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Il lungo ritorno [Homegoing - it]

Электронная книга - «Il lungo ritorno [Homegoing - it]». Краткое содержание книги:

Sono gli Hakh’hli. Sono alieni. Si nutrono di carne umana. Il lungo viaggio nello spazio era alla fine. Sandy, l’umano cresciuto su un’astronave degli extraterrestri Hakh’hli, era pronto al ritorno sulla Terra. Gli alieni erano animati dalle migliori intenzioni.. Solo la scienza Hakh’hli poteva risolvere il problema di trasformare i pianeti. I terrestri avevano bisogno di quel contatto. Ma c’era da fidarsi?
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Quando il dirigibile atterrò presso l’aeroporto dì Hudson City, Sandy stava ancora dormendo. Di conseguenza, non ebbe l’opportunità di vedere dall’alto ciò che era stata, o che perlomeno credeva di essere stata, la più importante città della Terra. Quando attraversarono la città di Hudson per recarsi all’hotel, Sandy era ancora intorpidito dal sonno. Nonostante ciò, non poté fare a meno di notare che Hudson City era decisamente più vasta e abitata rispetto a Dawson, anche se le preoccupazioni che lo affliggevano smorzavano gran parte della sua curiosità nei confronti di quell’enorme città terrestre.

Questa volta, non vennero fornite loro due stanze separate, bensì una “suite”; un appartamento con due camere da letto e un salotto piuttosto grande. Non appena si ritrovarono da soli, Sandy si recò nella camera da letto di Polly e le riferì della conversazione avuta la sera precedente con Marguery Darp.

Come era prevedibile, la risposta di Polly fu decisamente ostile. — Mentirti?-proruppe con furia. — Che razza di dichiarazione è mai questa? È chiaro che i Grandi Anziani non possono assolutamente averti mentito. Per caso la tua mente è annebbiata e non funziona correttamente per via del fatto che sei tanto ossessionato dall’idea di un’anfilassi con la femmina terrestre?

Sandy strinse la mano a pugno e colpì con forza la parete più vicina. La parete tremò, e Polly emise una risatina allarmata. — Smettila di parlare a questo modo della femmina terrestre! — tuonò Sandy. — Rispondi alla mia domanda, piuttosto! Ciò che ha detto Marguery è vero. Io non ricordo assolutamente nulla del viaggio su Alfa Centauri. Tu forse ricordi qualcosa?

Polly ebbe un attimo di esitazione. — In effetti non ricordo molto bene — ammise. — Ma che cosa prova questo? I terrestri non sanno proprio nulla di dilatazione temporale, giusto? Comunque, quando faremo ritorno alla nave potrai chiedere ai Grandi Anziani di chiarire i tuoi dubbi in proposito.

Sandy le rivolse un’occhiata in cagnesco. — Chi ti dice che farò ritorno alla nave?

— Be’ — concesse Polly — forse non ci tornerai. Non so se la cosa sia stata già decisa o meno.

— Io credo che non ci tornerò di sicuro — ribatté Sandy in inglese. — E in ogni caso, quando mai abbiamo avuto la possibilità di domandare qualcosa ai Grandi Anziani?

— In questo caso, puoi chiederlo a ChinTekki-tho via radio. Devo chiamarlo proprio stamattina. Quando avrò finito di comunicare e non prima, potrai parlargli personalmente. E quando ti rivolgi a me, parla in hakh’hli e non in lingua terrestre, chiaro?

Sandy sbatté le palpebre. — Per quale motivo? — domandò, ubbidendo istintivamente.

Polly assunse un’espressione che era contemporaneamente virtuosa e ingrugnita. — Credo proprio che i tuoi sensi siano annebbiati, Lisandro — disse. — I terrestri ci mantengono costantemente sotto osservazione. Guarda nella tua stanza. Guarda qui… — Indicò la lampada sul soffitto. — La vedi quella lente? È una telecamera. Vi sono telecamere in tutte le stanze, e non è certo questa la prima volta che le vedo. Ci sono sempre, in ogni luogo in cui ci fanno alloggiare.

Sandy fissò il piccolo, quasi invisibile, disco di vetro.

— Non fissarlo a quel modo!-ordinò Polly. — Non devono rendersi conto del fatto che abbiamo scoperto i loro segreti!

Sandy allontanò lo sguardo. — In tutte le stanze? — domandò.

— Certamente. In tutte le stanze e non solo in questa — ripeté Polly con tono severo. — E ritengo che anche tu avresti dovuto rendertene conto già da tempo. I terrestri ci tengono sotto osservazione in ogni momento, persino quando dormiamo. Ma ora devi uscire e non tornare per un dodicesimo di giorno… — Consultò il suo orologio da polso, quindi si corresse. — Per circa 85 minuti terrestri, affinché io possa conferire con ChinTekki-tho in privato senza essere ascoltata.

— Perché in privato? — domandò Sandy. — Perché dovrei andarmene?

— Devi andartene perché così ti è stato ordinato e per nessun altro motivo — ribatté Polly con tono fermo.

— E ora va’. Non vorrai fare aspettare la tua femmina terrestre.

Quando Sandy scese nell’atrio dell’hotel, la prima cosa che vide fu proprio Marguery Darp, più fresca e desiderabile che mai. Il solo fatto di vederla migliorò di molto lo stato d’animo di Sandy, ma quando le raccontò che Polly era rimasta nella sua stanza con la radio, anche Marguery si incupì visibilmente. — Ma Ham Boyle vuole portarla con sé per incontrare degli esperti astronomi. Devono parlarle a proposito della conferenza — disse. Sandy scrollò le spalle. — Be’ — continuò Marguery — immagino che possano anche aspettare un po’. In fondo, al momento sono tutti quanti preoccupati per Perth. Se vuoi ti posso portare a fare un giretto in città. Che ne dici?

— Sono stanco di fare giretti — rispose Sandy con tono aspro.

Marguery gli rivolse uno sguardo perplesso. — Forse ti sei alzato dalla parte sbagliata del letto stamattina — disse.

— Capisco questo modo di dire — ribatté Sandy. — Vuoi dire che sono di cattivo umore. Ebbene, può darsi che sia proprio così. E può anche darsi che il motivo di questo mio cattivo umore sia che io stia soffrendo di ciò che viene chiamato uno “choc culturale”. In fondo, ne avrei tutti i motivi.

Marguery gli appoggiò una mano sul braccio. — Certo che li hai, Sandy. Va bene allora, che cosa vorresti fare? Ci sarebbero delle persone che vogliono fare la tua conoscenza, ma credo che possano aspettare. — Rifletté per un attimo. — Vuoi andare a fare una passeggiata?

— Una passeggiata dove?

— Dove preferisci. Magari in città. Ho il tuo cappello e i tuoi occhiali da sole in macchina.

Sandy increspò le labbra. — E non dovrò essere interrogato da queste persone che vogliono conoscermi? — domandò.

Marguery emise una risata. — Oh, caro Sandy — disse. — Ti garantisco che saremo solo noi due. Non posso garantirti che non ti porrò nessuna domanda, ma sai benissimo che non sei assolutamente obbligato a rispondermi, se non ne hai voglia.

— Davvero? — domandò Sandy, sconvolto da questa inaspettata dichiarazione. — Be’, immagino che potremmo almeno provarci. — Solo allora gli venne in mente di chiedere: — Che cos’è Perth?

Perth, gli ricordò Marguery mentre passeggiavano per le vie di Hudson City, era una città dell’Australia. Il motivo per il quale erano tutti preoccupati per Perth era che, sfortunatamente, secondo i calcoli, il mostruoso relitto spaziale di 150 tonnellate che stava per uscire dalla sua orbita si sarebbe abbattuto sulla Terra proprio nella zona di Perth. E dato che il momento dell’impatto non poteva essere calcolato con esattezza, le persone che vivevano in Australia erano piuttosto nervose. Di conseguenza, lo erano anche tutti gli altri.

— Credo — disse Sandy mentre si fermavano in un piccolo parco che dava sulla torbida baia — di essere piuttosto nervoso anch’io.

— Non ti preoccupare, ti passerà — lo tranquillizzò Marguery con tono rilassato. — È proprio questo il bello di questo luogo. Guardare grandi corpi d’acqua serve a rilassare i nervi, lo sapevi?

— Davvero? — Sandy prese in considerazione quel fatto e decise che doveva essere vero. In effetti, si sentiva più rilassato rispetto a prima. Indicò il panorama di edifici che spuntavano dall’acqua all’orizzonte. — Quella laggiù è New York City?

— Ciò che ne rimane, sì — rispose Marguery. — Da qui puoi vedere chiaramente i punti in cui è stata sommersa. Quando il livello del mare ha iniziato a salire, hanno tentato di costruire dighe tutt’attorno alla città, ma è servito solo per poco tempo. Poi le onde hanno superato anche le dighe. Se vuoi possiamo andare a visitare la vecchia città.

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