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READ-E-BOOK » Научная фантастика » Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]
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Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]

Электронная книга - «Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]». Краткое содержание книги:

Gli eredi della Terra di Kate Wilhelm appartiene a quel numero di opere che travalicano i confini della fantascienza, per diventare letteratura di valore assoluto. Ancora una volta uno scrittore di sf ha dato una esemplare lezione di stile e di classe, con un romanzo che testimonia delle inesauribili risorse espressive da cui il genere può proficuamente attingere e, nello stesso tempo, della varietà dei suoi temi. Gli eredi della Terra è un grande libro sull’uomo, nel quale il tema della clonazione (di recente divenuto attualissimo) resta lo sfondo su cui l’autrice tesse la sua parabola morale, innestando un’appassionante avventura. Le vicende della piccola comunità agricola, che raccoglie la sfida di un mondo che rischia di trasformarsi in un deserto, e che riuscirà a sopravvivere solo a costo dei sacrifici e rischi più arditi, ci viene presentata con acuto senso della vita, mentre la natura violentata reclama il suo diritto all’esistenza, e torna padrona e libera dove prima era stata minacciata. E gli uomini la temono, ne hanno paura. perché non la capiscono, e la fuggono, finché, un giorno, qualcuno ne riscopre la voce e il futuro si spalanca per l’umanità…

Vinto il premio Hugo per miglior romanzo in 1977.
Nominato per il premio Nebula per miglior romanzo in 1977.
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— Ti preparerò il fuoco. La canna del camino è sgombra. Ho controllato.

— Cosa succede a una ragazza quando diventa riproduttrice?

— Le facciamo seguire un corso per imparare ad esser madre. Credo che la loro nuova vita finisca per piacerle.

— Si sentono libere?

Egli aveva cominciato a sistemare i ceppi sulla griglia. Lasciò cadere a terra quello che stringeva fra le mani, che rimbalzò con un tonfo, e si alzò in piedi. Si avvicinò con due rapidi passi a Molly e la trasse via a forza dalla finestra. — Non cessano mai di soffire per la separazione — le disse. — Notte dopo notte piangono fino ad esserne esauste e si addormentano, anche se per tutto il tempo sono sotto l'effetto di droghe e sono sottoposte a sedute di condizionamento, perché accettino la nuova condizione di vita. Ma ugualmente ogni notte piangono fino ad addormentarsi stremate. È questo che volevi sentirti dire? Volevi credere che sono libere, come tu lo sei adesso, libere di esser sole, di fare ciò che vogliono senza alcun pensiero, nessuna responsabilità nei confronti degli altri? Non è affatto così! Noi abbiamo bisogno di loro, e le usiamo nell'unica maniera possibile, perché facciano il minor danno possibile alle sorelle non riproduttrici. E quando non sono più in grado di aver bambini, le mettiamo a lavorare nella nursery. Se non sono adatte… le mettiamo a dormire. È questo che volevi sentire?

— Perché mi dici tutto questo? — bisbigliò lei, terrea in volto.

— Perché non ti faccia alcuna illusione su questo tuo piccolo nido! Noi possiamo, anzi, vogliamo usarti, capisci? Fino a quando sarai utile alla comunità, ti sarà concesso di vivere qui come una principessa. Soltanto fino a quando sarai utile.

— Utile… come? — Molly lo fissò sbalordita. — Nessuno vuole guardare i miei dipinti. E ho finito tutte le mappe e i disegni del viaggio.

— Io dissezionerò ogni tuo più fugace pensiero, ogni tuo desiderio, ogni tuo sogno. Scoprirò quello che ti è successo, ciò che ti ha separato dalle tue sorelle, ciò che ti ha fatto decidere di diventare un singolo individuo, e quando l'avrò scoperto, io e gli altri sapremo come impedire che accada di nuovo.

Molly lo fissò, e adesso i suoi occhi non erano più luminosi, ma cupi, profondamente nascosti nell'ombra. Delicatamente si liberò dalle mani di lui, che l'avevano afferrata per le spalle, e replicò: — Guarda piuttosto dentro di te, Ben. Sorprenditi ad ascoltare le voci che nessun altro riesce a udire. Osserva, studia te stesso. Chi altri, se non te, è infuriato per il modo in cui sono trattate le riproduttrici? E perché mai hai lottato per salvare la mia vita, quando il bene della comunità avrebbe richiesto che io venissi messa a dormire, come una riproduttrice esaurita? Chi altro di voi è disposto a degnare anche di una sola occhiata i miei dipinti? Chi altro sarebbe disposto a trovarsi qui, in questa stanza fredda e buia, insieme a una pazza, invece che partecipare alla festa? I nostri accoppiamenti non sono felici, Ben. Quando ci abbracciamo, sentiamo che è qualcosa di amaro e crudele, siamo pieni di tristezza e nessuno di noi sa il perché. Scruta dentro te stesso, Ben, e poi dentro me stessa, trova, se c'è, una causa che tu possa sradicare e distruggere senza distruggere i portatori.

Impetuosamente, egli l'attrasse a sé e le premette il viso, con forza, contro il proprio petto, per impedirle di continuare a parlare. Molly non lottò contro di lui. — Menzogne, tutte menzogne — disse più volte, dolorosamente, tra i denti. — Sei davvero pazza a parlare così. — Le appoggiò una guancia sui capelli, e le braccia di lei si alzarono per stringerlo a sua volta. Ben si liberò bruscamente e si trasse in disparte. Ora l'oscurità era scesa fitta nella stanza e lei era soltanto un'ombra sullo sfondo di altre ombre.

— Ora andrò via — disse lui. — Non dovresti avere alcuna difficoltà ad accendere il fuoco, quassù. Ho comunque acceso la stufa al piano di sotto e il calore dovrebbe arrivare ben presto quassù. Non sentirai freddo.

Lei non gli rispose. Ben si girò e uscì in fretta dalla stanza. Non appena fuori dalla casa, cominciò a correre attraverso la neve alta. E continuò ostinatamente a correre finché le forze gli mancarono e il respiro si trasformò in un rantolo doloroso. Si voltò a guardare la vecchia casa dei Sumner, ma non era più visibile attraverso l'oscura barriera degli alberi.

CAPITOLO DICIASSETTESIMO

Cadeva una pioggia sottile e costante, e il vento era scemato. Le cime delle colline erano nascoste dalle nuvole e il fiume dalla bruma. Si udiva un continuo, rassicurante battere di martelli, per quanto attutito dalla pioggia. Dentro il capannone delle barche c'era gente al lavoro, intenta a costruire la terza barca. L'anno prima erano stati agricoltori, insegnanti, tecnici, scienziati; quest'anno erano costruttori di barche.

Ben scrutò la pioggia; la breve calma subito ebbe fine e il vento riprese a ululare attraverso la valle, spingendo la pioggia davanti a sé, una raffica dopo l'altra. Ogni cosa scomparve, all'esterno, e vi fu soltanto la pioggia che scrosciava contro la finestra.

Molly si sarebbe chiesta se lui, sfidando la furia degli elementi, si sarebbe ugualmente recato da lei. La finestra tremò violentemente sotto la spinta crescente della pioggia. Si sarebbe sfondata! pensò. E poi: no, Molly non se lo sarebbe chiesto. Non avrebbe neppure notato la sua assenza. Improvvisamente com'era venuta, quell'esplosione di violenza cessò, le nubi si diradarono al punto che il sole riuscì a perforarle, proiettando pallide ombre. Per lei non faceva differenza, continuò Ben a pensare. Che lui ci fosse, oppure no, era la stessa cosa, per lei. Mentre lei gli parlava, o rispondeva alle sue domande, continuava a dipingere, o tracciava schizzi, oppure ripuliva i pennelli; a volte, quand'era inquieta, si faceva accompagnare da lui in lunghe passeggiate fra le colline, dentro il bosco, lontano dalla valle abitata dove la sua presenza era proibita. E tutte queste cose avrebbe potuto farle anche da sola.

Tra poco sarebbero venuti da lui i suoi fratelli, per l'incontro ufficiale che gli avevano chiesto, e durante il quale lui avrebbe dovuto concordare la data per il completamento del rapporto che non aveva neppure cominciato. Diede un'occhiata al suo taccuino, sopra la scrivania, quindi rivolse nuovamente lo sguardo alla finestra. Il taccuino era pieno zeppo di annotazioni: lui non aveva più nulla da chiederle, più nulla da estrarle con abili domande; e oggi ne sapeva quanto ne aveva saputo in autunno, molto, troppo poco.

In tasca aveva un pacchetto di sassofrassi, i primi della stagione: il suo dono per lei. Avrebbero fatto bollire l'acqua del tè, seduti davanti al fuoco, sorseggiando poi la bevanda calda e fragrante. Sarebbero giaciuti assieme, e lui avrebbe parlato della valle, del continuo sviluppo e miglioramento delle attrezzature dei lavoratori, delle nuove barche che stavano progettando, dei progetti per clonare foraggiatori e lavoratori in grado di riparare strade e costruire ponti, e fare tutto quello che sarebbe stato necessario per riaprire una via di comunicazione fino a Washington, a Filadelfia, e magari New York. Molly gli avrebbe chiesto delle sue sorelle, che stavano lavorando sui libri di testo, ricopiandone attentamente le illustrazioni, le mappe, i grafici, e avrebbe annuito gravemente alle sue risposte, mentre il suo sguardo avrebbe guizzato sui suoi dipinti, che nessuno, nella valle, poteva o voleva capire. Molly era pronta a parlare di qualunque cosa, a rispondere a qualunque domanda lui le facesse, fuorché sui suoi dipinti.

Lei stessa capiva ben poco — poco quanto lui — di ciò che faceva. Ben l'aveva scritto nei suoi appunti. Lei era costretta a dipingere, a disegnare, a rendere tangibili quelle visioni ambigue, confuse, perfino dannose. Ciò che la costringeva a questo era più forte della sua stessa volontà di vivere, pensò lui amaramente. E tra pochi minuti, i suoi fratelli sarebbero venuti lì nel suo studio, e avrebbero deciso che cosa fare di Molly.

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