Mendicanti di Spagna [Beggars in Spain - it]
- Автор: Кресс Нэнси
- Серия: Mendicanti #1
- Год: 1997
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 1120-5288
- Переводчик: Antonella Pieretti
- Жанр: Социально-философская фантастика
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Ricordava il primo giorno in cui aveva notato che a volte il terminale si sbagliava.
Era stato proprio a causa di Joan che Miri se n’era accorta. Stavano lavorando insieme a un terminale, cosa che ognuno doveva fare per una parte di ogni giorno (Miri ormai conosceva quella parola), perché erano una comunità. A Miri non piaceva lavorare con Joan: Joan era lentissima. Lasciata da sola, Joan poteva restare bloccata al secondo problema mentre Miri era già al decimo. A volte pensava che nemmeno a Joan piacesse lavorare con lei.
Il terminale aveva solo la modalità visiva: si stavano esercitando a leggere. Il problema era: "bambola: plastica bambino:?" Miri aveva detto: — T-t-tocca a m-m-me — e aveva digitato "Dio". Il terminale aveva mostrato un volto imbronciato.
— Non è giusto — aveva esclamato Joan con una certa soddisfazione.
— S-s-sì c-c-che lo è — aveva replicato Miri, preoccupata. — Il t-t-t-terminale è s-s-sbagliato.
— Immagino che tu sappia più del terminale!
— D-dio è g-g-giusto - aveva insistito Miri. — È q-q-quattro s-s-tringhe più in b-b-basso.
A dispetto di se stessa, Joan era apparsa interessata. — Che cosa vuoi dire con "quattro stringhe più in basso?" Non esistono stringhe in questo problema.
— N-n-n-on nel p-p-p-roblema — aveva spiegato Miri. Aveva cercato di pensare a come farlo capire: lei riusciva a vederlo nella mente, ma spiegarlo era più difficile. Specialmente a Joan. Prima che avesse potuto iniziare, era arrivata la signora Patterson.
— C’è qualche problema qui, bambine?
Joan aveva detto, senza cattiveria: — Miri ha dato una risposta sbagliata ma dice che è giusta.
La signora Patterson aveva guardato lo schermo. Si era inginocchiata accanto alle piccole. — Come fa a essere giusto, Miri?
Miri aveva tentato di spiegare. — È q-q-quattro p-p-piccole s-s-stringhe p-p-più in b-b-basso, s-s-signora P-Patterson. V-v-v-ede, una "B-bambola" è un "g-g-giocattolo"… la p-p-prima s-s-stringa va da b-b-bambola a g-g-giocattolo. Un g-g-giocattolo sta per "f-f-fingere" e una c-c-cosa che noi f-f-facciamo f-finta è che una s-s-stella c-c-cadente è una s-s-stella v-v-vera, così si p-p-può m-m-mettere "s-s-stella c-c-cadente" v-vicino n-nella p-p-p-prima s-s-stringa. Per far f-f-f-funzionare lo s-s-s-schema. — Dire così tante parole era un lavoro difficile: Miri desiderava non dover spiegare tanto. — P-p-oi, una s-s-tella c-c-cadente è in r-r-realtà una m-m-meteora e b-b-bisogna far r-r-ridiventare v-v-vera la s-s-stringa p-p-p-perché p-prima la si è resa f-f-finta e così la f-f-fine della p-p-p-rima s-s-stringa, q-q-quattro piccole s-s-stringhe s-s-sotto c’è "m-m-meteora".
La signora Patterson la stava fissando. — Vai avanti, Miri.
— P-poi per "P-p-plastica — aveva detto Miri, un po’ disperata — la p-p-prima stringa c-c-conduce a "i-i-inventato". D-d-d-deve, c-capisce, p-p-perché "G-g-giocattolo" p-portava a "f-f-fingere". — Aveva cercato di pensare a un modo per spiegare che il fatto che le piccole stringhe erano a un passo di distanza l’una dall’altra faceva parte dell’intero disegno, riecheggiato nell’inversione che lei avrebbe poi effettuato delle stesse parole fra le sotto-stringhe due e tre, ma era troppo difficile Era rimasta incastrata fra le stringhe stesse, non nel disegno complessivo, cosa che la turbava perché il disegno nel complesso era altrettanto importante. Le occorreva semplicemente troppo per spiegare nel suo linguaggio balbettante. — "I-i-inventato" p-porta a "p-p-persone", o-o-ovviamente, p-p-perché s-sono le p-p-persone a inventare le c-c-cose. La s-s-stringa p-p-persone p-p-porta a "c-c-comunità", m-m-molte p-p-persone, e quella s-s-stringa d-deve p-p-portare a "o-o-orbitale", p-p-perché allora le d-due s-s-stringhe al-l-lineate una di f-fianco all’al-al-altra f-f-fanno dire al p-p-problema "m-m-meteora: o-o-orbitale".
La signora Patterson aveva detto con un buffo tono di voce: — E questa è un’analogia ragionevole. La meteora ha una relazione definibile con stazione orbitale: una naturale e inumana, l’altra costruita e umana.
Miri non era certa di cosa volessero dire tutte le parole pronunciate dalla signora Patterson. Non stava andando bene. La signora Patterson appariva spaventata e Joan completamente persa. Lei comunque si era tuffata avanti. — P-p-poi per "b-b-bambino", la p-p-prima s-s-stringa p-p-porta a "p-p-piccolo". Questo p-p-porta a "p-p-p-proteggere" come f-f-faccio io con T-tony p-p-perché lui è più p-p-p-piccolo di m-me e p-p-potrebbe farsi m-m-male se si ar-r-arrampica t-t-troppo in alto. Poi la p-p-piccola s-s-stringa p-p-porta a "c-c-comunità" p-p-perché la c-c-comunità p-p-protegge le p-p-persone, e la q-q-quarta p-p-piccola s-s-stringa d-deve p-p-portare a "p-p-persone" perché le c-c-comunità sono p-p-persone e p-p-perché era al c-c-contrario sotto "p-p-lastica" e g-g-ran parte del n-n-nostro o-o-orbitale è fatto di p-p-p-plastica.
La signora Patterson aveva ancora il buffo tono di voce. — Così alla fine di tre serie di quattro stringhe, Joan non cambiare la videata sul terminale proprio adesso, alla fine di queste tue stringhe il problema dice "meteora sta a orbitale come persone a X" e tu hai inserito "Dio".
— S-sì — aveva detto Miri, più contenta: la signora Patterson capiva! — P-p-perché un orbitale è una c-c-comunità i-i-inventata, mentre una m-m-meteora è s-s-solo r-r-roccia nuda e D-d-dio è una c-c-comunità di m-m-menti o-o-organizzate mentre le p-p-persone da sole s-s-sono, una per una, n-n-nude.
La signora Patterson l’aveva portata dalla nonna. Miri aveva dovuto spiegare l’intera cosa da capo, ma quella volta era stato più semplice, perché la nonna aveva tracciato un disegno mentre Miri parlava. Miri si era chiesta come avesse fatto a non pensarci da sola. Il disegno le permetteva di inserire tutte le connessioni incrociate ed era molto più chiaro, anche se alcune delle linee che tracciava erano tremolanti perché la penna luminosa che aveva in pugno non andava diritta come il quadro che lei aveva nella mente.
Quando era arrivata al termine, il disegno le era sembrato davvero semplicissimo. Ma, in fondo, era semplice, solo una piccola serie di stringhe per esercitarsi nella lettura:
In seguito, la nonna era rimasta in silenzio per lungo tempo.
— Miri, tu pensi sempre in questo modo? In stringhe che creano schemi?
— S-s-sì — aveva risposto Miri sbalordita. — Tt-tu nn-no?
La nonna non aveva commentato. — Perché hai voluto inserire sul terminale l’analogia esistente quattro piccole stringhe più in basso?
— V-v-vuoi dire i-i-i-invece di o-o-otto o-o-oppure d-d-dieci s-s-stringhe più in b-b-basso? — aveva chiesto Miri, e gli occhi della nonna si erano spalancati moltissimo.
— Invece di… di nessuna stringa sotto. Quella che il terminale chiedeva. Non sapevi che era ciò che voleva?
— S-s-sì. M-ma… — Miri si era dimenata sulla sedia. — Io m-m-mi a-a-annoio con le s-s-stringhe di t-t-testa. A v-v-volte.
— Oh — aveva fatto la nonna. Dopo un ulteriore lungo silenzio, aveva aggiunto: — Dove hai sentito dire che Dio è una comunità di menti organizzate?
— S-s-sulla olovisione. La s-s-stava g-g-guardando la m-m-mamma quando ero a c-c-casa in v-v-visita.
— Capisco. — La nonna si era alzata in piedi. — Tu sei molto speciale, Miri.
— Anche T-t-t-tony. E N-n-nikos e C-c-christina e Al-Al-Allen e S-sara. Nonna, il nuovo b-b-b-ambino che v-v-vuole a-a-avere la M-m-mamma sarà s-s-speciale anche lui q-q-quando n-n-nascerà?
— Sì.
— S-s-si d-d-d-imenerà c-come n-n-noi? E b-b-balbetterà? E m-m-m-angerà t-t-tanto?
— Sì.
— E p-p-p-penserà in s-s-stringhe?