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Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]

Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:

Presentazione tratta dai Classici Urania:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
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Continuavano a bussare; e, tra i colpi, Gaspard poté udire debolmente una voce di donna che gridava: — Fatemi entrare, Gaspard! È successa una cosa orribile!

Gaspard ne convenne di tutto cuore, mentre la stretta della signorina Willow si serrava ancora un po’.

— Mi ucciderai — disse parlando in brevi scatti perché nel suo petto non era rimasto molto posto per l’aria. — E non servirà a niente. Ti prego. I miei calzoni. O i cassetti di Cullingham.

— Cento dollari — ripeté implacabile la signorina Willow, — Niente assegni.

La mano libera di Gaspard trovò i pulsanti della porta. E la porta cedette lievemente sotto i colpi, poi si spalancò.

La signorina Jackson entrò con un balzo, i biondi capelli in disordine e la blusa strappata su una spalla, come se anche lei fosse passata attraverso una lotta frenetica. Gaspard si chiese se per caso tutti gli abitanti del mondo non fossero stati aggrediti, uno per uno, dalle femmequine e dai manichini.

— Gaspard — gridò la bambinaia. — Hanno rapito…

Poi vide la scena vicino alla scrivania di Cullingham. E rimase immobile. Lentamente la sua bocca si schiuse. Poi socchiuse gli occhi mentre esaminava la situazione. Dopo circa cinque secondi disse in tono critico:

— Bene, perbacco!

— Ho bisogno… di cento dollari… in contanti — fece Gaspard. — Non chiedete… spiegazioni.

Senza prendere in considerazione quelle affermazioni, la signorina Jackson continuò a studiarli. Finalmente chiese: — Non avete intenzione di staccarvi?

— Io… non posso! — spiegò ansimando Gaspard.

La fronte della signorina Jackson si distese, le sue sopracciglia si sollevarono; annuì due volte, in atto di improvvisa comprensione.

— Ho sentito dire che accadono cose del genere — disse, saggiamente. — Ce ne hanno parlato a scuola. L’uomo non può ritirarsi e la coppia deve essere portata all’ospedale sulla stessa barella. Chi l’avrebbe mai detto che avrei dovuto vederlo con i miei occhi!

Si fece avanti, osservando con un’espressione inorridita e affascinata.

— Non è… affatto… così — riuscì a dire Gaspard. — Idiota… siamo soltanto… abbracciati. La signorina Willow… robot… femmina… Ho bisogno di cento… dollari.

— I robot sono fatti di metallo — disse dogmatica la signorina Jackson. — Potrebbe essere verniciata, immagino. — Tese una mano e pizzicò la signorina Willow. — No. State diventando isterico, Gaspard — diagnosticò con sicurezza, girando loro intorno. — Cercate di riprendervi. Non è mai morto nessuno, di vergogna. Ricordo che ci hanno detto che succede quasi sempre a coppie non sposate. Il sentimento di colpa della donna provoca lo spasmo. Probabilmente il fatto che io sia qui a guardare peggiora la situazione.

Il fiato che Gaspard aveva raccolto per il suo prossimo appello gli uscì di bocca in un inutile squittìo quando le braccia della signorina Willow si strinsero ancora un poco. Come da una grande distanza udì la signorina Jackson dire: — Non cercate di seppellirvi in lui come uno struzzo, signorina Willow. È una situazione che dovrete superare: vi piaccia o no. Ricordate che io sono un’infermiera: tutto questo non mi scandalizza. Pensate a me come a un robot. So che siete una donna orgogliosa. Ma forse questa esperienza vi renderà più umana. Pensate a questo.

Nell’oscurità che si addensava, Gaspard osservò un lampo azzurro cupo.

Zane Gort si fermò sulla porta per un attimo, poi avanzò a grandi passi verso la signorina Willow.

— Quanto? — domandò, aprendo con una chela uno sportellino che aveva all’altezza della cintura, mentre con l’altra sollevava destramente la chioma platinata della signorina Willow, mettendo in mostra una fessura orizzontale sulla nuca.

— Cento dollari — ringhiò la femmequina.

— Bugiarda — disse Zane Gort, e infilò nella fenditura un biglietto da cinquanta dollari.

Gli organi dei sensi della femmequina riconobbero il complicato disegno di ossido magnetico della banconota. Le braccia della signorina Willow si aprirono, la sua gamba si allentò.

Gaspard provò un profondo senso di sollievo, poi la vaga sensazione che un paio di braccia metalliche lo sorreggessero, poi un lieve dolore nel respirare. La stanza cominciò a illuminarsi di nuovo.

La signorina Jackson era rimasta a bocca aperta.

— Vestitevi — ordinò Zane Gort. — Anche tu, Gaspard. Qua, metti questi.

— Adesso capisco tutto — disse la signorina Jackson.

— Congratulazioni — le disse Zane Gort. — E se volete farci la cortesia, il mio amico vorrebbe un bicchier d’acqua… là. Aspetta, ti allaccio io la fibbia, Gaspard. Non perdete tempo, signorina Willow, questo non è uno spettacolo di spogliarello alla rovescia. Calma, Gaspard. Domani telefonerò a madame Pneumo e dirò che mandi qualcuno a riprendersi la femmequina… e dirò anche quello che penso dei robot lenoni… Il divertimento è divertimento, ma un giorno o l’altro uccideranno un cliente, con quei trucchi per estorcere quattrini, e allora saranno guai. Grazie, signorina Jackson. Gaspard, ingoia questa capsula.

La signorina Jackson osservò con espressione piuttosto invidiosa la breve danza da odalisca che, nonostante l’ammonimento di Zane, la signorina Willow compiva nel rivestirsi. Dopo un po’, la bambinaia si decise a rialzare la blusa sulla spalla scoperta.

— Dico — fece, a voce alta — mi ero completamente dimenticata! Ero così interessata al piccolo… ehm… — e guardò Gaspard.

— Spettacolo da circo — suggerì lui, con un debole sogghigno.

— …ehm… spettacolo in corso che ho dimenticato perché ero venuta qui. Gaspard, la signorina Bishop. È stata rapita!

Gaspard si staccò da Zane.

— Come? Dove? Chi? — domandò.

— Stavamo correndo lungo la strada — cominciò in media re la signorina Jackson — e quell’aerorazzo a scacchi bianchi e neri si è fermato vicino a noi, mentre quell’uomo con il mento azzurro (credo perché aveva una virile barba troppo nera) ha chiesto se poteva aiutarci e la signorina Bishop ha detto di sì ed è salita in macchina, e quell’uomo le ha messo un panno sulla faccia, che doveva essere impregnato di anestone perché lei è crollata immediatamente. Ho visto che sul sedile posteriore era disteso un piccolo robot dall’aria strana. Poi l’uomo ha detto: “Oh, ragazzi, c’è anche una bionda, è un’occasione troppo bella per perderla” e mi ha afferrata, ma io mi sono liberata e quando lui ha visto che non poteva prendermi, ha riso e ha detto: “Non sai quello che perdi, sorella” ed è ripartito come un fulmine. L’Editrice Razzi era più vicina della Nursery e così sono venuta qui.

Gaspard si voltò verso Zane Gort, che aveva aperto un cassetto dello schedario e ne stava esaminando rapidamente il contenuto.

— Zane — disse Gaspard. — Adesso tu devi occuparti di questi rapimenti!

Zane alzò la testa.

— Neanche per sogno. Dopo la grande intuizione di questa mattina sono troppo occupato con il Progetto Elle. Il Cal Tech conferma. Sono venuto qui soltanto per cercare qualche dato… il tuo salvataggio è stato casuale. Non ho tempo per fare il lavoro della polizia, adesso. Forse più tardi. Domani, diciamo.

— Ma, Zane, sono state rapite quattro persone! — protestò Gaspard, cercando di dominare il suo furore. — E anche la tua signorina Blushes. Credo di conoscere il deliquente che ha rapito la signorina Bishop. Corre un pericolo mortale.

— Sciocchezze! — disse seccamente il robot. — Tu esageri l’importanza di questa faccenda. Puro antropocentrismo. Il rapimento compiuto da persone non psicotiche come quelle con cui abbiamo evidentemente a che fare, è semplicemente un elemento normale della moderna strategia in politica e in affari. Anche di quella antica, vedi il rapimento di Cesare e quello di Riccardo I. Interessante, sì… anch’io vorrei essere rapito, se avessi tempo da perdere, deve essere una esperienza rivelatrice… una possibilità di vedere un altro aspetto del mondo, vero, signorina Jackson? Ma non è pericoloso. Basterà che ci mettiamo in moto domani. O dopodomani — E tornò a chinarsi sullo schedario.

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