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La casa che uccide [Smart House - it]

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La casa che uccide [Smart House - it]
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Harry prese un sorso di caffè e quando parlò lo fece con un tono glaciale: «Ha notato bene. Quello stupido gioco! Io non ho nemmeno partecipato.»

«Ah sì? Però ha preso un’arma e ha testimoniato per la morte di due persone. A proposito, che arma aveva scelto?»

«Una pistola ad acqua. Una pistola ad acqua di plastica. Il giorno dopo le due morti, quelle vere intendo, sono andato sulla punta del promontorio e l’ho buttata nell’oceano più lontano che ho potuto. Non ci avevo messo nemmeno l’acqua.»

«Perché l’ha presa se non intendeva giocare?»

Harry finì il caffè, se ne versò dell’altro e non rispose.

«Non avevamo molta scelta» disse Laura. «Gary si era messo in testa che avremmo giocato e noi dovevamo assecondarlo, altrimenti avremmo rischiato che fosse di pessimo umore per tutto il fine settimana. Era capace di vagare per casa come una furia per giorni interi. Anche altri avevano deciso di assecondarlo solo per farlo contento. Alcuni prendevano le armi e poi le lasciavano in giro. Ne parlavamo ieri sera quando vi siete allontanati con Alexander. Bruce ha trovato una cerbottana al bar del giardino, Milton ha raccolto una pistola ad acqua mentre eravamo insieme sul tetto, io ho trovato due palloncini nella sala tv. Dovevamo prenderle, ma potevamo non usarle.»

«E pensavate che Gary sarebbe stato in grado di controllare ogni vostra mossa? Di barare?»

Laura inclinò leggermente la testa all’indietro e accentuò il sorriso. «Lei non lo avrebbe pensato? Insomma, ha scritto le regole, ha fornito le armi, ha programmato tutto quanto… È ovvio che l’abbiamo pensato.»

Charlie annuì. «Lei che arma aveva scelto?»

«La garrotta. Un bel nastro blu con del velcro alle estremità.»

«E anche lei ha gettato in mare l’arma che aveva scelto?»

«Non ho la minima idea di dove sia finita. Non ci ho nemmeno più pensato» rispose con studiato disinteresse.

Charlie si rivolse nuovamente al marito di Laura, notando contemporaneamente lo sguardo divertito di Constance. «Mi può dire cosa successe esattamente quando Rich Schoen uccise Gary? Durante il gioco, naturalmente.»

Prima che Harry potesse rispondere apparve Mrs Ramos con la colazione. Posò un mezzo pompelmo davanti a Laura e una scodella di una cosa che sembrava paglia davanti a Harry. Charlie fissò il contenuto della scodella. Erano barrette di frumento sminuzzato, pensò sorpreso. Erano più di vent’anni che non vedeva delle barrette di frumento.

Mrs Ramos si allontanò nuovamente e Harry disse: «Stavo parlando con Rich di Smart House, naturalmente. È quello che stavamo facendo un po’ tutti, cercavamo di saperne il più possibile. Rich vide Gary e mi fece segno di andare con lui. In giardino, accanto al bar, srotolò le copie cianografiche che aveva con sé e tirò fuori una specie di bastone di gommapiuma col quale colpì Gary uccidendolo. Andammo al computer del bar per registrare l’uccisione che io confermai. Rich si allontanò e io lo seguii. Gary era furibondo, davvero arrabbiato, e io non volevo restarmene lì con lui in quello stato. Gary non sapeva perdere.»

Charlie sollevò la mano. «Procediamo con calma. Che mi dice del bastone e delle copie cianografiche?»

Harry masticò rumorosamente le sue pagliuzze con un’aria corrucciata. «Non lo so. Ha posato le copie su uno di quei tavoli laggiù e forse il bastone sul bancone del bar. Non ci ho fatto caso. Mentre registravamo l’uccisione è arrivata Beth. Lo chieda a lei.»

«D’accordo. Lei è andato via con Rich ma poi è ritornato, e questa volta ha assistito all’uccisione di Beth da parte di Jake. Perché è ritornato?»

Harry sospirò in maniera esagerata. «Senta, cerchi di immaginarsi l’atmosfera di quel dannato fine settimana. Non eravamo certo contenti, nessuno di noi lo era. Era un gioco stupido e avevamo cose serie di cui discutere. Certo, la casa è un miracolo di innovazioni, ma è anche un vero buco nero. Gary si stava comportando come un bambino, nessuno sapeva che intenzioni avesse. Ero stufo di lui, del gioco, delle sue scenate e di tutto quanto. Anche di quel continuo nascondersi, inchiodati in questa casa per tre giorni. Non lo ha nemmeno sfiorato l’idea di quanto potesse essere inopportuno nei nostri confronti, per i futuri clienti, per i dipendenti, per tutti. Io di sicuro non meditavo ogni spostamento né guardavo l’ora ogni minuto. La maggior parte di noi stava solo cercando di capire quanto più poteva della casa stando alla larga da Gary. Non c’è un motivo per cui sono tornato, l’ho fatto e basta.»

«Perché Gary ha costruito qui la casa? Perché non in California?» domandò Charlie quando Harry tacque.

«Perché era un maledetto pazzo!»

«Perché sapeva che il mondo informatico era pieno di spie» rispose freddamente Laura. «Mi ha spiegato il perché. Aveva un contratto con una compagnia aerea privata in modo che lui e la sua squadra potessero spostarsi senza problemi, inoltre bisogna dire che siamo solo a un paio d’ore da Palo Alto, e qui sapeva che non sarebbe riuscita a entrare nessuna spia.»

Charlie annuì. «Viaggiava in aereo quando veniva qui?»

Se l’intenzione di Charlie era di scuoterla, di sicuro non ci riuscì. Laura si strinse nelle spalle. «Sì, l’ho fatto un paio di volte.»

Si rivolse nuovamente a Harry. «Il giorno del gioco, quando è tornato in giardino, Jake si trovava già lì?»

«Gesù!» Harry si strofinò gli occhi. «Sì, penso di sì. Stavo solo passando di lì e Jake mi ha fatto segno di seguirlo. Beth era al bar. Non stavamo nemmeno cercando di non fare rumore, camminavamo normalmente e lei non si è accorta della nostra presenza. Ovviamente aveva appena litigato con Gary. Ha passato tutto il fine settimana in preda alla collera. Beth voleva il divorzio, o almeno sembrava fosse questa la sua intenzione, e lui, Dio solo sa perché, non voleva concederglielo. Questione di orgoglio, credo.»

«Non solo per questo» intervenne Laura con freddezza. «Voleva impiegarla come accompagnatrice durante le visite guidate a Smart House. Gli piaceva utilizzare gente che conosceva.»

«Insomma, tutti sono convinti del fatto che Beth volesse divorziare ancora prima che lei lo avesse deciso» disse Charlie. «Per caso Gary ne aveva parlato a uno di voi due?»

«Ne aveva parlato a me» rispose Laura, e d’improvviso il suo tono divenne brusco e sgradevole, il viso tirato.

Harry la guardò sorpreso, e ritornò a fissare i cereali della colazione.

«Lei è stato l’ultima vittima di Rich, vero?» domandò Charlie a Harry.

«Non lo so» rispose Harry. «Le regole prevedevano che non si potessero dare informazioni agli altri concorrenti. Come diavolo faccio a saperlo?»

«Oh, sì, lo avevo dimenticato. Ma se Bruce aveva il suo nome, e sappiamo che era così, e se Rich ha ucciso Bruce, allora Rich ha ereditato lei come vittima.»

«Ha una buona memoria» commentò Harry teso.

«Sono nella media» replicò Charlie con modestia.

«Be’, allora cerchi di ricordarsi questo: chiunque avesse quell’accidenti di computer portatile poteva procurarsi un’arma in qualunque momento. Questa è una delle operazioni che avrebbe potuto compiere senza il minimo sforzo.»

Charlie guardò Constance. Pareva così tranquilla, così distaccata e assente da sembrare immersa nelle sue fantasticherie. Ma Constance avvertì lo sguardo di Charlie, si scosse e rispose a sua volta con uno sguardo che diceva: "Aspetta un attimo".

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