Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]
- Автор: Лейбер Фриц Ройтер
- Год: 1964
- Язык: итальянский
- Год: Casa Editrice La Tribuna
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
A quanto poteva dire Gaspard, lui era diventato per la signorina Bishop niente altro che il più miserabile degli schiavi. Lei lo sgridava, lo aggrediva e per quanto pesanti fossero i carichi che lui portava, vi aggiungeva sempre qualche cosa d’altro. Per peggiorare la situazione, aveva cominciato a comportarsi nei confronti di Flaxman con una santa e dolcissima pazienza, nei confronti di Cullingham in un modo indecentemente grazioso, mentre nei confronti di Zane Gort, quando quello faceva una delle sue rare apparizioni, era spiritosa e adulatrice. Soltanto Gaspard sembrava avere il potere di scatenare il suo cattivo umore.
Tuttavia, in due occasioni, in momenti in cui Gaspard era così completamente affranto dalla fatica di portare le uova che non poteva letteralmente alzare le braccia, la ragazza l’aveva stretto in un frettoloso abbraccio e gli aveva piantato sulle labbra un bacio maliziosamente esperto. Successivamente gli aveva rivolto un rapido sogghigno ed era come se l’incidente non fosse mai accaduto.
La seconda volta che questo accadde, Gaspard strinse le labbra (era troppo stanco per asciugarsele con la mano) e disse semplicemente: — Sgualdrinella!
— Non pensavo che tu fossi molto ardente in amore — osservò la signorina Bishop con fare saputo.
— Questo non è amore, è una tortura — le disse Gaspard.
— E sono due cose molto diverse? Dovresti leggere Justine, del marchese De Sade, Gaspard. Una ragazza vuole dare all’uomo che ama le sensazioni più intense, e cos’è più intenso della sofferenza? È il dono che reca una brava ragazza la sofferenza. Fare l’amore, signor Scrittore, è un processo in cui si applicano torture raffinate e poi, due ore dopo che le sofferenze sono diventate assolutamente insopportabili, e la morte inevitabile, si versa l’antidoto. Naturalmente, tutto quello che si ottiene, allora, è uno zombie, ma uno zombie felice.
— Ma quando raggiungerai la fase dell’antidoto? — chiese Gaspard.
— Nel tuo caso, mai! — insorse lei. — Metti un rotolo nuovo nella fonoscrivente di Nick. Sta dando il segnale degli ultimi tre minuti. Forse è arrivato a metà d’una scena di seduzione che porterà l’Editrice Razzi ai primi posti nell’elenco dei best-seller.
32
Sebbene i soci Flaxman e Cullingham non facessero mai alcun lavoro fisico, neppure allo scopo di alzare il morale dei collaboratori, e non si spostassero mai dai loro uffici (adesso di nuovo solidamente chiusi dalla serratura elettrica, in cima alla scala mobile riparata ed attivissima), anch’essi cominciarono a soffrire per il Derby Scrittorio delle Argentee Teste d’Uovo: più con i nervi che con i muscoli.
Flaxman si accinse a dominare il proprio timore infantile per le teste d’uovo; parlava loro continuamente, rivolgeva loro vigorosi cenni del capo e offriva loro dei sigari, nei momenti di distrazione. Per consiglio del suo psichiatra aveva perfino fatto togliere il primitivo catenaccio fissato da Gaspard con tanto sforzo, poiché quella era soprattutto una difesa simbolica contro le sue paure infantili più che contro i pericoli attuali.
Flaxman fallì nei suoi sforzi, tuttavia, specialmente quando le teste d’uovo intuirono la sua paura e si divertirono ad aizzarla raccontandogli l’operazione subita (la grande operazione compiuta da Zukie), descrivendogli cosa avrebbe provato se fosse stato diviso dal suo corpo, nervo dopo nervo, e se il suo cervello fosse stato rinchiuso in un barattolo, oppure semplicemente improvvisando e raccontandogli brevi e orride storie di fantasmi, sostenendo che facevano parte dei loro romanzi.
E così, la macchina di rappresentanza di Flaxman fu sempre più raramente disponibile per il trasporto delle uova, poiché veniva usata dal suo proprietario per fare lunghe, salutari passeggiate sulle colline di Santa Monica.
In principio, Cullingham si sentì altamente compiaciuto nel vedere che tante teste d’uovo cercavano volontariamente le istruzioni della direzione editoriale, ma non appena si accorse che quelle volevano soltanto ottenere notizie da lui, o prenderlo sottilmente in giro (si divertivano a premere idealmente i bottoni del suo cervello e poi ghignavano constatando che erano così pochi), divenne ancora più visibilmente disamorato che non lo stesso Flaxman. Tuttavia, il mattino in cui Gaspard aveva previsto il suo collasso nervoso, si presentò in compagnia d’una strana segretaria (a quanto pareva, la regola contro l’assunzione di nuovi dipendenti non si applicava nel suo caso) che presentò come la signorina Willow e che, sebbene non facesse altro che starsene seduta in silenzio vicino a Cullingham e a scarabocchiare, di tanto in tanto, con una matita sulle pagine di un taccuino nero, sembrava avere un meraviglioso effetto calmante sui nervi del direttore editoriale.
La signorina Willow era una bellezza snella, alta, insolente che strappò un singulto a Gaspard la prima volta che la vide. A parte il fatto che il suo seno e i suoi fianchi erano un po’ più sviluppati aveva la figura di una indossatrice di alta moda. Era vestita di un severo abito a giacca nero, ed era completata, alla sommità, da un ciuffo di capelli color platino che si appaiavano perfettamente, per colore, alle sue calze. Il suo viso pallido aveva le caratteristiche dell’intellettualità e dell’alterigia tipiche delle sibille e delle ninfe dell’alta moda.
Gaspard si prese subito una passioncella per lei. Pensò, astutamente, che la freddezza platinata della signorina Willow, se appena un poco riscaldata, avrebbe potuto essere il miglior antidoto per il suo ridicolo attaccamento alla rissosa signorina Bishop. Tuttavia, le due volte in cui trovò sola la signorina Willow e tentò di attaccare discorso, lei si limitò a ignorarlo completamente… Per quello che le importava la presenza di Gaspard nella stanza era come se fosse assolutamente sola.
Riflettendoci sopra, Gaspard decise alla fine che più probabilmente quella donna era una psicoterapista, presumibilmente retribuita con uno stipendio così alto da dare i brividi; era difficile pensare ad altro che spiegasse perché Cullingham era stato trattenuto proprio sull’orlo del collasso nervoso. Questa teoria si adattava anche al taccuino nero e al fatto che Flaxman, oltre a tutte le sue altre fobie, sembrava aver paura della signorina Willow: un nevrotico, di solito, ha paura di tutti gli psichiatri, eccetto il suo: comunque, Flaxman si era trasferito in un ufficio un po’ più piccino, accanto a quello principale.
Se Gaspard non avesse avuto tanto lavoro fisico da sbrigare sarebbe andato a sua volta a cercarsi uno psichiatra umano o un robot terapeuta: la sua personalità un tempo così placida e adattabile cominciava a presentare molti spigoli e grandi lacune. Si chiese per quale bizzarra libidine, dopo aver ricevuto per mesi, ogni giorno, il piacere fisico a piena misura dall’esuberante Heloise Ibsen, adesso si lasciava tiranneggiare umilmente da una ragazza che non faceva altro se non maltrattarlo.
Inoltre, lo turbava il pensiero di possedere una immaginazione malsana, poiché era stata esaltata e confortata dalla produzione mulinesca durante anni e anni di letture serali e di lunghe sedute nella stanza da bagno, ma ora l’unico ricordo recuperabile di tutte quelle avventure per procura era un fioco, stordito e roseo chiarore.
Finalmente, su un piano diverso, era sempre più agitato da un senso di responsabilità per il Progetto Teste d’Uovo e dalla crescente convinzione che il progetto non fosse sufficientemente protetto contro un mondo astuto e rapace che non rispettava le regole del giocò: cosa, questa, che Zane Gort gli aveva fatto notare soltanto per squagliarsela immediatamente, lasciando a Gaspard il peso maggiore della difesa della Editrice Razzi e della Nursery.
E le difese che aveva improvvisato fino a quel momento erano una farsa: la pistola presa in prestito che gli procurava dei lividi sulle costole, Joe con la sua pistola-puzzola, babbo Zangwell con il suo caduceo, anche se quello era veramente, come affermava Zangwell, il fodero di una spada. Per peggiorare la situazione, Cullingham e Flaxman sebbene avessero il mito della segretezza, non erano affatto realistici per quanto riguardava la possibilità di proteggere il Progetto in qualche altro modo: una volta, Gaspard, aveva scoperto Flaxman che gettava in disparte, senza avere letto o almeno ponderato, un agghiacciante biglietto di un tizio che si firmava La Garrota: il biglietto reclamava un versamento settimanale di duemila dollari e il cinquanta per cento dei profitti netti del Progetto, sotto pena di danni mortali alle uova stesse.