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Mendicanti di Spagna [Beggars in Spain - it]

Электронная книга - «Mendicanti di Spagna [Beggars in Spain - it]». Краткое содержание книги:

Gli insonni sono una casta di mutanti che non hanno bisogno di riposo. Con la loro inesauribile energia governano la Terra e gli uomini normali, che definiscono Mendicanti. Ma l’odio e la diffidenza serpeggiano appesi a un filo: gli sforzi disperati di Leisha Camden, avventuriera del futuro. Premio Hugo e Nebula nella versione breve.
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Disse con fierezza: — Significa che non potrò andare a scuola a settembre, io?

Leisha sembrò sconcertata. — Tesoro, settembre è passato. Ma sì, certo che potrai ancora andare a scuola, la prossima sessione, se vorrai. Certo che puoi. — Fissò dall’altra parte del letto verso Jordan, e lo sguardo di lei esprimeva un tale dolore che anche Drew guardò.

Jordan sembrava bruciato. Drew sapeva che cosa significasse avere uno sguardo da ustionati: lo aveva visto in uomini i cui scooter, modificati illegalmente, erano andati in fiamme, bruciando anche chi c’era sopra. Lo aveva visto in una donna il cui figlio era affogato nel grande fiume. Lo aveva visto in sua madre. Era uno sguardo per cui non bisognava provare un sentimento, perché quel sentimento avrebbe fatto talmente male da non permetterti di aiutare più nessuno. Nemmeno te stesso. E quello sguardo significava cercare l’aiuto di qualcuno, aveva sempre pensato Drew, com’era possibile, altrimenti,, che le persone dovessero sopportare che sbranasse loro le facce?

Il ragazzo disse: — Signor Watrous, signore… — aveva imparato anche quella parola, lì l’apprezzavano molto — …non è stata colpa di Eric. Sono stato io a cominciare.

Il volto di Jordan cambiò. Dapprima quello sguardo andò via, quindi ritornò, poi si indurì in qualcosa d’altro e tornò nuovamente, peggiore di prima.

— Sappiamo che non è vero. Eric ci ha detto quello che è successo — rispose Leisha.

Drew rifletté: forse era vero. Non riusciva a capire Eric fino in fondo, lui, lo sapeva già. E se le cose fossero andate al contrario, e fosse stato Drew a far sì che Eric non avesse potuto più camminare?

Non poter più camminare.

— Tesoro, no — disse Leisha, e ormai anche lei lo stava scongiurando. — So che sembra terribile, ma non è la fine del mondo. Puoi ancora andare a scuola, imparare a "essere qualcuno" come dicevi tu… Sii coraggioso, Drew. Io so che tu sei coraggioso.

Be’, lo era. Era un ragazzino coraggioso, lui, lo avevano sempre detto tutti, perfino nella puzzolente Montronce. Lui era Drew Arlen, quello che un giorno avrebbe posseduto il Rifugio. E non avrebbe mai e poi mai avuto lo sguardo bruciato come quello del signor Watrous in quel momento. Non Drew Arlen, lui.

Chiese a Leisha: — La carrozzella elettrica sarà del tipo che può sollevarsi a dieci centimetri da terra e scendere le scale?

— Sarà del tipo che potrà volare sulla Luna, se lo vorrai!

Drew sorrise. Si costrinse a sorridere. Vide qualcosa, in quel momento, chiara davanti a sé come un’enorme bolla scintillante, e non riuscì a spiegarsi come avesse fatto a non vederla prima. Era grossa, calda e rilucente e lui non solo la vide, ma sentì la bolla perfino nel più piccolo osso del suo corpo. Il signor Watrous disse con voce rotta: — Drew, nulla potrà mai ripagarti, ma noi faremo tutto ciò che potremo. Tutto.

Lo avrebbero fatto. Ecco che cos’era la bolla. Drew non aveva avuto parole per descriverla, prima, non si sa come, non aveva mai parole finché qualcuno non gliele forniva, ma la bolla era quello. Proprio lì. Non avrebbe più avuto bisogno di svolgere commissioni per la vecchia signora o di imparare le buone maniere che gli inculcavano e nemmeno di mangiare cibo vero. Avrebbe continuato a fare quelle cose perché voleva impararne alcune e perché altre gli piacevano. Ma non sarebbe stato costretto. Da quel momento, loro avrebbero fatto qualsiasi cosa per lui. Lo avrebbero fatto. Da quel momento e per il resto della sua vita.

Li aveva in pugno.

— So che lo farete, voi — disse a Jordan. Per un lungo istante la bolla lo strinse, mentre Leisha e Jordan si scambiavano sguardi sconcertati sopra la sua testa. Poi la bolla esplose. Drew non riuscì a trattenerla. Sparì completamente, era ancora vera e sarebbe ritornata, ma in quel momento non fu in grado di trattenerla. Aveva le gambe spezzate e non avrebbe mai più potuto camminare: cominciò a piangere, un ragazzino di dieci anni immobilizzato su un letto d’ospedale, in una stanza insieme a estranei che non dormivano mai.

18

— Prossimo servizio: una nazione rappacificata, gli Stati Uniti nel tricentenario — disse l’annunciatore olovisivo. — Un approfondimento speciale della CNS.

— Bah — commentò Leisha. — Non saprebbero fare un commento approfondito nemmeno su un seme di soia sintetica da cucina.

— Sttt, fammi sentire — disse Alice. — Drew, passami gli occhiali che stanno sul tavolino.

Formavano un semicerchio attorno all’olovisore, ventisei persone assorte sedute, in piedi o appoggiate contro le pareti in cotto. Drew consegnò ad Alice gli occhiali. Leisha distolse per un minuto l’attenzione dalla ridicola trasmissione per lanciargli un’occhiata. Era un anno che Drew era sulla carrozzella, e la manovrava con la stessa disinvoltura di un paio di scarpe. Nei mesi in cui era stato lontano, a scuola, era diventato più alto, anche se non meno sparuto. Era più tranquillo, meno aperto, ma non era normale per un ragazzino che si stava avvicinando all’adolescenza? Drew sembrava a posto: si era abituato alla carrozzella, adeguato alla nuova vita. Leisha riportò la propria attenzione sull’olovisore.

Rappresentava la tecnologia da Mulo più avanzata, un rettangolo appiattito fissato al soffitto, butterato da varie aperture e protuberanze. Proiettava la trasmissione in ologrammi tridimensionali di un metro e mezzo sull’olopalco sottostante. I colori erano più vividi di quelli della realtà, i contorni meno netti, così che tutte le immagini assumevano l’aspetto brillante e contuso dei disegni dei bambini.

— Trecento anni fa — disse il cronista eccezionalmente bello, ovviamente modificato geneticamente, vestito con un’immacolata divisa dell’esercito di George Washington — i fondatori del nostro paese firmarono il documento più importante per la storia che il mondo abbia mai conosciuto: la Dichiarazione di Indipendenza. Le antiche parole ci commuovono ancora: "Quando nel corso degli eventi umani diviene necessario per un popolo sciogliere i vincoli politici che l’hanno unito a un altro e assumere fra i Poteri della Terra, lo stato separato e ugualitario che gli garantiscono le Leggi di Dio e della Natura, un onesto rispetto delle opinioni dell’umanità richiede che esso dichiari le cause che lo spingono alla separazione. Noi consideriamo lampanti le seguenti verità: che tutti gli uomini sono stati creati uguali…".

Alice sbuffò. Leisha le lanciò un’occhiata, ma Alice stava sorridendo.

— "…che siano stati dotati dal loro Creatore di determinati diritti inalienabili e che fra questi vi siano la Vita, la Libertà e il conseguimento della Felicità…"

Drew corrugò la fronte. Leisha si chiese se sapesse che cosa significassero tali parole: i suoi voti a scuola non erano stati esaltanti. Una sottile coperta gli copriva le gambe. Dall’altra parte della camera, Eric, afflitto e tetro, stava appoggiato contro una parete. Non guardava mai direttamente Drew, ma Leisha aveva notato, invece, che Drew sembrava quasi cambiare strada per spingere la propria carrozzella sotto il naso di Eric, per parlargli, per rivolgergli il suo sfolgorante sorriso. Rivincita? Era certamente un comportamento troppo sottile per un ragazzino di undici anni. Riconciliazione? Bisogno? — Tutte e tre le cose — aveva detto bruscamente Alice una volta. — Ma in fondo, Leisha, non sei mai stata molto sensibile al teatro.

Il pittoresco narratore terminò la Dichiarazione di Indipendenza e svanì. Seguirono alcune scene di festeggiamenti del Quattro Luglio in tutto il paese: Vivi impegnati in grigliate di arrosti di soia sintetica in Georgia; sfilate di scooter bianchi-rossi-e-blu in California; un ballo per Muli a New York, con donne che indossavano i nuovi severi abiti di seta tanto diritti da sembrare inamidati, sfoggiandoli tuttavia con elaborati colletti e polsini d’oro massiccio tempestato di pietre preziose.

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