L'anno del sole quieto
- Автор: Такер Уилсон
- Год: 1989
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Gianni Aimach
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'anno del sole quieto». Краткое содержание книги:
— Là fuori… là fuori — rispose Chaney. — A vagabondare per questo posto dimenticato da Dio, a guardare attraverso le palizzate, a fiutare le fessure e a curiosare dalle finestre. Non ho trovato niente di niente. Penso che ce ne siamo andati da qui, comandante… licenziati e partiti, e la caserma è chiusa e sprangata. Spero che ci abbiano dato una buonuscita decente.
— Civile, ha bevuto, per caso?
— No… ma lo farei, forse. Potrebbe farmi bene. Cosa c’è nel deposito?
— Lei ha bevuto — disse in tono fermo Saltus. — E allora, cosa le è accaduto? Abbiamo cercato in tutta la città.
— Non avete guardato nella biblioteca pubblica.
— Oh, diavolo! È vero, c’era da aspettarselo, e non ci abbiamo pensato. Ricerche, sempre ricerche. Cosa ne pensa del 1980, signore?
— Non mi piace, e mi piacerà ancora meno quando ci vivrò. Quel pallone gonfiato è stato rieletto, e l’intero paese sta andando all’inferno in carrozza. Una vittoria in quarantotto stati! Ha visto i risultati delle elezioni?
— Li ho visti, e in questo momento William li avrà già passati a Seabrooke, e Seabrooke starà chiamando il presidente. Lui festeggerà la notizia questa sera. Ma io non voterò per lui, signore… so di non avere votato per lui. E se allora vivrò nel paese… o devo dire adesso?… sceglierò uno dei tre stati che hanno votato per l’altro, per il vecchio comesichiama, l’attore.
— L’Alaska, le Hawaii, e l’Utah.
— Come l’Utah?
— Asciutto, solitario, e brilla di radioattività.
— Preferisco le Hawaii. Lei tornerà in Florida?
Chaney scosse il capo.
— Mi sentirò più al sicuro in Alaska.
Rapidamente: — Non si è cacciato nei guai?
— No, per niente; ho camminato piano, con un dolce sorriso stampato sul volto. Sono stato gentile ed educato con una bibliotecaria. Non ho fatto boccacce ai poliziotto e non ho comprato carne dal droghiere. — Rise, ricordando una cosa. — Ma qualcuno dovrà dare spiegazioni su una multa per parcheggio prolungato, quando rintracceranno il numero della patente e arriveranno a questa base.
Saltus lo guardò, con aria interrogativa.
— Mi hanno multato perché avevo pagato due ore di sosta, e ne ho fatte quasi otto — spiegò Chaney. — Era una busta; io avrei dovuto mettere due dollari nella busta, e infilarla in una cassetta. Non l’ho fatto. Comandante, ho lanciato un colpo per la libertà. Ho scritto un messaggio.
Saltus lo guardò.
— Qual era il messaggio?
— Vinceremo.
Saltus cercò di reprimere una risata, ma non ci riuscì. Dopo qualche istante disse:
— Seabrooke la licenzierà, signore!
— Non ne avrà l’occasione. Penso di essere molto lontano da qui, quando verrà il 1980. Ha letto i giornali?
— I giornali! Li abbiamo comperati tutti! William si è impadronito di tutti quelli che è riuscito a trovare… e poi ha letto per prima cosa l’oroscopo. Era molto abbattuto; ha detto che i segni erano cattivi… che l’oroscopo era avverso. — Saltus si voltò, indicando molti giornali sparsi sul banco di lavoro. — Stavo fotografando i giornali, quando lei è arrivato. Preferirei copiarli a mano, piuttosto che dettarli nel registratore; fotografarli è semplice. Posso ingrandire le negative al ritorno… posso fare anche delle gigantografie, se me lo chiedono.
Chaney si avvicinò al banco di lavoro, e si chinò a guai dare una pagina che si trovava sotto la lente della macchina fotografica.
— Ho letto soltanto i risultati delle elezioni, e un editoriale.
Dopo un istante disse, in tono eccitato:
— Ha letto questo? La Cina ha invaso Formosa… l’ha occupata!
— Questo non è niente, legga il resto — lo incoraggiò Saltus. — Questo è accaduto alcune settimana fa, e adesso Washington ha addosso tutti i diavoli dell’inferno. Il Canada ha riconosciuto formalmente il fatto compiuto, e si è fatto promotore di un’iniziativa tesa a espellere Formosa dalle Nazioni Unite… per dare il suo seggio alla Cina. Si parla di una rottura delle relazioni diplomatiche, e della dislocazione di truppe alla frontiera canadese. Civile, questo sarebbe un vero pasticcio! Non me ne importa un accidente dei diplomatici e delle relazioni diplomatiche, ma abbiamo bisogno di un altro nemico più o meno dichiarato come abbiamo bisogno di un terremoto.
Chaney cercò di leggere tra le righe.
— La Cina ha bisogno del grano canadese, e a Ottawa piace l’oro cinese. Questa è stata una spina nel fianco di Washington per trent’anni. Lei è un collezionista di francobolli?
— Io? No.
— Non molti anni or sono, ai cittadini americani venne proibito di acquistare francobolli cinesi dai filatelici canadesi; era un crimine acquistarne o possederne. Washington si comportava stupidamente. — Tacque, e terminò di leggere la notizia. — Se questi fatti sono attendibili, Ottawa ha fatto un affare enorme: consegneranno grano sufficiente a sfamare due o tre province cinesi. Il prezzo di acquisto non è stato reso pubblico, e questo è significativo… la Cina ha comprato qualcosa di più del grano. Il riconoscimento diplomatico dell’invasione e l’appoggio canadese per ottenere un seggio al Palazzo di Vetro erano probabilmente inclusi nel contratto. Si tratta di un’abile operazione commerciale, comandante.
— I cinesi sono anche dei tiratori dannatamente in gamba. Gliel’ho già detto, vero? Li odio, ma non li sottovaluto, per questo. — Girò una pagina del giornale, e rimise in posizione la macchina fotografica. — A che ora è arrivato, stamattina? Come mai è stato il primo?
— Sono arrivato alle 7 e 55. Non so il perché.
— Il vecchio William è rimasto sconvolto, signore. Avremmo dovuto essere noi i primi, ma lei ha sconvolto i diritti di anzianità.
Chaney disse, con impazienza:
— Non so come spiegarlo; è accaduto, e basta. Quel giroscopio non è buono come i tecnici volevano farci credere. Forse i protoni di mercurio hanno bisogno di una regolatina, o di essere ricaricati, o di qualcosa di simile. Voi siete arrivati in tempo?
— Precisi come un orologio. William con un errore di tre o quattro minuti. Ma questa faccenda non piacerà a Seabrooke, ci scommetto.
— Io non mi sono messo a saltare di gioia; mi aspettavo di trovare lei e il maggiore ad attendermi. E ora mi chiedo cosa accadrà in un lancio più lungo. Quei protoni saranno almeno capaci di trovare il 2000?
— Se non ne sono capaci, signore, lei e io e il vecchio William continueremo a vagare nella nebbia senza bussola; dovremo scalciare e fare rapporto sul fiasco.
La macchina fotografica scattò un’altra foto.
— Ehi… ha visto le ragazze?
— Due bibliotecarie. Erano sedute.
— Signore, lei ha perduto qualcosa di buono. Portano i capelli in una maniera strana… non so descriverla… e le gonne non arrivano nemmeno a coprire il sedere. Veramente!… e siamo in novembre. Quasi tutte portano delle calze lunghissime, per tenere calde le gambe, mentre le parti posteriori gelano, e nella maggior parte dei casi il colore delle calze è uguale a quello del rossetto: rosso con rosso, azzurro con azzurro, e così via. La moda di quest’anno, immagino. Ah, quelle ragazze! — Spostò la macchina e girò la pagina. — Ho parlato con loro, le ho fotografate, ho ottenuto un numero di telefono, ho portato a pranzo una bellezza bionda… ci è costato solo otto dollari, tra tutti e due. Non è molto, tutto considerato. La gente di qui è proprio come noi, signore. È amichevole, e parla inglese. Quella città era un meraviglioso porto libero!
— Ma è naturale che la gente sia come noi — protestò Chaney. — Ci troviamo a due soli anni di distanza.