Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]
- Автор: Вильгельм Кейт Л.
- Год: 1978
- Язык: итальянский
- Год: Armenia Editore
- Переводчик: G. P. Sandri
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]». Краткое содержание книги:
Vinto il premio Hugo per miglior romanzo in 1977.
Nominato per il premio Nebula per miglior romanzo in 1977.
Miriam la guardò e scosse la testa. — No, non venire. Resta qui — le disse. E se ne andò.
Quando Molly seppe dov'era Meg, e si recò nella stanza dell'ospedale per trovarsi insieme alle sue sorelle, esse non vollero lasciarla passare.
Ben guardò i fratelli e scrollò le spalle. Che cosa dovevano fare di Molly? Esiliarla, come avevano esiliato David? Isolarla in una stanza dell'ospedale? Obbligarla a vivere con le riproduttrici, le madri? O ignorare del tutto il problema? Essi avevano discusso di tutte le alternative, e non erano soddisfatti di nessuna.
— Non c'è niente che indichi che stia facendo progressi — disse Barry. — Niente che indichi anche soltanto che voglia riprendere una vita normale.
— Dal momento che per una cosa simile non esistono precedenti, qualunque cosa decideremo dovrà essere quella giusta — intervenne Bruce, in tono pacato. Le sue folte sopracciglia s'intrecciarono, poi tornarono a separarsi. — Ben, è una tua paziente. Tu non hai detto nulla. Tu eri certo che il fatto di lasciarla dipingere come voleva avrebbe avuto un effetto terapeutico, ma non è stato così. Hai qualche altro suggerimento?
— Quando vi chiesi il permesso di lasciare il mio lavoro al laboratorio per studiare invece psicologia, me l'avete rifiutato. Gli altri di noi che hanno compiuto il viaggio a Washington si sono completamente ripresi — disse, in tono asciutto. — Eccetto Molly. E non ne sappiamo abbastanza per conoscerne il perché, e il modo di curarla, sempre che sia possibile. Io comunque, ora dico: date tempo al tempo, non c'è assoluto bisogno di lei alla scuola, lasciate che dipinga. Datele una stanza tutta per lei e lasciatela sola.
Barry aveva già cominciato a scuotere la testa: — La psicologia è un vicolo cieco, per noi — dichiarò. — Fa rivivere il culto dell'individuo. Quando un gruppo, un'unità funziona, i suoi membri si curano e guariscono all'interno di esso. In quanto a consentirle di restar qui, all'ospedale… Molly rappresenta una costante fonte di dolore e di confusione per le sue sorelle. Meg guarirà, ma Molly neppure sapeva che era caduta, che si era fratturata un braccio. Le sorelle avevano bisogno di lei, e Molly non ha risposto. Noi tutti sappiamo e siamo d'accordo che il nostro primo dovere è salvaguardare il benessere del gruppo, non dei singoli individui che lo compongono. Se esiste un conflitto fra due scelte di questo tipo, è l'individuo che dobbiamo abbandonare. Questo è un dato di fatto. L'unico problema è come farlo.
Ben si alzò in piedi e raggiunse la finestra. Poteva vedere gli alloggi delle riproduttrici sull'altro lato della siepe. Non lì! Pensò con veemenza. Esse non l'avrebbero mai accettata. Perfino avrebbero potuto ucciderla, se fosse stata messa in mezzo a loro. Soltanto un mese prima era stata tenuta la Cerimonia del Perduto per Jane, la quale adesso si trovava a tutti gli effetti fra le riproduttrici, sottoposta continuamente a droghe e a condizionamento ipnotico per costringerla ad accettare la sua nuova condizione di femmina fertile che avrebbe partorito un figlio tutte le volte che i medici avrebbero deciso che era necessario. E i nuovi bambini sarebbero stati trasferiti alla nursery un istante dopo la nascita, e poi le riproduttrici avrebbero avuto il tempo di rimettersi in buona salute, di acquistare nuovamente le forze sufficienti a farlo ancora, e ancora, e ancora…
— Non c'è ragione di metterla là dentro — dichiarò Bob, venendo accanto a Ben, davanti alla finestra. — Meglio sarebbe semplicemente ammettere che non esiste alcuna soluzione, e far ricorso all'eutanasia. Sarebbe meno crudele.
Ben sentì come un peso gravargli il petto, e tornò a girarsi verso i fratelli. Avevano ragione, pensò, freddamente. — Se dovesse accadere di nuovo — disse, parlando lentamente, quasi incerto di dove i suoi stessi pensieri lo stessero conducendo — torneremo ad avere questa stessa angosciosa riunione, le stesse inutili alternative da discutere e scartare.
Barry annuì: — Lo so. È appunto questo che mi fa fare brutti sogni. Ci occorre un numero sempre maggiore di persone per i raccolti, per la manutenzione delle strade, per organizzare spedizioni da inviare nelle città. Non possiamo permetterci che i casi come quelli di Molly si moltiplichino.
— Lasciatela a me — replicò Ben, bruscamente. — La metterò nella vecchia casa dei Sumner. Terremo la Cerimonia del Perduto e la dichiareremo scomparsa. Il vuoto, tra le sorelle Miriam, si chiuderà spontaneamente, esse non sentiranno più alcun dolore, ed io sarò in grado di studiare le sue reazioni.
— Questa casa è molto fredda — disse Ben — ma la stufa scalderà. Ti piacciono queste stanze?
Avevano passato in rassegna l'intera casa e Molly aveva scelto il secondo piano dell'ala prospiciente il fiume. C'erano ampie finestre senza tende, e la fredda luce del pomeriggio riempiva la stanza, ma d'estate sarebbe stato caldo, la luce avrebbe vividamente illuminato ogni cosa e vi sarebbe sempre stato il fiume da guardare. La stanza accanto a questa, pensò Molly, doveva essere stata la stanza di uno dei bambini, oppure un ripostiglio. Era più piccola, con doppie finestre alte quasi fino al soffitto. Si sarebbe servita di questa piccola stanza per dipingere; fuori dalle finestre c'era un terrazzino.
Già la musica si spandeva nella valle: la cerimonia era cominciata. Ci sarebbero state feste, danze, e molto vino.
— L'impianto elettrico non funziona — annunciò, corrucciato, Ben. — I fili sono troppo vecchi. Li sostituiremo non appena la neve si scioglierà.
— Non m'importa. Mi piacciono le lanterne e il fuoco del caminetto. E ci sarà sempre legna da bruciare nella stufa.
— I fratelli Andrew te ne hanno preparato una buona provvista. Essi ti porteranno tutto ciò di cui avrai bisogno. Lo lasceranno sulla veranda.
Molly si avvicinò alla finestra. Il sole, velato da nuvole sottili, era come sospeso sopra l'orlo della collina. Ben presto, però, sarebbe calato oltre i crinali, lasciando rapidamente posto all'oscurità. Per la prima volta nella sua vita ella sarebbe rimasta sola nella notte. Restò immobile, la schiena rivolta a Ben, fissando il fiume, il pensiero rivolto a quella vecchia casa, così lontana dagli altri edifici della valle, nascosta tra gli alberi e i cespugli che in quegli anni erano cresciuti alti quanto gli alberi.
Se avesse fatto un brutto sogno, se si fosse agitata nel sonno o avesse urlato, nessuno l'avrebbe sentita, nessuno sarebbe stato al suo fianco per calmarla, per confortarla.
— Molly. — La voce di Ben era ancora troppo aspra, come se fosse tremendamente arrabbiato con lei… anche se lei non sapeva perché mai dovesse essere arrabbiata. — Posso restare qui con te, questa notte, se hai paura…
Allora lei si voltò a guardarlo, il volto in ombra, in quella fredda luminosità, con la sterminata distesa di neve e il cielo grigio che le facevano da sfondo, e Ben seppe che non aveva paura. Egli provò le stesse sensazioni che aveva provato con lei quella notte in riva al fiume: Molly era bella, la luminosità che s'irradiava dai suoi occhi bastava da sola a illuminare la stanza. — Tu sei felice, non è vero? — le chiese, meravigliato.
Lei annuì: — Accenderò un fuoco nel caminetto. Poi gli trascinerò vicino una sedia e me ne starò seduta a guardare le fiamme e ad ascoltare la musica. Dopo un po' andrò a letto, e forse leggerò qualcosa, alla luce della lanterna, fino a quando non sentirò di aver sonno… — Gli sorrise. — Va tutto bene, Ben. Mi sento… non so come mi sento. Come se mi fossi liberata di qualcosa con cui vivere era diventato pesante e difficile. Se n'è andato… ed io mi sento leggera leggera, libera e… sì, anche felice. Perciò forse sono pazza. Forse questo vuol dire diventare pazzi. — Tornò a voltarsi verso la finestra. — Le riproduttrici sono felici? — chiese, dopo un attimo di silenzio.
— No.
— Com'è la vita, per loro?