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L'anno del contagio [Doomsday Book - it]

Электронная книга - «L'anno del contagio [Doomsday Book - it]». Краткое содержание книги:

Per la giovane Kivrin, che si prepare a studiare dal vivo una delle epoche più oscure della storia, regno della paura, della superstizione e di tremendi flagelli, viaggiare nel tempo è un'esperienza unica e affascinante, ma in fondo non troppo difficile: l'importante è prepararsi con cura e osservare scrupolosamente tutte le regole perché il suo improvviso arrivo nel XIV secolo risulti plausibile e, soprattutto, passi inosservato. Il resto è compito di una straordinaria tecnologia che rende possibile un simile trasferimento temporale. Tuttavia il suo viaggio nel Medioevo, dove l'esistenza quotidiana è un'avventura per la sopravvivenza e dove si sta scrivendo un nuovo libro dell'Apocalisse, sarà molto più che la realizzazione di un sogno.
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— Imploro il tuo permesso di inseguirli per vendicare questa dama — ha proseguito Gawyn.

Eliwys ha subito assunto uno sguardo cauto e pieno di disagio, lo stesso di quando si erano incontrati la volta precedente.

— Mio marito ci ha detto di restare qui fino al suo arrivo — ha replicato, — e ti ha ordinato di restare con noi per proteggerci. Non puoi andare.

— Non hai ancora cenato — è intervenuta Lady Imeyne, in un tono che ha chiuso l'argomento.

Gawyn si è rialzato.

— Ti ringrazio per la tua gentilezza, signore — ho detto, in fretta. — So che sei stato tu a trovarmi, nel bosco. — Ho tratto un respiro e ho sorriso, poi ho continuato. — Ti imploro, vuoi dirmi dov'è il luogo dove mi hai trovata?

Avevo cercato di dire troppe cose troppo in fretta, e così ho cominciato a tossire, traendo respiri eccessivamente profondi e piegandomi in due per il dolore.

Quando finalmente mi sono ripresa, Lady Imeyne aveva già preparato sul tavolo carne e formaggio per Gawyn e Eliwys era tornata al suo cucito, così non ho saputo nulla.

No, questo non è esatto. Adesso so perché Eliwys aveva un'aria così guardinga quando lui è arrivato e perché Gawyn si è inventato quella storia a proposito di una banda di rinnegati. E quale sia stata la causa di quella conversazione sulle «daltriss»

Infatti ho avuto modo di osservare Gawyn mentre se ne stava fermo sulla soglia a contemplare Eliwys, e non ho avuto bisogno del traduttore per decifrare la sua espressione: è evidente che è innamorato della moglie del suo signore.

14

Dunworthy dormì senza interruzioni fino al mattino successivo.

— Il suo segretario voleva svegliarla, ma io non gliel'ho permesso — riferì Colin. — Ha detto di consegnarle questi — aggiunse, spingendo verso di lui un fascio di fogli spiegazzati.

— Che ore sono? — domandò Dunworthy, sollevandosi a sedere nel letto con mosse rigide.

— Le otto e mezza — rispose Colin. — Tutti i suonatori di campane e le persone trattenute qui sono nella sala comune a fare colazione. Farinata d'avena — precisò, con un verso di disgusto. — È una cosa assolutamente necrotica, ma il suo segretario dice che dobbiamo razionare le uova e la pancetta a causa della quarantena.

— Le otto e mezza di mattina? — ripeté Dunworthy, sbirciando la finestra con occhi miopi: fuori il cielo era tetro e cupo come quando si era addormentato. — Buon Dio, sarei dovuto tornare in ospedale per interrogar Badri.

— Lo so — affermò Colin. — La prozia Mary ha detto di lasciarla dormire e che comunque non poteva interrogarlo perché lo stanno sottoponendo ad alcuni esami.

— Ha telefonato? — volle sapere Dunworthy, cercando a tentoni gli occhiali sul comodino.

— Sono andato io là stamattina per l'esame del sangue. La prozia Mary mi ha incaricato di riferirle che dobbiamo presentarci soltanto una volta al giorno per il prelievo.

— E ti ha anche detto se hanno identificato il virus? — chiese Dunworthy, assestandosi gli occhiali sul naso e fissando il ragazzo.

— Niente da fare — replicò Colin, biascicando un po' le parole a causa di qualcosa che gli gonfiava la guancia. Dunworthy si domandò se avesse tenuto in bocca la gomma da masticare per tutta la notte, e se era così come mai essa non fosse diminuita di dimensioni. — La prozia le ha mandato le sue schede dei contatti — aggiunse Colin, porgendogli i documenti in questione. — E poi ha telefonato la signora che era all'Infermeria. Quella che è arrivata in bicicletta.

— Montoya?

— Sì. Voleva sapere se lei aveva idea di come mettersi in contatto con la moglie del Signor Basingame. Le ho risposto che l'avrebbe richiamata. Sa quando arriva il postino?

— Il postino? — ripeté Dunworthy, intento ad esaminare il mucchio di fogli.

— Mia madre non ha fatto in tempo a comprare i miei regali in modo che potessi portarli con me — spiegò Colin, — così ha promesso che li avrebbe mandati per posta. Crede che la quarantena causerà ritardi anche in questo?

Alcuni dei fogli che Colin gli aveva consegnato erano appiccicati fra loro, senza dubbio a causa degli esami periodici a cui il ragazzo sottoponeva la gomma da masticare, e la maggior parte di essi sembravano essere un assortimento di promemoria da parte di Finch e non le schede dei contatti: una delle ventole di riscaldamento a Salvin si era bloccata, il Servizio Sanitario Nazionale aveva diramato un ordine per tutti gli abitanti di Oxford e dintorni di evitare qualsiasi contatto con le persone infette, la Signora Basingame era andata a passare il Natale a Torquay, la carta igienica stava per finire.

— Non pensa che la quarantena la farà tardare, vero? — insistette Colin.

— Farà tardare cosa? — domandò Dunworthy.

— La posta! — esclamò Colin, in tono disgustato. — La quarantena non la ritarderà, vero? A che ora dovrebbe arrivare?

— Alle dieci — rispose Dunworthy, mettendo da un lato tutti i memoranda e aprendo una grossa busta gialla. — Sotto Natale però tarda sempre un poco, a causa dei pacchi e dei biglietti di auguri.

Neppure i fogli pinzati presenti nella busta erano la lista dei contatti. Quello era il rapporto di William Gaddson sui movimenti di Badri e di Kivrin, il tutto dattiloscritto con chiarezza e suddiviso in mattina, pomeriggio e sera di ciascuna giornata… un rapporto decisamente più ordinato di qualsiasi lavoro scolastico Gaddson avesse mai consegnato. L'influenza materna a volte poteva essere davvero salutare.

— Non vedo perché dovrebbe tardare — dissertò intanto Colin, fra sé. — Voglio dire, non è che si tratti di persone, e non può essere contagiosa. Dove la consegnano… nella sala comune?

— Cosa?

— La posta.

— In portineria — rispose Dunworthy, intento a leggere il rapporto su Badri. Il tecnico era tornato alla rete martedì pomeriggio dopo essersi recato a Balliol. Finch gli aveva parlato alle due, quando lui aveva chiesto di Dunworthy, e di nuovo un po' prima delle tre allorché Badri gli aveva consegnato il messaggio. In un momento imprecisato fra le due e le tre John Yi, uno studente del terzo anno, lo aveva visto attraversare il cortile diretto in laboratorio, apparentemente in cerca di qualcuno.

Alle tre il portiere di Brasenose aveva registrato l'arrivo di Badri, che aveva lavorato alla rete fin oltre le sette e poi era tornato al suo appartamento, dove si era vestito per andare alla festa.

Dunworthy telefonò a Latimer.

— In che momento di martedì pomeriggio si è recato alla rete? — gli chiese.

— Martedì? — ripeté Latimer, fissando Dunworthy con aria sconcertata dalla schermo, poi si guardò intorno come se avesse perso qualcosa e domandò: — Martedì era ieri?

— No, era il giorno prima della transizione — replicò Dunworthy. — So che nel pomeriggio è andato alla Biblioteca Bodleiana.

— Lei voleva sapere come si dicesse: «Aiutatemi, perché sono stata assalita di ladri» — annuì Latimer.

— Kivrin si è incontrata con lei alla biblioteca oppure a Brasenose? — insistette Dunworthy, dando per scontato che con quel «lei» Latimer avesse inteso riferirsi a Kivrin.

— Abbiamo lavorato fino a tarda sera per decidere le forme dei pronomi — rifletté Latimer, con la mano appoggiata sul mento. — Nel 1300 la perdita delle inflessioni pronominali era avanzata ma non completa.

— Kivrin è venuta alla rete per incontrarsi con lei?

— Alla rete? — ripeté Latimer, in tono dubbioso.

— Al laboratorio di Brasenose — precisò Dunworthy. secco.

— Brasenose? Il servizio della Vigilia non si tiene a Brasenose, vero?

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