La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]
- Автор: Робинсон Ким Стэнли
- Серия: Tre Californie #1
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Interno Giallo
- ISBN: 88-356-0035-9
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La Costa dei Barbari [The Wild Shore - it]». Краткое содержание книги:
È in questo scenario apocalittico che si svolge la vicenda di Henry Fletcher, un giovane della comunità californiana di San Onofre, che per il suo sostentamento dipende interamente dalla pesca e dai raduni di baratto che si svolgono periodicamente nella valle. Dopo l’arrivo di alcuni viaggiatori di San Diego che hanno osato sfidare la vigilanza dei guardiani giapponesi. Henry viene gradualmente a conoscenza del nuovo mondo e delle sue insidie. La sua guida spirituale è Tom, l’uomo più anziano della valle, sopravvissuto alla catastrofe tristemente nota come II Giorno.
La scoperta di un mondo da cui gli americani vengono ingiustamente esclusi, il contatto con gli “stranieri” che vivono a pochi chilometri di distanza, le testimonianze di chi è riuscito a sfuggire alla prigionia in patria trascinano il giovane in un’avventura che segna la fine dell’adolescenza e la transizione verso la maturità, a cui si accompagna la speranza della redenzione per il popolo americano.
«Una nuova epoca, Tom, te lo dico io. Un nuovo mondo.»
8
La mattina seguente fummo svegliati da colpi di fucile. Ci precipitammo alla porta del bungalow: il Sindaco e alcuni suoi uomini sparavano ai piattelli che uno di loro lanciava sul lago. L’uomo lanciava, il piattello compiva un arco, il tiratore mirava e, bam!, un rumore secco, simile allo sbattere di una tavola bagnata contro un’altra. Circa un piattello su tre si riduceva in schegge biancastre. Gli altri picchiavano sulla superficie scintillante del lago e scomparivano. Nel vedere quell’allenamento, Tom scosse la testa sprezzante. «Hanno certo trovato da qualche parte un mucchio di munizioni» commentò.
Jennings, fermo lì accanto a guardare, si girò. Ci vide sulla soglia, si avvicinò e ci condusse ai tavoli sistemati davanti alla grande casa. Lì, fra l’odore pungente del fumo di polvere da sparo, ci sedemmo a fare colazione a base di pane e latte. Tra uno sparo e l’altro udivo lo sventagliare della bandiera americana nella brezza mattutina. La guardai muoversi al vento sopra la casa. Tornai a guardare l’allenamento: ogni volta che un piattello esplodeva, gli uomini lanciavano un grido di giubilo e facevano commenti. Il Sindaco era un buon tiratore: sbagliava di rado, forse perché era quello che sparava più spesso degli altri. I suoi uomini… tanto valeva che gettassero direttamente i piattelli nel lago.
Terminammo di fare colazione. Il Sindaco passò la doppietta a uno dei suoi e venne con passo pesante dalla nostra parte. Sotto il sole sembrava un poco più piccolo di quanto era parso alla luce delle lanterne e delle lampadine elettriche.
«Vi rimando a casa di Jennings. Ma passerete da La Jolla, così potrete parlare a Wentworth.»
«Chi sarebbe?» chiese Tom, senza neppure fingere buona educazione.
«Il nostro fabbricante di libri. Vi illustrerà meglio la situazione di cui Ben e io vi parlavamo ieri sera. Quando avrete parlato con lui, Jennings, Lee e la loro squadra vi riporteranno a nord in treno.» Sedette di fronte a noi e appoggiò sul tavolo le braccia robuste. «Tornati a casa, direte alla vostra gente quel che ho detto a voi ieri sera.»
«Mi faccia capire bene» disse Tom. «Lei vuole che ci uniamo a questa resistenza di cui ha udito parlare.»
«Di cui facciamo parte. Esatto.»
«Cosa significa, all’atto pratico?»
Danforth fissò Tom dritto negli occhi. «Ogni comunità della resistenza deve fare la sua parte. È l’unico modo per ottenere la vittoria. Certo, qui abbiamo la popolazione maggiore, perciò forniremo gran parte della manodopera su questa costa. Ma abbiamo bisogno di attraversare la vostra valle con la ferrovia, per prima cosa. E la vostra gente potrà fare incursioni lungo la costa con maggiore facilità di noi, visto dove vivete. Oppure stabiliremo noi alla foce del vostro fiume una base per le incursioni, a seconda di come decideremo di operare. Ecco, non esiste un modo prestabilito, dovreste capirlo. Ma abbiamo bisogno che vi uniate a noi.»
«E se non volessimo?»
Il Sindaco serrò le labbra. Lasciò che la domanda di Tom rimanesse nell’aria per un bel pezzo. Gli uomini intorno a noi (per il momento il tiro al piattello era stato interrotto) divennero silenziosi.
«Non capisco dove vuole arrivare, vecchio» protestò Danforth. «Si limiti a portare il mio messaggio alla gente della valle.»
«Dirò quel che mi ha detto e le farò sapere la nostra decisione.»
«È sufficiente. Arrivederci.» Spinse indietro la sedia, si alzò, entrò zoppicando nella luccicante casa bianca.
«Credo che non abbia più niente da dirvi» osservò Jennings, dopo un altro lungo silenzio. «Possiamo andarcene.»
Ci accompagnò di nuovo al bungalow. Tom riprese la sacca a spalla. Scendemmo la rampa inclinata, fino alle barche. Lee e Abe ci aspettavano sul pontile galleggiante. Salimmo tutti a bordo e tagliammo l’acqua azzurra, diretti alla sponda nord del lago. Era una bella giornata, cielo sereno, vento debole. Prendemmo un treno diverso da quello con cui eravamo arrivati, posto su rotaie diverse, che ci portarono a ovest, lungo la riva del lago.
«Avete una vera stazione» notò Tom, rompendo il silenzio.
Jennings cominciò a descrivere ogni chilometro della rete ferroviaria, ma nessuno dei nomi citati aveva significato per me, per cui smisi di ascoltarlo e restai sul chi vive per vedere il mare. Arrivammo a un grande acquitrino proprio quando mi aspettavo di scorgere l’oceano e girammo a nord costeggiando il terreno paludoso. Una collina fittamente alberata segnava l’estremità nord dell’acquitrino; avanzammo sferragliando sopra un’autostrada che serpeggiava in un avvallamento a est della collina. Prima di uscire dall’avvallamento, Lee frenò il carrello (ormai avevo imparato a tapparmi le orecchie, quando lo vedevo sul punto di frenare).
«Da qui a La Jolla non ci sono rotaie» spiegò Jennings. «Dobbiamo andare a piedi.»
«E nemmeno strade» aggiunse Lee.
Scesi dal carrello, imboccammo una pista, l’unico passaggio nella fitta foresta. Sembrava di attraversare quella che Tom chiamava giungla: felci, rampicanti e liane avvolgevano in una ragnatela i fitti alberi; rami macchiati di licheni si aggrovigliavano nella lotta per la luce del sole. Densi gruppi di pini di Torrey gareggiavano con alberi di tipo mai visto. Sulla pista spugnosa aleggiava un odore d’umidità; muffe e felci di un verde brillante crescevano sui tronchi caduti che ingombravano il sentiero. Tom camminava dietro di me, con la sacca che gli sbatteva sulla coscia. A un certo punto brontolò: «Monte Soledad a nord è solo un’altra parete dilavata, adesso. Tutte le case spazzate via. Crollato tutto, crollato tutto.»
Lee, davanti a me, si girò a dargli un’occhiata strana. Capivo il significato di quello sguardo: era difficile credere che Tom fosse vivo al tempo in cui quelle non erano ancora macerie. Tom imprecò, inciampando in una radice; continuò a borbottare, senza accorgersi dello sguardo di Lee: «Acqua e fango, pioggia e pena, fulmini e incendi, tutto crollato. Quegli orribili edifici. Ah, ah, ecco delle fondamenta. Era una casa stile Tudor? Cinese? Una hacienda? Un ranch californiano?»
«Come?» disse Jennings, credendo che fosse una domanda.
Ma Tom continuò a parlare: «Questa città era tutto fuorché se stessa. Nient’altro che soldi. Case di carta. Certo, la montagna ha un aspetto migliore, ripulita di tutta quella merda. Ah, se potessero vederla adesso, eh eh eh!»
Dalla parte dell’oceano, la montagna era tutta diversa. Dove il pendio si livellava a formare una punta che sporgeva dalla costa in entrambe le direzioni, gli alberi erano stati tagliati. Nella radura così ottenuta c’erano alcuni edifici antichi, circondati da case in legno. I muri di cemento erano stati riparati con legno di sequoia; le case nuove erano assemblate con parti delle vecchie: alcune avevano il tetto sostenuto da travi massicce; altre, un ampio camino; altre ancora, il tetto a tegole arancioni. Molte erano tinteggiate in diverse tonalità d’azzurro, giallo, arancione. Attraverso il fogliame scorgevamo la radura, mentre scendevamo il lato occidentale del monte: il piccolo villaggio risplendeva contro lo sfondo dell’oceano blu scuro. Uscimmo da sotto la foresta e la pista si aprì a formare una strada dritta e coperta di folta erba.
«Pittura» osservò Tom. «Buona idea. Ma tutta la pittura che ho visto ultimamente era dura come pietra.»
«Wentworth ha un sistema per liquefarla» disse Jennings. «Lo stesso che usa per l’inchiostro vecchio, dice.»