Il lungo ritorno [Homegoing - it]
- Автор: Пол Фредерик
- Год: 1996
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:
— Non avrai mica intenzione di scrivere un’altra poesia per me?
Sandy scosse il capo con aria pensierosa. Vista la situazione, gli veniva da domandarsi se quelle poesie alla fin fine fossero servite a qualcosa o meno. — È solo che con te mi sento più a mio agio — disse infine. — Non che abbia qualcosa contro Hamilton Boyle, ma… Non saprei, ma ho l’impressione che non si fidi di me. Non completamente, almeno.
— Be’, è pur sempre uno sbirro — disse Marguery. Poi, anticipando il commento di Sandy, aggiunse: — Naturalmente lo sono anch’io, ma lui lo è stato per tutta la vita. Credo che si tratti di una cosa pressoché istintiva per lui.
— Pensi che mi sottoporrebbe al terzo grado, Marguery?
— Al terzo grado? Vuoi dire torturarti? Ma certo che no. Cioè — aggiunse con atteggiamento evidentemente restio — non a meno che non ne avesse proprio bisogno. Ma perché mi fai una domanda del genere?
Sandy scrollò le spalle.
— Ci stai forse nascondendo qualcosa?
Sandy rifletté un attimo su quella domanda. — Credo di no — rispose infine. — Voglio dire, vi ho detto tutto quel che mi avete chiesto.
Marguery starnutì, poi tornò a fissarlo con aria pensierosa. — E ritieni che ci siano altre cose che dovremmo sapere che non ti abbiamo chiesto per nostra ignoranza?
— Non che io sappia — rispose Sandy. Poi le rivolse uno sguardo duro. — Tu credi che ve ne siano?
— In effetti — disse Marguery parlando molto lentamente — c’è una cosa che mi stavo domandando.
— Che cosa, Marguery? Basta che tu me lo chieda, e se lo so te lo dirò senz’altro.
Lo fissò per un attimo. Poi, a bruciapelo, pose la sua domanda. — Quanti anni hai, Sandy?
La domanda lo colse un po’ di sorpresa, ma rispose comunque prontamente. — In tempo terrestre, dovrei avere circa 22 anni.
— Esatto. Questo è ciò che ci hai detto fin dall’inizio. E hai anche detto che i tuoi genitori sono stati salvati da un’astronave terrestre quando tu non eri ancora nato.
— Esattamente — disse Sandy, domandandosi dove volesse arrivare.
— Solo che questo fatto è avvenuto durante la guerra o subito dopo, e la guerra è finita 50 anni fa.
— Oh, sì — ribatté Sandy producendosi in un sorriso compiaciuto. Gli faceva molto piacere avere la possibilità di spiegare a Marguery qualcosa che sapeva, visto che alla maggior parte delle domande che gli venivano poste era invece tanto difficile da rispondere. — Questo — disse con tono da professore — è avvenuto per via del fatto che la grande nave hakh’hli viaggiava quasi sempre a una velocità superiore a quella della luce. E questo causa un effetto di dilatazione del tempo, come predisse il vostro Albert… volevo dire, come predisse Albert Einstein nella sua teoria della relatività. Di conseguenza, per me che mi trovavo sulla nave il tempo è trascorso molto più lentamente.
— Capisco — disse Marguery annuendo. — Quindi in realtà sono trascorsi 50 anni terrestri dal giorno della tua nascita. Più o meno 25 anni per arrivare fino ad Alfa Centauri e altri 25 per tornare indietro. Giusto? Solo che per voi è stato come se fossero trascorsi solo 20 anni per via della dilatazione temporale. Giusto?
— Esattamente — rispose Sandy, sorridendo compiaciuto per la rapidità di apprendimento di Marguery.
— E com’è Alfa Centauri? — gli domandò poi con tono molto serio.
Sandy sbatté le palpebre. — Scusa?
— Com’è Alfa Centauri? — ripeté Marguery. — Voglio dire, per te è stato solo dieci anni fa, giusto? Quindi, secondo i tuoi termini soggettivi, quando vi trovavate nel sistema di Alfa Centauri avevi circa dieci anni.
Sandy si produsse in una smorfia. — Non capisco dove vuoi arrivare.
— Be’, Sandy — disse Marguery con espressione un po’ triste — quando avevo dieci anni ero abbastanza immatura, ma non ero certo stupida. Non credo che sarei rimasta del tutto indifferente a una simile occasione. Sono sicura che mi ricorderei almeno qualcosa di Alfa Centauri, perlomeno l’eccitazione degli adulti che si trovavano con me. Non trovi?
La smorfia di Sandy divenne ancora più profonda. — Ho visto delle fotografie — disse.
— Sì — concordò Marguery. — Anche noi le abbiamo viste. Gli hakh’hli ci hanno mostrato un sacco di nastri. Ma io non sono mai stata sul posto. E tu?
— Certo che ci sono stato. Devo esserci stato per forza — rispose Sandy con tono sicuro. La smorfia però rimase fissa sul suo volto.
Marguery sospirò. — Io credo che tu non ci sia mai stato — disse. — Credo che ti abbiano mentito, Sandy.
Sandy la fissò, tanto sconvolto quanto offeso. — E perché mai avrebbero dovuto fare una cosa del genere? — domandò con rabbia. In fondo, stava gettando discredito sui suoi più vecchi amici.
— È proprio ciò che vorrei scoprire anch’io — disse seria Marguery. — Che motivo possono aver avuto? Tanto per fare un esempio, quando hanno catturato i tuoi genitori…
— Li hanno salvati — la interruppe Sandy.
— Quando li hanno portati a bordo della nave hakh’hli, allora. Prova a prendere in considerazione la possibilità che tuo padre non fosse morto. O che tua madre non fosse nemmeno incinta. Prova a prendere in considerazione il fatto che tu sia nato solo nel corso del viaggio di ritorno, che sia accaduto qualcosa ai tuoi genitori e che tu sia stato allevato dagli hakh’hli in seguito…
— È proprio così che è andata — la interruppe nuovamente. — Qualcosa è accaduto ai miei genitori, e sono stato allevato dagli hakh’hli.
— Solo che tu non ti ricordi nulla di Alfa Centauri — osservò Marguery. — Quindi, non credo che le cose siano andate esattamente come te le hanno raccontate.
A quel punto Sandy stava iniziando a innervosirsi. — Dove vuoi arrivare? — domandò con tono secco. — Voglio solo dirti che ti hanno mentito, Sandy.
— Ma è assurdo! Non vedo proprio per quale motivo avrebbero dovuto mentirmi! Dimmelo tu: perché mi avrebbero mentito?
Marguery emise un sospiro. — Vorrei tanto saperlo anch’io.
14
Un porto di mare rende senz’altro più bella una grande città. Tuttavia, un porto di mare ha anche un grave difetto. Inevitabilmente, si trova al livello del mare. Con l’innalzamento del livello degli oceani, la città di New York si è ritrovata quasi interamente sommersa. Fra i cinque quartieri, quello che ha sofferto in misura minore di questa situazione è stato il Bronx; le colline di Inwood e Riverdale infatti si innalzano tuttora con fierezza. I quartieri di Brooklyn, Queens e Staten Island sono sommersi da diversi metri d’acqua, anche se le poche colline rimaste dall’Era Glaciale rimangono ancora al di sopra del livello del mare. L’isola di Manhattan si trova da qualche parte nel mezzo di tutto ciò. Le sue colline, anche quelle più piccole come Murray Hill, sono asciutte. Ma la zona di Wall Street è diventata come una specie di nuova Venezia, dove l’acqua azzurra scorre in mezzo ai grattacieli. Anche i grandi ponti si sollevano dalle acque, ma le loro estremità sono sommerse. Dalla parte opposta di ciò che una volta si chiamava il Fiume Hudson (ora non è altro che un’estensione della baia stessa) i Palisades torreggiano ancora al di sopra delle acque. Ed è proprio qui che è nata Hudson City. Hudson City possiede due qualità fondamentali che la rendono un’importante metropoli. Innanzitutto, sostiene l’industria del recupero, poiché vi sono ancora molti tesori da recuperare negli edifici sommersi del centro di New York. In secondo luogo, vi è la questione del sentimento. Nessun ex abitante della grande metropoli infatti è disposto ad accettare un mondo in cui non esiste New York City, anche se questa ora si trova nel New Jersey.