la testa, — niente scusa una condotta come la sua. Se non ci trovassimo in una situazione così disperata, la confinerei nel suo alloggio.
— Oh, per favore, lo faccia — esclamò Virginia, sarcastica. — Ho bisogno di dormire.
Linbarger aprì la bocca per dire qualcosa, ma in quell'istante la porta della sala preparatoria si aprì per far entrare Bethany Oakes. Piombarono tutti nel silenzio mentre il comandante ufficiale entrava con passo lento insieme alla sua porta.
Saul rimase scosso da quell'improvviso cambiamento: gli occhi cerchiati di rosso, il volto pallido come un osso slavato, e il passo strascicato. Le mani semiparalizzate le tremavano e la bocca penzolava floscia, inarticolate e assente.
— Betty, non dovresti camminare — disse Saul.
Poi vide Akio Matsudo e Marguerite van Zoon che la seguivano rispettosi. Con gli occhi lo implorarono di non interferire. Bethany Oakes stava dando una prova di grande coraggio, l'ufficiale comandante che impegnava se stessa con ardimento? Perfino Linbarger si accorse di questo, e malgrado il suo volto fosse ancora contorto per la rabbia e il risentimento, rimase zitto.
Neppure Matsudo aveva un bell'aspetto. Gli occhi erano vitrei e il volto era coperto da una pellicola di sudore che luccicava intensamente. Se dovesse andarsene anche lui, rimarremmo soltanto Marguerite ed io a gestire l'ospedale. Questo certamente m'impedirà di partecipare al salvataggio della Newburn.
Bethany Oakes incontrò per un breve istante il suo sguardo. — Saul… — Ebbe uno smorto sorriso. — … persevera.
Entrò lentamente nella gelida stanza interna dove l'aspettavano i tecnici.
Dannazione. Saul era sgradevolmente conscio che la Oakes avrebbe potuto non rivivere mai dal processo della colombarizzazione. Se la malattia poteva continuare a svolgere la sua micidiale opera mentre galleggiava in quegli anni di sogni, quello poteva benissimo essere il suo accesso definitivo alla tomba. Era probabile che il gruppo che l'accompagnava l'avesse pensato e su di loro discese un silenzio reverenziale quando Bethany Oakes insisté per arrampicarsi da sola sulla lastra, malgrado lo sforzo che ciò richiedeva. Fece uno svolazzante gesto di saluto con la mano e poi affondò dentro la rosea ragnatela nutritiva. Saul vide che era un sollievo per lei, in mezzo a quella gelida promessa di salvezza, distendersi grata dentro quell'abbraccio impaludato di nebbia e lucido d'acciaio e di vetro.
Saul sollevò lo sguardo su Ould-Harrad. Era facile leggere le labbra dell'africano che si muovevano in silenzio, formando parole in arabo. Saul sapeva che le preghiere erano soltanto in parte per Bethany Oakes, ma anche per il nuovo, riluttante comandante, Suleiman Ould-Harrad, appunto.
VIRGINIA
— Dannazione! Non mi meraviglierei affatto che l'avesse fatto di proposito!
Virginia camminava su e giù nel suo minuscolo laboratorio. Era difficile farlo con un millesimo di gravità, ma ci riusciva tenendosi aggrappata a una consolle lì accanto. Le sue suole di velcro sfrigolavano sommessamente mentre camminava da un'estremità all'altra, scuotendo i capelli e borbottando fra sé.
— È stato Carl a progettare tutto questo, lo so!
L'oloschermo principale s'increspò. Comparve un volto, ma l'«uomo» non era un membro della Spedizione Halley… in realtà non era neppure un uomo. Il volto aveva guance basse, ciuffi di capelli fulvi e riccioluti, baffi provocanti.
— Sicuro fu un'azione villana, cotesta, uguale a quella con cui la regina Maeve fu predata del suo amato — convenne la figura.
Virginia tirò su col naso. — Oh, piantala, Ossian. Non mi serve la comprensione d'un simulacro letterario. Ho bisogno di Saul! E non voglio che schizzi via su una nave spogliata, stravecchia, che avrebbe bisogno di cinquant'anni di revisioni prima di poter davvero volare di nuovo!
Lo schermo tremolò. Si formò un altro viso… un'eminenza incanutita avvolta in vesti scarlatte. La donna sulla schermo fece un segno di benevolenza. — È una missione di misericordia, mia cara bambina. Quaranta anime sono in pericolo…
— Credi che non lo sappia? — I piedi di Virginia lasciarono il pavimento quando picchiò la mano sulla superficie del banco. — Smamma, Cardinal Teresa! Non ho bisogno di logica o di appelli alla mia miglior natura. Ho bisogno di una ragione, di un perché… — Comparve un'ultima immagine ripescata dall'intimo più profondo: una delle prime simulazioni, di rado richiamata a causa del dolore che le causava. Un uomo sorridente con una piccola barba grigia e occhi che si circondavano di tante piccole rughe mentre la guardavano sorridendo con calore.
— Anuenue, piccolo arcobaleno. Le ragioni non aiutano in un momento come questo, figlia mia. I sentimenti hanno una logica che appartiene soltanto a loro.
Virginia affondò il volto nelle mani. Fluttuò contro un armadio e poi si riadagiò lentamente al suolo.