Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]
L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]

Электронная книга - «L'ombra del Torturatore [The Shadow of the Torturer - it]». Краткое содержание книги:

Con questo L’ombra del torturatore ha inizio uno dei cicli di science-fantasy più osannati negli ultimi venti anni. In uno stile elegante e raffinato, lirico e sublime, Gene Wolfe ci narra le cronache di Severian il Torturatore, in un futuro talmente distante da rassomigliare al passato più remoto. Alla corporazione dei torturatori non si accede per diritto di nascita: solo i figli delle vittime possono esservi ammessi. Nella grande cittadella di incorruttibile metallo grigio il giovane Severian e i suoi compagni apprendisti studiano per raggiungere il rango di Maestro Torturatore, imparando gli antichi misteri della corporazione, legati al giuramento di torturare e uccidere i nemici dell’Autarca. Ma con l’arrivo di Thecla, una donna bella e intelligente che per le sue indiscrezioni ha perso il posto nel circolo interno delle concubine della Casa Assoluta, la vita cambierà per Severian. La sua disobbedienza alle regole che gli sono state insegnate è causa del suo esilio dalla Città: accompagnato solo dalla mitica spada del torturatore, Terminus Est, donatagli dal suo maestro, Severian si accinge ad un lungo viaggio verso la lontana Thrax, la Città delle Stanze senza Finestre. Un viaggio che lo porterà attraverso l’immensa Città e gli farà incontrare personaggi strani e misteriosi come i gemelli Agia e Agilus, che lo spingeranno a un arcano duello sul Campo Sanguinario, o ancora Dorcas, la misteriosa ragazza che gli apparirà sulle rive del Lago degli Uccelli, dove giacciono i morti. Un viaggio lungo e pieno di insidie che lo condurrà all’Artiglio del Conciliatore, la gemma dai poteri miracolosi, e, chissà, forse allo stesso trono della Casa Assoluta.
1 ... 46 47 48 49 50 51 52 53 54 ... 69
Перейти на страницу:

— E va bene. Se morirai, inviterò il Septentrion… e se lui non verrà, chiamerò quel marinaio squattrinato che mi desidera. Berremo alla tua memoria.

Tra i rami dell'albero brillava una luce e vidi un sentiero che conduceva alla scala. Sopra c'era un'insegna dipinta, una donna in lacrime che trascinava una spada insanguinata. Un uomo terribilmente grasso, con un grembiule legato intorno alla vita, uscì dall'ombra e si fermò, sfregandosi le mani, ad aspettarci. Udii l'acciottolio delle pentole.

— Abban, ai vostri ordini — disse il grassone, quando lo raggiungemmo. — Che cosa desiderate? — Notai che teneva sotto controllo il mio avern con nervosismo.

— Una cena per due da servire a… — Guardai Agia.

— Al prossimo turno di guardia.

— Bene, bene. Ma ci vorrà più tempo per prepararla, sieur, a meno che non vi accontentiate di carni fredde, insalata e una bottiglia di vino.

Agia si spazientì. — Vogliamo un pollo arrosto… e tenero.

— Come volete. Dirò al cuoco di mettersi subito al lavoro, e nell'attesa, dopo la vittoria, sieur, potrete stuzzicarvi l'appetito con dello stufato. — Agia annuì e lanciò al locandiere un'occhiata d'intesa dalla quale dedussi che quei due si conoscevano già. — Intanto — continuò il grassone, — se vi resta tempo, potrei prepararvi una tinozza d'acqua calda e una spugna per l'altra giovane signora, e magari gradireste tutti e tre un bicchiere di Medoc e qualche biscotto.

Di colpo mi resi conto che non toccavo cibo dalla colazione fatta all'alba con Baldanders e il dottor Talos, e che forse Agia e Dorcas non avevano mangiato niente in tutta la giornata. Quando acconsentii, il locandiere ci fece strada su per l'ampia scala rustica che ruotava intorno al tronco immenso.

— Sei già venuto da noi, sieur?

Scossi il capo. — Stavo giusto per domandare che locanda è questa. Non ho mai visto niente di simile.

— E non ne troverai un'altra, sieur. Ma saresti dovuto venire prima… la nostra cucina è famosa e cenare all'aperto stimola l'appetito.

Pensai che dovesse aver ragione, se lui riusciva a mantenersi tanto in carne in un posto nel quale ogni camera era raggiungibile solo per mezzo della scala, ma non dissi niente.

— La legge, sieur, impedisce di costruire tanto vicino alle Mura. Noi abbiamo avuto il permesso perché non abbiamo né pareti né tetto. Tutti quelli che frequentano il Campo Sanguinario vengono qui, i duellanti e gli eroi famosi, gli spettatori e i medici, persino gli efori. Ecco la vostra camera.

Si trattava di una piattaforma circolare e perfettamente piatta. Il fogliame verdechiaro che la circondava escludeva ogni visuale e ogni suono. Agia si accomodò su una sedia di tela, mentre io, confesso che mi sentivo sfinito, mi lasciai andare vicino a Dorcas su un divano fatto di pelle e di corna intrecciate di lechwes e di montoni acquatici. Dopo aver riposto l'avern dietro il letto, sguainai Terminus est e iniziai a ripulire la lama. Una sguattera portò l'acqua e una spugna per Dorcas e quando mi vide tornò con stracci e olio per me. Iniziai a battere sul pomello, per estrarre la lama e pulirla meglio.

— Non sei capace di lavarti da sola? — domandò Agia a Dorcas.

— Certo, ma non con voi che mi guardate.

— Severian volterà la testa dall'altra parte, se glielo chiedi. Anche questa mattina si è comportato bene con me.

— Anche tu, Madama — spiegò sottovoce Dorcas. — Vorrei che non mi guardassi nemmeno tu. Mi piacerebbe lavarmi in privato, se è possibile.

Agia sorrise, ma io richiamai la sguattera e le diedi un oricalco per farle portare un paravento. Poi promisi a Dorcas che le avrei comperato un vestito, se fosse stato possibile trovarne nella locanda.

— No — rispose lei. Sottovoce, domandai ad Agia se capiva quel comportamento.

— Evidentemente si piace vestita così. Io sono costretta a camminare sostenendo il corpetto con la mano per non dovermi vergognare. — Agia levò la mano e i seni alti e sodi brillarono nella luce morente del sole. — Ma lei ha in mostra solo le gambe e il petto. E ha anche uno strappo all'inguine, anche se sono sicura che tu non l'abbia notato.

Il locandiere ci interruppe, seguito da un cameriere che sorreggeva un piatto di pasticcini, una bottiglia e dei bicchieri. Gli dissi che avevo i vestiti bagnati e fece portare un braciere… e poi iniziò a scaldarsi, come se si trovasse nella sua camera. — È gradevole, in questa stagione — commentò. — Il sole è morto ma non lo sa ancora. Lo sappiamo solo noi. Se resterai ucciso, ti perderai il prossimo inverno, e se rimarrai gravemente ferito sarai costretto a restare in casa. È quello che dico sempre a tutti. Logicamente, la maggior parte dei duelli si svolgono alla vigilia del solstizio d'estate, e in quel periodo dell'anno le mie parole sono più appropriate, per così dire. Non so se sono di conforto, ma certo non fanno male.

Tolsi il mantello e la cappa della corporazione, appoggiai gli stivali su uno sgabello accanto al braciere e mi misi in piedi davanti al fuoco per far asciugare le brache e le calze, domandando se tutti quelli che dovevano combattere si fermassero da lui. Come ogni uomo che si sente a un passo dalla morte, sarei stato contento di sapere che facevo parte di una tradizione consacrata.

— Tutti? Oh, no — rispose il locandiere. — Che la modestia e sant'Amand ti benedicano, sieur. Se tutti quelli che vengono a duellare si fermassero alla mia locanda, non sarei più qui… l'avrei venduta e vivrei comodamente in una grande casa di pietra, con gli atrox alla porta e diversi giovani armati di coltello pronti a saldare i conti con i miei nemici. No, molti passano qui davanti senza nemmeno alzare lo sguardo e senza pensare che forse, quando ripasseranno, sarà troppo tardi per assaggiare il mio vino.

— A proposito — disse Agia, porgendomi un bicchiere. Era colmo fino all'orlo di un vino cremisi scuro. Non aveva un ottimo sapore, forse… pizzicava la lingua ed era un po' aspro. Ma era eccezionale per il palato di un uomo stanco e infreddolito. Agia se ne versò un bicchiere anche per sé, ma le sue guance in fiamme e gli occhi scintillanti mi rivelarono che ne aveva già bevuto almeno uno. Le dissi di lasciare un po' di vino per Dorcas e lei replicò: — Quella verginella latte e acqua? Non lo vorrà, e sei tu quello che ha bisogno di essere incoraggiato, non lei.

Mentendo almeno in parte le dissi che non avevo paura.

Il locandiere esclamò: — Così si fa! Non avere paura e non ti riempire la testa di nobili pensieri sulla morte e sull'ultimo giorno della tua vita. Quelli che lo fanno sono proprio quelli che non tornano più, stanne certo. Allora, avevi intenzione di ordinare un pasto per te e per le due giovani signore, esatto?

— L'abbiamo già fatto.

— Sì, ma non mi avete dato nemmeno un anticipo, ecco a cosa mi riferivo. E poi, ci sono il vino e questi dolci. Devi pagarli subito. Per quanto riguarda la cena, mi va benissimo un deposito di tre oricalchi, e altri due me li darai quando verrai a mangiare.

— E se non venissi?

— In tal caso non ci sarà altro da pagare, sieur. È in tal modo che riesco a offrire le cene a prezzo tanto conveniente.

La completa mancanza di sensibilità di quell'uomo mi disarmò; lo pagai e lui se ne andò. Agia sbirciò dal paravento oltre il quale Dorcas si stava lavando con l'aiuto della sguattera. Io mi sedetti di nuovo sul divano e presi un pasticcino.

— Se si potessero fermare i cardini del paravento, Severian, ci divertiremmo un po' senza il rischio di essere interrotti. Potremmo bloccarlo con una sedia, ma certamente quelle due sceglierebbero il momento meno indicato per strillare e rovesciare tutto.

Stavo per fare una battuta scherzosa quando mi avvidi di un foglio di carta ripiegato più volte che spuntava dal vassoio in modo tale da poter essere visto solo dalla mia parte. — Questo è veramente troppo — esclamai. — Prima una sfida, adesso un messaggio misterioso.

1 ... 46 47 48 49 50 51 52 53 54 ... 69
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)