Operazione domani [Friday - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-30191-0
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Operazione domani [Friday - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per premio Nebula in 1983 e premio Hugo in 1983.
— Delucida.
— Se l’Homo sapiens non ce la fa, e sta cercando in tutti i modi di eliminarsi da solo, i topi sono pronti a prendere il timone.
— Balle. Sciocchezze nevrotiche. Friday, tu enfatizzi troppo il desiderio umano di morire. Da generazioni abbiamo i mezzi per commettere il suicidio razziale, e quei mezzi sono oggi e sono stati in molte mani. Non ci siamo suicidati. In secondo luogo, per sostituirci i topi dovrebbero farsi crescere crani enormemente più grandi, sviluppare corpi che li sostengano, imparare a camminare su due zampe, trasformare le zampe anteriori in delicati organi di manipolazione, e far crescere altra corteccia cerebrale per controllare il tutto. Per sostituire l’uomo, un’altra razza deve diventare l’uomo. Bah. Lascia perdere. Prima di abbandonare l’argomento della peste, a che conclusioni sei arrivata sulla teoria della cospirazione?
— È un’idea balorda. Hai indicato specificamente sesto, quattordicesimo e diciassettesimo secolo, il che significa navi o carovane in grado di spostarsi e nessuna conoscenza di batteriologia. Prendiamo il nostro sinistro dottor Fu Manchu. Se ne sta chiuso nel suo nascondiglio, alleva un milione di topi, e tutti i topi sono infetti dal bacillo; anche senza conoscenze teoriche, ammettiamolo. Ma come fa a colpire la città che ha scelto per bersaglio? Via mare? In pochi giorni i suoi milioni di topi sarebbero morti, assieme all’equipaggio della nave. Via terra sarebbe ancora più difficile. Portare avanti una cospirazione del genere in quei secoli richiederebbe la scienza moderna e una macchina del tempo gigante. Boss, chi ha partorito quella stupida domanda?
— Io.
— Mi pareva che avesse il tuo tocco. Perché?
— Ti ha spinta a studiare l’argomento con un’angolazione molto ampia. Se no non lo avresti fatto, giusto?
— Uh… — Avevo trascorso molto più tempo a studiare i fatti storici significativi che la malattia in sé. — Suppongo di sì.
— Lo sai.
— Okay, sì. Però guarda, Boss, non esiste una cospirazione ben documentata. A volte sono anche troppo ben documentate, solo che i documenti si contraddicono a vicenda. Se una cospirazione si è verificata un po’ di tempo fa, una generazione fa o più, diventa impossibile stabilire la verità. Hai mai sentito parlare di un certo John F. Kennedy?
— Sì. Capo di stato, alla metà del ventesimo secolo, della Federazione che all’epoca occupava il territorio fra il Canada, il Canada Britannico e il Québec, e il Regno Messicano. Lo hanno assassinato.
— Esatto. È stato ucciso davanti a centinaia di testimoni, e ogni aspetto dell’omicidio, prima, durante e dopo, è abbondantemente documentato. Una montagna di documenti che si riassume in questo: nessuno sa chi gli abbia sparato, in quanti gli abbiano sparato, quante volte, chi sia stato, perché, e chi fosse coinvolto nella cospirazione, se esisteva una cospirazione. Non è nemmeno possibile stabilire se le fila dell’omicidio fossero rette dall’esterno o dall’interno. Boss, se è impossibile sbrogliare una matassa così recente e indagata tanto a fondo, che possibilità ci sono di decifrare nei dettagli la cospirazione che ha ucciso Caio Giulio Cesare? O di svelare il mistero di Guy Fawkes e della Congiura delle Polveri? L’unica cosa che si può dire è che i vincitori scrivono le versioni ufficiali che si trovano nei libri di storia, una storia che non è più onesta di un’autobiografia.
— Friday, di solito l’autobiografia è onesta.
— Wow! Boss, cosa hai fumato di recente?
— Basta così. In genere l’autobiografia è onesta ma non è mai veritiera.
— Mi è sfuggito qualcosa.
— Pensaci. Friday, oggi non posso dedicarti altro tempo. Chiacchieri troppo e cambi spesso argomento. Frena la lingua mentre ti dico alcune cose. D’ora in poi sei assegnata in permanenza al lavoro di staff. Stai invecchiando; senza dubbio i tuoi riflessi sono un poco più lenti. Non rischierò più la tua vita in missioni operative…
— Non mi sono mai lamentata!
— Chiudi il becco. Però non devi diventare sedentaria. Passa meno tempo alla consolle e più tempo in esercizi fisici. Arriverà il giorno che i tuoi riflessi super ti salveranno un’altra volta la vita. E forse salveranno anche le vite degli altri. Nel frattempo, pensa al giorno in cui dovrai strutturare la tua vita senza alcuna assistenza. Dovresti lasciare questo pianeta. Qui per te non c’è niente. La balcanizzazione del Nord America ha posto fine all’ultima possibilità di invertire il degrado della civiltà rinascimentale. Quindi dovresti riflettere su diverse possibilità planetarie, non solo all’interno del sistema solare ma altrove. Pianeti che vanno dal molto primitivo al ben civilizzato. Per ognuno d’essi studia il costo e i vantaggi di un’eventuale emigrazione. Ti serviranno soldi. Vuoi che i miei agenti recuperino il denaro di cui sei stata derubata in Nuova Zelanda?
— Come sai che mi hanno derubata?
— Andiamo, andiamo! Non siamo mica bambini.
— Posso pensarci?
— Sì. Per quanto riguarda la tua emigrazione, ti raccomando di non trasferirti sul pianeta Olympia. Per il resto non ho consigli particolari, a parte quello di emigrare. Quando ero più giovane credevo di poter cambiare il mondo. Oggi non lo credo più, ma per ragioni emotive devo continuare la mia battaglia di resistenza. Tu invece sei giovane, e in forza della tua origine unica, singolare, i tuoi legami emotivi con questo pianeta e questa parte di umanità non sono grandi. Non ho potuto parlarne prima che tu spezzassi i tuoi rapporti sentimentali in Nuova Zelanda…
— Non li ho spezzati. Mi hanno cacciata a calci in culo!
— Come vuoi. Intanto che decidi, guardati la parabola del fischietto di Benjamin Franklin, poi sappimi dire… no, chiedilo a te stessa… se non hai pagato troppo per il tuo fischietto. Adesso basta. Ho due incarichi per te. Studia il complesso di società Shipstone, compresi i collegamenti al di fuori del complesso vero e proprio. Secondo, la prossima volta che ci vediamo voglio che tu mi dica esattamente da cosa si individua una cultura malata. È tutto.
Boss spostò l’attenzione sulla consolle, così mi alzai. Ma non ero pronta ad accettare un congedo tanto brusco; non ero riuscita a fargli domande importanti. — Boss. Non ho compiti precisi? Solo studi casuali che non vanno da nessuna parte?
— Vanno da qualche parte. Sì, hai compiti precisi. Primo, studiare. Secondo, essere svegliata nel cuore della notte, o fermata in corridoio, per domande stupide.
— Solo questo?
— Cosa vuoi? Angeli e trombe?
— Be’… Un titolo professionale, magari. Prima ero un corriere. Adesso cosa sono? Il buffone di corte?
— Friday, stai sviluppando una mentalità burocratica. Titolo professionale. Molto bene. Sei analista intuitivo e farai rapporto solo a me. Però il titolo comporta un’ingiunzione. Ti è proibito discutere di qualcosa di più serio di una partita a carte con qualunque membro della sezione analisti del nostro staff. Dormici pure assieme, se vuoi… so che lo hai fatto, in due casi… ma limita la conversazione ai luoghi comuni più banali.
— Boss, a volte vorrei che tu passassi meno tempo sotto il mio letto!
— Solo quanto basta per proteggere l’organizzazione. Friday, sai benissimo che l’attuale mancanza di Occhi e Orecchie significa solo che sono nascosti. Stai certa che per proteggere l’organizzazione non mi vergogno di nulla.
— Tu non ti vergogni di nulla in assoluto. Boss, rispondi a un’altra domanda. Chi c’è dietro il Giovedì Rosso? La terza ondata si è evaporata. Ce n’è stata una quarta? Cos’è tutta questa faccenda?
— Studiala da te. Se te lo dicessi, non sapresti. Avresti sentito una risposta e basta. Studiala attentamente e una di queste notti, quando dormirai sola, te lo chiederò. Tu mi risponderai, e allora saprai.