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READ-E-BOOK » Научная фантастика » Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]
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Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]

Электронная книга - «Gli eredi della Terra [Where Late the Sweet Birds Sang - it]». Краткое содержание книги:

Gli eredi della Terra di Kate Wilhelm appartiene a quel numero di opere che travalicano i confini della fantascienza, per diventare letteratura di valore assoluto. Ancora una volta uno scrittore di sf ha dato una esemplare lezione di stile e di classe, con un romanzo che testimonia delle inesauribili risorse espressive da cui il genere può proficuamente attingere e, nello stesso tempo, della varietà dei suoi temi. Gli eredi della Terra è un grande libro sull’uomo, nel quale il tema della clonazione (di recente divenuto attualissimo) resta lo sfondo su cui l’autrice tesse la sua parabola morale, innestando un’appassionante avventura. Le vicende della piccola comunità agricola, che raccoglie la sfida di un mondo che rischia di trasformarsi in un deserto, e che riuscirà a sopravvivere solo a costo dei sacrifici e rischi più arditi, ci viene presentata con acuto senso della vita, mentre la natura violentata reclama il suo diritto all’esistenza, e torna padrona e libera dove prima era stata minacciata. E gli uomini la temono, ne hanno paura. perché non la capiscono, e la fuggono, finché, un giorno, qualcuno ne riscopre la voce e il futuro si spalanca per l’umanità…

Vinto il premio Hugo per miglior romanzo in 1977.
Nominato per il premio Nebula per miglior romanzo in 1977.
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Molly continuò a sostare accanto alle alte finestre per molto tempo dopo che la barca fu scomparsa. Ella ricordò la voce del fiume, le altre voci che gli giungevano in risposta dalle cime più alte degli alberi, il modo in cui il vento riusciva a farle danzare, lassù, senza agitare in basso un solo filo d'erba. E ricordò il silenzio e l'oscurità che avevano premuto su di loro, a notte fonda, toccandoli, saggiandoli fin nel loro intimo, essi, gli intrusi. E si portò la mano al ventre, schiacciandovela contro… accarezzando, quasi, la nuova vita che stava crescendo dentro di lei.

Il calore dell'estate lasciò il posto alle prime gelate di settembre; le barche tornarono, ma adesso vi era un altro, in piedi a prua. Gli alberi ardevano di rosso e oro; la neve prese a cadere. A gennaio, Molly diede alla luce suo figlio, sola, senza aiuto, e giacque sul letto guardando l'infante nel cavo del suo braccio e gli sorrise: — Ti amo — gli bisbigliò teneramente. — Il tuo nome sarà Mark.

Durante tutti gli ultimi stadi della gravidanza, Molly si era detta quasi ogni giorno che domani avrebbe mandato un messaggio a Barry, che si sarebbe sottomessa alle autorità e avrebbe consentito che la relegassero negli alloggi delle riproduttrici. Ora, guardando l'infante paonazzo, gli occhi chiusi così strettamente che il neonato sembrava senz'occhi, Molly seppe che non avrebbe mai rinunciato a lui.

Ogni mattina i fratelli Andrews portavano legna da ardere, un cesto ricco di rifornimenti — qualunque cosa lei chiedesse — depositavano il tutto sulla veranda e se ne andavano, ed ella non vide mai nessuno, se non in distanza. Non appena Mark poté capire le sue parole, Molly cominciò a instillare in lui la necessità di mantenere il più assoluto silenzio mentre i fratelli Andrews erano vicini alla casa. Quando Mark crebbe e cominciò a chiedere il «perché» di ogni cosa, lei dovette dirgli che, se i fratelli Andrews l'avessero scoperto, l'avrebbero portato via e messo in una scuola, e loro due non si sarebbero visti mai più. Fu la prima e l'unica volta che lei lo vide terrorizzato, e da quel giorno restò silenzioso quanto e più di lei, quando il gruppo dei giovani si avvicinava alla casa dei Sumner.

Mark imparò a parlare e a camminare molto presto. Cominciò a leggere a quattro anni; per lunghe ore si accoccolava accanto al caminetto con uno dei fragili libri prelevati dalla libreria nel piano di sotto. Qualche volta era un libro per bambini, ma per lo più non lo era: non sembrava che gli importasse granché la letteratura infantile. Essi giocavano a nascondino per tutta la casa e, quando il tempo era tiepido e sereno, su e giù lungo il fianco della collina dietro la casa, nascosti alla vista degli altri nella valle, i quali mai, per nessuna ragione, sarebbero entrati nel bosco, a meno che non gli venisse ordinato.

Molly cantò per lui e gli raccontò storie prese dai libri, e una volta che le ebbe esaurite, inventò altre storie. Un giorno a sua volta Mark le raccontò una storia, ed ella rise deliziata: da quel giorno, a volte fu lei la narratrice, a volte fu lui il narratore. Mentre lei dipingeva, lui disegnava, o dipingeva anche lui, e sempre più spesso si divertiva con la creta del fiume che lei gli portava, modellando figure che faceva seccare al sole sul terrazzo.

Man mano egli cresceva e diventava più vigoroso, si spingevano sempre più in alto lungo il fianco della collina. Un giorno d'estate, quand'egli aveva cinque anni, essi rimasero nei boschi per parecchie ore, e Molly gli mostrò le felci e gli anemoni, attirando la sua attenzione sul modo in cui la luce del sole cambiava i colori sulle delicate foglie verdi, moltiplicandone le sfumature, fino a farne apparire alcune quasi nere.

— È ora di tornare — disse lei, infine.

Mark scosse la testa: — Saliamo fino in cima e diamo un'occhiata al mondo intero.

— La prossima volta — lei disse. — Ci porteremo da mangiare, e saliremo fino in alto. La prossima volta.

— Promesso?

— Promesso.

Ridiscesero lentamente, fermandosi spesso ad esaminare una roccia, una pianta dalla forma insolita, la corteccia di un albero antico, tutto ciò, insomma, che attirava il loro interesse. Giunti al confine del bosco, si guardarono intorno con cautela prima di lasciare il riparo degli alberi. Poi corsero fino alla porta della cucina, la mano nella mano e, ridendo, cercarono di entrare insieme.

— Stai diventando troppo grosso! — gridò Molly, e lo lasciò entrare per primo.

Mark si arrestò di colpo, e le diede uno strattone alla mano, nel tentativo di voltarsi e di correre via. Uno dei fratelli Barry era entrato in cucina dalla sala da pranzo, un secondo fratello chiuse la porta che dava sull'esterno, e si piazzò davanti ad essa, sbarrando loro ogni via di fuga. Gli altri tre fratelli Barry entrarono a loro volta silenziosamente in cucina e fissarono increduli il ragazzo.

Finalmente, uno di essi parlò: — È di Ben?

Molly annuì. La sua mano stringeva quella di Mark in una morsa che doveva fargli male. Egli si strinse a lei e fissò timoroso i fratelli.

— Quando? — chiese il fratello che aveva parlato.

— Cinque anni fa, in gennaio.

Il portavoce diede un profondo sospiro. — Dovrai venire con noi, Molly. E anche il ragazzo.

Molly scosse la testa, e sentì quasi piegarsi le ginocchia per il terrore. — No! Lasciateci soli! Noi non facciamo del male a nessuno! Lasciateci soli!

— È la legge! — replicò aspramente il fratello. — Tu lo sai bene quanto noi.

— Lo avete promesso!

— Il nostro accordo non comprendeva… questo. — Fece un altro passo verso di lei.

Mark si liberò con uno strappo dalla mano di lei, spasmodicamente stretta, e si lanciò verso la porta, gridando: — Lasciate stare mia madre! Andate via! Non fate del male a mia madre!

Qualcuno afferrò Molly per un braccio e le impedì di seguire suo figlio, e un altro di loro agguantò Mark, e lo sollevò mentre scalciava furiosamente e sferzava l'aria con le braccia, continuando a gridare come un indemoniato.

— Non fategli del male! — gridò a sua volta Molly, e si dibatté per liberarsi. Ella sentì appena la puntura dell'iniezione. Vagamente percepì un ultimo urlo angosciato di Mark, e poi più nulla.

CAPITOLO DICIOTTESIMO

Molly ammiccò, e tornò a chiudere gli occhi per proteggersi dal bagliore della brina argentea che ricopriva ogni cosa. Restò immobile e cercò di ricordare dove si trovava, chi era… tutto. Quando tornò a riaprire gli occhi, l'accecante bagliore tornò a stordirla. Si sentì come se si fosse svegliata da un lungo sogno popolato da incubi, che si faceva sempre più vago mentre si sforzava inutilmente di ricatturarlo. Qualcuno l'urtò col gomito.

— Gelerai, qua fuori! — le disse qualcuno lì vicino. Molly si girò e fissò la donna, un'estranea. — Suvvia, vieni dentro — le disse la donna, alzando la voce. Poi si sporse in avanti, e fissò Molly più da vicino. — Oh, hai ripreso coscienza, non è vero?

Prese Molly per un braccio e la guidò all'interno di un caldo edificio. Altre donne alzarono distrattamente gli occhi, poi tornarono a curvarsi sul loro lavoro di cucito. Tra esse, alcune erano chiaramente gravide. E qualcuna, qua e là, aveva lo sguardo offuscato, vuoto, e non faceva nulla.

La donna che stava aiutando Molly la condusse fino a una sedia, e si fermò accanto a lei, dicendole: — Intanto, rimani seduta per un po'. Fra poco comincerai a ricordare. — Poi si allontanò, prese posto davanti a una delle macchine e cominciò a cucire.

Molly fissò il pavimento, aspettando che i ricordi le ritornassero; ma per molto tempo non vi fu nulla, soltanto i vaghi contorni di un incubo terrificante, rievocato attraverso le vivide emozioni ma non i particolari.

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