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Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]

Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:

Presentazione tratta dai Classici Urania:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
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— Bene, credo che dovrò sbrigarmela da solo — disse Gaspard scrollando furiosamente le spalle e volgendosi verso la signorina Jackson. — Dovrò chiamare la polizia, immagino. Ma prima ditemi una cosa: perché, tanto per cominciare, voi e la signorina Bishop, stavate correndo per la strada.

— Inseguivamo l’uomo che aveva rubato Mezza Pinta.

— COSA! — la voce di Zane Gort fu un’esplosione. — Avete detto Mezza Pinta?

— Sì. Deve essere riuscito a battersela. Un uomo alto e magro con un abito grigio chiaro. Ha detto a babbo Zangwell di essere il nuovo assistente del dottor Krantz. Probabilmente ha preso Mezza Pinta perché era il più piccolo.

— Delinquente! — gracidò Zane Gort, mentre il suo faro lanciava una luce rossocupa. — Crudele, spregevole delinquente, privo di coscienza! Mettere le sue luride mani su quel dolce bimbo indifeso… la morte per lenta tortura è troppo bella, per lui! Smettila di star lì a bocca aperta, Gaspard, e muoviti! Il mio elicottero è sul tetto. Abbiamo da fare, Vecchio Osso!

— Ma — cominciò Gaspard.

— Niente commenti! Signorina Jackson, quando è stata cambiata per l’ultima volta la fontanella di Mezza Pinta? Presto!

— Circa tre ore e mezzo fa. E non gridate con me.

— E invece c’è proprio da gridare. Per quanto può resistere senza una fontanella nuova?

— Non saprei. Le cambiamo sempre ogni otto ore. Una volta una bambinaia ha tardato cinquanta minuti e tutti i cervelli avevano perduto conoscenza.

Zane annuì.

— Signorina Jackson — disse vivacemente — preparate un pacco con due fontanelle, prelevandole dalle scorte che abbiamo qui. Subito! Gaspard, vai con lei… e appena tutto è pronto, porta la roba sul tetto. Io sarò lì a scaldare l’elicottero. Prendi la tuta e il cappuccio di Flaxman… il mio elicottero è aperto. Un momento, signorina Jackson! Il rapitore è in grado di parlare a Mezza Pinta?

— Credo di sì. Mezza Pinta aveva un microaltoparlante, un micro occhio e un micro orecchio innestati. Penzolavano dietro il rapitore, appesi ai loro fili. Mezza Pinta ha cominciato a strillare e a fischiare, ma il rapitore ha minacciato di fracassarlo sul marciapiedi.

Il faro di Zane Gort lanciò lampi cremisi.

— Delinquente! La pagherà. E non state lì a guardare, voi due. Muovetevi!

36

New Angeles era una foresta di colonne pastello fra le montagne verdi e i purpurei campi d’alghe del Pacifico, solcati dalle azzurre navi di linea. Fra i grattacieli dai colori pallidi dominava la nuova pianta semicircolare e pentagonale che era di gran moda. Una grande radura circolare segnava il campo di lancio municipale, da cui saliva verticalmente la scia verdechiaro d’un razzo. La nave di mezzogiorno era appena partita per High Angeles che orbitava in alto, a una distanza di tre diametri terrestri.

Zane stava volando in un corridoio aereo, a una quota di duecento metri. Il vento e il traffico sottostante sconvolsero Gaspard che si strinse intorno alle guance il cappuccio svolazzante. E osservò di nascosto l’amico robot.

Zane portava sul capo un oggetto cilindrico opaco, nero e liscio, alto circa mezzo metro che gli dava l’aspetto di un robot ussaro, al punto che Gaspard esitava a chiedere spiegazioni, pensando che il copricapo potesse avere un significato personale, puramente emotivo per quel robot vendicativo. E probabilmente anche psicotico, si disse imbarazzato Gaspard. Ma Zane notò la direzione del suo sguardo.

— È il mio localizzatore-radio — spiegò con perfetta lucidità, alzando la voce per farsi sentire nel frastuono delle pale rotanti. — Parecchi giorni fa, prevedendo uno o due rapimenti, ho messo potenti e minuscole emittenti radio addosso a tutto il personale dell’Editrice Razzi e della Nursery… la tua è nel tuo orologio da polso (non preoccuparti, l’ho disattivata), quella di Flaxman nel suo cinto erniario, quella di Cullingham nel suo necessaire per il suicidio, e così via. Non mi aspettavo qualche attentato contro le teste d’uovo: in qualche modo, questo aspetto della malvagità umana era sfuggito alla mia immaginazione… ma poiché lo portavo in qualche viaggetto al di fuori della sua orbita ho collegato una emittente anche a Mezza Pinta… siano lodati Isaac, Hank e Karel!

“Il guaio è che, non prevedendo un rapimento collettivo, ho usato emittenti identiche. Così adesso dovremo salvarli uno per uno, seguendo ogni volta il segnale radio più forte, e sperare che Mezza Pinta sia il primo… o almeno tra i primi. Ah! Ecco, ci avviciniamo alla fermata Numero Uno!

Gaspard si afferrò al sedile mentre l’elicottero deviava con uno scatto da far rivoltare lo stomaco e si lanciava obliquamente a una velocità doppia rispetto a quella regolamentare, verso un vecchio grattacielo tozzo e sudicio. Sul tetto rettangolare erano fermi parecchi elicotteri; c’era un attico bianco, con le rifiniture azzurre, le finestre rotonde simili ad oblò, e i pennoni che si levavano da una terrazza costruita a imitazione del ponte d’una nave.

Gaspard gridò: — Non ho mai visto l’attico di Homer Hemingway, ma quello è il suo stile. E l’elicottero di Heloise è grigio e viola con le rifiniture cromate, proprio come quello laggiù.

— Dieci contro uno che qui c’è Cullingham — ammise Zane. — Io passerei oltre, ma non siamo assolutamente certi che non sia invece Mezza Pinta.

Atterrarono con un sussulto. Zane schizzò fuori dall’elicottero, dicendo: — Il segnale viene proprio dall’attico. — Gaspard lo seguì rigido e infreddolito.

Mentre si avvicinavano, la porta dell’attico si aprì e Homer Hemingway ne uscì, corrucciato, con gli angoli della bocca incurvati verso il basso. Indossava pantaloni e maglietta; sulle sue spalle era drappeggiato un cappotto lungo e pesante che sarebbe stato adatto a un generale russo. Reggeva due grosse valigie di cinghiale coperte di etichette che testimoniavano di viaggi esotici, dalla Vecchia Spagna, alle lune di Giove.

— Di nuovo voi due! — disse, fermandosi non appena li vide, ma senza posare le valigie. — Gaspard lo sciocco e il suo grande fratello di latta! Gaspard, voglio che tu sappia che mi fai schifo e che ti ridurrei subito in polpette, per poi correre il rischio con quel mostro, ma adesso ho capito che era lei a indurmi a pensare così e, signori, l’ultima volta ho agito per gelosia. Quando si arriva al punto in cui la donna d’uno scrittore, che dovrebbe essere dolce e fedele, lo getta in disparte per amore di un editore rapito, sostenendo che lo fa per motivi d’affari mentre in realtà desidera soltanto un altro teschio da aggiungere alla sua collana da caccia, allora, signori, Homer Hemingway ne ha abbastanza!

“Entrate pure e riferitele da parte mia ciò che vi ho detto — continuò, accennando alla porta aperta con uno scatto del suo pallido cranio rasato. — Andate! Ditele che accetto l’offerta delle Conserve Baia Verde, dove farò il guardiano della seconda squadra, che mandano lì per creare un po’ di atmosfera, o qualcosa del genere. Sarà un lavoro più onesto di quello di scrittore, anche se non di molto. Nella stagione morta probabilmente dirigerò un istituto di bellezza o lavorerò come vicecomandante su uno yacht per la pesca sportiva. Riferite tutto questo da parte mia. E ora, signori, addio!

Con tranquilla dignità, gli occhi fissi davanti a sé, il grosso exscrittore li superò, dirigendosi verso un elicottero rosso, bianco e azzurro.

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