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La casa che uccide [Smart House - it]

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La casa che uccide [Smart House - it]
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«Non è stato Gary a parlarmene» mormorò Bruce. «Ho sentito che lo diceva a qualcun altro.»

Charlie inarcò le sopracciglia e non fece commenti.

«Pensavo che lo avesse detto a tutti tranne me, è per questo che… Insomma, pensavo che lo sapessero tutti. Mi trovavo al piano interrato e stavo esaminando i vari impianti, il sistema automatico per la manutenzione della piscina, l’aspirapolvere automatico, questo genere di cose. Andai dietro all’ascensore per dare un’occhiata alla presa di scarico e aspirazione, e udii la sua voce. Pensai che si trovasse nell’ascensore e di certo non mi sarei lasciato sfuggire l’occasione di origliare. Non so con chi fosse, non sono riuscito a vederli e l’altra persona non ha detto nulla. Gary rise e disse: "Non essere stupido. Certo che ho un supporto tecnico di sicurezza. È qui nella mia tasca, guarda!". Ho capito subito di cosa si trattava e quanto fosse grande. Era l’unica spiegazione plausibile. Sarebbe stato da idioti non avere un secondo sistema di controllo.»

Charlie annuì. «E poi?»

«E poi niente. Hanno smesso di parlare, forse l’ascensore è partito, oppure sono usciti. Sono salito dalle scale sul retro della casa, quelle che portano nei locali adiacenti alla sala idromassaggio, alla porta che dà sull’esterno.»

«Quello è il punto in cui passano tutti i tubi, i fili elettrici, le tubature che arrivano alla serra e alla cella frigorifera, vero?»

Bruce si strinse nelle spalle. «Per accedervi bisognava essere abilitati. Ovviamente lo avevo immaginato, così ritornai a esaminare gli impianti.»

«A che ora li ha sentiti parlare?»

«Che cazzo ne so? A un certo punto del pomeriggio. Se avessi saputo che sarebbe diventato un caso federale avrei preso appunti! Vado a dormire.»

Bruce uscì a grandi passi dalla cucina, Constance si alzò dal tavolo e si spostò al bancone dove il marito continuava a piluccare il prosciutto con aria assente. Constance allontanò il piatto. «Ti verranno gli incubi stanotte.»

«Probabile. Cosa ne pensi di Bruce?»

«È ossessionato dalla gelosia. Se le cose stanno così con il fratello morto, figuriamoci come dovevano essere quando era ancora vivo! Poverino.»

«Ricordati che quel poverino ha una pistola e anche qualche rotella fuori posto.»

Constance lo guardò sorpresa. «Non dirmi che hai creduto alla storia della pistola?»

«Tu no?»

«Certo che no. È la tipica minaccia del ragazzino che si vanta di qualcosa per intimidire chi ha di fronte. Non mi è neanche passato per la testa che fosse vero.»

In realtà neanche a lui era passato per la testa, pensò confusamente Charlie. «Dove lo stai portando?»

Constance aveva preso il piatto col prosciutto. «Nel frigorifero, e poi porto te a letto. Lo sai, più vedo questo genere di uomini e più ti apprezzo.»

«E tu sei proprio una gran brava moglie» replicò Charlie.

11

Il mattino successivo la nebbia turbinò davanti alla vetrata, fu portata in alto dalla brezza marina, si dissolse e si riformò. Charlie osservava questi cambiamenti con aria assorta, aspettando la colazione insieme a Constance.

«Ci sono problemi?» gli domandò Constance.

Charlie annuì. «Problemi di orario. Nel momento cruciale mancano dei minuti. Proviamo a ricostruire gli spostamenti e gli orari dei presenti come se fossero ciliegie lasciate cadere nella panna montata. Innanzitutto sappiamo che alle dieci e quarantacinque Rich era vivo e possiamo supporre che lo fosse anche alle undici, quando Maddie ha preso l’ascensore. Alle undici e dieci, undici e un quarto, Gary era ancora vivo. A quell’ora però tutti sanno dire all’incirca dove si trovavano. Dobbiamo fare un’altra ipotesi, che Rich sia morto per primo perché dalle undici e un quarto in poi gli altri si trovavano tutti assieme. Capisci cosa intendo quando dico che nel momento cruciale mancano dei minuti?»

Constance inarcò le sopracciglia con aria interrogativa, ma il marito stava fissando gli incessanti movimenti della nebbia. «Intorno alle undici» disse Charlie con un’aria insoddisfatta «Harry sente litigare Bruce e Maddie in cucina e l’ascensore è vuoto. Rich quindi dev’essere ancora vivo. Harry va a fare due chiacchiere con Alexander, Milton e Laura salgono sul tetto, Maddie e Beth guardano un film poi Beth va nella sua stanza, Bruce vaga da solo per la casa. Alle undici e dieci Milton e Laura si uniscono agli altri nella sala tv o nella biblioteca, Beth e Jake scendono insieme le scale, e Bruce si trova con gli altri nella sala tv quando sentono la risata di Gary e l’odore di popcorn. Nel frattempo Harry sale al piano di sopra e lì, contrariamente alla sua situazione precedente, si può muovere liberamente senza che nessuno lo controlli. Sembra che tutti abbiano avuto il tempo di uccidere Rich ma non Gary, e questo è un problema.»

«Alexander è rimasto da solo dal momento in cui Harry lo ha lasciato fino a quando è stato ritrovato il corpo di Rich in ascensore» gli suggerì Constance a bassa voce.

«Già» disse tristemente Charlie. «E probabilmente è l’unico che aveva davvero la necessità di mantenere in vita e in salute Gary, Rich e il progetto.»

«Allora» aggiunse Constance con un’aria preoccupata «in realtà, quando Harry dice di essere salito in camera sua dopo aver dato un’occhiata alle persone che stavano guardando il film nella sala tv e dopo aver parlato con Alexander, bisogna fidarsi solo della sua parola. È possibile che nessuno possa confermare i suoi movimenti anche prima del suo arrivo in camera.»

«No, Milton lo ha visto» disse Charlie con un certo disappunto. «Non lo ha detto ma è scritto sugli appunti in cui ha descritto i suoi spostamenti. Harry si è affacciato nella stanza pochi secondi dopo che Milton era tornato dal suo appuntamento sul tetto. Immagino non sia certo un particolare di cui Milton potrebbe aver voglia di parlare, però lo ha scritto negli appunti.»

«Nonostante questo avrebbe comunque avuto il tempo…»

Charlie scosse la testa. «C’è comunque il problema di Rich, e poi non voglio pensare che abbiamo a che fare con due assassini, con un complotto…» Mrs Ramos entrò con il vassoio della colazione e Charlie smise di parlare.

«Quando Gary faceva i popcorn, alla sera, che cosa usava? Una macchina per popcorn, una padella?» domandò Charlie alla donna intenta a sistemare le uova alla coque davanti a Constance, frittelle dolci e uova per lui.

La donna inarcò quasi impercettibilmente le sopracciglia e Charlie intuì che quella dovesse costituire il massimo dell’espressione sorpresa di Mrs Ramos.

«Utilizzava un congegno automatico.»

«Usava un contenitore particolare?»

«Sì, di acciaio inossidabile.»

«E il giorno seguente alla sua morte dove ha trovato il contenitore, dopo che la polizia se ne andò?»

Mrs Ramos terminò di servire la colazione e si fermò un attimo a riflettere. «Al suo posto, nella credenza, ma la macchina per i popcorn era in giardino, nella stanza della piscina.»

«Era stata utilizzata?»

La donna studiò Charlie per un lungo istante poi annuì. «Era piena di popcorn.»

Le chiese delle copie cianografiche e dei computer portatili, ma la donna non ne sapeva nulla. Come furono raggiunti da Laura e Harry Westerman, Mrs Ramos si allontanò.

Laura scrutò attentamente Constance, annuì leggermente e studiò Charlie con calma accennando a un sorriso, come se condividessero un segreto. Era una reazione automatica, pensò Charlie, e si chiese se la donna se ne rendesse conto. Harry indossava una felpa e dei pantaloncini. «È andato a correre?»

«Sì.» Harry si versò del caffè. Laura fece altrettanto e nessuno dei due si scambiò uno sguardo. Harry bevve un sorso, posò la tazza con un gesto deciso e domandò bruscamente: «Cosa diavolo sta succedendo nel giardino?»

Charlie si strinse nelle spalle e non diede spiegazioni. Prima delle sette era riuscito a trovare Mrs Ramos, e pochi minuti dopo aveva parlato con il marito della donna che ora, insieme a un aiutante, stava ispezionando ogni vaso. Riflettendoci su, per Charlie non fu una sorpresa il fatto che Harry fosse andato a correre. Non manteneva certo quel fisico muscoloso restandosene seduto tutto il giorno in un ufficio a sommare colonne di numeri. «Ho notato che ieri sera, durante la ricostruzione delle vittime e degli assassini, lei non ha partecipato molto attivamente» fu il commento di Charlie che ignorò la domanda di Harry.

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