Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]
La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]

Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:

2047: l’America soffre le conseguenze di un attacco nucleare portato a termine in maniera insospettabile da esecutori di nazioni diverse. Da quasi sessant’anni la più grande potenza mondiale è regredita a un’economia di pura sussistenza, e le comunità vivono un’esistenza separata, ristretta ognuna ai propri confini. Lo stato subisce una quarantena mantenuta con ferrea disciplina dalle squadre di sorveglianza militare giapponese e avallata dalle Nazioni Unite.
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
1 ... 30 31 32 33 34 35 36 37 38 ... 101
Перейти на страницу:

A sinistra, monte Soledad e La Jolla sporgevano nel mare e bloccavano il panorama più a sud. A nord la scogliera curvava e si allontanava, finché in lontananza piccole scogliere simili a zolle di terriccio spaccate in due si alternavano alle chiazze azzurrastre e vuote degli acquitrini. Le piccole scogliere e le paludi descrivevano una curva su fino ai verdeggianti monti Pendleton; ancora più avanti, dove le montagne si univano a cielo e mare, c’era la nostra valle, la nostra casa. Non riuscivo a credere di arrivare fin lì con la vista. Sotto di me, le onde si spezzavano in lunghe curve e lasciavano sull’acqua una traccia bianca, con un semplice sussurro, un debole kkkkkkkkkkk, kkkkkkkkkkk. Tom si era seduto sull’orlo, dondolava i piedi nel vuoto.

«La spiaggia è larga almeno il doppio» disse, con voce soffocata. Parlava da solo. «Non avrebbero dovuto permettere che il mondo cambiasse così tanto nell’arco di una sola vita. È troppo duro da sopportare.» Mi mossi per allontanarmi e lasciarlo parlare senza nessuno a portata d’orecchio. Ma lui alzò gli occhi: parlava a me. «Ho trascorso ore intere quaggiù, quando non m’importava niente se il tempo si fosse anche fermato.» Si tirò la barba. «Le scogliere sono tutte diverse, adesso.»

Non sapevo cosa rispondere. Illuminate dal sole al tramonto, le scogliere riflettevano una luce arancione che riempiva l’aria. La nostra ombra si allungava lontano nel campo alle nostre spalle. Il vento era freddo. Il mondo sembrava un luogo smisurato, un luogo enorme, ventoso, crepuscolare. A disagio, camminai avanti e indietro sull’orlo della scogliera, guardando, guardando. Il vecchio rimase lì seduto, piccola gibbosità sulla scogliera. Il sole sprofondò nell’acqua, annegò un pezzetto alla volta, si ridusse, finché non rimase solo un ammiccare luminoso color smeraldo. Il vento si rinforzò. Jennings e Lee vennero verso di noi, lungo la scogliera, figure minuscole che agitavano il braccio.

«Meglio tornare» disse Jennings quando fu più vicino. «Elma avrà già messo in tavola la cena.»

«Lascia al vecchio ancora un minuto» intervenni.

«Si arrabbierà, se la faremo aspettare troppo» disse Jennings a voce più bassa, guardando in basso gli arazzi disegnati dalle onde che si frangevano contro gli scogli.

Alla fine Tom si mosse e venne verso di noi come se si fosse appena svegliato. La stella della sera brillava come una lanterna nell’oceano del cielo.

«Grazie d’averci condotti qui» disse Tom.

«Niente» rispose Jennings. «Ma adesso è meglio tornare. Sarà una camminata dura, fra le rovine nel buio.»

«Possiamo evitarle piegando a sud» suggerì Lee «e prendendo quella strada che…» si bloccò, con un ansito profondo.

«Cosa succede?» esclamò Jennings.

Lee indicò il nord, verso i monti Pendleton.

Guardammo tutti da quella parte, scorgemmo solo la curva scura della costa, le prime, fioche stelle più in alto…

Una scia bianca segnò il cielo, si tuffò fra le montagne molto più a nord, scomparve.

«Oh, no!» mormorò Jennings.

Un’altra scia nel cielo: precipitò proprio come una stella cadente, ma non rallentò, né si frammentò in mille pezzi; cadde in linea retta, come un fulmine che seguisse un righello; non passarono più di tre battiti di ciglio, dal momento in cui comparve, altissima, a quello in cui sparì silenziosamente nella linea costiera.

«Nei Pendleton» disse Lee. «Fanno saltare la nostra ferrovia.» Cominciò a imprecare, a voce bassa, con furia a stento repressa.

Jennings prese a calci un alberello, fino a romperne il tronco. «Merda!» gridò. «Merda! Dio maledica quei bastardi, Dio li maledica! Perché non ci lasciano in pace…»

Tre nuove scie caddero dal cielo, una dopo l’altra; colpirono terra ancora più a nord, e più a nord, definendo la curva della costa. Chiusi gli occhi: lineette luminose, rosse, sciamarono nel buio. Li riaprii, in tempo per vedere fra le stelle un’altra scia sbocciare sul mondo e cadere all’istante sulla terra.

«Da dove provengono?» chiesi; e fui sorpreso nell’udire che la voce mi tremava. Temevo, credo, che fossero bombe come quelle del Giorno.

«Da un aereo» disse Jennings, torvo. «O da un satellite. O da Catalina. O dall’altra parte del mondo. Come cazzo facciamo a saperlo?»

«Bombardano i Pendleton dappertutto» disse Lee, in tono amaro. Jennings cominciò a sradicare a calci i cespugli e a gettarli giù dalla scogliera, senza smettere un attimo d’imprecare.

«Hanno smesso» disse Tom. Nel buio non riuscivo a vedere la sua espressione; dopo le grida di Jennings e di Lee, la sua voce era calma. Scrutammo il cielo, per vedere se comparissero altre scie. Niente.

«Andiamo» disse infine Lee, con voce rauca. Lentamente, in fila indiana, attraversammo il campo d’erbacce sul margine della scogliera. Entrammo nella foresta. A metà strada dal treno, Jennings, che camminava davanti a me, disse: «Al Sindaco non piacerà proprio per niente.»

9

Jennings aveva ragione. Al Sindaco non piacque affatto. Lui stesso andò a nord a ispezionare i danni; quando tornò alla casa di Jennings, a capo del suo gruppo d’assistenti, ci disse fino a che punto non gli fosse piaciuto. «Le rotaie colpite dalle bombe sono fuse» gridò, tendendo le cuciture della stretta giacca blu per battere il pugno sul tavolo da pranzo. Girò zoppicando per la stanza, si fermò a gridare sul muso degli impassibili Lee e Jennings, agitò in alto il pugno imprecando contro i giapponesi… oh, era davvero fuori della grazia di Dio. Me ne restai dietro Tom, badando bene a non aprire bocca. «Pozzanghere di ferro! E il terreno tutt’intorno è ridotto a mattonelle annerite. Alberi bruciati completamente.» Si avvicinò a Lee, gli agitò il dito sotto il naso. «I tuoi uomini devono avere lasciato qualche segno che lavoravano su quelle rotaie, tracce visibili nelle fotografie dei satelliti. Ti ritengo responsabile dell’accaduto.»

Lee rimase in piedi, a labbra serrate, lo sguardo fisso con rabbia al di là del Sindaco. Alcuni assistenti di Danforth (a cominciare da Ben) sembravano compiaciuti per la strigliata a Lee e si scambiavano occhiate ironiche. Jennings, audace a casa sua, avanzò di un passo a protestare.

«Quella ferrovia corre per la maggior parte nella foresta, Sindaco, e fra gli alberi non è visibile dall’alto. L’ha visto anche lei. Nei tratti scoperti non abbiamo toccato niente, nemmeno se i carrelli passavano in mezzo ai cespugli. E i ponti sono esattamente uguali a prima. Niente è stato cambiato, a parte le rotaie; ma non potevamo fare a meno, per renderle utilizzabili. Non c’era niente che si potesse scorgere dall’alto, lo garantisco.»

Jennings continuò per un pezzo a dire bugie e contraddizioni come queste; quando riuscì a convincere il Sindaco, questi divenne ancora più furibondo. «Spie» sibilò. «Qualcuno, a Onofre, ha certo parlato con gli sciacalli dell’Orange County, che hanno riferito tutto ai musi gialli.» Di nuovo mise alla prova la robustezza del tavolo di Jennings, bam! «Non possiamo permetterlo. Cose del genere devono cessare!»

«Come fa a sapere che le spie non sono qui a San Diego?» disse Tom.

Danforth, Ben e gli altri uomini del Sindaco lanciarono a Tom occhiate velenose. Perfino Jennings e Lee parvero sorpresi.

«Non ci sono spie, a San Diego» disse Danforth, il mento rimboccato nel collo. La sua voce ebbe su di me lo stesso effetto dei freni sulle rotaie. «Jennings, mettiti in contatto con Thompson; digli di prendere la barca e di portare a nord te, Lee e questi due. Sbarcateli a Onofre e tornate a piedi lungo le rotaie per controllare i danni. Voglio sapere quanto ci vuole per riaprire la ferrovia.»

«Le rotaie fuse saranno un guaio» replicò Jennings. «Bisognerà sostituirle, come abbiamo fatto nella ferrovia per il Salton Sea; sarà impossibile non lasciare tracce. Forse potremmo seguire la 395 su fino a Riverside e poi girare indietro verso la costa…»

Bam! «Voglio in funzione la ferrovia costiera! Prendi Thompson e fa’ come ho detto.»

«Sissignore.»

Poco dopo, il Sindaco e i suoi assistenti lasciarono la casa, senza un saluto a Tom e a me. Jennings sospirò; con aria di scusa guardò la moglie, che era ferma sulla soglia della cucina con un’espressione scoraggiata. «Lee» disse «vorrei che tu gli rispondessi, qualche volta. Se te ne stai zitto, s’infuria ancora di più.» Ma Lee era ancora arrabbiato e non disse a Jennings più di quanto avesse detto a Danforth. Tom mi rivolse un cenno; lo seguii fuori. «Sembra che si torni a viaggiare via mare» disse, con una scrollata di spalle.

1 ... 30 31 32 33 34 35 36 37 38 ... 101
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)