Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]
- Автор: Симмонс Дэн
- Серия: Canti di Hyperion #4
- Год: 1999
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-45610-8
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]». Краткое содержание книги:
Però lo scontro non sarebbe mai stato regolare. Agenti della Pax in armatura da guerra, senza contare le quattro misteriose persone nella navetta… forse guardie svizzere… avrebbero resistito alle fléchettes e a qualsiasi cosa che non fosse una delle armi d’assalto della Pax. E le guardie svizzere avrebbero resistito anche a queste ultime. Ero fottuto. Quella brava gente così gentile nei miei riguardi era fottuta.
La porta posteriore si spalancò e Bin entrò nel corridoio, con la veste tirata su, mostrando le gambe magre e sporche di polvere rossastra. Lo guardai, pensando che il bambino non avrebbe mai avuto il crucimorfo e sarebbe morto di cancro. I suoi genitori avrebbero forse trascorso i prossimi dieci anni standard in una prigione della Pax.
«Mi spiace…» dissi, cercando le parole giuste. Udivo la confusione nella via, mentre gli agenti si facevano largo di corsa tra la folla serale di pedoni.
«Raul Endymion» disse Dem Loa, con la sua morbida voce, passandomi lo zaino che avevano preso dal mio kayak «fammi il favore di chiudere il becco e di seguirci. Immediatamente!»
Sotto il pavimento del corridoio c’era l’ingresso di un tunnel. Avevo sempre pensato che i passaggi segreti fossero roba da olodrammi, ma seguii volentieri Dem Ria in quel tunnel. Eravamo un bizzarro corteo, Dem Ria e Dem Loa scendevano la ripida scala davanti a me, io impugnavo la pistola a fléchettes, poi il piccolo Bin seguito dalla sorella, poi Alem Mikail Dem Alem che aveva chiuso con cura la botola alle proprie spalle. Nessuno rimase indietro. La casa era vuota, a parte il lusiano addormentato.
La scala scendeva più in basso del livello di un normale scantinato. Sulle prime pensai che le pareti del tunnel fossero di mattoni crudi come quelle della casa, poi mi resi conto che il passaggio era scavato in una roccia tenera, forse arenaria. Dopo ventisette gradini ci trovammo sul fondo del pozzo verticale e Dem Ria ci guidò in uno stretto passaggio illuminato da lividi fotoglobi chimici. Mi domandai perché quella casa di una normale famiglia borghese avesse un passaggio segreto.
Come se mi leggesse nel pensiero, Dem Loa si girò dalla mia parte e bisbigliò: «La Spettroelica di Amoiete esige… ingressi discreti da una casa all’altra. Soprattutto durante la duplice oscurità».
«Duplice oscurità?» bisbigliai a mia volta, chinando la testa per non urtare un fotoglobo. Avevamo già percorso venti o trenta metri, lontano dal canale ritenevo, e il tunnel faceva ancora una curva a destra e continuava fuori vista.
«La lenta, duplice eclisse di sole causata dalle due lune del pianeta» mi spiegò in un bisbiglio Dem Loa. «Dura diciannove minuti esatti. La ragione primaria per cui abbiamo scelto questo pianeta.»
«Ah» dissi. Non capivo, ma non mi pareva una cosa importante, al momento. «I militari della Pax hanno dei sensori per scoprire buchi da cecchino come questo» bisbigliai alla donna che mi precedeva. «Hanno radar di profondità per frugare attraverso la solida roccia. Hanno…»
«Sì, sì» intervenne Alem, alle mie spalle. «Ma per qualche minuto saranno trattenuti dal sindaco e dagli altri.»
«Il sindaco?» ripetei come uno sciocco. Mi reggevo ancora a stento sulle gambe, per i due giorni di letto e di sofferenza. Avevo male alla schiena e al basso ventre, ma era un dolore secondario, irrilevante, a paragone di ciò che avevo passato (e di ciò che era passato dentro di me) nell’ultimo paio di giorni.
«Il sindaco sta contestando il diritto della Pax a fare perquisizioni» bisbigliò Dem Ria. Il passaggio si allargò e proseguì, dritto, per almeno cento metri. Oltrepassammo due passaggi trasversali. Non era una via di scampo, era una maledetta catacomba. «La Pax riconosce l’autorità del sindaco a Chiusa Childe Lamonde» bisbigliò Dem Ria. Le vesti di seta azzurra dei cinque membri della famiglia frusciavano contro l’arenaria, mentre percorrevamo rapidamente il passaggio. «Abbiamo ancora leggi e tribunali, su Vitus-Gray-Balianus B, perciò alla Pax non sono concessi diritti illimitati di perquisizione e di arresto.»
«Ma quelli si faranno dare il permesso da qualsiasi autorità sia preposta» replicai, correndo per tenere il passo. Giungemmo a un altro incrocio e girammo a destra.
«Alla fine, sì» disse Dem Loa. «Ma ora le vie di Chiusa Childe Lamonde sono piene di tutti i colori dell’elemento locale dell’Elica, rossi, bianchi, verdi, gialli, ebano, migliaia di persone del nostro villaggio. E molte altre giungono da Chiuse vicine. Nessuno rivelerà in quale casa eri tenuto. Padre Clifton è stato attirato con un pretesto lontano dal villaggio, così non sarà di aiuto alla polizia della Pax. La dottoressa Molina è stata trattenuta a Keroa Tambat da alcuni di noi e al momento non può mettersi in contatto con i suoi superiori. E il lusiano dormirà almeno per un’altra ora. Da questa parte.»
Girammo a sinistra in un passaggio più ampio, ci fermammo alla prima porta che trovammo, aspettammo che Dem Ria azionasse il lucchetto palmare e passammo in un ampio locale pieno d’echi scavato nella roccia. Ci trovammo in cima a una scala metallica che dava su quello che pareva un garage sotterraneo: cinque o sei veicoli lunghi e sottili, con grosse ruote sproporzionate, parafanghi posteriori, vele e pedali raggruppati per colori primari. Quegli aggeggi parevano carrozze a quattro ruote, con sedile scoperto; si reggevano su sospensioni molto sottili, erano chiaramente spinti dal vento e dai muscoli, avevano rivestimenti di legno, di tessuto polimero serico e brillante, di perspex.
«Eolocicli» disse Ces Ambre.
Alcune persone, uomini e donne, in vesti verde smeraldo e alti stivali, preparavano per la partenza tre di quei veicoli. In fondo al cassone di uno di essi era legato il mio kayak.
Dem Loa e gli altri cominciarono a scendere la scaletta metallica, ma io rimasi fermo in cima. Il mio arresto fu così improvviso che il povero Bin e Ces Ambre rischiarono di urtarmi.
«Cosa c’è?» disse Alem Mikail.
Mi ero infilato nella cintura la pistola a fléchettes e ora allargai le braccia. «Perché vi prendete tanto disturbo? Perché tutti mi aiutano? Cosa succede?»
Dem Ria risalì di un gradino e si appoggiò alla ringhiera. Aveva occhi luminosi come quelli della figlia. «Se ti prendono, Raul Endymion, ti uccidono.»
«Come lo sai?» Non avevo alzato la voce, ma l’acustica del garage sotterraneo era tale che uomini e donne in verde alzarono gli occhi verso di noi.
«Hai parlato nel sonno» disse Dem Loa.
Piegai di lato la testa, senza capire. Avevo sognato la conversazione con Aenea. Che cosa poteva significare, per quelle persone?
Dem Ria risalì di un altro gradino e mi toccò il polso. «La Spettroelica di Amoiete ha profetizzato quella donna, Raul Endymion. Quella Aenea. Noi la chiamiamo Colei che insegna.»
Mi venne la pelle d’oca, in quel momento, nella livida luce dei fotoglobi di quel posto sotterraneo. Il vecchio poeta, zio Martin, aveva parlato della mia giovane amica come di un messia, ma il suo cinismo filtrava in tutto ciò che diceva o faceva. La comunità di Taliesin West aveva rispettato Aenea, ma come potevo credere che quella energica ragazza di sedici anni fosse davvero una Figura storica mondiale? Pareva inverosimile. Inoltre, Aenea e io ne avevamo parlato nella vita reale e nei miei sogni sotto ultramorfina, però, oddio, mi trovavo in un pianeta distante decine e decine di anni luce da Hyperion e un’eternità dalla Piccola Nube di Magellano dove era nascosta la Vecchia Terra. Come facevano, quelle persone, a…
«Quando compose la sinfonia Elica, Halpul Amoiete sapeva di Colei che insegna» disse Dem Loa. «Tutta la gente dello Spettro discende da ceppo empatico. L’Elica era ed è un modo di raffinare la capacità empatica.»
Scossi la testa. «Mi spiace, non capisco…»
«Per favore, Raul Endymion, cerca di capire almeno questo» disse Dem Ria, stringendomi il polso quasi dolorosamente. «Se non scappi da qui, la Pax avrà il tuo corpo e la tua anima. E Colei che insegna ha bisogno di tutt’e due queste cose.»