La corona di spade
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #7
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La corona di spade». Краткое содержание книги:
Nicola fece per correre via, quindi raddrizzò la schiena. Le guance erano imperlate di sudore. La notte era più fresca del giorno ma nessuno avrebbe mai potuto definire refrigerante quel clima, e il rimedio più semplice per proteggersi dal freddo o dal caldo eccessivi era lo scialle. «So che dovrei chiedere a Tiana Sedai il permesso di vederti, Madre, ma lei non lo concederebbe mai a una novizia.»
«Di cosa vuoi parlarmi, bambina?» chiese Egwene. Nicola aveva almeno sei o sette anni più di lei, ma quello era il modo corretto di rivolgersi a una novizia.
Nicola si avvicinò a lei mentre giocava nervosamente con la gonna. I suoi occhi grandi incontrarono quelli di Egwene, con uno sguardo forse troppo diretto per una novizia. «Madre, voglio spingermi il più lontano possibile.» Giocò ancora con il vestito, ma la voce era fredda e sicura, poteva essere quella di un’Aes Sedai. «Non dico che mi stanno trattenendo, ma sono certa di poter diventare più forte di quanto credano loro. So che è così. Tu non sei stata trattenuta, Madre. Nessuna hai mai acquisito tanta forza e in così breve tempo come te. Io chiedo solo di avere la stessa possibilità.»
Un movimento alle spalle della novizia annunciò la presenza di un’altra donna dal volto sudato. Questa indossava una giubba corta e delle brache larghe, e aveva anche un arco. I capelli le arrivavano fino alla vita ed erano acconciati in una treccia legata con sei nastri. Portava degli stivali corti con il tacco alto.
Nicola Treehill e Areina Nermasiv erano una strana coppia di amiche. Come molte delle novizie più grandi — adesso venivano esaminate donne che avevano almeno dieci anni più di Egwene, benché molte Sorelle ancora si lamentassero che erano troppo adulte per accettare la disciplina delle novizie —, Nicola aveva un ardente desiderio di imparare, e il suo potenziale era inferiore solo a quello di Nynaeve, Elayne ed Egwene stessa, fra tutte le Aes Sedai viventi. Sembrava che stesse facendo passi da gigante, tanto da indurre le sue insegnanti a metterle un freno. Imparava alcune tessiture come se le conoscesse da prima. Non solo quello, ma aveva già dimostrato di possedere due talenti, anche se la capacità di ‘vedere’ i ta’veren non era molto sviluppata, mentre la preveggenza si manifestava in modo tale che nessuna era in grado di interpretare cosa lei avesse predetto. Lei per prima non ricordava una parola delle sue premonizioni. Nicola era davvero una ragazza da tenere d’occhio, anche se aveva iniziato tardi. L’accordo che le Sorelle avevano raggiunto a malincuore sul fatto di esaminare donne più grandi di diciassette o diciotto anni con ogni probabilità era dovuto proprio a Nicola.
Areina invece era una Cacciatrice del Corno: spaccona quanto un uomo, trascorreva tutto il giorno parlando di avventure, quelle che aveva già vissuto e quelle che la aspettavano, oppure si esercitava con l’arco. Doveva aver scelto quell’arma per via di Birgitte, che imitava anche nel modo di vestire. Non sembrava avesse altri interessi, se non amoreggiare di tanto in tanto, in maniera abbastanza sfrontata, anche se di recente aveva smesso. Forse camminare per tutto il giorno la stancava troppo, ma non abbastanza da farle dimenticare l’allenamento con l’arco. Egwene non sapeva perché viaggiasse ancora con loro; Areina non poteva credere davvero che avrebbe trovato il Corno di Valere durante quel viaggio, ed era impossibile che sospettasse che l’avevano nascosto nella Torre Bianca. Erano davvero poche le persone al corrente di quel fatto. Egwene credeva che nemmeno Elaida lo sapesse.
Areina sembrava una sciocca capricciosa, ma Egwene provava una certa simpatia per Nicola. Comprendeva il suo scontento e capiva il desiderio di voler sapere subito tutto. Anche lei era stata così. E lo era ancora. «Nicola,» rispose gentilmente «abbiamo tutte dei limiti. Per esempio io non sarò mai al livello di Nynaeve Sedai, qualsiasi cosa faccia.»
«Se solo mi venisse data una possibilità, Madre...» Nicola giunse le mani come in preghiera, la voce leggermente tremante, ma sostenne lo sguardo di Egwene. «La stessa che hai avuto tu.»
«Quello che ho fatto io — perché non avevo scelta e perché non capivo bene — si chiama forzatura, Nicola, ed è pericoloso.» Non aveva mai sentito quel termine fino a quando Siuan non si era scusata con lei per averla spinta in quella direzione. Era stato uno dei pochi momenti in cui la donna era sembrata sinceramente pentita. «Sai già che se cerchi di incanalare più saldar di quanto puoi gestire rischi di bruciarti prima ancora di avvicinarti al massimo potenziale che potresti raggiungere. È meglio se impari a essere paziente. Le Sorelle in ogni caso ti costringeranno a esserlo fino a quando non ti riterranno pronta.»
«Siamo venute a Salidar sullo stesso battello di Nynaeve ed Elayne» disse di colpo Areina. Il suo sguardo era più che diretto. «E Birgitte.» Per qualche motivo pronunciò quel nome con amarezza.
Nicola le fece cenno di tacere. «Non c’è bisogno di parlarne.» Stranamente non sembrava sincera.
Sperando di riuscire a mantenere un’espressione neutra come quella di Nicola, Egwene si sforzò di reprimere un’improvvisa sensazione di disagio. Anche ‘Marigan’ era arrivata a Salidar su quell’imbarcazione. Un gufo emise il suo richiamo ed Egwene rabbrividì. Secondo alcuni, sentire un gufo di notte era di malaugurio. Lei non era superstiziosa, ma... «Di cosa non c’è bisogno di parlare?»
Le altre due si scambiarono un’occhiata e Areina annuì.
«È successo durante il tragitto dal fiume al villaggio.» Nonostante una certa riluttanza, Nicola parlò guardando Egwene dritta negli occhi. «Io e Areina abbiamo sentito Thom Merrilin e Juilin Sandar parlare fra loro. Un menestrello e un... ‘catturatore di ladri’? Juilin stava dicendo che se ci fossero state Aes Sedai nel villaggio — non erano ancora sicuri — e avessero scoperto che Nynaeve ed Elayne avevano solo fatto finta di esserlo, allora stavamo tutti saltando in mezzo a un branco di lucci, cosa che suppongo non sia molto sicura.»
«Il menestrello ci ha viste e gli ha fatto cenno di tacere» intervenne Areina, con una mano sulla faretra che portava su un fianco. «Ma noi avevamo sentito.» Il tono di voce era duro come lo sguardo.
«Sappiamo che adesso sono entrambe Aes Sedai, Madre, ma non sarebbero comunque nei guai se qualcuno lo venisse a scoprire? Intendo dire, fra le Sorelle. Chiunque faccia finta di essere una Sorella si ritrova nei guai se le altre lo vengono a sapere, anche dopo molti anni.» L’espressione di Nicola non cambiò, ma sembrava che stesse cercando di imprimersi nella mente il volto di Egwene. Si protese leggermente in avanti, molto concentrata. «Chiunque. Non è così?»
Areina sorrise, incoraggiata dal silenzio di Egwene. Un sorriso molto sgradevole. «Ho sentito dire che Nynaeve ed Elayne sono state inviate fuori dalla Torre con qualche incarico segreto dalla donna di nome Sanche quando ancora era Amyrlin. E ho sentito che anche tu sei stata inviata da qualche parte da lei, nello stesso periodo, e al ritorno vi siete ritrovate nei guai.» La voce della donna era insinuante. «Ricordi se allora giocavano a fare le Aes Sedai?»
Le due ragazze la fissavano, Areina poggiata con fare insolente al suo arco, Nicola invece talmente ansiosa che l’aria intorno a lei pareva crepitare.
«Siuan Sanche è un’Aes Sedai,» rispose Egwene fredda «e lo sono anche Nynaeve al’Meara ed Elayne Trakand. Mostrerete loro il dovuto rispetto. Per voi sono Siuan Sedai, Nynaeve Sedai ed Elayne Sedai.» Le due batterono le palpebre, sorprese. A Egwene ribolliva il sangue per l’affronto. Dopo tutto ciò che aveva passato quella notte, adesso doveva anche essere ‘ricattata’ da quelle due... Non riuscì a pensare a una parola abbastanza cattiva per definirle. Elayne ci sarebbe riuscita. Lei ascoltava stallieri, carrettieri e gente simile, memorizzando le parole che avrebbe dovuto evitare di sentire. Dopo aver dispiegato la stola striata, Egwene se la sistemò di nuovo con cura sulle spalle.