Operazione domani [Friday - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-30191-0
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Operazione domani [Friday - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per premio Nebula in 1983 e premio Hugo in 1983.
Allora qual è il loro delitto?
È un duplice delitto.
a) Le aziende Shipstone sono colpevoli di fornire energia alla razza umana a prezzi inferiori a quelli dei loro concorrenti.
b) In modo malvagio e antidemocratico, si rifiutano di divulgare il segreto industriale sullo stadio finale d’assemblaggio di uno Shipstone.
Quest’ultimo, agli occhi di molta gente, è un delitto capitale. Il mio terminale scavò fuori parecchi editoriali sul "diritto di tutti di sapere", altri sulla "insolenza dei monopoli giganti", e ulteriori manifestazioni di sacrosanta indignazione.
Il complesso Shipstone è un mammut, vero, perché fornisce energia economica a miliardi di persone che vogliono energia economica e ne vogliono sempre di più ogni anno. Ma non è un monopolio perché non possiede l’esclusiva sull’energia; si limita a impacchettarla e a spedirla ovunque sia richiesta. Quei miliardi di clienti potrebbero mandare in bancarotta il complesso Shipstone praticamente da un giorno all’altro, se tornassero alle vecchie tecniche: "bruciare" uranio, distribuire energia lungo canali in rame e alluminio lunghi interi continenti e/o lunghi treni e lunghe carovane di camion cariche di carbone.
Però nessuno, a quanto accertò il mio terminale, vuole tornare ai brutti vecchi giorni quando il paesaggio era sfigurato in un’infinità di modi e l’aria stessa era carica di fetori e agenti cancerogeni e depositi, e gli ignoranti avevano una fifa matta dell’energia nucleare, e tutta l’energia era scarsa e costosa. No, nessuno vuole i vecchi brutti metodi; anche i critici più radicali vogliono un’energia economica e facilmente disponibile… Solo vorrebbero che le aziende Shipstone togliessero il disturbo e andassero a farsi friggere.
"Il diritto di tutti di sapere": il diritto di sapere cosa? Daniel Shipstone, armatosi di robuste conoscenze di matematica superiore e fisica, si è infilato in cantina e ha sopportato pazientemente sette anni di vacche magre e difficoltà, e così ha imparato ad applicare nella pratica un aspetto delle leggi naturali che gli ha permesso di costruire uno Shipstone.
Chiunque, ovunque e sempre, è libero di fare come lui; Daniel Shipstone non chiese nemmeno un brevetto. Le leggi naturali sono liberamente disponibili a tutti quanti, compresi i Neanderthal mangiati vivi dalle pulci che si accoccolavano assieme per vincere il freddo.
In questo caso, il guaio del "diritto di tutti di sapere" è che somiglia moltissimo al "diritto" di chi vuole diventare un virtuoso del piano senza fare gli esercizi.
Però io nutro pregiudizi: non sono umana e non ho mai avuto diritti.
Che preferiate la versione alla saccarina della società o la versione al vetriolo della spazzatura, le realtà basilari su Daniel Shipstone e sul complesso Shipstone sono ben note e al di là di ogni discussione. Ciò che mi sorprese (anzi, che mi scioccò) fu quello che scoprii quando iniziai a scavare fra proprietà, consigli d’amministrazione e direzioni.
Il primo vero sospetto mi venne da quello stampato iniziale, quando vidi quali aziende facevano parte del gruppo Shipstone senza avere la dizione "Shipstone" nel proprio nome. Se fai una pausa per una Coca… è la Shipstone che te la vende!
Ian mi aveva detto che era stata la Interworld a ordinare la distruzione di Acapulco: il che significa che sono stati gli amministratori del patrimonio di Daniel Shipstone a ordinare l’omicidio di un quarto di milione di persone innocenti? Possono essere gli stessi individui che dirigono il miglior ospedale/scuola per bambini handicappati del mondo? E la Sears-Montgomery… Campane dell’inferno, io stessa posseggo qualche azione della Sears-Montgomery. Allora divido, per concatenazione, una parte di responsabilità nella strage di Acapulco?
Programmai la macchina per indicarmi quali rapporti esistessero fra le varie direzioni del complesso Shipstone, e poi quali direzioni di altre compagnie fossero in mano ai dirigenti delle compagnie Shipstone; e i risultati furono così incredibili che chiesi al computer di elencarmi tutti i proprietari dell’uno per cento o più di azioni con diritto di voto di tutte le compagnie Shipstone.
Trascorsi i tre giorni successivi ad affrontare e risistemare la grande massa di dati che giunse in risposta a quelle due domande, e a cercare modi migliori per riorganizzarla.
Alla fine del periodo scrissi le mie conclusioni.
a) Il complesso Shipstone è un’unica compagnia. Si limita a sembrare ventotto compagnie diverse.
b) I dirigenti e/o azionisti della Shipstone posseggono o controllano tutto ciò che ha maggiore importanza in tutte le maggiori azioni territoriali del sistema solare.
c) La Shipstone è potenzialmente un governo a livello planetario (a livello di sistema solare?). In base ai dati non sapevo dire se agisse come tale o meno, perché il controllo (ammesso che esistesse) sarebbe stato esercitato da enti che nominalmente non facevano parte dell’impero Shipstone.
d) Mi faceva una paura matta.
Qualcosa che avevo notato nella Morgan Associates, una delle compagnie Shipstone, mi spinse a una ricerca sulle aziende di credito e sulle banche. Non mi sorprese (ma mi depresse) scoprire che l’azienda che al momento mi concedeva credito, la MasterCard della California, era in effetti la stessa azienda che garantiva i miei pagamenti, la Ceres South Africa Acceptances; e questo si ripeteva sempre, si trattasse della Maple Leaf, della Visa, del Crédit Québec, o di che altro. Non è una cosa nuova; i teorici fiscali l’hanno predicata da tempi immemorabili. Ma mi centrò in pieno quando la vidi esemplificata in termini di direzioni coincidenti e comproprietà multiple.
D’impulso, chiesi improvvisamente al computer: — Chi ti possiede?
Ottenni in risposta: — Programma nullo.
Diedi un’altra forma alla frase, seguendo con estrema cura la lingua della macchina. Il computer rappresentato da quel terminale era molto indulgente e intelligente; di solito non sottilizzava su programmi non troppo formali. Però esistono limiti a quello che ci si può aspettare dalla comprensione che una macchina ha del linguaggio verbale; una domanda impegnativa come quella richiedeva forse esattezza semantica.
Di nuovo: — Programma nullo.
Decisi di girare attorno all’idea. Posi la domanda che segue procedendo passo per passo in perfetto accordo col linguaggio del computer, la grammatica del computer, il protocollo del computer: — Di chi è la proprietà della rete di informazioni ed elaborazione dati che ha terminali in tutto il Canada Britannico?
La risposta apparve e lampeggiò diverse volte prima di sparire; e sparì senza un mio ordine. — I dati richiesti non sono presenti nelle banche della memoria.
Questo mi spaventò. Per quel giorno smisi e andai a nuotare e mi cercai un amico che venisse a letto con me quella notte, senza aspettare che qualcuno me lo chiedesse. Non ero ipereccitata, ero ipersola, e desideravo ardentemente un corpo caldo e vivo vicino al mio che mi "proteggesse" da una macchina intelligente che si rifiutava di dirmi chi (cosa) fosse in realtà.
Il giorno dopo, a colazione, Boss mi mandò a dire che voleva vedermi alle dieci e zero zero. Mi presentai, leggermente perplessa, perché a mio giudizio non avevo avuto abbastanza tempo per portare a termine i due incarichi: la Shipstone, e i tratti distintivi di una cultura malata.
Ma quando entrai, lui mi tese una lettera, una lettera di vecchio tipo, chiusa in una busta e consegnata manualmente, come la spazzatura pubblicitaria.